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Discussione: Alberi e celti...

  1. #11
    Knifnil fior di Zucca*
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    Il Nocciolo


    L'ALBERO
    Il nome latino della pianta, Corylus avellana, deriva dal greco kóris (elmo), per la forma dell'involucro membranoso che ricopre il frutto e avellana in quanto diffuso da millenni nella zona di Avellino. Le popolazioni antiche reputavano le nocciole simbolo di erotismo e fecondità, tanto che fino nel secolo scorso ne venivano offerte alle spose novelle; ma per i Celti l’albero di nocciolo era soprattutto simbolo di magia, poesia e sapienza, al punto che una leggenda irlandese narra di come il “salmone della conoscenza” non fosse altro che un normalissimo pesce che aveva mangiato una nocciola caduta dall’albero della conoscenza (vedi Lumen n.168).
    Pare che i Druidi usassero per divinare tavole in legno di Nocciolo, dove erano incisi gli ogham, le lettere magiche. Presso i Germani, il Nocciolo era la pianta consacrata al dio dei tuoni Thor, e quindi si riteneva che sotto al Nocciolo si fosse protetti dal fulmine; la stessa credenza è presente nella nostra cultura, dove però la Madonna va a sostituire Thor.
    Da tempi remotissimi si dice che il nocciolo è la difesa più sicura contro le serpi e tutto ciò che striscia sulla terra (ragni, scorpioni, …), e dunque esso rappresenta l’ ”antidoto/preventivo” per antonomasia, tanto che il ramo del Nocciolo con attorcigliati due serpenti è il simbolo della Medicina.
    Nel Medio Evo, periodo di demonizzazione di tutta la medicina popolare da parte dell’Inquisizione, si riteneva che il Nocciolo fosse utilizzato per invocare il Demonio e stringere patti con le forze del male. Ma l’aura benefica e magica dell’albero sopravvisse nei secoli grazie alle fiabe ed alle opere letterarie. Ad esempio in Romeo e Giulietta, Mercuzio descrive la carrozza della regina Mab, la levatrice delle fate, colei che suscita i sogni:
    "Il suo cocchio è un guscio di nocciola, lavorato dal falegname scoiattolo o dal vecchio verme, da tempo immemorabile carrozzieri delle fate. In questo aggeggio ella galoppa da una notte all'altra attraverso i cervelli degli amanti, e allora essi sognano d'amore".

    IL SEGNO
    La divinità che veglia sui nati sotto il segno del Nocciolo è Manannan Mac Lyr, dio del mare e sovrano dell’Aldilà. La Parola Chiave per i Coll è saggezza. La Pietra da cui traggono forza è, come per gli Huath-Biancospino, il berillo blu (Acquamarina), considerato da sempre la pietra del mare; questo minerale è utilizzato per curare moltissime patologie (soprattutto problemi alla gola e alle orecchie) e per allontanare le energie negative. Ne consegue che il Colore Simbolico è il blu, il colore dell’armonia e dell’equilibrio interiore. L' Animale Totemico è il cane, essere vivente che incarna la fedeltà e l’amicizia senza secondi fini, ma anche la difesa dalle minacce esterne. Le Caratteristiche dei Coll sono fascino, innocenza, ironia e sarcasmo, razionalità, intuito, poco spirito pratico, capacità comunicativa: essi gradiscono uno stile di vita tranquillo ed a misura d’uomo, ma che amplifichi in ogni modo e ad ogni costo la comunicatività (il loro chiodo fisso!). Nel Lavoro i Coll dimostrano preferenza per ruoli subalterni e non responsabilizzanti. Questo non significa che siano svogliati o demotivati, ma semplicemente che focalizzano le proprie energie esistenziali su interesse extralavorativi: per i Coll il lavoro è un mezzo, non un fine. In Amore sono molto sentimentali e poco fisici: la dolcezza, i regali, e le coccole sono tutto. Chi gli vive accanto potrà sempre sentirsi corteggiato, ma d’altro canto dovrà anche saper stimolare il proprio partner ad una maggiore attenzione alla sessualità. Ma attenzione: banalizzare l’atto fisico significherebbe stroncare il rapporto, perché il Coll è in perenne ricerca dell’unione perfetta, e quindi – con un po’ di pazienza – ci si può garantire un compagno di vita ideale, sempre attento, tenero e dolce.

  2. #12
    Knifnil fior di Zucca*
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    Il Pruno


    L'ALBERO
    Il pruno fruttifica fra settembre e ottobre ma il frutto, fortemente resistente alla maturazione completa, ha un sapore aspro-acidulo che diventa dolce solo dopo il primo gelo. Questo albero è simbolo di euforia, ed infatti i Celti ne traevano un liquore euforizzante. Ma è anche simbolo di magia sacra, di manifestazione dell’insondabilità del divino: se trova l’habitat ideale riesce in pochissimo tempo, coi suoi rami intrecciati, a creare boschetti assolutamente impenetrabili, dove - secondo le leggende di mezzo mondo - può custodirsi il Bene o nascondersi il Male.
    La sacralità di questa pianta trova la sua massima espressione nel “pruno ardente che non brucia” attraverso cui Dio si manifestò parlò a Mosé. Il pruno è una pianta ribelle alla coltura e difficilmente trapiantabile, e dunque è anche simbolo di indipendenza: riuscire a piantarlo fuori di casa significava garantirsi salute e protezione dai fulmini e dal fuoco (“arde senza bruciare”).
    Questa pianta venne utilizzata per millenni (noccioli di prugnolo sono stati rinvenuti addirittura in villaggi palafitticoli) nella medicina domestica. Il prugnolo presenta infatti proprietà medicamentose di tutto rispetto: la corteccia era usata come febbrifugo e astringente, i fiori come depurativi, lassativi, vermifughi, calmanti e diuretici, ed i frutti come astringenti e antidiarroici. Ma oltre alla funzione curativa, il pruno aveva anche impieghi pratici (la corteccia, ricca di tannini, si usava per conciare le pelli e tingere di nero), impieghi di “routine” (le foglie erano utilizzate come surrogato del tè ed i fumatori di pipa le mescolavano con il tabacco) ed impieghi magici; col pruno si costruivano infatti bacchette divinatorie e dei desideri, ed i viandanti portavano con sé bastoni da passeggio costruiti coi suoi rami (i cosiddetti "bastoni di spino") in modo da proteggersi dal Male che poteva nascondersi nelle siepi di pruno lungo i sentieri.

    IL SEGNO
    Le divinità che vegliano sui nati sotto il segno del Pruno sono Esus (Dio gallico silvestre) e Nuada (supremo Re dei Tuatha De Danaan), entità in costante impegno e movimento. La Parola Chiave per i Nuir è esaltazione. La Pietra da cui traggono aiuto è la fluorite, che facilita la concentrazione e la meditazione ed aiuta ad afferrare i concetti più alti ed astratti (attitudini che i Nuir spesso non riescono a coltivare data la loro frenesia ed iperattività). Il Colore Simbolico è il giallo, emblema della luce solare, delle facoltà intellettuali (intuito e raziocinio) e morali (fede e bontà) e della simbolizza la sacralità e verità divina. L' Animale Totemico è il falco, simbolo di rinascita e guardiano interiore per eccellenza. Le Caratteristiche dei Nuir sono euforia, variabilità, soggezione all'ambiente, idealismo combattivo, imprevedibilità, simpatia. Questa continua necessità di agire però non dà la possibilità ai nati in questo periodo di focalizzarsi razionalmente su un progetto. Questa sorta di “ansia produttiva” da una parte è un limite (difficoltà a mettere radici, a fare progetti a lungo termine e a caricarsi di responsabiltià), dall’altra un pregio (creatività nel lavoro, incapacità di annoiarsi, stimoli per le persone vicine). Se lo Stile di vita che li contraddistingue è poco razionale ed il loro Ambiente di vita ideale è variabile, in Amore i Nuir dimostrano un invidiabile equilibrio emotivo e la rara capacità di comunicare col proprio partner senza fraintendimenti.

  3. #13
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    L'Edera



    L'ALBERO
    Questo albero è simbolo rinascita ma anche di “attaccamento” (fedeltà piuttosto che soffocamento), ed infatti regalarne una piantina significa attaccamento verso la persona alla quale viene offerta. L’edera possiede radici aree che le permettono di attaccarsi a qualsiasi albero, ma non essendo una pianta parassita non lo danneggia (a meno che lo ricopra completamente): all’edera il tronco di un albero serve soltanto come sostegno per il suo sviluppo.
    Nell’antichità veniva usata per proteggere le greggi, il latte e i prodotti caseari; infatti pare che i Celti intrecciassero una corona con rami di edera, caprifoglio e sorbo rosso e la ponessero sotto i contenitori del latte. L’edera spesso si avvinghia ai tronchi con andamento a spirale, e per questo motivo era per i druidi simbolo di immortalità, anche grazie al fatto che le sue foglie erano sempre verdi.
    La medicina tradizionale le attribuisce proprietà sedative della tosse, espettoranti, antinevralgiche, vasocostrittrici ed emolitiche. Senza dubbio un eccessivo uso di bacche e foglie può risultare intossicante, ma la diffusa idea che l’edera sia soltanto velenosa è assolutamente erronea; alcuni libri di erboristeria riportano che i druidi guarivano la follia aspergendo il capo della persona malata con un decotto di foglie di edera e pronunciando al contempo una formula magica. I druidi se ne servivano inoltre per sanare ferite e piaghe anche profonde (sfruttando la suddetta capacità costrittiva sui vasi sanguigni) e per curare artrosi e reumatismi.
    L’antica medicina celtica è sopravvissuta sino ad oggi in alcune ricette curative bretoni: una lozione contro la scabbia (foglie d'edera macerate in aceto) ed un unguento per le scottature (linfa di edera e grasso d'oca). Sembra che i druidi preparassero con l’edera anche una bevanda in grado di causare degli stati di alterazione mentale tali da indurre la veggenza: la pozione era basata sulla fermentazione di bacche di edera in un succo di frutta, in modo tale che venisse liberata l’ederina (un glucoside contenuto nei semi che provoca tachicardia ed allucinazioni).

    IL SEGNO
    L’eroe semidivino che veglia sui nati sotto il segno dell’Edera è Pwyll, un re gallese divenuto per un intero anno il Dio dell’Oltretomba celtico. La Parola Chiave per i Gort è veleno: il veleno spesso rappresenta una fonte di cura, ma se assunto in quantità significa morte; per questo il segno dell’Edera può essere considerato un segno doppio. La Pietra da cui traggono aiuto è l’ametista, che bilancia il metabolismo e l’umore, ed essendo considerata la pietra che dona la coscienza di sé, spinge l’individuo al suo vero io. Il Colore più utile al segno è il viola, che simboleggia la ricerca di fusione e la capacità di identificazione con gli altri. L' Animale Totemico è il serpente, simbolo di passaggio e rinascita, animale legato alle energie delle profondità terrestri e capace ogni anno di abbandonare dietro di sé la sua vecchia pelle. Le Caratteristiche dei Gort sono l’interesse per il mistero, lo spirito di indagine, il senso del possesso (a volte addirittura ossessivo). L’ Ambiente di vita ideale è stimolante: i Gort hanno bisogno di arte, letteratura, esoterismo, e per questo il loro stile di vita ed il loro modo di comportarsi è estremamente intrigante. Nel Lavoro gli Edera sono adatto a lavori indipendenti, in quanto difficilmente tollerano consigli o critiche. Un Gort pretende di essere sempre al centro dell’attenzione, ed è pronto a qualsiasi cosa per non diventare periferico od essere ignorato. In Amore predilige la fisicità ed è in costante ricerca dell'anima gemella: dimostra un estremo attaccamento o un’assoluta libertà. Se il vostro partner è un Gort sappiate che egli non sa fingere in amore: se non vi ama più vi lascia, mentre se resta con voi è perché ci tiene veramente. A conti fatti di tutti i segni questo è quello più complesso e carico di aspetti non sempre positivi. Se siete un Gort vi consigliamo di iniziare a pensare che il centro del mondo non siete voi e che le cose vanno prese con un po’ di ironia.

  4. #14
    Knifnil fior di Zucca*
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    Il Tasso


    L'ALBERO
    Il tasso è conosciuto da sempre in tutta Europa come l’ “albero della morte”.
    Gli antichi Romani durante i sacrifici a Ecate, divinità infernale, ornavano i tori con i rami del tasso che avevano il compito di attirare gli spiriti infernali i quali, nutrendosi del sangue degli animali sacrificati, si sarebbero placati. I rami di quest'albero venivano usati nel medioevo cristiano come protezione contro i demoni, contro le streghe e contro il fulmine. Anche nella letteratura grandi autori come Shakespeare hanno assegnato al tasso un ruolo fatale: nell'Amleto come bevanda per avvelenare il re, nel Macbeth come letale ingrediente da bollire nel calderone delle streghe in una notte di luna piena.
    Tale sua oscura nomea è dovuta al fatto che la sua corteccia, le sue foglie ed i suoi semi sono velenosissimi (contengono un principio amaro molto potente, la Taxina, utilizzata però da qualche tempo come anticancerogeno). La tossicità del Tasso era nota anche Plinio e altri autori antichi. L'unica parte non velenosa della pianta è l’arillo (la bacca rossa) di cui si nutrono molte specie di uccelli.
    Paradossalmente il tasso è un albero sempreverde e molto longevo (se ne conoscono esemplari che superano i 1500 anni) ed alcuni popoli addirittura lo ritenevano capace di guarire le fratture semplicemente accostando la pianta all'arto rotto.
    Il suo legno è duro e pesante, e si usa per lavori di falegnameria di un certo pregio e per la costruzione delle matite (non masticatele!), mentre gli antichi lo usavano per la fabbricazione degli archi. Il legno del tasso pare fosse usato per incidere formule di incantesimi sia presso i Germani che presso i Celti, probabilmente per il fatto che esso ben si prestava ad essere assunto a simbolo cosmico: infatti è contemporaneamente simbolo di vita (longevo e sempreverde) e di morte (velenoso e letale). La sua sacralità era tale da indurre i druidi ad aspirarne i vapori per aumentare la veggenza.

    IL SEGNO
    La parola chiave del segno è "longevità". La Divinità che veglia sui nati in questo periodo è il dio fabbro Goibniu, abile in tutte le arti e mestieri. La “frenesia del fare” che deriva da questa personalità “da fabbro” (instancabile demiurgo) può essere mitigata grazie al topazio, Pietra capace di donare pace e tranquillità emotiva. Il Colore tipico dei Ngetal è il grigio, che simboleggia l’impassibilità, l’autoprotezione, il distacco dal corpo e l’immortalità dell’anima. L' Animale che più somiglia ai nati in questo periodo è l'orso, nobile bestia guerriera legata indissolubilmente alle forze della Madre Terra. Come la Natura queste persone sono soggette alla “stagionalità” dell’umore. Le Caratteristiche del segno sono: malinconia, slanci emotivi, successo, genialità, innovazione, ricettività, soggezione al plagio. Per questo l’ Ambiente di vita ideale deve essere mutevole e garantire continue novità. La personalità dei Tasso è doppia ed in perenne squilibrio: tristezza o allegria, iperattività o noia, tenerezza o distacco, ed infatti lo Stile di vita che contraddistingue i Ngetal è altalenante fra entusiasmo e depressione. Nel Lavoro i Tasso sono propositivi e stimolanti, ma non tollerano la burocrazia e la routine. In Amore sono altalenanti fra castità e lussuria: ciò non significa che siano infedeli, ma che – all’interno del rapporto con la medesima persona – sono capaci di slanci passionali inaspettati quanto di totale distacco e freddezza. Chi gli vive accanto deve saper accettare i momenti oscuri avendo sempre la consapevolezza che presto arriveranno magnifici momenti luminosi

  5. #15
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    Il Sambuco


    L'ALBERO
    Il sambuco (sambucus nigra) da sempre è un albero connesso alla musica (al punto che la parola “sambucus” deriva dal greco “sambuke”, un antico strumento a corda fabbricato con il suo legno): svuotando i suoi rami dal tenerissimo midollo è semplice ricavarne zufoli e flauti che si credeva avessero proprietà magiche (era di sambuco lo strumento nella fiaba "Il Flauto Magico"). Nell’antichità musica e magia erano due aspetti quasi sovrapponibili (il canto sciamanico, l’accompagnamento d’arpa alle cerimonie, …) ed è per questo che questo albero è simbolo di magia, oltre che di morte e rinascita.
    Al sambuco sono accomunati simboli ambivalenti: da un lato funesti, in quanto rappresenta la fine dell’anno e del ciclo vitale naturale, all’altro positivi, in quanto il solstizio d’inverno (che cade nel periodo del Sambuco) rappresenta anche l’inizio di una rinascita e del cammino verso la primavera.
    Nell’antichità le proprietà lassative delle sue bacche indussero molti popoli a ritenerlo velenoso (ed in effetti tutte le parti verdi della pianta lo sono), ma nel corso dei secoli la medicina popolare ha riscoperto le sue proprietà diuretiche, sudorifere e antireumatiche.
    Il sambuco ha da millenni un utilizzo pratico molto diffuso: il legno della parte basale è duro e pesante, e quindi adatto per torniture ed oggetti da cucina, mentre le bacche, le foglie e la corteccia sono impiegate per tingere la lana e seta rispettivamente di viola, di giallo e grigio.

    IL SEGNO
    Le parole chiave del segno sono "magia" e “rinascita”. La Divinità che veglia sui nati in questo periodo è la dea anziana Cailleach, colei che dà e toglie la vita. La Pietra da cui i Ruis possono trarre beneficio è il turchese (portafortuna per eccellenza), in quanto disperde le sostanze nocive e le negatività in genere, sia fisiche che psichiche. Il Colore tipico dei Ruis è l’indaco, colore dello spettro luminoso situato fra l'azzurro e il viola; è un azzurro intenso e simboleggia la spiritualità e la crescita interiore. L' Animale che più somiglia ai nati in questo periodo è la civetta, un uccello sacro e magico che presso i Celti ha molti nomi tra cui Bodach oidche (fantasma della notte) o cailleach bhan (vecchia donna bianca), e che è simbolo della saggezza e delle conoscenze più antiche. Le Caratteristiche del segno sono: intraprendenza, coraggio, emotività, talento, simpatia. Ciò non toglie che l’ Ambiente di vita ideale debba essere prevedibile, in quanto i Ruis sono sì coraggiosi ed intraprendenti, ma la loro emotività può generare stress, ed infatti lo Stile di vita che contraddistingue i Ruis è altalenante fra entusiasmo e depressione. Nel Lavoro i Sambuco sono gentili e generosi, ma per questo anche poco ambiziosi ed estremamente corretti nei confronti dei colleghi: mirano più ad una vita serena che allo stress della carriera. L’intraprendenza che li caratterizza si manifesta maggiormente in ambiti extra-lavorativi. In Amore sono passionali, ma sentimentalmente immaturi: chi gli vive accanto deve costantemente insegnargli la fiducia, la tenerezza e la complicità, puntando soprattutto sulla loro emotività poco controllabile (la porta ideale verso l’anima).

  6. #16
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    Predefinito bellissima iniziativa!

    Io sono BIANCOSPINO e mi ci ritrovo tantissimo, per di più sono anche insegnante!

    Grazie Hieronimus!

  7. #17
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    Predefinito ho segnalato questo thread a divwersi amici:

    è piaciuto moltissimo!

 

 
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