RAMALLAH - Si e' conclusa questa mattina all'alba la lunga agonia del presidente palestinese Yasser Arafat, da una settimana in coma in un ospedale militare vicino a Parigi. La morte di Arafat e' stata annunciata nella capitale francese dal portavoce dell'ospedale militare e a Ramallah dal segretario alla presidenza palestinese Tayeb Abdelrahim.
La salma del rais sara' trasportata oggi al Cairo, dove domani si svolgeranno i funerali ufficiali in presenza in particolare dei capi di stato arabi e di rappresentanti di molti governi del mondo.
SARA' SEPOLTO ALLA MUQATA - Arafat sarà poi trasferito in elicottero a Ramallah e verrà seppellito alla Muqata, il palazzo presidenziale dove ha vissuto ininterrottamente negli ultimi tre anni. La sepoltura, ha confermato il ministro palestinese Yasser Abed Rabbo, avverra' sabato. Con l'annuncio ufficiale della sua morte, la televisione palestinese ha immediatamente sospeso le normali trasmissioni: sugli schermi è apparsa una immagine del Rais, su sfondo nero, accompagnata dal versetto coranico: 'Da Dio veniamo, a Dio torniamo'. Un annunciatore ha iniziato a leggere versetti coranici. A Gaza city alla notizia della morte di Arafat, molti militanti sono scesi in strada e hanno sparato raffiche di arma automatica verso il cielo. Subito dopo le moschee hanno aperto i battenti e dai minareti sono stati diffusi versetti coranici.
LUTTO DI 40 GIORNI NEI TERRITORI - Malgrado l'ora mattutina, migliaia di persone si sono riversate in strada, a bordo di automobili su cui avevano applicato immagini del presidente scomparso. In diversi incroci stradali giovani dimostranti hanno dato fuoco a pneumatici: il fumo scuro e acre ha invaso il cielo di Gaza city e di altri centri della Striscia. Sui marciapiedi sono presto apparse lamentatrici in lacrime: donne vestite in nero, che si disperano per la morte del leader. Scene analoghe si sono verificate in altre citta' palestinesi. Un lutto ufficiale di 40 giorni e' stato proclamato dall'autorità palestinese.
DA BRIGATE AL AQSA MINACCE A ISRAELE - Le Brigate Al Aqsa hanno accusato in un comunicato il governo di Gerusalemme di essere responsabile della morte di Arafat e hanno affermato di volere colpire Israele "ovunque". Nel documento il gruppo armato vicino al movimento Al Fatah di Arafat ha detto di considerare "il nemico sionista e il governo (del premier israeliano Ariel) Sharon totalmente responsabili dell'assassinio" di Yasser Arafat "per averlo assediato" per tre anni nel palazzo presidenziale della Muqata, a Ramallah. Il gruppo integralista islamico Hamas ha affermato che la morte di Arafat accentua il suo impegno a ''continuare la Jihad (la guerra santa, ndr) contro il nemico sionista fino alla vittoria ed alla liberazione''.
ISRAELE DECRETA MASSIMA ALLERTA - Nel timore di incidenti o di attentati, Israele ha decretato lo stato di massima allerta. Da questa mattina e' entrato in vigore un rigido isolamento della Cisgiordania mentre in Israele la polizia ha richiamato in servizio tutti gli agenti in licenza e ha rafforzato la sua presenza in tutti i centri dove c'é una forte presenza di folla, in special modo nell' area che circonda Gerusalemme e lungo la 'linea verde', il vecchio confine armistiziale con la Cisgiordania. Grande attenzione viene inoltre riservata alla situazione all'interno delle carceri, dove sono reclusi migliaia di militanti dell'intifada.
MINISTRO ISRAELE, FOMENTAVA IL TERRORISMO - "Era un fomentatore di terrorismo... fra di noi nessuno piangerà la sua morte", è stata la prima reazione di un dirigente di Israele, il vicepremier e ministro della giustizia Yossef Lapid. Il capo dello stato ebraico Moshe Katsav in un comunicato ha auspicato che la morte di Arafat consenta di aprire ''un nuovo capitolo'' nei rapporti fra israeliani e palestinesi.
BUSH, MOMENTO SIGNIFICATIVO IN STORIA PALESTINESE - Numerose le reazioni nel mondo. Il presidente americano George Bush ha definito la morte di Arafat ''un momento significativo nella storia palestinese'', auspicando che nel periodo di transizione che si apre ora ci possano essere progressi verso la pace. Il presidente francese Jacques Chirac ha detto che con Arafat ''scompare l'uomo coraggioso che ha incarnato per 40 anni la lotta dei palestinesi per i diritti della propria nazione". Chirac in mattinata si recherà nell'ospedale militare Percy de Clamart "per rendere l'ultimo omaggio al presidente Arafat". Il segretario generale dell'Onu Kofi Anna si è dichiarato "profondamente commosso" dalla notizia della morte di Arafat, simbolo, ha affermato, "delle aspirazioni nazionali del popolo palestinese". Il capo dello stato russo Vladimir Putin ha parlato di una ''grande perdita'' per il popolo palestinese e il presidente sudafricano Thabo Mbeki ha definito Arafat ''un gigante della lotta per i poveri e gli oppressi''.




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