
Originariamente Scritto da
salvo.gerli
Questi leader falliti, in pantofole e sigaro in bocca, non hanno un grande seguito.
Fra Diliberto e Ferrero si è aperta la gara a chi la spara più grossa.
Qualche settimana fa il segretario del Pdci aveva detto di “comprendere” i sequestri dei manager che imperversano nelle fabbriche francesi. Ieri Ferrero sulla “Stampa” ha detto di più.
Lui, addirittura, sequestrerebbe personalmente i manager se fosse un licenziato. I due signori si stanno per fondere e per dare vita a un unico partito comunista.
Per andare con Diliberto, Ferrero ha provocato la scissione di Vendola e Giordano. Chi pensava a una operazione identitaria e tranquilla si starà rendendo conto che i due attempati dirigenti hanno invece in animo qualcosa che dovrebbe incendiare le piazze.
Non credo che l’operazione avrà successo.
Questi leader falliti, in pantofole e sigaro in bocca, non hanno un grande seguito. Tuttavia dichiarazioni come quella di Ferrero illustrano bene il trasformismo di una certa sinistra radicale.
Non mi stancherò mai di ricordare che questo signore è stato il più ministeriale dei dirigenti di Rifondazione comunista.
Quando Sansonetti su “Liberazione” propose di uscire dal governo Prodi e di appoggiarlo dall’esterno, il rivoluzionario Ferrero si tenne legato alla poltroncina di ministro e di lì non volle schiodare.
Oggi invita gli operai alla violenza e ai sequestri di persona. Forse è un reato.
Sicuramente non rende un grande servizio alla sinistra. Non votateli.
È bene che questa gente sia fuori dai parlamenti.
Non c’è bisogno di un altro partito comunista combattente.
http://www.ilriformista.it/stories/Italia/62862/
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