Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: La Dottrina Monroe

  1. #1
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Località
    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
    Messaggi
    3,432
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La Dottrina Monroe

    LA DOTTRINA MONROE: GLI USA
    CON LICENZA DI IMPERIALISMO
    Il 2 dicembre del 1823 il presidente degli Stati Uniti annuncia al mondo
    le linee direttive della politica estera del suo Paese nel continente americano
    http://www.storiain.net/artic/artic1.asp
    Introduzione
    Ieri come oggi, la difesa dell’american way of life e degli interessi degli Stati Uniti. Ieri come oggi, dalla Dottrina Monroe alla Dottrina Bush, dal Western hemisphere al mondo intero, una politica internazionale aggressiva. La storia della Dottrina Monroe, delle sue applicazioni ed estensioni, è la storia di una potenza che da periferica, orgogliosamente a margine del “concerto europeo” e dai suoi cinici metodi di governo forieri di guerre, ha conquistato nel giro di un secolo e mezzo l’indiscussa superiorità militare ed economica. È la storia di una democrazia, autoinvestitasi di una universale missione di civilizzazione (retaggio della puritana Città sulla collina) e convinta della superiorità dei propri valori, che nella proiezione all’esterno ha spesso negato i principi sui quali fondava, e fonda tuttora, il proprio orgoglio “missionario”. Questo articolo, più che una rassegna di interventi militari, vuole principalmente offrire un excursus sulle mascherature ideologiche che li hanno accompagnati, così da mettere in luce, nell’ovvia cornice della discontinuità storica, la loro permanenza anche nell’attuale epoca della “guerra al terrorismo”.
    La nascita della “Dottrina Monroe”
    La dichiazione d’indipendenza
    degli Stati Uniti d’America (1776)
    Il 2 dicembre del 1823, nel suo messaggio annuale al Congresso, il presidente americano James Monroe annuncia al mondo le linee direttive della politica estera Usa nel continente americano. Sullo sfondo ci sono il movimento di liberazione e indipendenza che si sviluppa nel centro e sud del continente e la volontà delle potenze della Santa Alleanza (Austria, Francia, Prussia e Russia) di estendere all’America Latina la “restaurazione” dei legittimi governi, nello specifico, quelli coloniali. Di contro c’è il riconoscimento nord-americano dei nuovi Stati indipendenti, peraltro considerati, per il futuro, un importante sbocco commerciale per i prodotti statunitensi. Lo riconosce molto chiaramente George Halcombe, rappresentante del New Jersey al Congresso, quando sottolinea che il consolidamento delle repubbliche nel sud america è da “considerarsi, invero, tra i migliori auspici […]. Tra un breve volger di tempo verranno stipulati trattati commerciali tra queste repubbliche e noi; e in relazione alla priorità che ci saremo assicurata nel riconoscere la loro indipendenza , conserveremo sempre il diritto al riguardo e ai privilegi riservati alla nazione più favorita”.
    Il Presidente dichiara “pericolo per la pace e per la sicurezza” e “atteggiamento ostile” verso gli Stati Uniti ogni tentativo da parte di qualsiasi potenza europea di estendere sul continente americano “il loro sistema” o il loro “controllo”, vale a dire la creazione di rapporti economici privilegiati o esclusivi. Il discorso presidenziale, noto come “Dottrina Monroe”, assume un tono difensivo, ma non esclude, tacendo completamente a questo proposito, l’espansione del controllo e del dominio degli Stati Uniti in tutta l’area, anche a danno dei nuovi stati indipendenti. Così, dopo aver voltato le spalle all’Europa, ai suoi condannabili metodi di governo, gli Stati Uniti ora la allontanano dal continente americano per assicurarsi mano libera per il proprio espansionismo ai danni degli indiani e degli Stati confinanti. Insomma, la politica di potenza è esecrabile solo se europea. Mentre l’Inghilterra accoglie con favore l’iniziativa Usa, peraltro da lei sollecitata in opposizione alla Santa Alleanza, sarcastica è invece l’accoglienza del cancelliere von Metternich che definisce “indecenti” le dichiarazioni del Presidente Monroe.

    L’uso aggressivo della dottrina si manifesta nel 1845 con l’annessione del Texas, staccatosi dal Messico su pressione dei coloni americani, e l’anno successivo con l’invasione del Messico, impunemente accusato di aggressione, per strappargli il Nuovo Messico e la California e portare sul Rio Grande il confine tra i due paesi. Ad enunciare la versione aggressiva della dottrina, operazione cui non è estraneo l’interesse sudista all’estensione dello sfruttamento schiavistico, è in quegli anni il presidente Polk che respinge a chiare lettere ogni interferenza europea tesa a limitare l’espansione della forma americana di governo e giustifica l’annessione del Texas come necessaria per evitare che uno sta indipendente diventi “alleato o succube di qualche nazione straniera più potente degli Stati Uniti”. Mentre il giornalista O’Sullivan con il Destino Manifesto collega ai disegni della Provvidenza l’estensione del dominio ovunque si trovi il “piede anglo-sassone”, in modo da garantire il “libero sviluppo dei milioni di individui che ogni anno vi si moltiplicano” e da raggiungere le coste del Pacifico ai fini dello sviluppo del commercio con l’Asia. Le conseguenti mire espansionistiche sui Caraibi, in particolare il tentativo di acquisire Cuba e il riconoscimento del regime dell’avventuriero americano Walker in Nicaragua, sono legate al progetto di un canale interoceanico, ma vengono momentaneamente interrotte dallo scoppio della Guerra Civile. Nel 1868 la dottrina Monroe viene rispolverata dal presidente Andrew Johnson per giustificare l’acquisizione dell’Alaska dalla Russia: “il possesso o il controllo straniero di quelle comunità hanno finora impedito la crescita e ostacolato l’influenza degli Stati Uniti. Una condizione cronica di rivoluzione e anarchia in quei paesi sarebbero egualmente insopportabili”.
    Prosit


  2. #2
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Località
    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
    Messaggi
    3,432
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito PARTE SECONDA:

    Gli Usa potenza mondiale
    Il periodo che va dalla fine della guerra civile all’inizio del ventesimo secolo è quello dell’impetuosa crescita economica degli Stati Uniti che diventano la maggiore potenza industriale del mondo. Si tratta, come sottolinea lo storico Paul Kennedy, del più determinante cambiamento negli equilibri di potere mondiale. Nel 1890 il Censimento dichiara chiusa la “frontiera”, l’Impero della libertà si è esteso su tutto l’Ovest continentale. Ma la crescita economica vuole nuove frontiere da superare. Sono il Big business, i banchieri e gli industriali, timorosi di una saturazione del mercato interno, a chiedere con forza un accesso più diretto a quello mondiale e, quindi, l’ingresso degli Usa nell’agone internazionale come potenza capace di difendere i propri interessi. Nel mezzo della depressione economica del 1893, la National Association of Manifactures, una delle più influenti associazioni imprenditoriali, si pone il preciso obiettivo di propagandare presso il governo federale e l’opinione pubblica l’urgente necessità della conquista dei mercati esteri. Una Weltpolitik e una politica di potenza, certo, ma supportata da temi particolarmente cari alla tradizione americana. Il Destino manifesto di John Fiske, un articolo apparso nel 1895 che aggiorna quello di O’Sullivan, è la bandiera ideologica della nuova missione a stelle e strisce: gli Usa sono i nuovi Romani incaricati di sconfiggere la barbarie e proseguire “l’opera civilizzatrice della razza inglese” fino a quando “tutta la superficie terrestre […] non sarà diventata interamente inglese, per lingua, religione, istituti e tradizioni politiche”. In quest’ottica la guerra è una triste necessità “finchè la civiltà ha a che fare con la barbarie”. Il senatore Albert J. Beveridge sottolinea che “non possiamo allontanarci dai nostri doveri dal mondo; è nostro dovere mandare ad effetto la volontà di un destino che ha voluto che fossimo più grandi delle nostre piccole intenzioni”.
    E’ in questi anni di depressione economica che la Dottrina Monroe viene riproposta con particolare vigore per rispondere ai timori di un rafforzamento del predominio commerciale inglese sul continente latino-americano, proprio nel momento in cui diventata urgente il bisogno di sbocchi su nuovi mercati . Nel 1895, in occasione della controversia tra il Venezuela e la Gran Bretagna circa i confini della Guiana britannica, il segretario di stato Onley afferma perentoriamente che gli Usa sono “in pratica sovrani su questo continente e la loro parola è legge per coloro ai quali essi offrono la propria mediazione”. L’eventuale appropriazione inglesi di territori nell’area, come sottolinea il presidente Cleveland in un messaggio al Congresso, è considerata alla stregua di “una aggressione deliberata”. Chiara, quindi, è la volontà di istituire, senza il bisogno di consenso, un protettorato sull’intero continente, espellendo i possibili concorrenti. Ancora più esplicito è un articolo dell’influente senatore Henry Cabot Lodge: “Se gli Stati Uniti sono pronti a vedere il Sud America passare gradualmente nella mani della Gran Bretagna e delle altre potenze europee e essere circondati dalle basi navali britanniche e dai possedimenti europei, non c’è altro da aggiungere. Ma il popolo americano non è pronto ad abbandonare la Dottrina Monroe o rinunciare alla sua legittima supremazia nell’emisfero occidentale. Al contrario, essi adesso sono pronti a combattere per mantenerli entrambi come lo sono stati quando hanno spinto la Francia fuori dal Messico. Non vogliono e non vorranno mai che il Sud America e le isole adiacenti gli Stati Uniti siano suddivise tra le potenze europee. Sono risoluti che il canale del Nicaragua deve essere costruito e assolutamente controllato dagli Stati Uniti. […]. La supremazia della Dottrina Monroe deve essere confermata e subito, pacificamente se possibile, con la forza se necessario”. È in pratica dichiarato il diritto di intervenire in maniera unilaterale, oggi diremmo preventiva.
    Ma l’avvenimento che sancisce formalmente l’ingresso degli Stati Uniti nel novero delle potenze mondiali è la facile vittoria
    nella guerra contro la Spagna nel 1898, il cui risultato è la consegna in mani americane di Cuba e delle Filippine. La retorica anticoloniale, recitata nell’originario dettato della Dottrina Monroe, il geloso isolamento da un mondo vizioso, è sostituita da quella imperialista che li accomuna al resto delle grandi potenze. L’acquisizione coloniale delle Filippine, condita da una spietata repressione del movimento indipendentista, è infatti giustificata al mondo con la missione di “educare i filippini, innalzandoli, civilizzandoli e cristianizzandoli”. Alle spalle agisce, certo con maggiore importanza, la volontà di partecipare alla spartizione del mercato cinese.
    Intervenuti a Cuba a sostegno dei ribelli antispagnoli in nome del diritto all’indipendenza, della civiltà e dell’umanità, instaurano subito un protettorato che bene risponde alle esigenze del Sugar Trust, che quella guerra aveva tanto desiderato, e a quelle geopolitiche di fare dei Caraibi un “mare americano” e di puntare velocemente alla costruzione del canale interoceanico. Alla nuova costituzione cubana del 1901 viene imposto un emendamento, passato alla storia come Emendamento Platt, poi inserito nel trattato permanente del 1903, che prevede che il governo caraibico metta a disposizione il proprio territorio per basi militari Usa, si impegni a non stringere alleanze contrastanti con gli interessi Usa e si impegni a riconoscere il diritto all’intervento del potente vicino. Come ricorda A. Aquarone, quella dell’emendamento Platt, è una “formulazione per così dire preventiva alla dottrina di Monroe” perché anticipa il pericolo di interferenza straniere. Nel 1903 gli Usa, per scavalcare le resistenze dei nazionalisti colombiani (il presidente Roosevelt li definisce “banditi inefficienti”e “piccole creature disprezzabili”), gettano le basi di una cospirazione che porta alla secessione di Panama dalla Colombia. Puntualmente il nuovo Stato indipendente firma con gli Usa un trattato che sostanzialmente riconosce a quest’ultimi la piena sovranità sulla zona del canale. Negli anni successivi gli Stati Uniti rivendicano ufficialmente il ruolo di “poliziotto internazionale” nei Carabi

    A fornire l’occasione è la crisi scoppiata in Venezuela dove insistenti si fanno le pressioni e gli interventi europei, soprattutto tedeschi, per ottenere il pagamento dei debiti contratti dal locale governo. Sull’onda degli avvenimenti, e per prevenire qualsiasi futuro intervento europeo, nel 1905 il presidente T. Roosevelt annuncia il “corollario alla Dottrina Monroe”: d’ora in avanti gli Stati Uniti interverranno politicamente e militarmente in tutto il continente americano nel caso in cui un governo con la sua “inabilità o mancanza di volontà nel fare giustizia in casa e all’estero ha provocato aggressioni straniere a danno dell’intero corpo americano”. E ancora, il diritto all’indipendenza “non può essere separato dalla responsabilità di farne buon uso”. A questo punto, la sovranità diviene una finzione. Nello stesso anno, infatti, la Repubblica Domenicana, anch’essa pressata dai creditori europei, dovrà affidare agli Usa, dopo molte pressioni, il controllo del proprio sistema doganale. Per il presidente Roosevelt “sarebbe sciocco, e nel contempo colpevole, per una nazione libera privarsi della forza necessaria per proteggere i suoi diritti e, in casa eccezionali, quelli altrui”. Se così non fosse - continua il presidente - si lascerebbe libertà di armarsi “ai despoti e ai barbari”. La diplomazia del dollaro dell’amministrazione Taft, ossia l’intervento politico-militare a favore degli investimenti e degli interessi americani, è la più conseguente messa in pratica del corollario. Non si contano infatti gli interventi militari: a Cuba nel 1906 e nel 1912, a Santo Domingo nel 1907, nel 1909 e nel 1912 in Nicaragua, nel 1910 in Messico e nel 1915 ad Haiti. Interventi che permangono nonostante il cambiamento di colore dell’amministrazione Usa. A smascherare senza mezzi termini il reale significato della dottrina è Robert Larsing, segretario di Stato sotto Woodrow Wilson: “Nell'invocare l'applicazione della Dottrina Monroe gli Stati Uniti si basano sui propri interessi. L'integrità delle altre nazioni del continente americano è secondaria e non ne costituisce l'obiettivo finale. Ciò potrebbe sembrare solamente frutto di egoismo, ma l'autore della Dottrina, nel formularla non aveva motivazioni più elevate né più generose". Nel 1912 il senatore Cabot Lodge, in un discorso al Senato, propone un ulteriore corollario alla Dottrina Monroe per rispondere all’eventualità che privati legati a potenze straniere, nel caso specifico il Giappone, acquistino terreni nel continente americano: “Posto che, quando ogni porto o altro luogo nel continente americano, sia situato in maniera tale che la sua occupazione per propositi navali o militari può minacciare le comunicazioni o la sicurezza degli Stati Uniti, il governo degli Stati Uniti non può guardare senza preoccupazione il possesso di tali porti o altro luogo da parte di alcuna corporazione o associazione che abbia relazioni con un altro governo non americano, per dare a questo governo un potere concreto di controllo per fini nazionali”.
    Prosit


  3. #3
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Località
    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
    Messaggi
    3,432
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito PARTE TERZA

    L’esportazione della Dottrina Monroe
    Al termine della vittoriosa e partecipazione alla Prima guerra mondiale, la Dottrina Monroe esce dall’ormai stabilizzato e normalizzato continente americano, per proporsi nelle vesti di modello universalmente valido per un mondo di pace. In realtà altro non sarà, come vedremo, che il primo dei suoi adattamenti geografici alla crescita di una potenza i cui interessi si allargano sempre più.
    Nel 1917 l’ingresso degli Usa nel conflitto è presentato nel segno dell’ “eccezionalismo” americano. L’ideologia interventista, che copre di luce gli interessi economici e geopolitici dell’intervento a fianco dell’Intesa, della quale sono ormai ampiamente creditori, è quella di una crociata per le libertà universali: “siamo amici sinceri di tutte le nazioni del mondo perché non minacciamo nessuno, non desideriamo i possedimenti di nessuno, né ne auspichiamo il rovesciamento”. E ancora: “[…] noi combattiamo per le cose più care al nostro cuore, per la democrazia, per il diritto degli individui a far sentire la propria voce, per i diritti e le libertà delle piccole nazioni”. Dichiarazioni e principi, poi incorporati nei Quattordici punti[1], che stridono, non solo con i continui interventi in America Latina, ma anche con la repressione interna del movimento pacifista, bollato come quinta colonna del nemico, e il clima sciovinistico sostenuto dal Commitee on Public Information, l’organismo federale che dirige la propaganda di guerra e incoraggia l’autocensura e il conformismo.
    Nella Dottrina Monroe Wilson vede la soluzione per garantire la pacifica coesistenza degli Stati: “Io propongo che le nazioni adottino concordemente la dottrina del presidente Monroe come dottrina mondiale: che nessuna nazione cerchi di estendere la sua politica sul altre nazioni o popoli”. Una presa di posizione più volte contraddetta, come abbiamo visto, dalla politica statunitense nei confronti dei vicini[2]. Nel 1919 viene varata la Società delle Nazioni, un punto fermo della diplomazia wilsoniana, che nel suo statuto riconosce la legittimità della Dottrina Monroe giudicandola “non incompatibile” (21° art.) e attribuisce alle potenze vincitrici il “sacro compito” di guidare i popoli non ancora all’altezza dell’odierna civiltà.

    La maggioranza repubblicana al Senato, quella che rifiuterà l’adesione del Paese nella neonata organizzazione internazionale, proprio in difesa della dottrina manifesta la propria opposizione al progetto per bocca del senatore Lodge che, in un emendamento al trattato di pace, esige che questa non sia assoggettabile ad alcun dibattito in sede internazionale.
    Nel secondo dopoguerra la Dottrina Monroe è utilizzata in funzione anticomunista. Nel 1954 gli Stati Uniti sostengono apertamente il colpo di stato in Guatemala che abbatte il governo democratico di Arbenz colpevole di aver approvato una riforma agraria e il futuro presidente Lindon B. Johnson afferma che, in nome della Dottrina Monroe, non sarebbero state tollerate interferenze sovietiche nell’emisfero occidentale. All’indomani della Baia dei Porci, Kennedy, rispolverando un linguaggio alla Teddy Roosevelt, ricorda che il governo americano non esiterà a far fronte ai propri doveri se le nazioni dell’emisfero occidentale “non adempiono ai loro obblighi contro la penetrazione dall’esterno dal comunismo”.
    Sempre nel clima della guerra fredda, la Dottrina Monroe si estende all’area mediorientale nella veste di Dottrina Eisenhower. Nel marzo del 1957 il Congresso approva, infatti, una risoluzione secondo la quale gli Usa “considerano elemento vitale ai fini dell’interesse nazionale e della pace mondiale la salvaguardia dell’indipendenza e dell’integrità delle Nazioni del Medio Oriente” e, di conseguenza, sono pronti ad utilizzare le forze armate in soccorso ai Paesi che richiedono aiuto a “fronte dell’aggressione di un paese controllato dal comunismo internazionale”. È lo stesso anno in cui, secondo la ricostruzione di W. Blum, la Cia architetta un colpo di stato contro il legittimo governo siriano accusato di essere in mano ai comunisti. Negli anni successivi questa risoluzione sarà alla base del sostegno del corrotto e feroce governo iraniano dello Shah Pahlevi Reza Muhammad.

    Una Dottrina Monroe planetaria
    Dopo il crollo dell’Unione Sovietica e del suo sistema di alleanze, gli Stati Uniti vestono il ruolo di unica superpotenza militare del mondo come ribadisce George W. Bush quando, nel documento La strategia per la sicurezza nazionale degli Usa, parla di “una forza militare non paragonabile”. Proprio alla luce dei recenti documenti prodotti dalla Casa Bianca pare tutt’altro che azzardato vedere nella cosiddetta Dottrina Bush l’estensione al mondo intero di quella di Monroe. È, infatti, il presidente a ricordare che gli Usa “hanno importanti interessi geopolitici in tutto il mondo” e “responsabilità e impegni che abbracciano il mondo” e a ricordare che è possibile “cambiare il regime di uno stato avversario od occupare un territorio straniero finchè gli interessi strategici statunitensi non siano realizzati”. Evidente è, poi, la presenza di tutti i temi del tradizionale “eccezionalismo” americano vale a dire la missione di esportare il modello americano, buono per definizione, in tutto il pianeta e la conferma di un “ruolo unico negli eventi della comunità”. L’unica differenza con l’originaria Dottrina Monroe è che ora il mondo intero è diventato il “cortile di casa” di Uncle Sam.


    NOTE
    [1] È interessante notare come la storiografia sovietica, nello specifico quella espressa nel voluminosa Storia universale redatta dall’Accademia della Scienze dell’Urss, presenti il programma di pace wilsoniano come la necessaria risposta imperialista al programma leniniano di una generale pace democratica.
    [2] Ironico quanto efficace il commento di Kissinger:'Il Messico probabilmente si stupì quando apprese che il presidente del paese che nell’Ottocento si era appropriato di un terzo del suo territorio, e dove l’anno precedente aveva inviato le sue truppe, stava ora presentando la Dottrina Monroe come garanzia d’integrità territoriale di nazioni sorelle e come esempio di collaborazione internazionale'

    BIBLIOGRAFIA
    Le origini dell’imperialismo americano, di Alberto Aquarone - Il Mulino, Bologna 1973
    L’arte della diplomazia, di Henry Kissinger - Sperling Paperback, Milano, 2004
    I profeti dell’impero americano, a cura di Piero Bairati - Einaudi, Torino, 1975
    La nascita di una potenza mondiale, di John L. Thomas - Il Mulino, Bologna, 1988
    Espansione e conflitto: gli Stati Uniti dal 1820 al 1877, di David B. Davis e David H. Donald - Il Mulino, Bologna, 1988
    Gli Stati Uniti contemporanei, di Bruno Cartosio - Giunti, Firenze, 2002
    Ascesa e declino delle grandi potenze, di Paul Kennedy - Garzanti, Milano 2001
    Le origini del “secolo americano”, a cura di Domenico Losurdo, in Accademia delle Scienze dell’Urss - Teti editore, Milano
    Ascesa e declino delle grandi potenze, di Paul Kennedy - Garzanti, Milano, 1999
    Il manifesto dell’impero americano di James Monroe - manifestolibri, Roma, 1996
    Il libro nero degli Stati Uniti, di William Blum, Fazi Editore, 2003
    Prosit


  4. #4
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Località
    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
    Messaggi
    3,432
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito UN'IMMAGINE EMBLEMATICA

    Prosit


  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito un brevetto AMERICANO

    Dai tempi della guerra civile gli Stati Uniti sfruttano un loro "breetto " che da' loro il vantaggio di presenytare sempre le loro guerre imperialiste coma guerre di reazione ad aggressioni altrui.

    Sintetizzo: 1862 ( ? ) : Fort Sunter ( Charleston South carolina )

    1900 ( ? ) autoaffondamento corazzata Maine nel Porto dell'Avana con imputazione dell'aggresione agli Spagnoli.

    1915 : un capolavoro.L'affondamento del translatlantico inglese Lusitania con trappole tesa ai tedeschi ( perfezionatissima ).
    Leggere in proposito " Lusitania " di Colinhs Simpson.

    1941: altro capolavoro. PEARL HARBOUR ! Le provocazioni costringonomil Giappone alla guerra ( leggere: PERAL HARBOUR il giorno dell'inganno di Robert Stinnet.

    1965: incidente del Goldo del Tonchino ) inventato di sana pianta.


    Trascuro tutti gli incidenti con il Messico pere non essere prolisso.

    Ma c'e' tanto altro ma me lo riservo per " prossimamente su questo schermo " !

    Un saluto

  6. #6
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    18 Jul 2009
    Messaggi
    8,907
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Lady U$A - Hobbit

    Sulle colline, lungo il fiume, la rugiada del mattino,
    Popolo Indiano una divisa ha scritto il tuo destino;
    Raggio-di-Luna ormai sei morta e il tuo pony non ha più criniera: U$A hai aggiunto un'altra stella alla tua bandiera.

    Samurai del Grande Impero, kamikaze del Sol Levante,
    sono arrivati e la tua terra è arsa in un istante;
    Hiroshima ancora piange, Nagasaki si dispera:
    U$A è sempre sporca di sangue questa tua bandiera.

    Sulla baia di Vientiane questo sole ti ha dato la vita,
    si chiaman Charlie ed han deciso che per te è finita;
    vietnamita sul campo di riso il corpo falciato è un inno alla sera: U$A è sempre sporca di rosso questa tua bandiera.

    Nel deserto tra gli ulivi vive un uomo dal cuore di roccia
    con una keffiah quel guerriero si è coperto la faccia;
    il Corano contro l'oro, il coraggio di una stirpe guerriera:
    U$A è sempre alta sugli oppressi questa tua bandiera.

    Lady U$A che gran coraggio, ma la tua forza è solo distruttrice, ma riesci sempre a mascherarla da liberatrice;
    Lady U$A che gran signora, ma il mondialismo è una statua di cera:
    U$A non mi farò mai ammaliare dalla tua bandiera,
    non ci faremo mai fregare dalla tua bandiera,
    non ci faremo mai fregare dalla tua bandiera,
    non ci faremo mai fregare dalla tua bandiera!!

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Mar 2002
    Località
    estremo occidente
    Messaggi
    15,083
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: un brevetto AMERICANO

    In Origine postato da Ferruccio
    Dai tempi della guerra civile gli Stati Uniti sfruttano un loro "breetto " che da' loro il vantaggio di presenytare sempre le loro guerre imperialiste coma guerre di reazione ad aggressioni altrui.

    Sintetizzo: 1862 ( ? ) : Fort Sunter ( Charleston South carolina )

    1900 ( ? ) autoaffondamento corazzata Maine nel Porto dell'Avana con imputazione dell'aggresione agli Spagnoli.

    1915 : un capolavoro.L'affondamento del translatlantico inglese Lusitania con trappole tesa ai tedeschi ( perfezionatissima ).
    Leggere in proposito " Lusitania " di Colinhs Simpson.

    1941: altro capolavoro. PEARL HARBOUR ! Le provocazioni costringonomil Giappone alla guerra ( leggere: PERAL HARBOUR il giorno dell'inganno di Robert Stinnet.

    1965: incidente del Goldo del Tonchino ) inventato di sana pianta.


    Trascuro tutti gli incidenti con il Messico pere non essere prolisso.

    Ma c'e' tanto altro ma me lo riservo per " prossimamente su questo schermo " !

    Un saluto
    correzione - Maine: 1898

    aggiungiamo pure l'11 settembre 2001

  8. #8
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    18 Jul 2009
    Messaggi
    8,907
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Io ci metterei anche Desert Storm: il U$A danno a Saddam il via libera all'invasione del Kuwait salvo poi rimangiarsi tutto e far finta di andare ad aiutare gli emiri...

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito per Felix ed Iron81

    Avete ragione entrambi.E sull'11 Settembre si puo' certamente dire che e' stato cosi' tempestivo ma cosi' tempestivo che piu' tempestivo di così .........si muore !

    Ma questa non e' la vera grande magia americana.Questa e' la capacita' di creare situazioni sociali politiche etc.etc tali che conducono agli esiti finali voluti dalla Grande Cupola.

    Una specie di mostruoso Piano Inclinato sul quale rotola senza che nessuno se ne accorga perche' la Grande Biglia della Storia.
    Quest e' la vfera grande magia anglo-americana.Sono espertissimi in quanto tale gioco dura da duecento anni.

    Gli accidenti che poi fanno esplodere le situazioni e che inoltre condizionano l'opinie pubblica americana sono scherzi al confronto.

    Ricordatevi: noi siamo su un colossale piano inclinato che si muove ed oscilla in una direzione o un'altra secondo la volonta' LORO.Pensiamo che certe situazioni si verifichino da sole ed invece no.Le governano e le portano dove a loro serve vadano.

    Pensateci bene.

    Un saluto

 

 

Discussioni Simili

  1. "Eurafrica, dottrina Monroe del fascismo"
    Di Ascaro nel forum Destra Radicale
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 31-12-12, 16:56
  2. Marylin Monroe
    Di Steppenwolf nel forum Hdemia
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 23-03-11, 22:20
  3. America Latina: ascesa e declino della Dottrina Monroe
    Di carlomartello nel forum Destra Radicale
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 04-11-10, 01:52
  4. Dottrina Monroe per il Perù
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 01-06-03, 12:01
  5. Dottrina Monroe su scala globale
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 21-02-03, 17:51

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito