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Discussione: L'uomo della pace

  1. #1
    Iterum rudit leo
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    Thumbs up L'uomo della pace

    Gerusalemme, 20:42
    MO, parlamento Israele approva ritiro da Gaza

    La Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato questa sera a Gerusalemme il piano di ritiro da Gaza del premier Ariel Sharon.

    Il provvedimento è stato approvato alla Knesset con 62 voti a favore, 49 contrari e un astenuto.

    Per avviare il ritiro sarà necessario un voto del governo di coalizione guidato da Sharon, previsto per il prossimo marzo.

  2. #2
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    Predefinito

    Questo giorno entrerà di sicuro nella storia.
    Ora si vedrà chi ha interesse a riprendere il dialogo pacifico e chi invece vuole soltanto la guerra.

  3. #3
    Iterum rudit leo
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    Davvero curioso che questo evento epocale raccolga così scarso interesse nei pacifisti con la kefiah che vagano in questo forum.

  4. #4
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    Predefinito

    Curioso che anche molti dei "nostri" però non si esprimano sull'argomento.
    Forse hanno paura di essere tacciati di filo-sionismo?

  5. #5
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    Predefinito

    Forse vorranno veder seguire i fatti alle parole

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da UgoDePayens
    Questo giorno entrerà di sicuro nella storia.
    Ora si vedrà chi ha interesse a riprendere il dialogo pacifico e chi invece vuole soltanto la guerra.
    Finalmente gli israeliani hanno iniziato a sgomberare un quadrettino di ciò che dovrebbero rendere. Ma è solo uno zuccherino visto che intanto sti stanno pappando altre terre in cisgiordania.
    Israele DEVE tornare ai confini del 66. Se non lo farà, restarà sulla loro testa la spada di damocle della distruzione totale, che arriverà non appena gli USA volteranno la testa.
    Gli Israeliani hanno fatto un piccolo passo avanti, ma la strada è ancora molto lunga.

  7. #7
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    Predefinito ... presente!...

    originally posted by UgoDePayens:

    ... curioso che anche molti dei 'nostri' però non si esprimano sull'argomento... forse hanno paura di essere tacciati di filo-sionismo?...

    cari amici
    non sarò certo io a tirarmi indietro sull'argomento, specie dopo l'invito non tanto 'sotterraneo' che il neo-moderatore ha voluto lanciare. Non sarà mistero per nessuno che, parlando di Medio Oriente, ritengo che per dare un giudiuzio pondearato sulle vicissitudini odierne sia necessario riferirsi sempre ai 'precedenti storici'... questo è quanto farò anche nel presente caso...

    La 'colonizzazione dela Cisgiordania e della Striscia di Gaza è stata immediata conseguenza della vittoria israeliana nel conflitto del 1967, il quale, nel caso che qualcuno non lo sapesse o se lo fosse dimenticato, al pari dei precedenti fu una vera e propria aggressione portata contro i paesi arabi confinanti con Israele. Da allora, sia pure con sfumature più o meno differenti, tale 'politica' è stata portata avanti da tutti i governi di Israele,m tanto di destra come di sinistra. Anche nel 2001, con l’avvento al potere di Ariel Sharon, ha conosciuto un nuovo impulso. Dcirca un anno a questa parte però proprio Sharon è divenuto sostenitore della necessità del ritiro da Gaza a tuuti i costi. Perche?...

    Attualmente circa 145 i diversi insediamenti disseminati nei 'territori palestinesi', senza contare un centinaio di 'avamposti' illegali. La prima colonia, la cui edificazione è iniziata pochi giorni dopo la 'guerra dei sei giorni' che vide la conquista israeliana [tra le altre cose...] della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, venne stabilita a sud di Gerusalemme. Inizialmente si disse che si trattava di ricostruire le case degli abitanti della zona araba di Gerusalemme che erano stati allontanati durante guerra del 1948. Già nella primavera del 1968 però il governo permetteva ad alcune famiglie di coloni ebrei di stabilirsi a Hebron, nella Cisgiordania meridionale. Dopo neppure dieci anni erano già una trentina le colonie fondate nel sud della Cisgiordania , soprattutto lungo il corso del Giordano e sulle colline che lo sovrastano. Il governo laburista dell’epoca disse che si trattava di un 'obiettivo strategico', una sorta di moneta di scambio in futuri negoziati. Nel 1972 però altri insediamenti vennero creati, syavolta nella Striscia di Gaza. Il movimento religioso ultra-nazionalista Gush Emonim, fondato nel 1974, imponeva poi al premier laburista Iitzakh Rabin la fondazione di altre colonie, stavota nel nord della Cisgiordania. Nel nome del ‘diritto di Israele a tutta la terra di Israele’ i gruppi religiosi cercavano con la fondazione di sempre nuove colonie di stabilire un fatto compiuto irreversibile, avendo in vista la possibilità della nascita di uno stato palestinese. Il medesimo obiettivo verrà dallora perseguito dai governi di destra. La colonizzazione riceverà impulso anche dal gabinetto laburista di Ehud Barak [1999-2001]. Nel luglio del 2004, il ministero dell’Interno israeliano ha censito in tutto 245-mila coloni, dei quali solo 8.160 nella Striscia di Gaza. L’insediamento più folto, quello di Maale Adunim presso Gerusalemme, comprende da solo 28-mila persone. Il governo israeliano solitamente non fa una distinzione fra gli insediamenti legittimi e quelli illegali, eretti senza autorizzazione ma spesso ‘legalizzati’ successivamente.

    Con la costruzione del famoso muro che potete vedere nella cartina qui sotto...



    ... il governo di Sharon ha chiaramente rivelato [anche se non lo ha mai voluto ammettere...] la 'strategia' che intende seguire da qui ai prossimi anni. La Cisgiordania [dove vivono circa un quarto di milione di coloni ebrei] sarà obiettivo di una vera e propria [ancorchè fatta a 'piccoli passi'...] annessione di fatto con la progressiva espulsione di tutti gli arabi al di là del fiume Giordano. Non a caso è già stata programmata una seconda 'barriera difensiva' alcune decine di chilometri ad est di quella ora in costruzione. In questo 'contesto strategico' non è certo difficile valutare che cosa rappresenta l'abbandono della Striscia di Gaza e il rimpatrio di poche migliaia di coloni, la cui protezione tra l'altro costituisce per Israele un impegno militare che non può certo essere protratto all'infinito...



    La 'disperazione' di alcuni ebrei integralisti [Goran Tomasevic/Reuters]



    --------------

    Nobis ardua

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  8. #8
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    Talking ... interessante confronto dialettico...

    cari amici
    un sito che altre volte vi ho caldamente consigliato di visitare è www.ilvagelo.org. Provate perché, vi assicuro, ne vale proprio la pena, specie se andate a curiosare nella rubrica ‘Notizie da Israele’…

    Oggi per esempio è riportato un interessante articolo scritto da Angelo Pezzana su Libero dal titolo Qualcuno ringrazi Sharon’, articolo di cui il nostro esimio ex-moderatore ragionier PierFrancesco ha naturalmente fatto il copia-incolla sul forum principale e che potete quindi consultare lì nella sua interezza. Qui ci interessa solo riportare la ‘tesi’ veramente interessante e fuori dal comune riportata da Pezzana riguardo le motivazioni che hanno spinto Ariel Sharon a promuovere con tanta tenacia il ritiro dalla Striscia di Gaza. Eccola in breve…



    … Israele, conviene ripeterlo sempre, non ha mai voluto governare un altro popolo, e se si è trovato ad amministrare territori densamente abitati da palestinesi ciò è dovuto al fatto che ha vinto nel 1967 la guerra dei sei giorni, trovandosi come risultato in casa territori che né l'Egitto né la Giordania accettavano di riprendersi. Ecco come è nata la questione di Gaza e, in parte, quella della Cisgiordania. Quando Sharon, ma anche Barak prima di lui, ha capito che lo status quo era di fatto diventato il maggior pericolo per l'esistenza dello stato ebraico, ha deciso di agire. Da solo, anche senza una controparte, come sanno fare i coraggiosi. Ha capito quanto fosse vera la profezia-minaccia che lo sceicco Yassin rivolse al ‘nemico sionista’. Saranno i prolifici uteri delle donne palestinesi a sconfiggere Israele. Ecco quello che Sharon ha capito. Il pericolo demografico non lo si può sconfiggere con le armi del controterrorismo. La separazione dai palestinesi quindi come scelta obbligata, senza la quale Israele è destinato nel giro di qualche decennio a diventare uno Stato a maggioranza araba…

    Come ho già detto si tratta di una tesi interessante e meritevole di approfondimento. Assai più interessante è però riportare la 'nota di commento' che l'amministrazione di quel sito, che se non erro si rifà al culto cristiano-evangelico, ha allegato al suddeto articolo... da laggere con la massima attenzione!...


    Nota di commento - Non spetta agli amici cristiani d'Israele valutare e criticare le specifiche scelte politiche del parlamento israeliano, quindi ce ne asterremo. Ci sono già tanti altri che si assumono il compito di ordinare agli israeliani quello che devono o non devono fare. Possiamo soltanto dire che il 'sogno israeliano' di Sharon non coincide con il piano biblico e che il futuro di Israele è più collegato a quel 'complesso messianico' rimproverato ai 'coloni' che non alle speranze di pace degli umanisti laici. Bisogna riconoscere però che Ariel Sharon si muove nella linea sionista di Ben Gurion [più che di Rabin]. Vuol proteggere il popolo ebraico dai suoi nemici lottando per l'esistenza e la sicurezza dello stato d'Israele, sia militarmente che politicamente. Quanto al riuscirci è un altro discorso, e certamente non dipende soltanto da lui. In ogni caso, non si deve dimenticare che se oggi esiste uno stato ebraico è perché a suo tempo Ben Gurion e compagni hanno accettato per Israele dei confini che sono ben al di sotto di quelli indicati dalla Bibbia. I confini definitivi un giorno saranno comunque stabiliti. E non saranno né quelli pretesi oggi dai palestinesi né quelli imposti dalla comunità internazionale...



    Una ragazza strappa un manifesto di Ariel Sharon [Ap]


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  9. #9
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    Predefinito Re: ... interessante confronto dialettico...

    In origine postato da Fecia di Cossato
    cari amici
    un sito che altre volte vi ho caldamente consigliato di visitare è www.ilvagelo.org. Provate perché, vi assicuro, ne vale proprio la pena, specie se andate a curiosare nella rubrica ‘Notizie da Israele’…

    Oggi per esempio è riportato un interessante articolo scritto da Angelo Pezzana su Libero dal titolo Qualcuno ringrazi Sharon’, articolo di cui il nostro esimio ex-moderatore ragionier PierFrancesco ha naturalmente fatto il copia-incolla sul forum principale e che potete quindi consultare lì nella sua interezza. Qui ci interessa solo riportare la ‘tesi’ veramente interessante e fuori dal comune riportata da Pezzana riguardo le motivazioni che hanno spinto Ariel Sharon a promuovere con tanta tenacia il ritiro dalla Striscia di Gaza. Eccola in breve…



    (omissis)

    Come ho già detto si tratta di una tesi interessante e meritevole di approfondimento. Assai più interessante è però riportare la 'nota di commento' che l'amministrazione di quel sito, che se non erro si rifà al culto cristiano-evangelico, ha allegato al suddeto articolo... da laggere con la massima attenzione!...


    (omissis)


    --------------



    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

    Mi pare chiaro che la posizione di quel sito è assai distante da quella ufficiale del Vaticano.

    Quanto al muro israeliano, beh, io credo plausibile che esso sia stato costruito e progettato in funzione difensiva.

    Gli attacchi di kamikaze contro obiettivi civili israeliani sono infatti drasticamente diminuiti.
    Sicuramente ciò è anche merito della liberazione dell'Irak da parte degli Alleati, che oltre ad eliminare un finanziatore e sostenitore del terrorismo palestinese come Saddam ha anche distolto l'attenzione degli integralisti della zona da Israele (questo ad ulteriore riprova del fatto che il terrorismo contro Israele non ha a cuore il popolo palestinese in sé, ma l'effetto mediatico anti-occidentale).

  10. #10
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    Predefinito Re: L'uomo della pace

    In origine postato da krentak
    Gerusalemme, 20:42
    MO, parlamento Israele approva ritiro da Gaza

    La Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato questa sera a Gerusalemme il piano di ritiro da Gaza del premier Ariel Sharon.

    Il provvedimento è stato approvato alla Knesset con 62 voti a favore, 49 contrari e un astenuto.

    Per avviare il ritiro sarà necessario un voto del governo di coalizione guidato da Sharon, previsto per il prossimo marzo.
    Speriamo che palestinesi e israeliani riescano ad andare daccordo.
    Io personalmente sono per una Palestina libera e un' Israele sicura.
    (non sono filo-sionista, anzi... a me Sharon non mi è mai piaciuto tanto, così come Arafat).

 

 
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