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  1. #521
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 26 febbraio 2005

    Esecutivo forlivese Pri: “Scempio dello Statuto”

    FORLI’ - L’esecutivo della Consociazione forlivese del Pri+15 sezioni ribadisce le critiche veementi contro il segretario nazionale Nucara che ha nominato Mario Guidazzi “Commissario con il compito di presentare liste ed adempimenti conseguenti” che “non trovano riscontro in nessun deliberato ufficiale della Direzione nazionale e sono quindi arbitrari e illegittimi”. Di fronte al fatto che sono stati consegnati i moduli per la raccolta delle firme con l’indicazione di candidati che nessuna direzione - secondo l’esecutivo della Consociazione forlivese del Pri - ha mai indicato denunciano “che questo scempio viene fatto al solo scopo di dividere e distruggere la consociazione che si oppone alla linea nazionale di alleanza con la Casa delle libertà”. Dure critiche vengono rivolte al “pentito” Stelio De Carolis e al “solerte” Mario Guidazzi. L’esecutivo del Pri forlivese comunque “per ora invita a firmare la presentazione del simbolo dell’edera”.

  2. #522
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 1 marzo 2005

    Piano strutturale, no del Pri

    CIVITELLA - Maggioranza in fibrillazione sul problema dell’approvazione del Piano strutturale comunale. La freddezza che caratterizzava i rapporti fra il gruppo consiliare repubblicano e il resto della maggioranza che sostiene il sindaco Giovanni Felice sono peggiorati con lo strappo avvenuto sulla presentazione del Psc, il Piano strutturale comunale che prende il posto della vecchia formula del Piano regolatore generale. L’ex-assessore comunale Davide Stefanelli e il capogruppo consiliare comunale Paolo Baldoni del Pri si sono posti in una posizione critica già da tempo. Tra i motivi specifici della contestazione repubblicana sul Psc c’è anche il criterio di potenzialità urbanistica omogeneo tra le città e la montagna. Un segno valutato negativamente da parte dei repubblicani civitellesi, che considerano necessario dare un segnale diverso al mondo dell’edilizia e delle aree produttive per impedire lo stillicidio dell’abbandono del territorio, compensato soltanto dall’arrivo di immigrati stranieri, ma non dalla scelta di vita delle giovani coppie locali e provenienti eventualmente dalla città.Eppure Giusto Balzani, assessore all’urbanistica, illustrando il provvedimento, aveva cercato di offrire una spiegazione al quadro della nuova politica di riqualificazione provinciale che avrebbe il pregio - secondo la sua interpretazione - di spezzare le logiche del piano regolatore tradizionale tutto dentro le logiche di volumetrie, senza incoraggiare lo sviluppo del territorio. La formazione del Piano territoriale di coordinamento, nella realtà provinciale, è stata avviata nel 2001 ed ha portato all’apertura della Conferenza di pianificazione un anno fa. In seguito a proposte pervenute dai Comuni, la Provincia ha sottoscritto nel 2002 un accordo amministrativo con i Comuni di Bertinoro, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Sarsina, a cui hanno fatto seguito altri accordi amministrativi con la Comunità Montana Acquacheta, la Comunità Montana dell’Appennino Forlivese e gli 11 Comuni territorialmente interessati dalle due Comunità Montane per la formazione dei Psc in forma associata all’interno del Piano territoriale coordinamento provinciale. Tale processo di copianificazione, sperimentato ai sensi dell’articolo 21 della nuova legge urbanistica regionale, è stato gestito da un gruppo di lavoro costituito dagli apparati tecnici delle Amministrazioni interessate anche con il supporto di collaboratori esterni. Il dissenso del Pri, contrariamente a quello che può far pensare la congiuntura politica, nasce da un contrasto locale e personale che ha origine dalle scorse elezioni amministrative. Infatti il Pri di Civitella, che pure ha espresso alcuni amministratori, non è stato rappresentato in alcun modo negli organi della Comunità montana dell’Appennino Forlivese.

    Pi.Car.

  3. #523
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Emilia Romagna: anacronistica la legge elettorale/Quale collocazione per l’Edera nelle liste per il rinnovo dei consigli

    Preparare gli appuntamenti futuri


    di Stelio De Carolis

    In Emilia - Romagna si andrà al voto per il rinnovo del Consiglio regionale con una serie di incompiute che, se evidenziate in altre realtà del Paese, avrebbero provocato reazioni molto aspre. Lo Statuto regionale, sul quale si era concentrata l’attività della legislatura, giunta al tramonto, non è stato approvato ed il palleggiamento di responsabilità fra Governo e Regione rischia di superare ogni precedente nella storia legislativa dell’Emilia - Romagna.

    Si va a votare con la superata, anacronistica legge nazionale che ha nel proprio seno il virus dell’arroganza dei forti. La nuova normativa sui consorzi di bonifica risente delle tentazioni egemoniche del vecchio Pci, e non a caso sabato 5 marzo 2005 a Piacenza, la protesta scenderà in piazza. Gli Istituti di pubblica assistenza e beneficenza (Ipabb) che hanno sempre rappresentato il simbolo del volontariato e del fecondo rapporto pubblico - privato, sono attratti ora dalla logica imperante della regolamentazione, a parole, e controllo dall’alto, nei fatti. Il deficit infrastrutturale della Romagna è sotto gli occhi di tutti, e solamente con l’omogeneità dei governi locali a quello regionale, il consenso supera ogni timida protesta.

    In un siffatto scenario, il Consiglio nazionale del Pri di metà ottobre, ha esaminato la futura collocazione del Partito nelle liste per il rinnovo dei Consigli regionali, addivenendo alle seguenti determinazioni.

    Collaborazioni con il centrodestra, liste laiche e socialiste, simbolo dell’Edera in piena autonomia, sono le scelte contenute nel documento conclusivo, mai modificate nemmeno nel Congresso nazionale di Fiuggi, anche per il forte ridimensionamento della corrente di Riscossa. Nonostante ciò è noto il convincimento della Segreteria nazionale che, di fronte ad un esplicito riconoscimento del ruolo del Pri in una Regione dove le sirene ne avevano esaltato la funzione, la deroga sarebbe stata ulteriormente concessa. Le garanzie del presidente Vasco Errani sono state tutte concentrate su una visibilità post - elettorale, tutta da interpretare e da inventare.

    Se si aggiunge l’esaltazione che i Democratici di sinistra dell’Emilia - Romagna fanno dei repubblicani europei, inconsistenti sul piano elettorale, ma funzionali alla loro strategia, la scelta dell’autonomia è apparsa l’unica da perseguire per evitare l’ennesima umiliazione.

    Sulla concomitante presenza del simbolo dell’Edera e dei Repubblicani europei, il segretario Francesco Nucara ha sempre negato pregiudiziali di ordine politico, evidenziandone quelle di carattere morale. Il contenzioso giudiziario contro il Pri non può essere risolto all’interno dell’Unione dell’Emilia - Romagna, nella quale non siamo mai entrati. La raccolta delle firme nei collegi provinciali del Nord Emilia appare uno scoglio insuperabile, soprattutto se le ristrettezze dei tempi e le avversità atmosferiche ne sono il contorno. In Romagna la presenza del simbolo dell’Edera ha rispolverato mai sopiti entusiasmi, anche per il buon lavoro dell’amico prof. Mario Guidazzi, un autentico trascinatore per amici ed opinione pubblica.

    Su queste basi è possibile il rilancio del Pri, per preparare, in tempo, gli appuntamenti elettorali futuri.

  4. #524
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    Predefinito Ma che ha combinato La Malfa in Emilia Romagna?

    Che casino ha combinato La Malfa in Emilia Romagna?
    Alla fine pare che non ropesenterete le liste nella vostra roccaforte storica.
    Mi sbaglio?
    Sempre peggio...

  5. #525
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 6 marzo 2005

    Ravaglia: “Siamo noi il vero Pri”

    Ravenna - L’Edera non ce l’ha fatta. Nonostante le firme raccolte in Romagna, lo storico simbolo del Pri sarà assente dall’imminente competizione elettorale per il rinnovo del governo regionale, visto che la lista autonoma di Guidazzi non è riuscita appunto a raccogliere le firme in almeno cinque province come prevede la legge. Un insuccesso che non prelude a nulla di buono e la direzione regionale del partito che si svolgerà domani sera, si annuncia all’insegna dell’ennesima resa dei conti. La dichiarazione di guerra porta la firma di Gianni Ravaglia promotore a Ravenna della mozione autonomista gemella di quella presentata dal cesenate Mario Guidazzi che se l’Edera fosse riuscita nell’intento, avrebbe avuto il compito di contrastare il passo al candidato presidente del centrosinistra Vasco Errani. Ravaglia lancia il “guanto di sfida” alla maggioranza di centrosinistra uscita vincente dai congressi locali.“I repubblicani ravennati, questa mattina (ieri, per chi legge, ndr), - annuncia Ravaglia - hanno consegnato 1309 firme certificate per la presentazione della lista provinciale per le elezioni regionali. Di queste, oltre 900 firme sono state raccolte nel comune di Ravenna. L’aver raggiunto tale obiettivo è esaltante - sottolinea Ravaglia lanciando il primo strale polemico - in quanto ottenuto senza alcun apporto della struttura ufficiale del partito e dell’attuale gruppo dirigente del Pri di Ravenna: né il segretario comunale né quello provinciale, tanto meno gli assessori e il vicesindaco hanno firmato la lista, così come non l’hanno firmata i membri della direzione (salvo 2 amici); anzi si sono registrati anche atti di vera e propria intimidazione verso funzionari abilitati alla certificazione delle firme da parte di un assessore del Pri. Ciò nonostante - prosegue Ravaglia - i firmatari della lista dell’Edera uguagliano il numero degli iscritti dell’Unione comunale del Pri di Ravenna. Il che significa che esiste un altro Pri altrettanto, e forse più forte, di quello rappresentato dall’attuale maggioranza ravennate. Fatto di cittadini e di elettori che non accettano più un partito alleato pregiudiziale e servile del centro sinistra, dove cresce sempre più il peso di coloro che sono tanto distanti dai valori del repubblicanesimo da dichiarare addirittura di voler abolire la proprietà privata. E che, tanto meno, non sono disponibili ad accettare oltre le promesse mancate di Berlusconi”. Una lunga premessa e poi l’“affondo” sintetizzato in due domande evidentemente retoriche.“Un gruppo dirigente che al 97 per cento non firma per la presentazione della lista del proprio partito per restare fedele agli impegni assunti con altre formazioni politiche che peraltro nulla hanno concesso in cambio, ha il diritto di continuare a rappresentare quel partito?”. Ed ancora: “Il comportamento di quel gruppo dirigente, che non ha precedenti nella storia del Pri, prefigura già la volontà di una nuova scissione?”.Due interrogativi che, rincara la dose Ravaglia, “esigono una risposta locale e nazionale, in tal senso sarà interessato il prossimo consiglio nazionale del Pri”. Anche se l’Edera non sarà in lizza per le regionali, le firme raccolte, assicura l’esponente repubblicano, non andranno sprecate. “In Romagna si sono gettate le basi per la costruzione di un Pri autonomo dai due poli, disposto solo ad alleanze programmatiche che ne esaltino dignità e ruolo, che lavorerà per la costruzione di un’altra Italia. Saremo presenti con specifiche iniziative nel corso delle elezioni regionali, così come ci impegneremo per la presentazione di una lista autonoma del Pri per la costruzione del terzo polo a Ravenna, nel corso delle prossime elezioni amministrative”.

    ro. em.

  6. #526
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 6 marzo 2005

    Il Mar in campo

    FORLI’ - La prospettiva della Regione Romagna compatta il fronte politico di centrodestra e alletta anche una parte dell’Edera. A 15 anni dalla fondazione, il Movimento per l’autonomia della Romagna ha vissuto ieri all’Hotel della Città una delle assemblee regionali più importanti della propria storia. Il motto del “congresso” del Mar, “Regione Romagna: vigilia di referendum”, la dice lunga sulla trepidante attesa dei fautori della separazione dall’Emilia di quella possibilità d’espressione di volontà popolare che la riforma costituzionale portata avanti dal Governo renderebbe teoricamente possibile nell’arco dei prossimi cinque anni. Aggiungiamoci un’altra vigilia ancor più prossima, quella delle elezioni regionali, ed ecco che l’assemblea del movimento ha visto la sfilata dei candidati al Consiglio regionale di Forza Italia, An, Udc, introdotti dal candidato alla presidenza per la Cdl Carlo Monaco, dal ministro per i rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi e dal sottosegretario alle Riforme, Gian Paolo Gobbo.Nel suo “sì convinto” al referendum, Monaco ha definito la Regione Romagna “una scelta saggia e utile al territorio, dove l’esigenza di area vasta non va letta solo come aggancio a Bologna, ma necessità di dar vita a ‘patti adriatici’ sulle strategie di sviluppo”. Concetto trasportato da Antonio Nervegna (Fi) nella richiesta post-elettorale di un “tavolo aperto per dar vita a un Progetto per la Romagna” e suffragato da Carlo Giovanardi nella sua polemica con il Centrosinistra. “La riforma del titolo V della Costituzione ha solo creato conflitti di competenze tra Stato e Regioni mentre noi rivogliamo una leale collaborazione istituzionale - ha accusato il ministro - la Regione Romagna è un diritto e la sinistra non può negarlo quando invece lo ammette in Friuli. Abbiamo ragione? Abbiamo torto? C’è un solo modo per saperlo: fare votare i romagnoli”. Appello sul quale Stelio De Carolis ora chiama a raccolta il Pri: “Mi batterò affinché tutto il Pri si schieri a a favore dell’autonomia e del referendum. Sono 5mila nostri elettori (sottoscrittori di lista) a chiedercelo”.

    Enrico Pasini

  7. #527
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 8 marzo 2005

    ELEZIONI, VALBONESI: "IL PRI DELL'EMILIA-ROMAGNA SOSTIENE VASCO ERRANI"

    (Sesto Potere) - Forlì - 8 marzo 2005 - Il segretario regionale del PRI dell'Emilia-Romagna, Widmer Valbonesi, comunica che la Direzione Regionale dell'Emilia-Romagna ha ribadito il proprio orientamento di appoggio alla coalizione di centro-sinistra e al Presidente Errani, nella prossima competizione regionale, in coerenza con quello che hanno stabilito i deliberati precedenti.
    "Questo accadrà soprattutto dopo che gli elettori repubblicani ed i cittadini che hanno ritenuto di non firmare le liste per la presentazione dell'Edera in un polo autonomo, delegittimando l'atto di imperio del segretario nazionale, che ha voluto umiliare la storia delle autonomie territoriali che contraddistinguono il PRI in tutta la sua
    esistenza": spiega Walbonesi riferendosi all'iniziativa di Mario Guidazzi e Stelio De Carolis che a livello regionale hanno condotto le trattative - poi fallite - per presentare prima una lista unica con Liberali e Nuovo Psi e poi una lista con il silbolo dell'edera come terza forza fra i due poli.
    "Condanniamo perciò questo atto antidemocratico teso a delegittimare chi dissente - aggiunge Valbonesi -, organizzando una giornata dell'orgoglio e della libertà repubblicana, e chiediamo al PRI di essere conseguente alle sollecitazioni dell'orgoglio repubblicano fatto al PRI emiliano-romagnolo, uscendo dal governo per percorrere la strada dell'autonomia".
    "Siccome così non è e non sarà - ammette lo stesso Valbonesi -, l'unico atto di rispetto dell'orgoglio e della dignità dei repubblicani sarà quella di attenersi alle volontà politiche degli organi del PRI legittimo nei rispettivi territori, che, nel caso dell'Emilia-Romagna, da sempre hanno sostenuto un'alleanza col centrosinistra...".

  8. #528
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    Predefinito Re: tratto da SESTO POTERE 8 marzo 2005

    Originally posted by nuvolarossa
    ELEZIONI, VALBONESI: "IL PRI DELL'EMILIA-ROMAGNA SOSTIENE VASCO ERRANI"
    mi sembra più che ovvio...

  9. #529
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 13 marzo 2005

    Pri, rieletti Nucara e La Malfa Ma Riscossa non partecipa al voto

    Ravenna - Francesco Nucara e Giorgio La Malfa sono stati rieletti ieri rispettivamente segretario nazionale e presidente del Pri ma senza i voti di Riscossa. Al momento del voto infatti la minoranza di centrosinistra ha deciso di non partecipare al voto avvenuto nel corso del primo consiglio nazionale dell’Edera dopo il congresso che ha visto i ravennati protagonisti di una vivace contestazione al coordinatore nazionale azzurro Sandro Bondi. Una scelta quasi inevitabile dopo la decisione del segretario Nucara di negare il simbolo per le regionali ai repubblicani schierati con il centrosinistra. Ieri è stata eletta anche la direzione nazionale e sono sei i romagnoli entrati nell’organismo dirigente nazionale. Si tratta del vicesindaco Giannantonio Mingozzi e del segretario regionale Vidmer Valbonesi in rappresentanza dell’area di centrosinistra, del ravennate Gianni Ravaglia e del cesenate Mario Guidazzi (per la mozione autonomista), del ravennate Bruno De Modena e del forlivese Stelio De Carolis per la maggioranza interna.

  10. #530
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 19 marzo 2005

    Una domenica all’insegna dell’orgoglio per l’Edera

    Ravenna- Dopo lo smacco del simbolo negato e le querelle interne, l’Edera rialza la testa. E nella mattinata di domani, domenica 20 marzo, alle 9,30 nella sezione Pri di Madonna dell’Albero si terrà la giornata dell’orgoglio repubblicano indetta dalla Federazione regionale dell’Emilia-Romagna. “La manifestazione - si legge in una nota - ha lo scopo di ribadire la volontà dei repubblicani dell’Emilia-Romagna di preservare e difendere l’autonomia decisionale delle organizzazioni periferiche del partito nelle scelte di alleanza politica e programmatica per le elezioni regionali e locali. Questo - ribadiscono i repubblicani dell’Emilia Romagna - assume un particolare significato dopo le scelte compiute, in ordine all’utilizzo del simbolo, da parte della direzione nazionale che i Repubblicani emiliano-romagnoli hanno contrastato”.La manifestazione sarà presieduta da Mauro Mazzotti, capogruppo del Pri nel consiglio provinciale di Ravenna e sarà conclusa dal segretario regionale Vidmer Valbonesi. Sono previsti, inoltre, gli interventi di Paolo Gambi, segretario comunale dell’Edera di Ravenna, Luigi Sansavini, segretario del Pri di Forlì, Vittorio Antonelli, segretario del Pri di Ferrara, Paolo Ballestrazzi vice segretario regionale, Luisa Babini, consigliere regionale uscente e Giannantonio Mingozzi, vice sindaco di Ravenna. Nel corso della manifestazione alla quale ha aderito Sergio Savoldi, coordinatore nazionale di Riscossa, verrà riconfermato l’orientamento dell’Edera emiliano-romagnola (o almeno di buona parte) di appoggiare comunque il centrosinistra ed in particolare la candidatura di Vasco Errani alle prossime regionali. Appoggio al presidente uscente e alla coalizione per altro già confermato qualche giorno fa dalla direzione provinciale di Ravenna che ha eletto a maggioranza - la componente autonomista si è infatti astenuta - il nuovo comitato esecutivo provinciale ed approvato un documento che va appunto in questa direzione. In particolare l’esecutivo risulta così composto: Luisa Babini, Aride Brandolini, Giancarlo Cappelli, Alessandro Carli, Paolo Donati, Enrico Laghi Ettore Laghi, Casimiro Calistri, Giannantonio Mingozzi, Aldino Silvano Pasquali, Giordano Tabanelli, Dario Trerè, Luciano Zignani. Il comitato sarà presieduto dal nuovo segretario provinciale, Fabio Bocchini.

 

 
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