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Discussione: Avanti SAVOIA

  1. #141
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    Predefinito Re: strabone maleducato

    maleducato, male educato.... come ti pare, il significato l'hai capito. Nessuno vuole farti cambiare idea. Se tu pensi che io sia venuto in questo forum con l'intento di trasformare tanti reppublicani in monarchici ti stai sbagliando di grosso. Il mio scopo è di capire i punti di vista di chi si schiera dall'altra parte. Troppo comodo dibattere con chi la pensa come te.

    Le verità infuse le hanno solo coloro che considerano il comandare un diritto divino.
    ????? bò!??!!??

    Elezioni democratiche per eleggere un Re? Ma dove l'hai letta questa asinata? Io non ho mai parlato di eleggere un Re!!!??? Te lo sei sognato sicuramente, un Re non si elegge, a meno che tu non ti sia confuso con qualcuno con il quale stavi parlando di Vaticano.
    L'Istituzione monarchica potrà ricostituirsi solo se, e quando, lo vorranno gli Italiani. Forse ho scritto questo, ma l'hai interpretato male.
    Ad ogni modo tu affermi che democrazia e Re siano due termini non conciliabili fra loro, ebbene: dillo agli svedesi, agli inglesi, ai belgi, agli olandesi, ai danesi, agli spagnoli, norvegesi....ecc. Paragona il loro livello di democrazia a quello nostro. Noterai che ci sono delle differenze.
    Forse ti scaldi tanto perchè sai che potrebbero uscire fuori gli scheletri dagli armadi... in fin dei conti, l'Italia formalmente è ancora un Regno.

    Rinnova pure l'appello del lutto, io quel giorno sarò per le strade a sventolare il tricolore, quel tricolore che porta il simbolo di casa Savoia, quel tricolore che è il simbolo dell'Italia unita.

    E magari anche tu troverai tanti staboni con la fascia del lutto incazzati neri perchè magari ora si potrà nuovamente dibattere sul tema istituzionale.
    Ad ogni modo, a me, che in Italia ci sia la Repubblica al posto della Monarchia, sinceramente, a cuore aperto... non mi importa più di tanto. Mi ritengo una persona di natura democratica, molto.

    Vorrei concludere questa corrispondenza con te richiamando l'insegnamento e il monito dell'ultimo Re d'Italia Umberto II: "l'Italia innanzi tutto".

    Saluti.


  2. #142
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    Predefinito IL NUOVO 3 novembre 2002

    Amedeo D'Aosta: "Pronto a scendere in campo"

    "Se il popolo italiano lo vorrà...". Il Duca d'Aosta, dopo "l'investitura" della Consulta del Regno, che lo preferisce a Vittorio Emanuele, lancia il suo patto dei Patrioti. E un ministero gli assegna un'incarico.

    ROMA - Amedeo d'Aosta è pronto a scendere in campo anche lui, lanciando un suo "contratto" con gli italiani: il “Patto dei patrioti”. Primo obiettivo: un seggio al Parlamento europeo. Il cugino dell’erede diretto dei Savoia ha progetti ambiziosi, punta al connubio socialdemocrazia-monarchia e dà i voti ai protagonisti della scena politica italiana.
    Dopo che la Consulta del Regno, autorevole organismo italiano di rappresentanza monarchica, ha cercato di passargli lo “scettro”, a discapito del cugino Vittorio Emanuele, il duca, che non ha mai nascosto l'urgenza di impegno civile e politico attivo, vuole proporsi come rappresentante dell'idea di monarchia democratica con “un patto tra italiani basato su valori condivisi e una memoria che superi gli steccati ideologici e post-ideologici. Un patto per l'unità delle Italie storiche di ieri e dell'Italia 'plurale' di oggi, sintesi nazionale delle diverse realtà territoriali”.

    “Io sono disposto - dice Amedeo - a svolgere un ruolo ponte per la trasformazione dello stato, le riforme istituzionali, ruolo ponte tra la tradizione monarchica e quella repubblicana. Non a caso – sottolinea - definisco Ciampi, non il decimo presidente della Repubblica, ma il quattordicesimo capo dello stato italiano, comprendendo anche i quattro re d'Italia”. Il progetto è illustrato nel libro-intervista “Proposta per l'Italia”, a cura di Fabio Torriero, Cinquantanove anni, ufficiale di marina che ha prestato giuramento alla Repubblica, ora è il punto di riferimento dei monarchici che lo hanno scelto come erede di Umberto II. “Mi piacerebbe – confessa - dare il mio nome a un movimento 'centrale', non di centro. Perché se diventassi capo dello stato preferirei non passare attraverso i partiti, ma essere eletto direttamente dal popolo”. Ma aggiunge: “Se il popolo italiano dovesse chiedermelo e qualora mio cugino rinunciasse ai suoi diritti, sarei pronto ad assumere anche le mie responsabilità dinastiche. Sono stato educato per questo. La mia funzione comunque, non si esaurisce rappresentando unicamente i monarchici. Io devo servire il mio paese". Amedeo insomma, vuol restare sopra le parti e non considera utile un partito monarchico. Sottolinea poi il passaggio che sarebbe necessario per un suo impegno sul trono: "Io, re?. Bisogna prima cambiare la costituzione, come è accaduto due anni fa in Brasile. La nostra carta fondamentale, all'articolo139 recita che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione".

    E intanto, Amedeo d'Aosta un incarico istituzionale già lo sta per avere. Un primo passo verso la realizzazione delle sue aspirazioni. Il ministro per l'Ambiente Altero Matteoli lo sta per insediare nella carica di presidente dell'Area protetta dell'isolotto di Vivara, tra la costa flegrea e l'isola di Procida. Il principe dovrà “controllare, proteggere e programmare lo sviluppo della flora e della fauna della zona”. La scelta è caduta su di lui, perché Amedeo d'Aosta è già alla guida della fondazione Pro Hervorio Mediterraneo, che fa capo alla facoltà di botanica dell'Università di Palermo ed è un vero esperto in materia. “Sto aspettando solo – commenta - l'imprimatur finale di Antonio Bassolino per mettermi al lavoro”.

    Il passo dalla botanica al trono evidentemente non appare troppo arduo al principe, che pensa già alla forma di Stato: “Socialismo e monarchia - tiene a sottolineare - è un binomio che ha mostrato di funzionare perfettamente”. Dell'Ulivo, dice: “Peccato, che sia ormai così diviso e che non abbia più uomini. In questo modo sta solo infondendo troppa sicurezza nella maggioranza”. E su Sergio Cofferati, aggiunge: “E' una persona di straordinaria intelligenza. Non capisco se si sia messo da parte davvero o se persegue una linea fatta di piccoli passi. Lavora nella stessa ditta di mio figlio. Sono compagni, insomma...”. A Silvio Berlusconi, invece, rimprovera di ostentare un “eccesso di ottimismo”. “Il momento – osserva - è tutt'altro che facile. C'è la recessione, ci sono problemi sociali gravi, disoccupazione che aumenta. Il premier dovrebbe stare più attento a non farsi prendere da eccessi di entusiasmo”. E non è tutto. Il principe non condivide neanche “l'obbedienza cieca” del governo agli Stati Uniti sul caso Iraq. “Senza arrivare alla posizione tedesca – precisa - l'Italia avrebbe potuto come la Francia mostrare maggiore cautela in questa delicata situazione, dietro la quale sicuramente si agitano interessi che non ci vengono detti”.

    Quanto al suo rapporto con il principe Vittorio Emanuele, con il quale è aperto ormai il contenzioso dinastico, Amedeo d'Aosta assicura che è sempre stato buono. “La cancellazione dell'esilio non è stato un regalo, ma un atto di giustizia”, commenta e rivela di avergli scritto una lettera, invitandolo, non appena fosse tornato in Italia, a casa sua.

    Ma il futuro movimento monarchico rischia di nascere già diviso: la decisione della Consulta del Regno ha creato uno strappo anche perché, sembra, presa con solo un quinto dei membri presente. Tant’è che stamattina, mentre il duca d'Aosta, veniva intervistato su Uno Mattina dalla piazza del Pantheon, un picchetto di monarchici è apparso alle sue spalle mostrando cartelli con scritto “Viva Vittorio Emanuele”.

  3. #143
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    Wink Re: Phoxy

    Diciamo che apprezzo le persone che operano per il bene del nostro paese, in fin dei conti non bisogna essere ne repubblicani, ne monarchici per ammettere che una persona (che opera per il bene del paese) stia facendo un ottimo lavoro. Inoltre tra i vari presidenti che ci sono stati, potrà farti molto piacere, forse... mi hanno parlato benissimo anche di Pertini.
    Sul fatto che il Presidente si possa cambiare dopo sette anni sono d'accordo, ma comunque resta il fatto che lo si mantiene a vita. Questa potrebbe essere una "pecca".
    Perchè dici che le disfunzioni della politica attuale sono create dal sistema elettorale? Io credo invece che sia determinato dal comportamento dei parlamentari ed anche dal fatto che nessuno gli "bacchetti" sulle mani quando ce n'è bisogno. Poi... secondo me, il sistema che prediligo è il maggioritario...
    Sulle modifiche... mi sembra che si tenda a modificare su di un modello presidenziale e io non sono pienamente d'accordo su questo.

    Sulle scelte che fece il Re per la salvaguardia dello Stato o come dicono per la salvaguardia di se stesso, vorrei comunque evidenziare il fatto che il Re non SCAPPO' dall'Italia come fecero altri regnanti. Sul perchè e il come e le giustificazioni abbiamo delle vedute differenti... continueremo a contrapporle a vita...
    Mantenere un ex presidente equivale a dire mantenere un Re abdicatario. Di danni un Re abdicatario non ne può fare.
    Io invece dico: se dopo sette anni bisogna cambiare il presidente non vedo perchè lo si debba mantenere a vita magari fornendogli privilegi che ho già evidenziato.

    Credo di capire cosa intendi per angoscia dicendomi che insegni a ragazzi delle medie... cavolo! Mi vien da chiederti... è sicura la vostra scuola???

  4. #144
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    Predefinito Terremoti sottaciuti


    3/11/01

    Caro eolo76, per prima cosa devo dirti che non mi piace per nulla il giochino che hai fatto sulla nostra bandiera nella tua risposta a Strabone; vorrei ricordarti che il tricolore, di diretta discendenza da quello francese e quindi dalla rivoluzione del 1789, nacque ben prima del coinvolgimento dei savoia nel processo dell’Unità d’Italia. Ricordati che un repubblicano può anche accettare l’idea che Vittorio Emanuele II abbia svolto un ruolo per l’Unità d’Italia ma non potrà mai perdonargli la persecuzione nei confronti di molti patrioti e soprattutto verso l’Immenso GIUSEPPE MAZZINI!

    Chiedi a chi ti ha parlato bene, giustamente, di Pertini di dirti come si rivolse a lui il tuo umbertino, poi capirai un po’ meglio anche le ragioni della diffidenza verso la famiglia savoia.

    Io attribuisco le disfunzioni di cui tu parlavi al sistema elettorale maggioritario perché con questo sistema gli eletti sono fortemente condizionati dal volere del capo del partito più forte della coalizione e quindi non hanno più la forza di assumere atteggiamenti critici nei confronti delle scelte perché sanno che rischiano di non essere ricandidati in alcun collegio la volta successiva.
    Con il proporzionale anche i partiti minori sapevano di dover rappresentare all’interno dei governi e del parlamento elettori di cui conoscevano molto bene gli orientamenti e quindi sapevano che sarebbero stati rivotati solo sulla base dei contenuti.

    La mia scuola proprio in questo periodo sta subendo un intervento di messa in sicurezza, ma purtroppo solo dal punto di vista della prevenzione incendi perché mentre per questo tipo di problema c’è una legge che, seppure più volte prorogata, impone l’adeguamento degli edifici pubblici e quindi anche delle scuole, non vi è una legge che imponga l’adeguamento sismico per tutti i fabbricati esistenti realizzati prima della classificazione sismica del comune in cui si trovano, ma solo per quelli per i quali sono previsti interventi importanti, quali, per esempio gli interventi di ampliamento.
    L’ideale sarebbe eseguire l’adeguamento, anche alle norme sismiche, di tutti gli edifici, in particolare di quelli pubblici ovviamente con precedenza alle scuole, ma ciò comporterebbe costi enormi ai quali certamente le pubbliche amministrazioni, proprietarie degli immobili, non sarebbero in grado di far fronte.
    Sarebbe necessario uno stanziamento straordinario. Su questo ho una mia vecchia idea, ma mi serve qualcuno che mi dia informazioni dettagliate sulla legge che regola la destinazione dell’8 per mille, se c’è qualcuno degli amici ferrato in materia lo pregherei di contattarmi.

    A presto
    Phoxy

  5. #145
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    Predefinito

    Caro Phoxy,
    al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi, ognuno di noi puo' decidere di destinare l'otto per mille della propria imposizione irpef ad una delle seguenti destinazioni:
    • allo Stato per scopi di interesse sociale e di carattere umanitario.
    • alla Chiesa Cattolica a scopi di carattere religioso o caritativo.
    • All'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno per interventi sociali e umanitari anche a favore dei paese del terzo mondo.
    • alle Assemblee di Dio in Italia per interventi sociali e umanitari a favore dei paesi del terzo mondo.
    • alla Chiesa Valdese, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi per scopi di carattere sociale, assistenziale, umanitario o culturale.
    • alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia per interventi sociali, assistenziali, umanitari o culturali, in Italia o all'Estero, direttamenyte o attraverso le Comunita' ad essa collegate.
    • all'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane per la tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, per la promozione della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici, con particolare riguardo alle attivita' culturali, alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale, nonche' ad interventi sociali e umanitari in special modo volti alla tutela delle minoranze, contro il razzismo e l'antisemitismo.

    La scelta viene effettuata ponendo la propria firma all'interno della casella corrispondente all'opzione prescelta.
    Le scelte concorrono alla ripartizione proporzionale delle quote di singola spettanza tra tutte le opzioni...(questo si che e' un sistema proporzionale democratico....non fascista maggioritario).
    Tutti coloro che "non scelgono" vengono ripartiti in funzione della proporzione determinata da chi invece effettua una propria scelta.
    ....Insomma....anche chi "non sceglie"....da' l'otto per mille del propria imposizione irpef ad una delle opzioni......secondo le proporzioni determinate da chi...ha fatto una sua scelta.

    ------------------------------------------------------------------------------
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  6. #146
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    Predefinito

    ......ad esempio, dalle previsioni di bilancio dell'anno 2002 (elaborazioni CNEL sui dati della Ragioneria di Stato) che sono serviti per la legge di bilancio....risulterebbero previsti in "entrata" per quest'anno....ben 386.948 milioni di euro....cioe' circa 749 mila miliardi di vecchie lire.....ora non sapendo quanto sia la quota irpef di queste entrate....ipotizziamo ad esempio che essa significhi un 33%.....allora di irpef ci sarebbe circa un'entrata nel 2002 di circa 247 mila miliardi di vecchie lire.....che porterebbe ad un monte dell'otto per mille di circa 2.000 miliardi di vecchie lire......(circa un miliardo di euro)..... insomma una bella sommetta (alcuni direbbero "manna") per i vari Marcinkus in circolazione !

  7. #147
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    Predefinito diamo ad Eolo quello che di Eolo

    e quindi riconosciamogli volentieri di avere un certo carattere nel venir a discutere nell'ambiente a lui più ostile e anche con un certo spirito e un certo stile, anche quando si alza il tono della polemica. Io apprezzo tutti coloro che credono in qualcosa e la difendono e si attengono a questa condotta con coerenza. L'oggetto in questione mi interessa meno. E' chiaro che Eolo non ha un'idea del popolo italiano molto positiva e preferisce un retaggio più limitato e lo individua in casa Savoia. Anche Churchill non aveva una grande idea dell'Italia e degli italiani e riteneva Mussolini la cosa più adatta a loro. Mussolini non il re, perchè sapeva che quest'ultimo era una figura di nessun rilievo. Eolo non è nobile e dunque non è pratico di casa reale, io che avevo una bisnonna dama di corte della regina ho più facilità ad avere un'idea compiuta della schiatta di cui si discute e a ritenere che stessero benissimo dove stavano. Ma Eolo ha ragione nel dire che non c'era più motivo di tenerli fuori dal nostro Paese e che il popolo a cui egli vorrebbe dare sempre un punto di riferimento altro, era per il loro rientro. Il mio rispetto per il popolo italiano è tale che ritengo siano più che leciti i suoi capricci e le sue generosità e confido anche sulla capacità dello stesso di apprendimento e di trovare poi le giuste guide per fargli superare i momenti difficili. Per cui vogliono far rientrare i Savoia, io dico che sono contrario, ma rispetto questa decisione, che comporta, non ho capito se Eolo lo ha presente o meno, che rientrino i signori Savoia e non l'istituto della monarchia. Detto questo non è vero che la tradizione italiana è monarchica, non lo è nemmeno quella piemontese e non è poi detto che le tradizioni non si debbano cambiare. Quello che non mi piace del ragionamento di Eolo è la difesa delle tradizioni in quanto tali. E' un conservatorismo estremo che non condivido, ed è l'essenza della monarchia e del suo fallimento. In campania erano borbonici come tradizione non certo sabauda, dovremmo far rientrare anche i Borboni che sono stati peggio, se è possibile, dei Savoia? Per non dire che la tradizione campana più radicata in quella terra era il banditismo, che è stato sradicato dalle truppe napoleoniche e la camorra che ancora sussiste e anche la Mafia è una tradizione e anche nobilissima. Per cui uno Stato moderno sceglie fra tradizione e tradizione e quelle che ritiene nocive alla sua salute le sradica o cerca di sradicarle. La tradizione sabauda, davvero minima è stata sradicata in fretta anche perchè non è davvero mai esistita nel nostro paese, al più a Rivoli e dintorni. Pensate se in nome della trazione imperiale l'Austria Ungheria si dovesse ricostituire e gli Hoenzollern? E parliamo di tradizioni vere che hanno segnato la storia d'Europa, come gli Asburgo e anche con quanche merito. Allora visto che il problema, rispettosissimo, del nostro Eolo è di capire il punto di vista altro, il nostro punto di vista si fonda su questo: le tradizioni si esauriscono, si cambiano e se ne producono di altre a secondo delle necessità e dei fatti storici e quelle che si conservano, che so la monarchia britannica, è perchè hanno dato una prova di sè al di sopra di ogni limite oggettivo e se anche la loro funzione è superata, resta l'apprezzamento per la testimonianza di ciò che hanno compiuto. Uno Stato sovrano si può anche concedere il lusso di mantenere un re o quattro ex presidenti, basta che ciò non confligga con lo spirito del suo tempo e lo interpreti nel modo migliore.Mantenere degli inetti e degli incapaci, per meriti che mai hanno acquisito e in nome non so di che discutibile passato, apparirebbe invece come una vergogna.

  8. #148
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    Predefinito Re: IL NUOVO 3 novembre 2002

    "Io, re?. Bisogna prima cambiare la costituzione. La nostra carta fondamentale, all'articolo139 recita che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione".
    Annullarla, non cambiarla. Se si vuole cambiare la costituzione che dice che una sua parte non può essere cambiata, questa non è la costituzione modificata, ma annullata e riscritta, magaro molto simile.
    E intanto, Amedeo d'Aosta un incarico istituzionale già lo sta per avere. Un primo passo verso la realizzazione delle sue aspirazioni. Il ministro per l'Ambiente Altero Matteoli lo sta per insediare
    Curioso! Uniti per l'ambiente! Magari se uscivamo dal governo per la pregiudiziale Savoia, lo facevano sottosegretario!

    pensa già alla forma di Stato: “Socialismo e monarchia - tiene a sottolineare - è un binomio che ha mostrato di funzionare perfettamente”.
    Amedeo certo non appartiene al ramo Savoia che corse in soccorso al vincitore: lo dimostra il voler resuscitare la socialdemocrazia che sembra avere più problemi della monarchia!

  9. #149
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    Predefinito in effetti

    socialisti e monarchici si accoppiano alla perfezione ed anche Togliatti mi ha sempre puzzato di monarchico.

  10. #150
    Garibaldi
    Ospite

    Predefinito

    anche molti salotti serali televisivi sono monarchici!!!!!
    avete notato che non invitano mai al salotto serale nessun dirigente repubblicano?!!?!?!?

 

 
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