da www.corriere.it
" POLITICA
Tensione nella Cdl, riforma a rilento. Stasera vertice da Berlusconi
Riforme, An vota con l'opposizione. Polo bocciato
Non passa l'articolo 24 sui poteri del capo dello Stato. Calderoli minaccia le dimissioni: «Ok entro settimana o mollo tutto»
Roberto Calderoli (Emblema)
ROMA - Inizia con la minaccia di dimissioni di Calderoli e continua con la maggioranza che si spacca e che viene battuta, la giornata dedicata al ddl sulle riforme costituzionali in corso di votazione alla Camera. Clamoroso lo scivolone del Polo sull'articolo 24 relativo alla controfirma degli atti presidenziali: An vota con l'opposizione e il provvedimento viene bocciato.
In precedenza Roberto Calderoli si era imbufalito per l'ennesimo stop and go di Montecitorio (anche oggi è mancato il numero legale e la seduta è stata sospesa). E ha attaccato: «O ci sarà l'ok definitivo sulla legge in settimana o mollo tutto». Della minaccia di dimettersi Calderoli ha informato direttamente Silvio Berlusconi. Calderoli l'ha chiamato in mattinata al telefono e al premier avrebbe chiesto un impegno in prima persona. Motivo: dare un'accelerata al disegno di legge che riforma la Costituzione e che è in corso di votazione alla Camera.
LAVORI A RILENTO - La Casa delle Libertà è intenzionata ad approvare il testo entro venerdì ma, complice l'ostruzionismo del centrosinistra e le reiterate assenze in aula, l'esame degli emendamenti è fermo. Calderoli tuttavia non vuole dare letture politiche all'astensionismo di alcuni deputati: «Non interpreto - si limita a dire - riscontro che ieri sera era così e che questa mattina è così e non stiamo votando alle 7 del mattino, sono le 11. Se non si possono fare le riforme per assenza dei parlamentari torno al Senato. Si devono fare in questa settimana, non ci sono santi».
LE REAZIONI - La fuga in avanti di Calderoli produce subito reazioni a catena. La Cdl rassicura il ministro sull'approvazione della riforma entri i tempi prestabiliti, l'opposizione denuncia i continui ricatti della Lega. Luciano Violante, presidente dei senatori Ds, ironizza: «La minaccia di dimissioni incentiva a non fare le riforme». Sulle troppe assenze in aula e sull'iter della legge, interviene anche Pier Ferdinando Casini. «Sul voto finale del ddl non faccio previsioni, perché potrei essere smentito. Non sono il mago di Avellino...», dice il presidente della Camera.
IL VERTICE DEL POLO - Per discutere di riforme è in programma stasera una riunione tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, lo stesso Calderoli, il vicepremier Gianfranco Fini e il sottosegretario Aldo Brancher. Il vertice del Polo potrebbe sbloccare la situazione? «Non so neanche se c'è», risponde Calderoli. E a chi gli chiede se sará presente qualora la riunione dovesse svolgersi, replica: «Se sarò ancora ministro sì».
12 ottobre 2004 "
Saluti liberali




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