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  1. #731
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    Intervista di Francesco Nucara al "Resto del Carlino"/Il segretario del Pri: "Sono dispiaciuto, non hanno capito la svolta"
    "Anche Ravenna in Consiglio nazionale"

    Intervista a Francesco Nucara pubblicata sul "Resto del Carlino", 4 aprile 2007.

    "Sono molto dispiaciuto che i repubblicani ravennati di minoranza non siano entrati nel Consiglio nazionale. Il congresso era iniziato bene, si è svolto meglio ma, sotto questo punto di vista, è finito male". Il segretario del Pri, Francesco Nucara, commenta così la decisione di Mingozzi, Gambi e soci di non votare la mozione unitaria.

    "I rapporti personali restano buoni al di là delle posizioni politiche – insiste Nucara – ma credo che non abbiano capito l'importanza della svolta fatta dal partito. L'autonomia è un nuovo corso rispetto alla Casa delle Libertà di cui, del resto, non abbiamo mai fatto parte. Diciamo che eravamo aggiuntivi, con un progetto politico comune".

    Il cuore del Congresso, però, batte per Berlusconi. Ed è stata confermata la grande vicinanza con Forza Italia.

    "E' vero che all'Hotel Ergife è arrivato il Cavaliere, ma è altrettanto vero che avevamo invitato Walter Veltrroni. E anche a lui avevamo chiesto di fare soprattutto un discorso politico. Non è venuto perché era impegnato all'estero".

    I repubblicani però avevano raccolto voti nelle sezioni su una posizione di centrosinistra. E probabilmente si sono sentiti vincolati da quel mandato.

    "Diciamo che c'è stata una forma di rigidità morale che li ha portati ad assumere questa posizione. In realtà il delegato, in un congresso, è libero di esprimersi come ritiene sia più giusto. Ho sperato sino all'ultimo che anche i ravennati confluissero nella mozione unitaria così come i forlivesi. Ho fatto di tutto, sia sul piano politico, sia personale, per riuscirci".

    E adesso?

    "Credo che anche i ravennati di minoranza debbano comunque far parte del gruppo dirigente del partito, specie in un momento in cui stanno rientrando tanti di quelli che ne erano usciti. Chiederò che siano cooptati nel Consiglio nazionale. Avanzerò anche la proposta per far sì che siano ravennati due componenti della commissione che si occuperà della modifica dello statuto per riconoscere autonomia nelle alleanze a livello locale".

    tratto da http://www.pri.it

  2. #732
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    Infrastrutture
    E45: sempre peggio!!!

    Un inverno mite e molto secco ci aveva fatto scordare le paludi del E 45, ma queste tre settimane di pioggia hanno rotto l’incantesimo ed ecco riemergere i soliti problemi, ovvero buche, e torrenti d’acqua e così una delle strade più trafficate della nostra regione diventa una via da Terzo mondo.
    Io, forse come tanti di voi, rimango sconcertato dalla totale incapacità di tutti i nostri rappresentanti nelle istituzioni a risolvere il problema. Eppure abbiamo Comuni, Province, Comunità montane e, infine, la Regione. Come si fa a non trovare fondi per una strada così importante? Perché il nostro caro Comune di Cesena, tanto “ammirato” invece di usare tanti soldi per riqualificare “le vie del centro” (assai belle e con tante pietre colorate), non ha fatto un bell’asfalto lì cosi con quello che si risparmiava si faceva un po’ di E45 nuova?
    Viene da pensare che i nostri enti statali siano come quegli stolti che hanno le porte nuove coi pomelli d’oro e i muri con i buchi e sorridono beati, oppure che non sia che il degrado della nostra cara e comunque tanto amata E 45 non nasconda altri macchinosi disegni speculativi alla spalle dei cittadini, come una bella vendita a qualche grossa ditta che si occupi di strade, ad un prezzo di super favore visto le tremende condizioni in cui si ritrova, per agevolare il solito meccanismo all’Italiana?
    La nostra regione ha una grande fortuna: avere una strada a percorrenza veloce e (ancora) non a pagamento, e con tutto quello che paghiamo già di tasse, i detentori del potere l’hanno ridotta una vergogna. Spero proprio che si rimedi alle condizioni di questa vitale arteria, ma non come si fa spesso in Italia, con le risorse sottratte ai cittadini con nuove tasse, di cui ben poco si utilizza per lo scopo iniziale…


    Massimiliano Mengozzi
    Federazione Giovanile Repubblicana - Romagna

    10 aprile 2007 - tratto da http://www.fgr-fc.it/Home.htm

  3. #733
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    45° Congresso Pri
    Rilanciare l'Edera su schemi europei

    Congresso di Roma, Hotel Ergife.

    Cari amici delegati, è per me un onore ed un dovere portare il mio saluto personale e quello delle sezioni di Martorano, Calabrina e Pievesestina di Cesena a questo congresso nazionale numero 45 del Partito Repubblicano Italiano; un'altra tappa della sua storia, che in queste giornate contribuiremo tutti a scrivere a futura memoria. Il precedente congresso si è chiuso con 3 mozioni, quella maggioritaria che dava priorità all'alleanza con il centrodestra, quella di Riscossa legata al centrosinistra e quella dell'autonomia da noi sostenuta la quale anche se partita in una situazione di estrema minoranza di numeri, ha ravvivato un dibattito politico interno al partito che nella sua forma bipolare rimaneva bloccato su due opposte fazioni.

    Passiamo ora ad analizzare i risultati elettorali ottenuti dal nostro partito alle ultime politiche, che parlano chiaro! A parte la rappresentanza parlamentare ottenuta, aumentata da 2 a 3, il resto ha di fatto segnato un segnale negativo e parlo non solo in termini di voti. La nostra lista al Senato nelle Regioni dove è stata presentata ha ottenuto un risultato modesto! Abbiamo totalizzato percentuali minime anche nelle zone storiche del partito con un patrimonio di voti che dalle europee si è ulteriormente diviso, bi-polarizzato, dimezzato. Ma anche in termini politici abbiamo pagato e pagheremo se non invertiamo la rotta! Chi ha vinto? Chi ha perso? Gli amici orfani del centrosinistra o i fedeli al centrodestra?

    Bene strategico

    Lo sappiamo tutti, ha perso il partito! Ed è anche per questo che recuperare autonomia politica vuol dire non solo poter recuperare anche la diaspora e vecchi amici che ci hanno abbandonato, ma questo ci porta a mantenere l'unità di partito! Un bene strategico che serve anche oggi per superare la nostra debolezza politica!

    Perché bisogna dimostrare di esser in grado di poter sfidare le altre forze, gruppi o correnti di pensiero politico, con le proprie gambe e con le nostre liste! Inevitabile!

    Scusate se vi parlo della Romagna, ma quando entri in queste nostre Case Repubblicane, sezioni costruite 100 anni fa, quando il nostro partito era un movimento rivoluzionario e da solo combatteva per il proprio spazio politico, viene da pensare.

    Ma oggi vale la pena di spaccarsi per questi due poli che non rappresentano il bene dell'Italia a tal punto che ci auguriamo un nuovo governo che governi, e tale lo si potrà avere solo con larghe intese fra partiti, isolando all'opposizione le ali estreme e radicali.

    Non penso che ne sia valsa la pena.

    Colpa solo del sistema elettorale, difficile sostenerlo, quando bastava un modesto 1% per avere deputati eletti alla Camera. Ci stiamo riorganizzando, è vero, ma non basta. Diverse sono le zone del paese dove siamo spariti (ma che bravi dirigenti fedeli e leali che avevamo in quelle zone!?!).

    Bisogna tenere la barca dritta in questo panorama politico, avere certezze, sul nostro pensiero politico! Aggredire il sistema e non adeguarsi, perché solo con politiche aggressive e costanti si può pensare di attrarre elettori e consenso.

    Compromesso

    Questo centro sinistra ora al governo ha nei DS il partito fulcro e con la formazione del partito democratico di fatto ricompongono in un nuovo partito le forze socialiste e cattoliche che hanno superato tangentopoli, formalizzando un asse da compromesso storico strategico per comandare il paese, l'Italia, in alternanza contro le destre ma anche contro di noi, non importa se non hanno fatto veramente i conti con la loro storia. Ma trasformandosi in Pd, in una sorta di nuovo partito socialista, democratico, repubblicano, aggiungerei di craxiana memoria (!) hanno ridisegnato gli equilibri di questo centro sinistra dove per governare non si dà spazio politico fino in fondo alla nostra cultura laica: massimalismo e solidarismo a dosi massicce in questa gara al voto cattolico italiano che esiste fra i due poli.

    Allora il centro destra attuale può risolvere i nostri problemi: non lo credo e non può essere, perché altra è la sua strategia, a parte che noi non siamo organici a loro, e anche qui si devono fare i conti con massimalismo e solidarismo e un disegno di contrapposizione al centro sinistra, con la creazione di una forza cattolica e popolare con riferimenti europei ben chiari, dove FI-AN confluiranno a formare anche loro un partito "super", chiamandolo delle libertà o dei moderati? Si vedrà.

    Soccorso

    Assistiamo oggi al soccorso al governo Prodi dell'UDC, progetto interessante se farà nascere il governo delle larghe intese (la stessa posizione del PRI); sarà invece la volontà di fare un terzo polo moderato di centro che ha spinto la UDC ha chiudere i rapporti con la CDL o è la sua fuga da questo Super Partito che sta nascendo nel centro destra (ipotesi più probabile)?

    Con questo centro destra però noi condividiamo la politica estera: non è cosa di poco conto, anzi!

    Questa convinzione terzista mi deriva dalla scuola di partito che ho ricevuto, oggi credo sempre di più che noi dobbiamo adoperarci per scardinare questo schema bipolare.

    Se questo vuole dire opposizione, ben venga, sarà salutare per il partito!

    Si parla di riforma elettorale, cari amici, delegati, il voto singolo in una democrazia è di egual valore e allora proporzionale puro, altrimenti cosa avalliamo, un sistema elettorale dove i voti pesano come una s.p.a., più grande è il partito che scegli e più conti; ma vogliamo scherzare con la nostra storia!

    Proporzionale puro, e ogni partito si prenda le sue responsabilità anche di etica politica!

    Cari amici delegati, i cinquant'anni compiuti dalla Unione europea ci impongono una seria riflessione. L'appello apparso sul nostro giornale la "Voce Repubblicana" del presidente del gruppo parlamentare dei liberali democratici europei il 21 marzo scorso ci deve impegnare nella costruzione della terza forza, terzo polo, che non ci sarà concesso per grazia ricevuta. Non va fallito l'appuntamento europeo del 2009 che dovrà essere il nostro "faro di guida" per i prossimi anni. Rientrare in Europa vuol dire rientrare in Italia!

    Ben venga allora e spazio alla propria autonomia politica, recupero dell'unità del partito, meno risse, chi non è leale al partito è bene che lasci, chi ci sta ci sta! Recuperare i rapporti con il mondo del lavoro, associazionismo, Endas, è fondamentale per noi, per il PRI.

    Accordi

    Avere le mani libere per gli accordi elettorali amministrativi, autonomia politica che deve vederci come propositori di crescita e cambiamento, e di proposizione di alternative democratiche e non solo di posizioni solitarie, stare sui problemi veri della gente, dando risposte alle esigenze del paese, quelle vere, sfruttare questo momento politico dove tutto sembra mutare per riproporre lo stesso schema di prima, chi vuoi, Prodi o Berlusconi (la gente sa che il nostro senatore Del Pennino era promotore del referendum sulla procreazione assistita, fatto fallire dal clero che predicava astensione dal voto, con la gioia dei DS che temeva che l'Italia civile ce la potesse fare da sola - e che dire dei Dico che sono lì a testimoniare l'accordo cattocomunista, un parto infelice, un adeguamento in termini di diritti civili all'Europa che non puoi rinviare o pasticciare).

    Noi dobbiamo formare e adoperarci per un progetto politico che dia voce alle nostre esigenze che devono essere quelle di una integrazione sempre più europea, democratica, dove i diritti civili ed istituzioni siano al servizio del cittadino: portiamo il nostro patrimonio politico fra la gente e fra i giovani. Nel ringraziarvi della vostra attenzione, vi porgo fraterni saluti.

    Germano Gabanini, segr. sez. "M. Angeloni" (Martorano) di Cesena

    tratto da http://www.pri.it

  4. #734

  5. #735
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    La Voce di Romagna - mese di Aprile 2007

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  6. #736
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    Orgoglio Laico
    I giovani Repubblicani di ritorno da Roma

    Forse pochi, ma grandi sognatori ed innamorati della libertà in Piazza Navona il 12 maggio.

    Noi Giovani Repubblicani romagnoli siamo stati una presenza importante. Siamo scesi in campo per lottare contro la strumentalizzazione del concetto di famiglia.



    Noi non siamo contro la famiglia. Essa rimane comunque uno dei valori principali dell’essere repubblicano; rimane comunque da capire che cosa significhi famiglia. E’ forse nucleo tradizionale, uomo – donna - bambini, oppure un luogo più ampio, nel quale chi si ama decide di condividere un pezzo di vita? Esiste, quindi, una famiglia naturale, o quest’idea è frutto di una sclerotizzazione clericale? Noi, ovviamente, crediamo che l’idea stessa di “famiglia” non sia un concetto ossidato, ma debba adeguarsi ai tempi.



    Lo stesso nucleo da “family day” ha un’esistenza brevissima: la vita di campagna, come ad esempio la mezzadria nella nostra Romagna, prevedeva famiglie molto allargate, nelle quali convivevano individui con diversi gradi di parentela. Fa un po’ impressione scoprire che quello che si definisce “naturale” non ha più di ottant’anni vero? Di conseguenza, se la necessità attuale è quella di favorire unioni a diversi livelli (perché i sentimenti hanno superato il conformismo), allora è indispensabile che lo Stato risponda e garantisca questa libertà.



    E, finalmente, avremmo famiglie basate sull’amore, e non più sulla convenienza o sulla coercizione, frutto di matrimoni riparatori, e di assoggettamento femminile al “focolare”.
    Siamo contro chi in entrambi le manifestazioni si è fatto portavoce implicito di idee reazionarie, adatte più ad un Italia medioevale, che ad un paese dell'Unione Europea. Siamo contro chi ha sentenziato una verità a nome di tutto il popolo Italiano. La laicità dello Stato è una condizione universale e indiscutibile, ed è diritto di tutti vivere nel pieno delle proprie facoltà.

    La Laicità, come sottolineato dall'art. 4 della (sentenza n. 203) della Corte Costituzionale, è un "principio supremo dello Stato". Non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.
    Noi Giovani Repubblicani quindi non possiamo accettare imposizioni moralistiche, frutto di manipolazioni clericali. I laici italiani si opporranno per sempre alla rinascita di uno stato etico, in cui la libertà di opinione cede il passo al conformismo.



    Le nostre bandiere e i nostri striscioni a "Coraggio Laico" sono la prova di come la famiglia e le unioni siano la priorità per noi giovani. Non vogliamo e non possiamo accontentarci di soluzioni imposteci dall'alto, da chi non vive i problemi connessi alla vita di coppia oggi. Noi, Giovani Repubblicani tentiamo e tenteremo di tenere vivo il futuro dell'Italia in una società civile, con un dialogo democratico e combatteremo per le persone di tutti i credi e religioni, affinché ognuno possa vivere e credere in ciò che più desidera.
    Piazza Navona non è certo la tomba dei Pacs ma solo l’inizio, con ostinazione e caparbietà cercheremo di portare avanti le nostre posizioni, convinti che le scontro non contrapponga laici e cattolici quanto diverse visioni in merito alla famiglia, distanti certo, ma entrambe per e non contro.
    Come giovani repubblicani romagnoli orgogliosi di aver potuto applaudire un uomo come il senatore Antonio Del pennino “promotore del referendum sulla fecondazione assistita e senatore del PRI” ci riteniamo soddisfatti dalla trasferta romana, convinti che essa non sia un traguardo quanto un punto di partenza, continueremo a promuovere Dico e Pacs rimanendo allo stesso tempo sempre attenti e pronti a riequilibrare eventuali incostituzionali interventi esterni.

    La FGR romagnola combatte per un'Italia fatta di uomini, a dispetto di chi vuole un'Italia fatta di streghe ed inquisitori.

    13 maggio 2007 - Tratto da http://www.fgr-fc.it/Home.htm

  7. #737
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    Appuntamenti elettorali di Nucara

    Domenica 20 maggio, il segretario nazionale del Pri, Francesco Nucara, parteciperà al 32° Congresso provinciale e 27° Congresso dell'Unione Comunale di Ravenna che si svolgerà presso l'Hotel Akross.

    Lunedì 21 maggio, alle ore 19,30, Nucara incontrerà gli amici repubblicani e i candidati della lista "Edera" a Torre del Greco presso l'Hotel Marad; ore 21,00 a Battipaglia presso l'Hotel Palace.

    tratto da http://www.pri.it

 

 
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