
Originariamente Scritto da
Sollus
Nel dire questo dimostri di essere la quintessenza del libertario: il libertario "a cazzi suoi", che va oltre il liberale "uomo misura di tutte le cose" per abbracciare l' "io misura di tutte le cose".
Non so se ho una visione confusa del libertarismo, come tu dici. Ma non credo di averne una settaria.
Io ho questa visione. E accetto che tu mi corregga, anche se forse non lo farai perché pretendi di non essere dogmatico.
Per me il libertario si caratterizza rispetto al liberale classico perché mentre quest'ultimo spesso cede al volontarismo e al positivismo giuridico, il libertario àncora la libertà ad una visione giusnaturalistica, incentrata sui diritti naturali.
E' questo, a mio modestissimo parere, l'unico punto di contatto tra libertari e conservatori.
Ma il contatto è appariscente, perché i conservatori ragionano in termini di Diritto Naturale, inteso non come complesso di diritti soggettivi, ma come complesso di precetti che impongono anche doveri, che spesso si pongono in contrasto con la libertà (vedi il caso dell'aborto, difeso a spada tratta dal libertario Rothbard, che portando alle coerenti conseguenze i suoi assiomi libertari, è arrivato a conclusioni che, per qualsiasi conservatore degno di questo nome, sono abominevoli).
Per i conservatori cristiani il Diritto Naturale è la legge divina che con il suo dito Dio scrive nel cuore dell'uomo. Per i non credenti il Diritto Naturale è quello di ciceroniana memoria.
Ma tu sicuramente sei più libertario di Rothbard, perché il poverino è rimasto incastrato nella tela dei suoi ragionamenti, mentre tu sei un libertario coi controcoglioni, perché "pretendi la libertà, se lo ritieni giusto, di rivendicare l' attaccamento al proprio Credo, alla propria Famiglia, alla propria Patria"
Questo per me non è libertarismo, è political-picking (non so se questo termine esiste). L'esempio plastico del political-picking è questo: mi sveglio la mattina e mi sento culturalmente fascista, libertario in politica religiosa, anche un po' comunista... ma per carità, per come lo intendo io il comunismo: il '68, mica quel grigiume moscovita, perché sai, stanotte ho dormito male e da una vita sono alla ricerca di me stesso, solo che non riesco a comunicare con il conservatore di turno perché lo trovo settario, mentre per me non esistono dogmi, e forse anche l'etichetta di relativista mi sta stretta.
Ora ritorno alle mie sciocchezze e ai miei luoghi comuni, ottusamente convinto che la libertà sia una cosa e la licenza un'altra.
