Dal quootidiano LIBERO di oggi 12 novembre 2004, primo anniversario della strage di Nassyria.
" « Alleati filibustieri, mi vendicherò »
di PAOLO E. RUSSO
ROMA - « Non mi piace, non mi diverto più . Francamente io me ne andrei, ma a chi lascio in mano il Paese? » . Silvio Berlusconi si è svegliato presto. Dopo la colazione, a Palazzo Grazioli, si è letto la rassegna stampa. Le critiche gli hanno fattomale, masi è tenuto tutto dentro. « Me l’aspettavo. Non da tutti, ma me l’aspettavo » , dirà più tardi. Era una giornata nera, ieri. Il cielo grigio sopra Roma non aiutava a sollevarsi l’umore. Una sbirciatina al programma della giornata, con quel pensiero sempre in testa. Pranzo con la Guardia di finanza, consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, cena di lavoro con i coordinatori regionali. Una grana dietro l’altra, insomma. Serviva un raggio di sole. Cinque minuti e l’ha trovato: il suo adorato doppiopetto. Via la giacca a due bottoni che lo accompagnava dal quindici ottobre, come da consiglio dell’amico d’infanzia Guido Possa, si torna al passato, al Cavaliere combattivo. Non c’entrano le condizioni atmosferiche:. « È per scaramanzia » , confesserà poi, accompagnando la frase al primo sorriso della giornata, all’entourage di Domenico Siniscalco. Il premier trascorre la mattina a fare di conto, pensa al maxiemendamento, chiama i suoi consiglieri. Si attacca al telefono, sconsolato. « Siamo caduti sulle tasse, proprio sulle tasse. Colpa degli alleati, sono filibustieri » . Proprio così, « filibustieri » . Dall’altro capo del filo, l’interlocutore si interroga. Ce l’ha con Marco Follini, il premier. « Voglio vedere se adesso non entra nel governo, se mi dice che non difendiamo il potere d’acquisto » . Ma anche con Gianfranco Fini. « Ci ha costretto ad aumentare gli stipendi ai dipendenti pubblici, ci ha bloccato la manovra. Quei soldi servivano per tagliare le tasse » . Gli incrementi per i dipendenti pubblici sono stati del 17% a fronte di un'inflazione del 12%. « E sai come li recupero quei soldi io? Blocco il turnover dei dipendenti pubblici » . Niente possibilità di andare in pensione per due anni. Una prospettiva che An e Udc vedono come il fumo negli occhi. « E non voglio sentire storie » . L’ i n t e rl o c u t o re cerca di fargli coraggio, ma non serve. « Nessuno si illuda, io il contratto con gli italiani lo onoro, lo porto a termine. Ce la faccio » . Se ci hanno provato, se volevano impedirgli di ricandidarsi nel 2006, è la morale, « i filibustieri » si sono sbagliati di grosso. Il Cavaliere del giorno dopo sale sull’auto blu poco prima di mezzogiorno. Ha indosso il cappotto col collo di velluto, pare sia il preferito. È il secondo giorno che lo mette, quest’autunno. Al comando generale della Fiamme gialle, la caserma Piave di viale XXI Aprile a Roma, fa uno sforzo. « È un piacere essere qui, certo non potrebbe essere altrettanto se fosse il presidente del Consiglio a ricevere una visita della gdf a casa sua... » . Scherza. Poi viene al dunque. « C’è una critica abbastanza dura e cattiva sui giornali, che mi accusano di non aver mantenuto l’impegno di ridurre le imposte sull’Ire già a partire dal primo gennaio 2005 » , esordisce. Ma « c’è stato un approfondimento a riguardo » e il governo si è trovato costretto a confrontarsi « con quei sei punti di Pil che rappresentano il costo del debito pubblico » . Un deficit, « frutto del passato, che pesa sulla vita economica e produttiva del Paese » . La colpa, dunque, è dei conti. E dei parametri di Maastricht. Lui vorrebbe fare di più, ma non può. « Le cifre non ci consentono di fare ciò che vorremmo » . Le sue idee, lo dice apertamente pur immaginandosi le critiche che seguiranno, non cambiano: « C'è una norma di diritto naturale, dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta e glielo dai. Se lo Stato ti chiede di più c’è una sopraffazione e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi » . Seppur in pubblico, il Cavaliere furioso non si trattiene. E prende di mira nuovamente il titolare dell’Economia. « Se vogliamo che la riduzione delle tasse abbia influenza, bisognerebbe farla in deficit » . Il suo ministro e il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, gliel’hanno impedito. Il nome di Siniscalco il premier non lo pronuncia mai. Tanto ci penserà più tardi Mario Mauro, suo uomo di fiducia, a definirlo « gran ciambellano della fondazione di Massimo D’Alema » . Un rapido giro di incontro a Palazzo Chigi, dunque, alle 17.30, il consiglio dei ministri. I conti non tornano ancora. Il tecnici di via XX settembre non hanno trovato la copertura ( 3 miliardi nel 2005, 6 miliardi nel 2006) per inserire i tagli in Finanziaria. Così alla riunione settimanale non si sono visti né Gianfranco Fini, né l’emendamento per la riforma fiscale. « È l’ultimo rinvio che tollero. Qui ciascun partito agisce per sè » , è sbottato davanti ai ministri il premier, « uno pensa agli artigiani, l’ altro ai piccoli imprenditori e solo io a rilanciare l’economia... » .
Il signor Presidente del Consiglio dei Ministri non si diverte più. L’ho detto anche io quando mi sono dimesso da moderatore di questo forum. Ma lui, cribbio, è il Capo del Governo della settima potenza industriale del mondo mica un "pirla" che giuoca a fare il forumista su Politica Online….. ricribbio. Ora ci viene a parlare degli alleati e dei conti che non sono a posto. Ci parla del debito pubblico accumulato dal 1980 ai primi anni novanta. Forse è stato messo al corrente solo ora che l’Italia ha questo macigno e forse non ha tenuto, fino a 24 ore fa, conto dei parametri impostici dall’Unione Europea? Certo che non è colpa sua se c’è stato l’11 settembre, se l’area economica di Eurolandia è stata in recessione.... e tutt’oggi fatica ad agganciarsi alla….fragile ripresa mondiale.
Ma anche all’interno di Eurolandia l’Italia non è messa molto bene…… certo per ragioni strutturali, in gran parte antiche, anzi antichissime, e Francia e Germania non sono messe meglio. Mal comune…...ma noi viviamo e votiamo in Italia.
Il signor Presidente del Consiglio dei Ministri si lamenta dei suoi alleati. Chè forse non sapeva di essere il Capo di un Governo di Coalizione? E non è lui forse il Premier? Non è lui che ha sdoganato questo, cooptato quello, convertito quell’altro, associato quell’altro ancora? Il Capo del Governo è Silvio Berlusconi. Tanto Onore …Tanti Oneri signor Presidente!!! Un Capo vero non scarica MAI le responsabilità che gli derivano dall’essere il Capo. E se non è davvero il Capo, ma solo un “primo fra pari”, allora non vediamo proprio perché il Centrodestra debba esporsi ancora, innanzi al mondo intero, alle critiche per il famoso conflitto di interessi, a quelle per le grane giudiziarie di cotanto leader quando poi… ci racconta ora, in buona sostanza, di non essere davvero quello che ha raccontato a tutti di essere: “l’unico in Italia in grado di produrre quel nuovo miracolo italiano” .....di cui davvero ci sarebbe bisogno. Miracolo italiano (termine che richiama non virtù soprannaturali ma fatti concreti della storia della nostra Italia) che per me ha sempre avuto solo un nome: Rivoluzione Liberale.
Non creda il signor Presidente del Consiglio dei Ministri che le critiche che gli piovono dalla stampa, anche dalla stampa AMICA, e da tanti “liberi battitori” dentro e accanto alla coalizione, siano dovute a sedizione, incomprensione delle immani difficoltà che ha innanzi, a ingratitudine.
Sono dovute, in massima parte, a quello spirito liberale che egli stesso aveva cercato di alimentare, e che ora, se continua di questo passo, potrebbe travolgerlo, prima e più delle truppe dell'Armata Brancaleone del signor Prodi Romano in Bertinotti.
Saluti liberali




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