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  1. #831
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    Riceviamo da Paolo Montesi

    Lettera della Federazione Giovanile Repubblicana Romagnola indirizzata al Consigliere comunale Antonella Celletti (GdL) in replica al suo invito a "rileggere Mazzini"...

    COMUNICATO STAMPA 21 maggio 2008

    Cara Celletti… l’esule genovese firmerebbe per il Registro delle Unioni civili

    "Essa (la Famiglia) è la culla dell'Umanità. Come ogni elemento della vita umana, essa deve essere aperta al Progresso, migliorare di epoca in epoca le sue tendenze, le sue aspirazioni."

    Sorpresi da alcune risposte pubblicate sui giornali del consigliere Antonella Celletti (GdL), i giovani repubblicani sono corsi a “riaprire i libri che loro appartengono”.
    Gioia della Patria! Era tutto come prima. A quanto pare quindi, nessuna svista. La Famiglia, lo scrive proprio l’esule genovese, deve adattarsi al mondo in cui si vive, fare sue le istanze civili, cambiare con l'uomo, per poter conservare la sua missione.
    Perchè, secondo Mazzini, la Famiglia non è un fine, ma un mezzo, attraverso il quale arrivare al pieno compimento di sé stessi. Mazzini utilizza questo nucleo della società, per proiettare dentro di esso la nascita di tutte le virtù che compongono il cittadino. Inoltre, non può sorprendere che Mazzini usi questo ambito per tutelare due delle figure più discriminate del suo tempo: le donne ed i bambini. compito della famiglia è quindi quello di Educare: "In nome di ciò che è più sacro, non dimenticate che voi avete in cura le generazioni future, che avete verso quell'anime che vi sono state affidate, la più tremenda responsabilità che l'essere umano possa conoscere: voi dovete iniziarle, non alle gioie o alle cupidigie della vita, ma alla vita stessa, ai suoi doveri, alla Legge Morale che la governa."
    La Donna, quindi: Mazzini, memore degli affetti della madre, essa non è solo "guardiana del focolare", ma vera e propria parte integrante della Famiglia, e della Patria; tutte le forze devono essere spese per emanciparla, distoglierla da quello stato di subalternità che ha caratterizzato tutte le epoche passate:
    "Oggi, la metà della famiglia umana, la metà con la quale noi cerchiamo ispirazione e conforti, la metà che ha in cura la prima educazione dei nostri figli, è, per singolare contraddizione, dichiarata civilmente, politicamente, socialmente ineguale, esclusa da quell'Unità. ... . L'emancipazione della donna dovrebb'essere continuamente accoppiata per voi con l'emancipazione dell'operaio. (dei discriminati)"

    Dopo questo breve riassunto… dove abbiamo sbagliato?

    A nostro avviso, Mazzini opererebbe nella società odierna a sostegno di “tutte” le famiglie… anche quelle non (ancora) riconosciute dallo status del matrimonio. E diffonderebbe in Patria ciò che già ebbe modo di vedere in altre Nazioni d’Europa.

    Ufficio stampa Federazione Giovanile Repubblicana
    F.G.R. della Romagna

  2. #832
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    PRI/ Mingozzi e Gambi: "Sicurezza, avanti così"

    RAVENNA - "Per il PRI non si tratta di contrapporre sicurezza a immigrazione, bensì applicare normative di legge e provvedimenti duraturi che diano risultati concreti per la tranquillità dei cittadini di Ravenna città e del forese, con regole chiare anche nei confronti degli immigrati, controlli e sanzioni", affermano Giannantonio Mingozzi e Paolo Gambi.

    “Il grado di convivenza civile , che va mantenuto alto nella società ravennate, dipende anche dal rispetto della legalità e dalla capacità di reprimere comportamenti arroganti e lesivi dell’altrui libertà e del decoro cittadino; per questo concordiamo con il Sindaco quando sottolinea l’importanza del coordinamento fra le varie forze di polizia per l’ordine pubblico ed una presenza sempre più efficace della stessa polizia municipale”.

    “Non dimentichiamo, aggiungono Mingozzi e Gambi, che non è solo il centro storico meritevole di attenzione, ma occorre estendere a tutte le frazioni del forese controlli ed interventi: per questo motivo il PRI avvierà incontri in tutte le principali frazioni, da S. Pietro in Vincoli a S. Alberto, da Castiglione a Piangipane e Mezzano, per disegnare una mappa realistica dei bisogni di sicurezza e delle problematiche di ordine pubblico nel forese e proporre interventi conseguenti in Giunta e Consiglio".

    “Nessuna confusione, aggiungono gli esponenti del PRI, tra illegalità e criminalità ma una presenza del Sindaco, della Giunta e del Comune che sia di aiuto effettivo ai cittadini che si sentono più esposti; nel contempo incentivare i locali pubblici e gli operatori del commercio ad aperture serali più frequenti che consentano di avere più cittadini in città; anche per questo vale la nostra proposta dei parcheggi gratuiti dalle 17 in città, che potrebbe favorire una presenza dei fruitori più accentuata”.

    “Infine, non sosteniamo solo il Sindaco e le iniziative della Giunta, ma apprezziamo anche la disponibilità al dialogo espressa dal centro destra (consigliere Costa a parte, che è sempre patetico nei suoi riferimenti al PRI) perché la sicurezza dei cittadini non ha colore politico, non consente strumentalità e non vive sull’ottimismo di facciata, ma richiede un paziente e fermo lavoro di presenza delle istituzioni e del Comune in particolare (anche oltre le funzioni che gli sono proprie) che il Sindaco sta interpretando con tutto il nostro impegno e collaborazione”.

    tratto da http://www.ravennanotizie.it/index.p...17241&Itemid=2

  3. #833
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  4. #834
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    Riceviamo da Paolo Montesi

    Un ricordo della figura del
    Sindaco Repubblicano Tonino Manuzzi
    Sindaco di tutti i cesenati

    Hotel Casali VEN 27/06/08 - Ven. 27 Giu. 21:00 – 220 - Via Croce Benedetto, 81 - 47023 Cesena (FC) - Hotel Casali - Sala Convegni

    Insieme ai repubblicani si rivivono gli anni dell'Amministrazione repubblicana.
    Verrà presentata anche una borsa di studio per progetti culturali su Tonino Manuzzi
    A seguire sarà servito un buffet

    Vi aspetto...

    Paolo Montesi

  5. #835
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  6. #836
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    Ryanair a Bologna, Stefano Gagliardi (Fi/Pdl) e Giovanni Lucchi (Pri) chiedono una risposta ufficiale alla Provincia di Forlì-Cesena

    (7/8/2008 13:08) - (Sesto Potere) - Forlì - 7 agosto 2008 - I fatti di questi ultimi giorni sono noti : l'Aeroporto di Forlì ha perso i voli internazionali che Ryanair ha spostato su Bologna e gli enti locali della Riviera, Cervia e Ravenna in primis, hanno già manifestato l'intenzione di sfilarsi dai progetti di collaborazione in corso (nell'attività di Promozione e Turismo) e futuri: entrare in Seaf e aumentare le quote, come auspicavano le amministrazioni comunali e provinciali di Forlì-Cesena.

    Sulla scottante materia Stefano Gagliardi e Giovanni Lucchi, rispettivamente capogruppo FI-PDL e capogruppo PRI in consiglio provinciale di Forlì-Cesena, hanno presentato un' interrogazione urgente sottolineando chiarezza nele strategie di governance dello scalo, in considerazione del fatto che Comune di Forlì e Provincia di Forlì-Cesena detengono oltre il 48% delle quote azionarie e: "non potranno continuare a lungo a far pagare ai propri cittadini ulteriori ingenti perdite",

    Nelle scorse settimane - ricordano i due - la Società S.E.A.F.. aveva rielaborato il business plan della società per il triennio 2008-2010 costruendolo sui seguenti presupposti: il rilascio da parte di ENAC S.p.A. della concessione quarantennale per la gestione dell’aeroporto, secondo il procedimento già avviato e la sottoscrizione del contratto con la società irlandese Ryan Air per la costituzione, presso l’Aeroporto di Forlì, della propria base, caratterizzata da alcuni requisiti minimi (2 aerei dal novembre 2008, un terzo aereo dal giugno 2009). Questi elementi avrebbero permesso: l’incremento dei passeggeri imbarcati dagli attuali 708.000 (anno 2007) fino a 2.050.000 (anno 2010) ed una forte riduzione della perdita nell’esercizio 2009 con tendenza al pareggio; raggiungimento dell’utile nell’esercizio 2010.

    Cosa succederà adesso?

    Nell' interrogazione Stefano Gagliardi e Giovanni Lucchi interrogano il presidente della giunta , Bulbi, per sapere:

    se ritenga ancora raggiungibile l’ipotesi del pareggio di bilancio per l’anno 2009; come stiano procedendo le trattative per incrementare la presenza di azionisti privati e pubblici nella compagine societaria, con particolare riferimento alla Camera di Commercio, alle categorie economiche e se non ritenga indispensabile convocare la commissione consigliare competente per analizzare nel dettaglio il nuovo piano strategico della SEAF. spa.

    tratto da http://www.quotidianodelnord.it/inde...110&Rid=173986

  7. #837
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    E’ scomparso, all’età di 88 anni, l’amico Renato Ascari Raccagni. Originario di Forlì, deputato repubblicano e a lungo Presidente della locale Cassa di Risparmi. E’ stato fondatore e per oltre vent’anni presidente di Libera Cooperazione, associazione legata all’Edera. Scompare con Ascari Raccagni, per molti anni presidente nazionale dell’Agci, una figura storica nell’ambito della cooperazione di ispirazione repubblicana. Alla famiglia le condoglianze della Segreteria nazionale e della redazione della “Voce”.

    tratto da http://www.pri.it/new/

  8. #838
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    Forlì, l'ultimo saluto Renato Ascari Raccagni

    12 settembre 2008 - Si sono svolti questa mattina i funerali di Renato Ascari Raccagni, l'ex parlamentare repubblicano ed ex presidente della Cassa dei Risparmi di Forlì morto all'età di 88 anni. Raccagni è stato omaggiato anche da tanti esponenti del panorama politico forlivese e dell'Emilia-Romagna. Presenti anche le delegazioni di tante consociazioni repubblicane e sezioni mazzianiane.

    Di lui resterà indimenticato il ricordo dell'impegno profuso da sempre nell'ambito dell'Agci (il mondo cooperativo riferito all'area culturale repubblicana), di cui Ascari Raccagni è stato presidente nazionale.

    L'ex deputato è stato in passato anche consigliere comunale e negli ultimi tempi era un dirigente locale dell'associazione "Italia Nostra" e a Morciano di Romagna, in provincia di Rimini, era molto noto per essere presidente del consiglio d'amministrazione della Con.Sv.Agri., proprietaria del pastificio Ghighi.

    tratto da http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/9/12/102486/

  9. #839
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  10. #840
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    L'ultimo saluto a Renato Ascari Raccagni
    La cerimonia del 12 settembre a Forlì
    La vita di un combattente silenzioso ma tenace



    di Francesco Nucara

    Il 12 settembre siamo stati a Forlì per porgere l'ultimo saluto a Renato Ascari Raccagni. Ascari, come comunemente lo chiamavano i repubblicani, era un uomo di stampo antico. Non si faceva mai cogliere dall'ira o dalle recriminazioni sui torti che come tanti tantissimi altri aveva subito dal gruppo dirigente del Partito. Qualche tempo fa lo incontrai ad un pranzo di repubblicani presso la sezione Mazzini di Forlì. Tutto il tempo, più che a pranzare, lo utilizzammo per parlare della condizione del partito repubblicano.

    Egli mi invitò a proseguire sulla strada che avevo intrapreso come segretario del PRI perché, a suo dire, era l'unico modo per tenere accesa una piccola lampadina sulla foglia d'Edera che aveva intriso di ideali la nostra gioventù e che continuava ad essere il simbolo delle nostre tante battaglie repubblicane.

    Ascari era un uomo mite e silenzioso. Silenzioso ma non silente. Quando gli si comunicò la decisione del partito che il presidente dell'AGCI doveva essere altri e non lui, non batté ciglio. Pur tuttavia i cooperatori elessero lui ai vertici dell'Associazione che aveva rappresentato per molti aspetti la ragione di una vita tesa a seminare gli ideali mazziniani dovunque potesse.

    Un uomo quindi silenzioso e mite ma molto, molto tenace. Una tenacia che nessuno poteva confondere con la cocciutaggine o peggio con la testardaggine.

    Eravamo nel '77, ma anche successivamente, quando da qualche anno era presidente della Cassa di Risparmio di Forlì e gli fu consigliato di dimettersi (consiglio che per la verità fu dato a lui come a tanti altri rappresentanti repubblicani nel mondo bancario), egli assunse un atteggiamento di difesa dell'autonomia degli organismi locali che a quell'incarico lo avevano proposto e poi nominato.

    Anche in questa occasione la sua tenacia ebbe ragione su indicazioni sbagliate.

    Ascari sembrava defilato dalla vita di partito. Non era così. Egli del PRI forlivese sapeva tutto, tanto che in occasione di una delle tante diatribe interne al partito mi telefonò consigliandomi una soluzione. Consiglio che accettai adoperandomi affinchè la soluzione che lui mi aveva proposto andasse a buon fine. Cosa che avvenne. Con il garbo che lo distingueva mi telefonò per ringraziarmi.

    Renato se n'è andato in punta di piedi, potremmo dire in silenzio, così come era vissuto. Una cerimonia semplice alla presenza dei suoi amici repubblicani con le bandiere rosse dell'Edera che lo avevano accompagnato per tutta la vita e lo hanno assistito anche nel momento in cui lui non poteva più vederle. Eppure quest'uomo dal tratto elegante, tanto riservato nei suoi sentimenti personali e politici, che era stato deputato per due legislature ('72 e '76), presidente dell'AGCI, presidente della Cassa di Risparmio, avrebbe potuto ricevere più onori nell'ultimo addio. Ma forse sono stati più gratificanti gli onori che gli sono stati attribuiti in vita da quanti lo avevano conosciuto, stimato e apprezzato.

    Le lacrime di Riccardo Rosati quando il feretro si è fermato davanti al Circolo Mazzini, il "suo" circolo, sono la prova evidente dell'amore repubblicano per Renato.

    Questo era Renato Ascari Raccagni, con i suoi valori antichi intrisi di modernità nella gestione della cosa pubblica. Uno di quegli uomini che non hanno bisogno di strillare, di offendere, di denigrare, di tradire ideali per far valere le proprie ragioni. Un combattente silenzioso ma tenace, dai valori solidi, non effimeri come si usa di questi tempi. Con grande rispetto pensiamo alle idee che hanno guidato la vita politica di Renato ricordando la sintesi del pensiero politico di Demostene, il grande oratore Ateniese: "Non le sorti di una battaglia importano; ma l'animo, la volontà, la fede. L'animo di essere liberi, la volontà di lavorare, la fede nella tradizione, in se stessi, nella giustizia infallibile della storia. E non disperare, mai. Non tradire, mai".

    tratto da http://www.pri.it/new/16%20Settembre...riRaccagni.htm

 

 
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