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  1. #511
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 11 febbraio 2005



    Repubblicani ormai al bivio per il “listino”

    FORLI’ - La maggioranza forlivese del Pri, che è minoranza netta all’interno del corpo nazionale del partito dell’Edera, è di fronte alla cruna dell’ago. La cruna è il “listino” proporzionale regionale del Centro-Sinistra che ha dieci posti, ma davvero sicuri sono solo i primi cinque dove la concorrenza politica fra le quattro forze di “Uniti nell’Ulivo” e gli altri alleati - Verdi, Rifondazione Comunisti, Comunisti Italiani, Lista Di Pietro, Udeur e il Pri guidato da Widmer Valbonesi - è molto alta. Sembra che il segretario nazionale Francesco Nucara abbia vincolato l’adesione del Pri emiliano-romagnolo, o meglio il “nulla osta” all’uso del simbolo nell’alleanza di Centro-Sinistra, al fatto che il candidato dell’Edera sia in testa di “listino”, ma la trattativa è in corso e, per il momento, non sono bastati gli incontri indiretti, fra cui quello dei segretari Paolo Gambi e Luigi Sansavini delle consociazioni ravennate e forlivese del Pri con Vasco Errani, presidente uscente della Regione.A complicare le cose, inoltre, ci si è messa anche la minoranza del Pri cesenate che con le dimissioni di Renato Lelli, dalla segreteria regionale, ha indebolito la “trattativa” in corso, non l’ha certo rafforzata. Dal canto suo Lauro Biondi, capogruppo consiliare forlivese del Pri (che insieme a Mario Guidazzi ha conquistato con una propria mozione il 7 per cento congressuale). Per Biondi è inutile “che la componente di sinistra del Pri chieda alla maggioranza nazionale di traslocare nel Centro-Sinistra. Il secondo ragionamento riguarda la necessità che il Pri recuperi una forte connotazione di tipo culturale e ideale, puntando ad una autonomia che può essere sacrificata soltanto stando dentro a maggioranze dove l’identità repubblicana è salvaguardata e pienamente valorizzata”. E mentre per Sansavini la critica è più puntuta, nei confronti di Valbonesi proprio Biondi e Guidazzi, non viene escluso il proprio appoggio a certe condizioni.

    Pi.Car.
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/GINOPAOLIMISONOINNAMORATODITE.mid[/mid]

  2. #512
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 15 febbraio 2005

    “Stadio, soldi buttati Meglio utilizzarli per scuole pubbliche”

    RIMINI - “Meglio farebbe il sindaco ad usare quei soldi che intende buttare nello stadio per le scuole pubbliche”. Giulio Gherardo Starnini e Giorgio Mosconi, rappresentati del Pri cittadino, intervengono sul dibattito attorno alla nuova struttura sportiva il giorno dopo gli incidenti con il Lanciano ricordando come “la richiesta di asili nido e di scuole materne non si placa” e riportando le considerazioni di insegnanti e presidi di scuola media “riguardo all’atteggiamento poco serio di giovani ultrà che in classe finiscono per rendere invivibile il tempo scolastico”. “Imprenditori e tifosi dovrebbero capire che il mondo del calcio professionistico ha troppe volte dimostrato di essere collettore di violenza. Meglio del calcio sarebbe bene valorizzare altri sport che rappresentano veri ideali, come l’atletica”.

  3. #513
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 17 febbraio 2005

    Regionali senza Edera

    Ravenna - I vertici nazionali del Pri negano ai repubblicani emilianoromagnoli lo storico simbolo per le regionali. E l’Edera emilianoromagnola risponde confermando di restare nel centrosinistra ed appoggiare Vasco Errani. Questa la decisione assunta nella riunione della direzione regionale del Pri che si è svolta martedì sera a poche ore dalla doccia fredda. Una decisione riassunta in un documento approvato a larga maggioranza (29 voti favorevoli, 9 contrari e 2 astensioni) che conferma appunto la scelta “controcorrente” rispetto alla linea nazionale. Inutile dire che l’Edera romagnola spera in un ripensamento di Nucara e La Malfa. In attesa degli eventi, l’amarezza si taglia col coltello. “Con la decisione di non concedere il simbolo - recita il documento - la Direzione e il segretario nazionali si assumono la responsabilità, per la prima volta nella storia del partito, di impedire la libera espressione delle decisioni locali. La cosa è paradossale - prosegue il documento - in quanto si è derogato dalla linea nazionale non per tenere conto della volontà locale, bensì lasciando trapelare la possibilità di una ricerca d’intese laico-socialiste (il famoso terzo polo, ndr) linea questa largamente minoritaria in Emilia Romagna e in tutto il Paese”.Fatto sta che per negare il simbolo, si legge sempre nel documento, “la dirigenza nazionale si trincera dietro l’alibi che il presidente designato non dà certezza di rappresentanza politica al Pri (che significa che nessun repubblicano è compreso fra i primi cinque componenti del listino di Errani, ndr) . Se ciò fosse una linea di condotta tesa ad ottenere il massimo di visibilità - prosegue il documento - allora si dovrebbe uscire dal governo e dalla Casa delle Libertà, ed andare in autonomia in tutto il Paese”. L’invito quindi è a tutti i “repubblicani dell’Emilia Romagna a stringersi attorno ai propri dirigenti e a fare della coerenza politica l’unico metro di giudizio a cui appellarsi nella competizione elettorale”.La decisione di “rispondere a muso duro”, come si diceva, sembrebbe però avere indotto nei vertici nazionali la possibilità di riconsiderare la situazione. “Siamo in attesa di una risposta - conferma il segretario regionale Widmer Valbonesi - Ottimista? Beh, diciamo che ho imparato ad essere realista. Spero che la posizione assunta ieri sera sortisca qualche effetto”. Proprio stasera a Ravenna si riunisce la prima direzione provinciale dopo il congresso locale. All’ordine del giorno l’elezione del nuovo segretario. Ma non è difficile immaginare che la questione del simbolo terrà banco. “Ovviamente la preoccupazione è tanta - dice il vicesindaco Giannantonio Mingozzi - l’atto dei vertici nazionali è piuttosto duro. M’identifico pienamente con il documento regionale, in Emilia Romagna la maggioranza interna di centrosinistra è ben chiara, non dobbiamo stare con le mani in mano. Comunque c’è ancora uno spiraglio”.Per Mauro Mazzotti, che al congresso di Fiuggi capeggiò la contestazione contro l’azzurro Sandro Bondi, “le notizie sono incerte e occorre essere cauti. Se questo venisse confermato - precisa - ovviamente il sentimento che prevale è quello dell’indignazione. Accadono cose che devono fare riflettere anche gli amici di Autonomia, una minoranza del 20 per cento nel nostro congresso locale a cui, a tutt’ora, verrebbe assegnata l’autorità di rappresentanza. Non è interesse di nessuno - afferma Mazzotti - prestarsi ad un gioco di divisione. Lo stesso lo dico agli amici che, nel caso venisse confermata l’ipotesi, minacciano di uscire dal partito: sarebbe un regalo a chi volesse dividerci. La risposta deve essere meditata e fortemente unitaria. Occorre che ci riflettano anche gli amici dell’altra componente di centrosinistra: siamo insieme l’80 per cento: il partito ravennate è oggi più governabile”. Il fatto che la scelta dei vertici nazionali, sempre se riconfermata, “sostanzialmente delegittima le decisioni assunte democraticamente nelle sede competenti” viene sottolineato anche dal neo-segretario comunale Paolo Gambi. “Allo stato attuale dei fatti - prosegue - quella che diamo con il documento approvato in direzione regionale è l’unica risposta possibile”. Decisamente più duri i toni dell’assessore provinciale Eugenio Fusignani, che parla di “motivazioni pretestuose” e di “regole comuni cancellate”: quelle che prevedono che le “federazioni locali siano sovrane” per quanto riguarda le scelte di schieramento. “Dispiace - aggiunge - vedere gli amici che sostengono il discorso dell’autonomia dell’Edera coinvolti in un gioco che finisce per mettere in discussione il loro stesso sentire”.E se il Pri romagnolo dovesse scendere il lizza senza Edera? “Non corriamo troppo - frena Gambi - c’è ancora tempo. é evidente che se a Roma non si muove nulla, qualcosa faremo”.

    ro. em.

  4. #514
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 17 febbraio 2005

    Il Pri nazionale proibisce il simbolo

    FORLI’ - Il segretario nazionale e la direzione nazionale del Pri negano il simbolo del partito al Comitato regionale repubblicano che, ribadisce la decisione, già adottata, di partecipare alle elezioni regionali appoggiando la coalizione di Centro-Sinistra e il presidente Vasco Errani, come la stragrande maggioranza dei repubblicani emiliano-romagnoli avevano deciso. La dichiarazione di Widmer Valbonesi, segretario regionale del Pri, è ponderata e ferma: “Con la decisione di non concedere il simbolo per tale scelta la Direzione il segretario nazionale - si assumono la responsabilità, per la prima volta nella storia ultracentenaria del Pri, di impedire la libera espressione delle decisioni locali. La dirigenza nazionale si trincera dietro l’alibi - continua Valbonesi - che il presidente designato non dà certezza di rappresentanza politica al Pri: se ciò fosse una linea di condotta tesa ad ottenere il massimo di visibilità, allora si dovrebbe uscire dal governo e dalla Casa delle libertà ed andare in autonomia in tutto il Paese. Si invitano perciò tutti i repubblicani dell’Emilia-Romagna - conclude Valbonesi - a stringersi attorno ai propri dirigenti e fare della coerenza politica l’unico metro di giudizio nella competizione elettorale”. La posizione di Valbonesi è stata approvata con 29 voti a favore, 9 contrari e 2 astenuti. L’unico spiraglio che Nucara-La Malfa sembrano concedere è una lista repubblicana autonoma, con eventuali intese...se sono possibili.Pri, penultimo atto.Le ferite sono gravi.

    Pi.Car.

  5. #515
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    Predefinito Eutanasia

    la strada scelta (o obbligata)?

    Tex Willer

  6. #516
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    Predefinito complimenti

    per la brevita'

  7. #517
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    Predefinito I tormenti della Romagna ed il repubblicanesimo in Italia

    I tormenti della Romagna ed il repubblicanesimo in Italia.

    Ringrazio l'amico Nuvolarossa per avere dato rilievo sul Forum all'articolo de "IL MATTINO" del 16 febbraio scorso. In quell’articolo viene fatta chiarezza su chi rappresenta in Campania con autorevolezza e con una continuità mai interrotta la cultura e la politica repubblicana nel centrosinistra: noi "Repubblicani Democratici". "IL MATTINO" opera una specificazione importante, e sottolinea le differenze tra noi e il MRE costituito da due mesi a questa parte inopinatamente, esclusivamente da ex-democristiani, che entrano ed escono da quel Movimento secondo le loro necessità. L’MRE appare sempre più come un movimento politico abituato ad avere regali come un seggio al Parlamento Europeo che gli è stato regalato nel 1999 e nel 2004, ma poco avvezzo a costruire come noi abbiamo fatto un credibile e riconosciuto raggruppamento di repubblicani e di liberaldemocratici, in posizione di autonomia, mai di sudditanza, nel centrosinistra campano. Io mi auguro che altri repubblicani possano ricalcare questa strada difficile, come è difficile la posizione dei repubblicani nel centro destra. Penso ai repubblicani della Romagna che vivono oggi una situazione tormentata e travagliata, per la quale abbiamo il massimo rispetto, che non vogliono confluire nel MRE, ma che si fanno promotori di un'alleanza dei repubblicani con il centrosinistra della loro Regione. Giuseppe Gizzi

  8. #518
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 20 febbraio 2005

    Cambi alle redini del Pri

    CESENA - Elezione dei nuovi vertici dell’Edera cesenate: tutto secondo copione. Il grande vincitore del congresso, Mario Guidazzi, venerdì, durante una riunione presieduta da Luciano Biasini, ha ricevuto l’investitura ufficiale come nuovo segretario di Consociazione. Prende il posto di Renato Lelli e la sua strategia, che alla fine è stata sposata anche a livello regionale, è chiara: Pri in posizione di autonomia, per recuperare la sua anima senza essere subordinato a nessuna delle due coalizioni principali, in attesa di vedere gli sviluppi del quadro politico italiano. Guidazzi ha incassato 20 voti a favore e 7 astensioni.Avvicendamento anche alla guida dell’Unione comunale del partito. Il giovane Luca Ferrini è subentrato a Nazario Sintini, con 13 consensi e 5 astensioni. Avvocato, insieme al navigato Africo Morellini, è stato una delle spalle più entusiaste di Guidazzi nel caldeggiare la terza via.Entrambi i nuovi dirigenti dell’Edera resteranno in carica per tre anni.

  9. #519
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 23 febbraio 2005

    Repubblicani “commissariati”

    FORLI’ - La segreteria nazionale del Pri, dopo avere incassato il rifiuto del segretario regionale Widmer Valbonesi a mutare linea politica rispetto alla scelta in favore della permanenza in coalizione con il centrosinistra, con un telegramma ha indicato il cesenate Mario Guidazzi come commissario “ad acta” alla guida del Pri per le prossime elezioni regionali. All’“autonomista” Guidazzi ed ai suoi alleati forlivesi e ravennati il compito, da ora, di sciogliere il nodo non facile di presentare la propria lista alle prossime regionali. Il tempo non è certo galantuomo, visto che, complessivamente, si devono raccogliere almeno 1.500 firme valide per almeno 5 province all’interno del territorio dell’Emilia-Romagna.“Tutto sarebbe più facile - ha spiegato l’ex senatore Stelio De Carolis - se all’impresa del Pri autonomista si concordasse la scelta di una presentazione autonoma con la convergenza del Nuovo Psi e del Partito Liberale dell’Emilia-Romagna”. Non va però dimenticato che i seguaci di De Michelis e di De Luca hanno già intrattenuto fitti rapporti con i partiti della coalizione di centrodestra, non disdegnando di accodarsi alla candidatura di Carlo Monaco, lo sfidante di Vasco Errani, partorito nel laboratorio civico alternativo alla sinistra, ma con una lontana e non dimenticata ascendenza di intellettuale ed amministratore locale nel vecchio Pci.La voce di questa possibile alleanza di area “laica” fra repubblicani, socialisti e liberali circola comunque con una certa insistenza, e viene fatto il nome dello stesso De Carolis come possibile candidato a presidente della Regione, in alternativa, dunque, ai due poli rappresentati da Vasco Errani e Carlo Monaco.La presa di posizione del segretario nazionale Francesco Nucara nei confronti dei “ribelli” della Romagna chiama direttamente in causa, a questo punto, gli autonomisti ravennati, usciti in minoranza, con il 19, 27 per cento dei consensi, dall’ultimo congresso provinciale. Capofila degli autonomisti, l’ex parlamentare e sottosegretario Gianni Ravaglia, che accoglie il richiamo dei vertici nazionali con soddisfazione ma anche con cautela: “Per ora ci limitiamo a prendere atto della decisione di Nucara - afferma -. Ora Guidazzi dovrà prendere contatto con le segreterie provinciali per vedere se c’è la disponibilità a presentare le candidature per la lista autonoma e raccogliere le firme. Se poi loro non aderiranno, ci assumeremo noi l’incarico di raccogliere le firme per la lista: cogliamo l’occasione per invitare i repubblicani a sostenerne la presentazione. Comunque non ci risulta che De Carolis sia stato designato quale candidato”.Tutt’altri umori regnano a casa della corrente maggioritaria del Pri, quella di centrosinistra. Il segretario comunale Paolo Gambi non nasconde la sua indignazione, anche se una simile “punizione” non arriva del tutto inattesa: “La cosa non mi meraviglia - commenta -: naturalmente è in linea con il fatto che il segretario nazionale ritiene inutile il confronto democratico realizzato in questi mesi in Emilia Romagna. Da Guidazzi invece, come da tutti gli autonomisti, mi sarei aspettato che si unissero, come invece non hanno fatto, alle giuste proteste contro il sopruso usato dal segretario nazionale”.

  10. #520
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    Predefinito tratto da ROMAGNA OGGI 24 febbraio 2005

    Regionali: il Pri corre da solo, rottura con Nuovo Psi e Liberali

    CESENA - "I socialisti intendono correre a sostegno della Casa delle Libertà e in appoggio al professor Monaco, mentre i liberali potrebbero darci una mano soltanto a Parma". Sono le parole del cesenate Mario Guidazzi, ex vice sindaco del Comune di Cesena e responsabile nazionale della campagna elettorale del Pri. A questo punto l'Edera correrà da sola alle prossime elezioni regionali.

    "La notizia della rottura dell'accordo ci è stata comunicata soltanto oggi da Gilberto Gallone e dal dottor Bruni i due responsabili del Nuovo Psi di Cesena e Ravenna - spiega Guidazzi -, per altro coloro che si erano espressi da subito favorevolmente ad un'intesa con il nostro partito. A questo punto non ci resta che correre da soli. Da domani ci impegneremo a raccogliere le firme per consentire la presentazione della lista".

 

 
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