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  1. #121
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 18 dicembre 2003




    Elezioni 2004, domani si decide il sindaco di Reggio Emilia, centrosinistra in fibrillazione anche a Forlì

    FORLI' - Domani pomeriggio si svolgerà a Reggio Emilia la seduta decisiva per decidere chi sarà il nuovo sindaco fra un esponente della Margherita o dell'Ulivo della città emiliana. A Forlì, invece, domani sera si terrà la riunione del tavolo dell'Ulivo allargato a Verdi e Rifondazione per la definizione del programma del tavolo del centrosinistra. Dunque, in base all'effetto domino su scala regionale, potrebbero esserci anche sorprese in terra di Romagna. Al riguardo, il consigliere comunale Lauro Biondi del Pri, in un comunicato, rivolto ad alcune affermazioni di Ubaldo Marra (segretario comunale Ds di Forlì) spiega che: "Per quanto riguarda i repubblicani nessun organo di partito locale o nazionale di quelli titolati a decidere si è riunito e ha discusso di bozze programmatiche, ne tanto meno di ipotesi di accordo... a tutt'oggi non riteniamo che possano esserci le condizioni per un'ipotesi di accordo, neppure formale, con il Pri".

  2. #122
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 19 dicembre 2003

    Lauro Biondi (Pri) è allarmato

    FORLI’ - Polemico, come spesso avviene, auro Biondi consigliere comunale Priponente della “minoranza” nella Consociazione forlivese, “maggioranza” nel nazionale dove è componente della Direzione.“Leggiamo sui giornali locali - dichiara Biondi - che il Centrosinistra è vicino ad un accordo di programma e domani (oggi, ndr.) vi dovrebbe essere una riunione decisiva. E che, a parere di Ubaldo Marra, segretario dell’Unione comunale Ds di Forlì, il percorso è stato ultimato. Comprendiamo come Marra sia la persona adatta a dirigere il traffico, visti i suoi precedenti ed attuali incarichi quale responsabile di aziende del trasporto pubblico, ma rimaniamo almeno stupefatti nell’apprendere che si terranno incontri decisivi. quanto riguarda i repubblicanifatti, nessun organo di partito locale e nazionale si è riunito e ha discusso di bozze programmatiche, nè tanto meno di ipotesi di accordo. ordiamo che, per tali decisioni, il partito si è impegnato a tutti i livelli per un confronto programmatico con tutte le forze politiche”

  3. #123
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 19 dicembre 2003

    Valbonesi (Pri) alza muri

    Aperture dai Verdi e Prc

    FORLI’ - Il dibattito sul bilancio della Provincia ha fatto capire, fuori dalle righe, che è cominciato per i Verdi e Rifondazione Comunista il tempo dell’attenzione, di una cauta apertura destinata, se confermata, ad orientare il futuro del Centrosinistra sul piano provinciale.
    E sollevando “rigorose questioni politiche” è stato proprio Vidmer Valbonesi, capogruppo provinciale del Pri, a mettere le mani avanti con un intervento insolitamente duro nei confronti anche di Ds e Margherita, le due principali forze alleate al governo locale e naturalmente verso Rifondazione comunista.
    Roberto Riguzzi, capogruppo dei Verdi, ha chiarito che le tappe di avvicinamento non devono nascondere anche le differenze, ma il bilancio, per quanto vincolato da una sua impostazione rigida, si presenta con diversi elementi di apprezzabilità. Da parte sua Piergiorgio Poeta, capogruppo di Rifondazione, non ha negato gli elementi di forza contenuti nel Bilancio, la necessità di tenere conto degli obiettivi di fondo individuati, ma di non dimenticare che obiettivi ambiziosi come quelli della viabilità fra Forlì e Cesena non possano prescindere da un esame severo della loro realizzabilità, dei costi sociali ed ambientali.A sua volta Il capogruppo di Forza Italia nel consiglio provinciale di Forlì-Cesena, Valerio Roccalbegni, ha illustrato, da parte sua, gli emendamenti che saranno presentati in sede di discussione del Bilancio 2004."Le idee, anche originali a mio parere, sono tante - spiega Roccalbegni - penso alla tessera Infocard (sul modello di un’iniziativa analoga sperimentata a napoli ed a Milano) per far conoscere meglio ai turisti il territorio e gli spettacoli e gli eventi che caratterizzano la stagione e consentire loro di accedere a sconti e vantaggi di altro tipo... Fra gli altri emendamenti: contributi all'associazione Nuova civiltà delle Macchine con fondo di sostentamento per creare fondazione di tutela dell'eredità Pedriali...un occhio di riguardo alle ipotesi di nuove centrali a metano per la produzione di idrogeno così da distribuire energia alle famiglie rendendole autonome e invitando a predisporre un progetto...”.

    Oggi il voto conclusivo.

  4. #124
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 20 dicembre 2003

    Progetti oltre il “San Domenico”

    FORLI’ - Oltre il “San Domenico” a sostegno della cultura. “Il recupero del complesso del San Domenico - ricorda Rino Casadei, consigliere comunale Pri, presidente III Commissione consiliare, dovrà essere l’occasione per avviare il progetto di ‘distretto culturale’ che non potrà non coinvolgere la Rocca di Caterina e l’integrazione culturale e turistica. A tal fine va costituito un organismo unitario, nel quale confluiscano enti e istituzioni come Comuni del comprensorio, Amministrazione provinciale, fondazioni bancarie, Università, associazioni economiche e sociali, privati seguendo l’impostazione data per la nascita, nel campo delle politiche universitarie, a Serinar che ha così positivamente favorito il decollo del polo universitario. Nel distretto culturale - continua Rino Casadei - devono trovare adeguato spazio la musica ed il teatro. Gli obiettivi delineati nelle convenzioni con le forme associative che operano nella produzione artistica devono essere conseguiti, uscendo dalla logica limitata del contributo economico e favorendo la partecipazione dei cittadini”.

  5. #125
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 20 dicembre 2003

    Pri verso il divorzio soft Antipasti programmatici

    CESENA - La pre-intesa tra Comune e Trevisani per cedere ad Atr il ramo aziendale legato alla gestione dei parcheggi ha riportato il sorriso in casa del Pri. Ora la metamorfosi del Foro annonario - sono convinti i vertici dell’Edera - è più vicina. Un motivo per avvicinarsi con una ritrovata serenità alla decisione fatidica che verrà presa domani, quando gli organi del partito dovranno decidere come posizionarsi alle prossime elezioni: dentro la coalizione che sosterrà Conti, in versione riveduta e corretta grazie ai probabili apporti di Rifondazione comunista e dell’Italia dei Valori, o in posizione autonoma, presumibilmente con Mario Guidazzi nei panni di candidato sindaco? La seconda ipotesi, al momento, appare quasi una certezza. Salvo colpi di scena dell’ultimo secondo, il divorzio ci sarà, anche se non sarà un divorzio traumatico. Lo si è capito definitivamente l’altra sera, in Consiglio comunale, quando Guidazzi, commentando il bilancio, ha fatto un intervento che è stato quasi un commiato, difendendo col tono nostalgico di chi guarda ai tempi passati la bontà del lavoro svolto in questa legislatura insieme a Ds, Margherita e Sdi. Il capogruppo dell’Edera Africo Morellini, poi, ha anticipato la nuova rotta: “Se ci divideremo - ha dichiarato - lo faremo non per pregiudiziali anticomuniste ma per considerazioni di carattere programmatico-amministrativo. Certe richieste di cambiamento e le critiche alle deleghe ai privati che sentiamo da Rifondazione ci preoccupano. Comunque, saremo leali fino in fondo a questa giunta”.Il “new wave” che si profila all’orizzonte ha dato un’iniezione d’entusiasmo ai Repubblicani, che iniziano già a snocciolare il loro verbo programmatico, riprendendo punto per punto gli stimolanti input lanciati nei giorni scorsi dalla Uil. Per quel che riguarda il Foro, l’Edera rialza la voce, pensando che la “pre-intesa con Trevisani sui parcheggi spiani la strada e possa rimuovere tanti ostacoli, consentendo di chiudere la partita prima della fine della legislatura. D’altronde, se non partisse il parcheggio sotto, non potrebbe partire la realizzazione del centro commerciale, assolutamente essenziale per rafforzare il tessuto di negozi dentro la cinta muraria”. A dirlo è Renato Lelli, che pensa che in questo caso ci potrà essere qualche piccolo ritocco ma che “l’impianto del progetto per cui questa amministrazione si è spesa da tanti anni sia deciso” e quindi si può partire velocemente.Sull’Emilia bis il Pri marca le differenze rispetto a quanto indicato nelle linee di indirizzo stese dal tavolo allargato del centrosinistra: “A Forlì c’è stata molta più chiarezza nel dire che l’Emilia bis va realizzata. A Cesena, di fatto, la si è menzionata ma in posizione subordinata rispetto alla messa in sicurezza dell’attuale via Emilia. Questo farà slittare i tempi e rischiamo che si ripeta quello che è accaduto con la secante, che stiamo attendendo dal lontano ’64”. Gli esponenti dell’Edera, a differenza di Rifondazione, sono convinti che, “anche se fosse a pagamento, con una tariffa fissata al massimo in un euro, l’Emilia bis sarebbe ben accolta ed utilizzata ampiamente”. Semmai l’unico scoglio che vedono è un altro: “Qualche dubbio può riguardare la sostenibilità finanziaria dell’operazione: il privato con cui collaborare per costruire la nuova strada dovrà ammortizzare il suo investimento in un numero di anni congruo e bisognerà valutare con attenzione se questo sarà fattibile”.Quel che è certo è che la viabilità sarà al centro delle priorità del Pri, che fissa come obiettivo pressante “l’apertura il più veloce possibile dei cantieri per la realizzazione della E55, da fare arrivare da Venezia fino al casello di Cesena nord, e la messa in sicurezza della E45, utilizzando i fondi già stanziati e rimandando i ragionamenti sulla sua trasformazione in autostrada”.Non può mancare un accenno al rapporto tra pubblico e privato, altro cavallo di battaglia dell’Edera. “Assecondare le spinte dei privati contemperandole con gli interessi pubblici è la strada che abbiamo imboccato e su cui bisogna procedere. Il nuovo Prg si basa su questa filosofia: per esempio, in cambio di progetti d’espansione residenziale, il Comune ottiene strutture di interesse pubblico a servizio della collettività. Anche per la gestione dei servizi vale un discorso simile. Il privato offre più flessibilità e questo è importante in una società in cui le esigenze cambiano velocemente. Se il pubblico oggi assume un bidello perché ce n’è bisogno in una scuola, questo resterà ancorato alla sua mansione anche se il quadro cambierà e al posto di quella necessità ne emergerà un’altra, come quella di avere un assistente per gli anziani. Col privato questo problema è superato. E il discorso del controllo pubblico sui servizi esternalizzati è giusto, ma senza esagerare: altrimenti si mette un cappio che i privati non possono accettare. Invece temiamo che ci siano visioni ideologiche d’altro tipo da parte di Rifondazione, che vedendo i privati come speculatori che fanno solo i propri interessi, rischia di intralciarli”.

  6. #126
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 21 dicembre 2003

    Il Pri all’attacco sul turismo

    CERVIA - Il turismo è in “flessione”, i repubblicani invitano a “riflettere” chiedendo “una valida politica di promocommercializzazione, la trasparenza dei prezzi e la qualità”. Ma anche l’ambiente va “valorizzato”, oltre ai “beni culturali ed artistici” di cui Ravenna è la capitale dei mosaici. “Occorre incentivare - insiste poi il segretario del Pri Moraldo Fantini - i collegamenti ed i trasporti, elevare la qualità urbana, snellire le procedure burocratiche. Vanno inoltre promossi accordi fra soggetti pubblici e privati, per progetti integrati di marketing, di promozione, di comunicazione e di informazione”. L’Edera poi “da anni” avanza proposte per “destagionalizzare”, ma occorrono “studi costanti sulla evoluzione della domanda, sulla capacità di catturare flussi turistici, sulla diversificazione dell’offerta”. “Non dobbiamo limitarci - avverte il segretario - al solo turismo balneare, ma allargare l’offerta all’intero territorio, vale a dire ai settori dello sport, delle terme, della cultura, dell’entroterra romagnolo e della gastronomia”. Anche per “armonizzare” il “weekendismo col turismo dei soggiorni settimanali” i repubblicani propongono azioni di “riposizionamento sul mercato e di marketing generale”. Nel mirino vi sono, secondo la loro visuale, le regioni del nord o del centro Italia, oltre ai paesi del nord Europa, nei quali vivono “ceti borghesi e benestanti; si tratta in particolare di Svizzera, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia, Germania, Inghilterra, Scandinavia e Paesi dell’est. “Attenta e trasparente - aggiunge poi Fantini - deve essere la politica dei prezzi; in periodi di contrazione infatti è opportuno tendere verso un aggiustamento ragionato; a fronte di modeste variazioni si possono anche rivedere i listini, tenendo conto che a giugno la domanda si presenta più sostenuta. Sembra però difficile ipotizzare una altissima stagione oltre la settimana che fa seguito al ferragosto”. Il pubblico infine deve “vendere il prodotto dell’intero territorio”, con proposte che tengano conto della balneazione, degli eventi anche locali, del termalismo, del divertimento, del diportismo, del golf, dello sport e del commercio.

    m.p.

  7. #127
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 21 dicembre 2003

    C’eravamo tanto amati

    CESENA - Separati in casa, ma senza astio e con la necessità di non creare un effetto domino in Provincia e in tutta la Romagna. Questo lo stato dei rapporti fra Ds e repubblicani dopo l’incontro di ieri. C’è stato un faccia a faccia a livello regionale. Tutti però sono rimasti sulle loro posizioni e questa mattina, con tutta probabilità, il Pri sancirà la sua uscita dal centro sinistra.Il condizionale però è ancora d’obbligo in quanto è stato chiesto all’Edera di prendere tempo. Non tanto per quanto riguarda Cesena, bensì per l’aspetto regionale. In tutte le altre zone della Romagna i repubblicani sono nel centro sinistra e si vuole evitare che la rottura di Cesena sia deflagrante. In particolare per la Provincia dove si ragiona ancora su un centro sinistra composto anche dal Pri. Ieri mattina, per il resto, il copione è stato lo stesso degli ultimi giorni. Non ci sono però state impennate che abbiano determinato cambiamenti di rilievo. Inevitabile, quindi, che ognuno rimanesse nelle sue posizioni. Ora la palla passa in mano all’Edera. la Consociazione di Cesena si riunirà questa mattina e dovrà decidere se rompere tutto o rinviare di quindici giorni. Rimane il fatto che il Pri può considerarsi fuori. Perché? Non c’è un motivo solo. La situazione è determinata da una somma di cose. Innanzitutto c’è l’effetto Ugolini. La presenza dell’ex onorevole alla guida della coalizione di centro destra ha mandato in fibrillazione molti esponenti repubblicani che temono un fuga di voti verso Ugolini nel caso di un’alleanza con Rifondazione. La partita Rifondazione poi è stata giocata male. Per troppo tempo esponenti di spicco (soprattutto Guidazzi e Morellini) hanno posto l’out out ai comunisti e la base si è convinta che il matrimonio non si deve fare. Errori strategici ci sono stati anche da parte dei Ds. In alcune occasioni le scelte dei vertici di via Chiaramonti non sono state ponderate e i repubblicani che già erano agitati si sono ulteriormente innervositi.

    db

  8. #128
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    Predefinito E' una bella gatta da pelare

    Comunque auguri ai repubblicani romagnoli perchè trovino la strada giusta per loro e per tutto il partito.

  9. #129
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    Scusatemi ma vorrei capire meglio.
    L'On. Denis Ugolini sarebbe il candidato sindaco per il centro-destra?
    Se è cosi, cosa lo avrebbe spinto a destra, e quale sarebbe stato il motivo per non aver trovato un accordo con il P.R.I. per una lista comune di terza forza, posizione cara tra l'altro agli amici romagnoli.

  10. #130
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 22 dicembre 2003

    L’Edera “balla” da sola

    CESENA - Rottura con il centro sinistra a Cesena, restano aperte le trattative nella altre sedi istituzionali (per la Provincia ed a Forlì-comune così come negli altri comuni coinvolti nelle amministrative). Questo, in estrema sintesi, il senso del documento elaborato ieri mattina dopo una riunione fiume dai Repubblicani, riunitisi con i massimi vertici nella sede principale cesenate di corso Mazzini.Una decisione, quella staccata ieri dall’Edera, che pareva ormai scontata e che muove all’interno del partito Repubblicano cesenate sentimenti di vera guerra da trincea contro lo schieramento “ex amico” di palazzo Albornoz. I Repubblicani, nel corso della riunione, hanno contestato a tutti i livelli l’atteggiamento tenuto dai Ds durante questo periodo di preparazione alle prossime amministrative. Sul piatto quanto fatto finora dall’Edera. I Repubblicani sono scocciati: hanno mantenuto una linea robusta di coesione con la Quercia quando “metà dei Ds storcevano il naso davanti all’amministrazione di Conti”, quando “ci sono state delle uscite dal partito dei Ds a legislatura in corso” (il riferimento è ai Laburisti).Una continuità amministrativa avuta, nei programmi, per la quale sono piovuti elogi e grazie alla quale, ritiene l’Edera, si sono portati a termine importanti obiettivi per la città di Cesena. Invece, per le future amministrative, i Ds hanno ceduto alle volontà di Rifondazione, inconciliabili alcune con la linea di condotta amministrativa e di pensiero Repubblicana. Inoltre, nel periodo pre elettorale, è mancato il dialogo anche con altre parti del centro-sinistra (la Margherita) che per i repubblicani è poco impegnata nei programmi e troppo attenta ad “accaparrarsi posizioni di prestigio”. Per l’Edera, insomma, è inaccettabile pensare che il futuro amministrativo di città posa essere, in caso di vittoria del centro sinistra, “schiavo di Rifondazione”. Di qui la decisione di correre da soli. Ogni “Partecipazione sarà ben accetta”, ma i Repubblicani a Cesena correranno con una propria lista e col propio simbolo. In caso di secondo turno, inoltre, è già stata chiarita anche la linea da seguire. Sicuramente nessun apparentamento con la lista che rappresenta il centro-destra e che ha in Denis Ugolini il suo candidato. Scontate a questo punto le dimissioni di Guidazzi da vice sindaco. Resta da definire solo la data che comunque non sarà posteriore al mese di gennaio. Sarà l’esecutivo dei Repubblicani a dover definire la data esatta. “Ma per correttezza nei confronti dell’Amministrazione e della città - dice a tal proposito Mario Guidazzi stesso - parleremo dei tempi anche col sindaco”.

 

 
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