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  1. #141
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    I repubblicani con Spignoli

    BAGNO DI ROMAGNA (Forli' e Cesena) - La candidatura a primo cittadino proposta dai Ds per Bagno viaggia a vele spiegate. Se già il gradimento sulla persona e sull’operato di Lorenzo Spignoli, prima in Comune e poi in Comunità Montana, era stato espresso, anche se non in forma ufficiale, dalle altre due componenti la coalizione del centro-sinistra, vale a dire il Ppi e il Prc, giungono a conforto del cammino intrapreso le considerazioni dei repubblicani: “Il segretario del Partito Repubblicano Italiano della sezione ‘Ugo La Malfa’ di San Piero in Bagno, Roberto Bassetti, avvertito telefonicamente dal segretario Ds del comprensorio di Cesena, Graziano Gozi, sulla candidatura ufficiale di Lorenzo Spignoli a ricoprire per i Ds l’incarico di primo cittadino del Comune di Bagno di Romagna, esprime a nome del Partito Repubblicano e suo personale pieno gradimento sulla persona indicata dal consiglio direttivo Ds dell’Alta Valle del Savio. Il segretario Gozi gli ha anche comunicato che, a breve, ci sarà un incontro tra tutte le forze politiche di maggioranza che hanno ben governato il Comune di Bagno di Romagna negli ultimi dieci anni. Il Partito Repubblicano auspica, fin da ora, che sia la stesa maggioranza a governare il Comune anche per i prossimi cinque anni. Ovviamente, il segretario Pri attende l’incontro per parlare di programma e di organigramma in assoluta chiarezza, anche per poter portare avanti con impegno e continuità tutto il lavoro di questi anni nei più svariati settori, che vanno dall’arredo urbano alle attività socialmente utili, dal turismo all’ambiente e al termalismo, ecc. Considerando questi risultati e ritenendo che il candidato proposto dai Ds locali sia la persona adeguata per portare in porto un’altra legislatura piena di soddisfazioni, il Partito Repubblicano si dice lieto di partecipare all’incontro con le altre forze di maggioranza in maniera da portare a conoscenza della popolazione quale sarà la futura composizione della giunta che amministrerà la cosa pubblica nei prossimi cinque anni”. Sarà ora l’incontro di coalizione che esprimerà l’ufficialità plenaria alla candidatura.

    m.b.

  2. #142
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 11 gennaio 2004

    Il Pri ambisce alla Provincia

    FORLI’ - Il Pri rivendica il diritto alla continuità di presidenza nel “dopo Gallina” e lo ha dichiarato in modo ufficiale al termine della segreteria regionale. Vidmer Valbonesi, segretario regionale dell’Edera, precisa: “Crediamo che la cosa migliore per assicurare continuità al buongoverno della presidenza Gallina sia individuare un presidente repubblicano, forlivese o cesenate non importa, purchè sia in grado di sviluppare la progettualità della giunta uscente”. E questo nonostante il Pri forlivese abbia firmato l’accordo di programma per il Centrosinistra nel Comune di Forlì, mentre a Cesena correrà con una lista autonoma.“A chi come Antonio Nervegna, consigliere regionale di Forza Italia - replica Valbonesi - ci accusa di incoerenza perchè accettiamo un’alleanza a Forlì comprensiva del partito di Rifondazione Comunista, mentre a Cesena, scegliamo un via diversa di visibilità elettorale rispondo che il metro della coerenza dovrebbe misurarlo da se stesso, visto che è stato in grado negli anni Ottanta di fare l’assessore comunale in una giunta nella quale c’era Aurelio Strada, esponente comunista che poi a Meldola in Rifondazione Comunista si è riconosciuto, eccome. E in ogni caso la presenza repubblicana nelle giunte di sinistra assicura proprio una governabilità nella quale su temi come quelli di Hera, della via Emilia “bis”, del governo energetico del territorio noi continueremo a garantire un filone democratico improntato ad un forte realismo e pragmatismo, lasciando alle manifestazioni ideologiche il peso vogliono avere e che non sono per nulla condivise dai repubblicani”.E fra la fine di gennaio e il mese di febbraio il Pri prepara due manifestazioni per celebrare Ugo La Malfa, nel centenario della nascita (1903), mentre per le elezioni europee conferma di preferire una lista con l’Edera in tutti i collegi nazionali.

    Pi.Car.

  3. #143
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 13 gennaio 2004

    Guidazzi a un passo dalle dimissioni

    CESENA - Forse oggi Mario Guidazzi presenterà la lettera di dimissioni. Ieri, ad un certo punto, la decisione era stata presa. Però in serata, alla luce dell’esito del vertice di maggioranza, la scelta potrebbe essere rientrata. Come sempre, sarà la notte a portare consiglio. A far precipitare la situazione è stata la decisione di convocare la riunione di maggioranza che si è tenuta ieri pomeriggio. Mario Guidazzi e tutto il partito repubblicano ha letto quella convocazione come la volontà di dare un’accelerazione alla vicenda e conquistare la poltrona di vice sindaco. Il dito è stato puntato soprattutto contro la Margherita.La riunione però è stata interlocutoria. Il Pri è stato rappresentato da Africo Morellini, consigliere comunale. Si è parlato solo di come finire la legislatura. Morellini ha ribadito che non mancherà mai l’appoggio alla giunta, nemmeno quando Mario Guidazzi si sarà dimesso da vice sindaco.La riunione è durata pochissimo: un’ora. Non si è mai parlato di deleghe e di sostituzioni di Guidazzi. L’impressione è che il sindaco voglia muovere il meno possibile. Da escludere in maniera categorica l’ingresso di un nuovo assessore: a sei mesi dalle elezioni non avrebbe senso. Ancora tutto da decidere per quanto riguarda il vice sindaco. Il principale candidato è Giorgio Andreucci, ma l’assessore all’Urbanistica (ha già deciso il suo addio alla vita amministrativa) non ha particolari pruriti. Accetterebbe di buon grado se gli fosse proposto, ma non farebbe le bizze se Conti decidesse di fare a meno del vice. Se la legge lo permettesse (è ancora da verificare), sarebbe l’ipotesi più percorribile. Solo oggi pomeriggio quindi si saprà se quella odierna sarà l’ultima riunione di giunta alla quale parteciperà Guidazzi.Adesso rimane da capire se la riunione di ieri è stata all’acqua di rose per mancanza di argomenti o per una frenata dell’ultimo momento da parte della Margherita. Non è escluso che gli ex Popolari abbiano messo da parte i propri pruriti chiedendo però certezze per il futuro. Temono, in caso di ballottaggio, di perdere il vice sindaco, carica che sarebbe offerta di nuovo al Pri che, ovviamente, alzerebbe il prezzo per entrare a far parte della coalizione di centro sinistra.Intanto si intensificano le trattative per la Provincia. In gioco entra il cesenate Bulbi, il vincitore del congresso di Cesena. Era stato scelto da Roberto Pinza, parlamentare e guida della Margherita provinciale, per creare la squadra che doveva contendere la guida del partito al gruppo storico. La strategia è risultata vincente ed ora vuole riscuotere. Per la guida della Provincia è in concorrenza con Branca e sembra essere passato in vantaggio.Sul fatto che il candidato alla presidenza della Provincia debba essere un esponente della Margherita ormai nessuno ha dei dubbi. Roberto Pinza ha provato (snocciolando anche dei sondaggi freschissimi) ad ottenere la candidatura a sindaco di Forlì, che però è andata ai Ds. A quel punto ha dovuto fare di necessità virtù e si è dovuto accontentare della Provincia. Ma non è detto che il candidato debba essere Branca. Anzi, più passa il tempo, più le sue quotazioni sono in ribasso. Due, in sostanza, i motivi. Innanzitutto perché i vasi comunicanti in politica non esistono. Poi perché Bulbi, oltre che essere un uomo di Pinza, ha appoggi molto importanti a livello nazionale. C’è ci sussurra che l’arrivo di Castagnetti (ieri sera a Cesena) abbia rafforzato la candidatura di Bulbi.

    db

  4. #144
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 14 gennaio 2004

    Nervegna replica a Valbonesi

    FORLI’ - “Non è mia consuetudine - spiega Antonio Nervegna - tenere aperti confronti polemici con esponenti di altri partiti, che, nel caso di Valbonesi (dirigente di Legacoop e segretario romagnolo del Pri), non saprei se definire alleato o avversario per la nota ambivalente collocazione politica dello stesso Pri”. “Preciso - chiarisce Nervegna - che ogni partito è libero di scegliersi gli alleati che crede e che saranno gli elettori a giudicare. Ritengo invece che l’incoerenza del Pri sia rappresentata dalla situazione che si sta creando, il Pri cesenate per Cesena non intende allearsi con Prc e per la Provincia sì. Sicuramente questo atteggiamento fa pensare. Due potrebbero essere i motivi di questa incoerenza politica. Il primo, che a Cesena il Pri si senta assediato dall’onorevole Ugolini e per paura di perdere consensi abbia deciso di competere autonomamente. Il secondo motivo, per non rinunciare a posti di governo e sottogoverno di livello provinciale, addirittura la presidenza, a cui i repubblicani forlivesi sono molto sensibili.Per quanto riguarda poi il mio trascorso di amministratore repubblicano in giunta di sinistra a Meldola ogni tanto viene ricordato come se rappresentasse per me un cruccio. Non ho nulla da rimpiangere o da rimproverarmi nell’aver fatto un’esperienza amministrativa col compianto Davide Drudi. Purtroppo non ho avuto l’occasione di governare col compianto Aurelio Strada perché sicuramente anche con lui avrei accresciuto il mio bagaglio di esperienze”.

  5. #145
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 16 gennaio 2004

    Il Pri chiede garanzie

    CESENA -Era inevitabile. Le parole di Rifondazione relative alla proroga delle dimissioni di Guidazzi hanno scatenato un putiferio. Oggi sono i repubblicani ad intervenire e lo fanno con Renato Lelli, segretario di consociazione. Non ha usato mezzi termini. Questo il testo integrale della missiva. “Le dichiarazioni di Pier Giorgio Poeta segretario di Rifondazione Comunista evidenziano quanto noi abbiamo denunciato da tempo cioè che l'ingresso di questa forza politica stravolge completamente le linee politico - programmatiche che hanno guidato l'attività dell'attuale Giunta.La presunta conciliabilità dei programmi della alleanza attuale e quella di domani si azzera di fronte alla categorica affermazione ‘portare a termine il progetto del Foro Annonario? Non se ne parla proprio’. Aggiungasi il fatto che Rifondazione Comunista non solo detta le regole per la prossima alleanza, ma pretende di dettarle anche per questa della quale non fa parte.Ma al di là delle amenità suddette ci interessa sapere cosa dirà il sindaco Conti. Valuteremo in modo approfondite le sue parole”.

  6. #146
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    Predefinito ... riceviamo da Roberta Brunazzi ...

    Invio il documento presentato dal segretario regionale Widmer Valbonesi e approvato dalla Direzione regionale del PRI in data 19 gennaio 2004.
    Tale documento ha ottenuto un'ampissima maggioranza, con cinque voti contrari della minoranza interna e due astensioni.

    Partito Repubblicano Italiano
    Segreteria Regionale Emilia-Romagna
    Forlì, 20 gennaio 2004

    Giudizio positivo sulle esperienze di governo con il centro-sinistra

    La Direzione Regionale del PRI dell'Emilia-Romagna riconferma la posizione scaturita dalla Convention Programmatica regionale nella quale si confermava un giudizio positivo delle esperienze di governo amministrative in atto.
    In quasi tutta l'Emilia-Romagna e in Regione il PRI ha appoggiato giunte di centro-sinistra, che hanno ottenuto risultati positivi, fino ad essere una delle realtà più sviluppate d'Europa.
    Questo è merito anche della partecipazione del PRI alle maggioranze, una partecipazione leale ma non subalterna: il PRI ha portato nel dibattito, in corso sulle alleanze delle varie realtà, un punto di vista che si collega da un lato alla cultura di governo dell'interesse generale e che aiuta a governare squilibri, razionalizzando risorse ed indicando priorità e dall'altro alla rivendicazione di una dignità e visibilità politica che ne riconosca il ruolo fondamentale.
    Dove questo non è avvenuto, come a Cesena, i repubblicani andranno in autonomia a sostenere coerentemente i contenuti programmatici che ne sviluppano l'identità e salvaguardano continuità, qualità e modernità amministrativa.
    La Direzione Regionale, ritiene antiquata e sbagliata la decisione di perseguire per fini politici la realizzazione della Regione Romagna, nel momento in cui la globalizzazione sconsiglia il localismo ai fini di uno sviluppo qualitativo delle nostre realtà produttive e di qualità della vita. Perché non riconoscere che il riequilibrio della Romagna è il frutto di un'esperienza di governo che vede protagonisti anche i repubblicani?
    Fino agli anni Ottanta, occupazione, reti di servizi, infrastrutture erano tutti elementi penalizzanti la realtà romagnola: oggi non è più così. Certo, esiste un problema di messa in rete delle infrastrutture e dei servizi, di superamento di campanilismi, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: perché non dire che Forlì dal 51° posto oggi è al 10°, prima in Regione, visto che la Presidenza della Provincia è di un repubblicano?
    Semmai oggi abbiamo un problema opposto a quello di vent'anni fa: passare da una visione quantitativa dello sviluppo ad una visione qualitativa, sapendo che la composizione sociale si è modificata e quindi i bisogni e le risposte ai bisogni vanno studiati con i nuovi parametri di riferimento di cui sopra.
    Se oggi a Forlì a Bologna, a Modena o a Ravenna c'è un'impresa ogni 8/9 abitanti, vuol dire che bisogna adeguare il sistema dei servizi e quello sociale alla nuova realtà.
    Per questa e altre ragioni la direzione regionale del PRI ritiene non percorribile l'alleanza col centro-destra, pur avendo avviato un confronto imposto dalle opportunità e dal confronto che abbiamo deciso di portare avanti col partito nazionale. A tuttora, pur avendo indicato candidati ed avviato un confronto, non esiste un progetto alternativo credibile, sia perché la destra non ha classe dirigente locale in grado di supportarlo, sia perchè attraverso la sola operazione REGIONE ROMAGNA il centro-destra dimostra di non guardare all'interesse dei romagnoli o degli emiliani, ma ad una pura logica di potere politico, sperando di poter governare una parte dell'Emilia dividendola dalla Romagna.
    Questo cinismo che si svolge sulla testa dell'interesse generale dei cittadini emiliano romagnoli ci costringe a ribadire una pregiudiziale a qualsiasi apertura nei confronti di questa classe dirigente di centro-destra, fino a che non toglierà dal calendario politico la Regione Romagna.
    La Direzione Regionale da mandato alla segreteria regionale di approfondire assieme alle Federazioni provinciali e alle Consociazioni le peculiarità locali al fine di preservare il più possibile un quadro di alleanze omogeneo in tutta la Regione, partendo dalla necessità di ribadire il segno della continuità con le esperienze in atto e dalla definizione di un quadro di responsabilità adeguato al ruolo che il Pri esercita in tale contesto.
    La Direzione Regionale prende impegno di non procedere ad alleanze che abbiano al loro interno la presenza col simbolo del MRE e sottolinea positivamente come anche la minoranza regionale interna, da una posizione favorevole alle alleanze di centro-destra, come hanno sostenuto ai congressi nazionali di Bari e Fiuggi o a livello locale a Cesenatico e a Bertinoro, oggi abbia scelto la strada dell'autonomia, riconoscendo con questo il fallimento di una strategia politica.
    Se questa non sarà una posizione tattica e strumentalmente agitata dalla minoranza locale, lo valuteremo nelle iniziative che faremo nei prossimi giorni dalle celebrazioni del centenario della nascita di Ugo La Malfa, il 7/8/9 febbraio a Forlì, Ravenna e Cesena, al convegno sulla ricerca scientifica e distretti tecnologici che faremo a Forlì e proveremo a fare nell'Emilia e in altre città, e dalla raccolta di firme che faremo in tutta la Regione contro la legge di procreazione assistita varata dal governo di centro-destra.
    Infine la Direzione del PRI dell'Emilia-Romagna ritiene che alle elezioni Europee il partito si debba presentare col proprio simbolo e in autonomia, come terza forza d'ispirazione laica, repubblicana e liberal-democratica, distinta da quelle socialiste o popolari.

  7. #147
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    Anniversario della Repubblica Romana/Fondazione e Pri presentano il programma del Centenario della nascita

    8 febbraio: Ravenna celebra Ugo La Malfa

    Ugo La Malfa, per 20 anni parlamentare repubblicano della Romagna e leader storico dei repubblicani, verrà celebrato a Ravenna in occasione del Centenario della nascita il prossimo 8 febbraio.

    Il PRI di Ravenna, in collaborazione con la Fondazione Ugo La Malfa e con l'apposito Comitato nazionale dedica quest'anno l'anniversario della Repubblica Romana proprio all'indimenticabile protagonista di tante battaglie laiche e mazziniane, addirittura dedicandogli uno spettacolo teatrale ed un convegno.

    Infatti domenica 8 febbraio sarà tutto dedicato alle celebrazioni ravennati.

    In mattinata al ridotto del Teatro Alighieri, dopo un'introduzione musicale con gli inni repubblicani , aprirà i lavori il segretario provinciale Paolo Gambi, poi interverranno lo storico Domenico Berardi, il consigliere regionale Luisa Babini e le istituzioni; si svolgerà poi una tavola rotonda dal titolo "Nel ricordo di Ugo La Malfa i nuovi traguardi dell'economia ravennate", aperta dal Vice Sindaco Giannantonio Mingozzi e con gli interventi di Antonio Patuelli (Presidente del gruppo Cassa di Risparmio) Emilio Ottolenghi (Amministratore Delegato PIR) l'economista Paolo Savona, Vasco Errani Presidente della Regione e infine Giorgio La Malfa, Presidente PRI e Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

    Seguirà alle 13,00 il pranzo repubblicano alla Casa del Popolo.

    Nel pomeriggio, alle 16,00 al Teatro Rasi lo spettacolo teatrale "Ugo La Malfa, il sogno della Repubblica" oratorio laico con la regia di Paolo Castagna, con musiche lettere e testimonianze su Ugo La Malfa.

    Alle 17,30 la giornata si concluderà con il ringraziamento a tutti gli ospiti del Segretario Comunale Giancarlo Cimatti.

  8. #148
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    No all’istituzione di nuove Province"

    di Luisa Babini
    Consigliere regionale Pri Emilia Romagna

    Da sempre il PRI ha espresso chiaramente la propria posizione nei confronti delle Province in un ottica di sempre maggiore efficienza degli enti pubblici e di razionalizzazione delle risorse impiegate per il loro funzionamento.

    Una esigenza di razionalizzazione che ho rilanciato qualche tempo fa avanzando la proposta di premere maggiormente su una fusione fra i Comuni con meno di 1000 abitanti.

    Il decurtamento di spese amministrative e gestionali dei piccoli Comuni, infatti, aiuterebbe in gran parte a risolvere il problema della loro sempre maggiore inadeguatezza rispetto alle esigenze della cittadinanza mettendo finalmente a disposizione somme maggiori da destinare ai servizi. Con la fusione dei piccoli Comuni verrebbero cioè in pratica eliminati degli Enti intermedi e il loro costoso apparato burocratico.

    Il Governo Berlusconi sembra però per il momento andare nella direzione opposta, dal momento che sono state recentemente approvate una serie di misure a sostegno dei piccoli Comuni.

    Queste misure serviranno solo a tamponare le carenze che i piccoli enti presentano sul fronte dei servizi pubblici essenziali quali istruzione, sanità, trasporti, poste, protezione ambientale e civile, ma non risolveranno le reali difficoltà strutturali dei Comuni che hanno risorse limitate e apparati amministrativi sempre più costosi da sostenere. Anche i costi dei servizi aumentano progressivamente, basta solo ricordare che la popolazione sta invecchiando sempre più e necessita di assistenza sempre maggiore.

    Per una analogo spirito di snellimento e razionalizzazione economica dell’amministrazione pubblica, ho appreso con insoddisfazione la notizia risalente a qualche mese fa del via libera delle Camere all’istituzione tre nuove province.

    Un via libera accordato trasversalmente sia dalla Destra che dalla Sinistra, segno evidentemente che anche quest’ultima non è estranea a tentativi di accaparrarsi le simpatie degli elettori di alcune zone assecondandone le spinte localistiche e autonomistiche: ma quanto ci costerà?

    Con l’istituzione di nuove Province si va inesorabilmente verso un inutile raddoppiamento dei costi fissi con il rischio di una vera e propria paralisi finanziaria dei neonati organismi di amministrazione pubblica; una paralisi a cui le neo Province non possono fare fronte con la semplice acquisizione dalla Provincia a cui erano in precedenza aggregate della quota di risorse corrispondente al proprio peso.

    Oltre al raddoppio delle assemblee elettive e della macchina amministrativa, infatti, la creazione di una nuova Provincia comporta la predisposizione di una nuova Prefettura, di una nuova Questura, un comando dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco con tutti gli uffici di competenza connessi. Così, immagino sarà lo Stato a dover sborsare i fondi per il sostentamento delle nuove Province e in un momento di crisi economica generalizzata e di difficoltà finanziaria del Governo ciò appare del tutto sconveniente ed inopportuno. Inopportuno anche che questo processo venga appoggiato da parte di una sinistra che voglia proporsi come una credibile alternativa alla destra.

    Intanto sono però già 29 le città che hanno fatto richiesta di diventare Provincia e che aspettano il via libera dal Parlamento. inoltre, anche se la Legge prevede che la popolazione a cui le istituzioni provinciali debbano fare capo sia non inferiore ai 200.000 abitanti, oramai 14 hanno una popolazione inferiore a questo numero, creando un precedente che contrasta con le funzioni stesse della Provincia, le funzioni cioè di coordinamento su un’area vasta.

    Anziché istituire nuove province sarebbe invece a mio parere il caso di premere sulla fusione dei piccoli Comuni, in modo da realizzare un raggruppamento territoriale consistente a cui corrisponda una disponibilità di risorse sufficiente a far fronte alle esigenze dei cittadini.

    In Emilia-Romagna esiste un PdL che punta ad istituire ex-novo un Comprensorio imolese con grande autonomia da Bologna. Imola è già dotata di una AUSL del tutto indipendente da quella di Bologna, e il PdL che ho appena menzionato non vorrei fosse l’inizio di un percorso verso l’istituzione di una futura Provincia di Imola.

    Fin da ora vorrei esprimere la mia contrarietà nei confronti di questo prospettiva che contrasta con gli obbiettivi di razionalizzazione della spesa amministrativa e di snellimento gestionale di cui i Repubblicani si fanno da sempre portavoci".

    Luisa Babini

    Consigliere regionale Pri Emilia Romagna

  9. #149
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 21 gennaio 2004

    Giunte di Centrosinistra L’elogio del Pri regionale

    FORLI’ - La Direzione regionale del Pri dell’Emilia-Romagna riconferma la posizione scaturita dalla convention programmatica regionale nella quale si conferma un giudizio positivo delle esperienze di governo amministrative in atto. “In quasi tutta l’Emilia-Romagna e in Regione il Pri - dichiara la direzione regionale - ha appoggiato giunte di centro-sinistra, che hanno ottenuto risultati positivi, fino ad essere una delle realtà più sviluppate d'Europa. Dove questo non è avvenuto, come a Cesena, i repubblicani andranno in autonomia a sostenere coerentemente i contenuti programmatici che ne sviluppano l'identità e salvaguardano continuità, qualità e modernità amministrativa. La direzione del Pri ritiene antiquata e sbagliata la decisione di perseguire per fini politici la realizzazione della Regione Romagna, nel momento in cui la globalizzazione sconsiglia il localismo ai fini di uno sviluppo qualitativo delle realtà produttive e di qualità della vita. Il Pri dell’Emilia-romagna ritiene che alle elezioni Europee il partito si debba presentare col proprio simbolo e in autonomia, come terza forza d’ispirazione laica, repubblicana e liberal-democratica, distinta da quelle socialiste o popolari”. Il documento del segretario regionale Widmer Valbonesi ha ottenuto un’amplissima maggioranza.

  10. #150
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    Predefinito ... riceviamo da Roberta Brunazzi ...

    Calendario di iniziative in programma a Forlì il 30 gennaio, il 7 e l'8 febbraio 2004, alle quali tutti i repubblicani d'Italia sono invitati a partecipare:

    Venerdì 30 gennaio 2004
    Convegno in Provincia su "Ricerca scientifica e distretti tecnologici"

    ³Ricerca scientifica e distretti tecnologici²: è il titolo del convegno organizzato dal Gruppo consiliare del Partito Repubblicano in Provincia in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena, ospitato nella sala del consiglio provinciale di Forlì (piazza Morgagni 9) venerdì 30 gennaio a partire dalle ore 17.
    Obiettivo del convegno, presieduto dal segretario regionale e capogruppo Pri in Provincia Widmer Valbonesi, è individuare gli strumenti per fornire supporti alle imprese a favore della loro continua innovazione.
    A discutere di questo tema è un illustre gruppo di relatori: dopo il saluto del presidente della Provincia Piero Gallina, seguirà l¹intervento del senatore Pri Antonio Del Pennino, presentatore del Disegno di Legge sui Distretti di Alta Tecnologia. Dopo la presentazione del Disegno di Legge, gli approfondimenti saranno affidati alle relazioni di Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, e di Lilia Alberghina, docente dell¹Università di Milano Bicocca e responsabile nazionale del Pri per la ricerca scientifica, seguiti dall¹intervento di Alessandro Campana, amministratore delegato Lay Line Genomics e docente dell¹Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. La chiusura del convegno sarà invece affidata a Iperide Ippoliti, segretario nazionale Uil Università e Ricerca.

    Sabato 7 febbraio 2004
    Centenario della Nascita di Ugo La Malfa: convegno e rappresentazione teatrale

    La Romagna celebra il centenario della nascita di Ugo La Malfa con un convegno e con la rappresentazione teatrale di un testo tratto dai suoi scritti, in scena a Forlì e a Ravenna. Dopo le celebrazioni nazionali tenute a Palermo e a Bologna, la figura di Ugo La Malfa torna ad essere al centro dell¹attenzione non solo per un dovuto omaggio ad uno dei padri della Repubblica italiana ma per il recupero di un pensiero politico oggi come ieri di grande forza e modernità. Le celebrazioni forlivesi, organizzate dal Comitato per il Centenario e dall¹associazione Res Publica, si tengono sabato 7 febbraio nell¹Aula Magna ³G. Mazzini² dell¹Università di Forlì, in corso della Repubblica 88/a.
    Il programma della giornata, presieduta dal segretario nazionale PRI, on. Francesco Nucara, si aprirà alle ore 15,30 con l'esecuzione degli Inni, seguita dall'introduzione di Mariaconcetta Schitinelli, presidente dell'Associazione Res Publica, e dagli indirizzi di saluto del Sindaco Franco Rusticali e del presidente della Provincia Piero Gallina.
    La celebrazione ufficiale sarà quindi affidata a Widmer Valbonesi, segretario regionale del Pri Emilia-Romagna, il quale aprirà un confronto sul tema ³Ugo La Malfa, deputato della Romagna Europea; attualità del suo pensiero². A coordinare il dibattito sarà Giancarlo Mazzuca, direttore del Resto del Carlino, mentre partecipano in veste di relatori i docenti universitari Roberto Balzani ed Angelo Panebianco, affiancati dal preside della Facoltà di Scienze Politiche dell¹Università di Bologna Gilberto Capano. Le conclusioni saranno quindi affidate a Giorgio La Malfa, presidente nazionale del Pri. Dopo un buffet offerto a tutti gli intervenuti, alle ore 19,10si terrà la rappresentazione teatrale ³Ugo La Malfa. Il sogno della Repubblica², oratorio laico diretto da Paolo Castagna che raccoglie lettere, testimonianze e scritti di Ugo La Malfa.

    Domenica 8 febbraio 2004
    IX Febbraio: Festa della Repubblica Romana: celebrazione con l'on. Francesco Nucara e concerto in Salone Comunale

    La Repubblica Romana, varata ufficialmente il 9 febbraio 1849, rappresenta un capitolo centrale della storia italiana, un momento di realizzazione concreta di altissimi ideali civili che ancora oggi i repubblicani ricordano con orgoglio. Ad accogliere l¹importante ricorrenza è anche quest¹anno il Concerto per la Festa della Repubblica Romana, in programma domenica 8 febbraio, alle ore 10, nel Salone Comunale di Forlì. La manifestazione, organizzata dalla Consociazione forlivese del P.R.I. e dal Comitato regionale emiliano-romagnolo dell¹A.M.I., si aprirà con il saluto del segretario della Consociazione forlivese Luigi Sansavini, seguito dall¹intervento di Mario Proli, ricercatore storico e presidente della sezione Ami ³Giordano Bruno² di Forlì. A celebrare ufficialmente la festa del IX Febbraio sarà quindi il segretario nazionale del Pri, on. Francesco Nucara.
    Canti patriottici risorgimentali saranno poi intonati dalla Corale ³Europa e Libertà², diretta dal maestro Bruno Belardi e accompagnata al pianoforte da Walter Orsingher. Tra i brani in programma il Canto degli Esuli Piemontesi, l¹Inno di Garibaldi, La Bandiera Tricolore, Addio Lugano, Camicia Rossa, La Morte di Anita e La nostra Squadra Mobile, per concludere con l¹Inno di Mameli.
    Dal Salone Comunale la festa proseguirà poi al circolo ³G. Mazzini² di Forlì (corso della Repubblica 92), dove si tiene, dalle ore 12,30, il tradizionale pranzo del IX Febbraio.
    Altre manifestazioni per il IX Febbraio sono in programma nelle sezioni forlivesi: alla ³Spazzoli² di Ca¹ Ossi tradizionale cena organizzata dall¹Ami ³G. Bruno² e dalla cooperativa ³A. Spazzoli², sabato 7 febbraio alle ore 20,30. Anche al circolo ³A. Saffi² della via Lunga si festeggia sabato 7 febbraio (ore 21), mentre la sezione ³Mameli² dell¹Ospedaletto organizza un pranzo domenica 8 febbraio, alle ore 12,30. La sezione ³Fratti² del Ronco festeggia invece la ricorrenza lunedì 9 febbraio, dalle ore 21 in poi.

 

 
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