Il Nocciolo
L'ALBERO
Il nome latino della pianta, Corylus avellana, deriva dal greco kóris (elmo), per la forma dell'involucro membranoso che ricopre il frutto e avellana in quanto diffuso da millenni nella zona di Avellino. Le popolazioni antiche reputavano le nocciole simbolo di erotismo e fecondità, tanto che fino nel secolo scorso ne venivano offerte alle spose novelle; ma per i Celti l’albero di nocciolo era soprattutto simbolo di magia, poesia e sapienza, al punto che una leggenda irlandese narra di come il “salmone della conoscenza” non fosse altro che un normalissimo pesce che aveva mangiato una nocciola caduta dall’albero della conoscenza (vedi Lumen n.168).
Pare che i Druidi usassero per divinare tavole in legno di Nocciolo, dove erano incisi gli ogham, le lettere magiche. Presso i Germani, il Nocciolo era la pianta consacrata al dio dei tuoni Thor, e quindi si riteneva che sotto al Nocciolo si fosse protetti dal fulmine; la stessa credenza è presente nella nostra cultura, dove però la Madonna va a sostituire Thor.
Da tempi remotissimi si dice che il nocciolo è la difesa più sicura contro le serpi e tutto ciò che striscia sulla terra (ragni, scorpioni, …), e dunque esso rappresenta l’ ”antidoto/preventivo” per antonomasia, tanto che il ramo del Nocciolo con attorcigliati due serpenti è il simbolo della Medicina.
Nel Medio Evo, periodo di demonizzazione di tutta la medicina popolare da parte dell’Inquisizione, si riteneva che il Nocciolo fosse utilizzato per invocare il Demonio e stringere patti con le forze del male. Ma l’aura benefica e magica dell’albero sopravvisse nei secoli grazie alle fiabe ed alle opere letterarie. Ad esempio in Romeo e Giulietta, Mercuzio descrive la carrozza della regina Mab, la levatrice delle fate, colei che suscita i sogni:
"Il suo cocchio è un guscio di nocciola, lavorato dal falegname scoiattolo o dal vecchio verme, da tempo immemorabile carrozzieri delle fate. In questo aggeggio ella galoppa da una notte all'altra attraverso i cervelli degli amanti, e allora essi sognano d'amore".
IL SEGNO
La divinità che veglia sui nati sotto il segno del Nocciolo è Manannan Mac Lyr, dio del mare e sovrano dell’Aldilà. La Parola Chiave per i Coll è saggezza. La Pietra da cui traggono forza è, come per gli Huath-Biancospino, il berillo blu (Acquamarina), considerato da sempre la pietra del mare; questo minerale è utilizzato per curare moltissime patologie (soprattutto problemi alla gola e alle orecchie) e per allontanare le energie negative. Ne consegue che il Colore Simbolico è il blu, il colore dell’armonia e dell’equilibrio interiore. L' Animale Totemico è il cane, essere vivente che incarna la fedeltà e l’amicizia senza secondi fini, ma anche la difesa dalle minacce esterne. Le Caratteristiche dei Coll sono fascino, innocenza, ironia e sarcasmo, razionalità, intuito, poco spirito pratico, capacità comunicativa: essi gradiscono uno stile di vita tranquillo ed a misura d’uomo, ma che amplifichi in ogni modo e ad ogni costo la comunicatività (il loro chiodo fisso!). Nel Lavoro i Coll dimostrano preferenza per ruoli subalterni e non responsabilizzanti. Questo non significa che siano svogliati o demotivati, ma semplicemente che focalizzano le proprie energie esistenziali su interesse extralavorativi: per i Coll il lavoro è un mezzo, non un fine. In Amore sono molto sentimentali e poco fisici: la dolcezza, i regali, e le coccole sono tutto. Chi gli vive accanto potrà sempre sentirsi corteggiato, ma d’altro canto dovrà anche saper stimolare il proprio partner ad una maggiore attenzione alla sessualità. Ma attenzione: banalizzare l’atto fisico significherebbe stroncare il rapporto, perché il Coll è in perenne ricerca dell’unione perfetta, e quindi – con un po’ di pazienza – ci si può garantire un compagno di vita ideale, sempre attento, tenero e dolce.




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