MOSTRA A MODENA
LE FOTO DI VIAGGIATORI E ALPINISTI DI FINE ’800
Quelle vette che portano agli dei
Dalla collezione dello storico Fineschi le immagini della grande sfida umana
di LIDIA RIGHI GUERZONI
— MODENA —
UN’AFFASCINANTE sequenza di catene montuose tra le più alte del mondo, nel regno delle rocce impervie e dei maestosi ghiacciai, nelle solitudini immense dove è facile immaginare la dimora degli dei.
Come in un diario di viaggio, le cento e più fotografie selezionate dalla ricca collezione di Filippo Fineschi, storico fiorentino, ci riconducono sulle orme delle prime imprese alpinistiche di conquista delle vette nei decenni tra Ottocento e Novecento.
Imprese accompagnate e immortalate da una trentina di coraggiosi fotografi-alpinisti che le affrontarono con coraggioso ardimento e con l’ingombro delle pesanti macchine e cavalletti.
Le riscopriamo non senza emozione nella mostra «La montagna rivelata. Fotografie dell’Ottocento della collezione Fineschi» a cura di Chiara Dall’Olio direttrice del Fotomuseo Panini di Modena, aperta fino al 24 maggio nei locali dell’ex ospedale Sant’Agostino (catalogo Skira).
L’evento espositivo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ha inaugurato insieme con «Uno. Basilico, Fontana, Ghirri, Jodice, Vaccari», l’altra mostra incentrata sulla fotografia italiana contemporanea, la riapertura delle sale ripristinate al piano terra e al piano rialzato del settecentesco edificio monumentale acquistato dalla stessa Fondazione e destinato ad attività culturali.
«Non pratico l’alpinismo – afferma Filippo Fineschi - ma sono appassionato di storia della fotografia e ho iniziato questa collezione, in modo un po’ casuale, una quindicina di anni fa. Mi hanno affascinato in particolare l’eccezionalità tecnica e la bellezza delle riprese, specie quelle di Vittorio Sella, nelle quali si intuiscono la fatica di scalare le montagne con le delicate attrezzature ma anche il desiderio di fermare con gli scatti la stupita meraviglia di fronte agli incontaminati spettacoli naturali».
L’ITINERARIO espositivo, organizzato per aree geografiche, si sviluppa dai Pirenei alle Alpi con i massicci del Monte Bianco, del Cervino, del Monte Rosa, delle Dolomiti e con quelli francesi e bernesi fino alle catene della Scandinavia scavate dai profondi fiordi; si estende alle catene del Caucaso, Himalaya, Sikkim, Karacorum, Everest, Kamet e infine al Ruwenzori. Protagonista di queste imprese fotografiche è Vittorio Sella, maestro di prima grandezza a fianco di noti esploratori tra cui Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi, presente nella collezione Fineschi per tutto l’arco trentennale della sua operosità (1879-1909).
Lo affiancano, tra gli altri, ‘firme’ prestigiose quali George Sommer, i fratelli Bisson, i fratelli Charnaux, Adolphe Braun, George Tairraz, George Dixon Abraham, Samuel Bourne, Francis Sydney Smyte.
TUTTI veri artisti, che tramite l’occhio fotografico hanno saputo trasmetterci, declinandole nelle svariate angolazioni, l’incredibile meraviglia dei ghiacciai tormentati dai profondi crepacci, delle fantastiche architetture dei seracchi, delle gole e delle algide vette avvolte da nubi leggere o tempestose.
da: Il Resto del Carlino - ed. Nazionale - pag. 22/23 - 20 aprile 2009




Rispondi Citando