trovo un po' irriguardoso paragonare, come fa chi pure si riconosce come repubblicano, gli ultimi giorni di Mazzini ai primi dei rampolli Savoia in Italia, senza contare che L'Italia aveva qualche obbligo verso Mazzini e non ne ha nessuno verso i discendenti dei Savoia, credo che Vendicatore abbia fondamentalmente ragione negli argomenti che ci espone.
Nel senso che il partito repubblicano non è il ricettacolo del puro mazzinianesimo e non può essere limitato a questo ruolo. C'è la mazziniana per questo e la mazziniana potrebbe proporre iniziative politiche, ma evitare di assumersene senza l'appoggio del partito. Per disgrazia di tutti i repubblicani e di tutti i mazziniani, la scissione avvenuta nel partito, la confusione politica che l'ha preceduta e ne è seguita, la trama di interessi sul nostro patrimonio ideale, senza nessuna autentico sentimento di appartenenza agli stessi, ha causato uno sconfinamento dei ruoli e un deterioramento dei rapporti, per il quale la mazziniana agisce come un'organizzazione politica e i repubblicani iscritti al partito si sentono i depositari dei voleri di Mazzini. I repubblicani devono invece intanto, ritrovare, un ruolo politico vero e recuperare la loro unità. E questo lo si fa sapendo intepretare le esigenze della realtà contemporanea e individuandone le priorità. Oggi il rientro dei Savoia non è fra queste, a mio avviso anche sotto il profilo costituzionale. E' grave, al limite, la modifica della costituzione, ma essa è avvenuta in termine di legge, con la sufficiente maggioranza, maggioranza che si ritroverà nel Paese, perchè da repubblicano, riconosco la democrazia e credo che il Parlamento ne sia un rappresentante autorevole. Fosse stata una legge ordinaria, quella sul rientro dei Savoia, si poteva forse anche valutare l'ipotesi referendaria, ma in queste condizioni, oggi e ribadisco, oggi, non ci sono margini. Per cui io credo che sia stato corretto testimoniare la contrarietà per ragioni storico politiche al rientro degli eredi maschi dei Savoia, ma non ne avrei fatto una mobilitazione, perchè la Repubblica può essere generosa e deve esserlo e nello stesso tempo non la si compromette mettendo i suoi principi in contrapposizione con i voleri del suo popolo o di chi, in massima parte, per nostra disgrazia lo rappresenta.




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