«L’espressione guerra preventiva viene considerata blasfema da molti. Io chiedo, qual è l’alternativa: la guerra successiva? Aspettiamo di subire un altro attentato terroristico e poi reagiamo? Mi sembra che sia meglio prevenire che curare».
Antonio Martino, Ministro della Guerra, 14 novembre




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) che in un articolo sull'infima varietà di carta igienica portante marchio " Il Giornale" ha finalmente chiarito, una volta per tutte, che l'Italia è in guerra, che i soldati italiani sono a Nassiriya non per aiutare le vecchiette irachene ad attraversare la strada, bensì per combattere «una guerra che ha due fronti: da un lato loro e tantissimi come loro, che difendono valori e principi della libertà, della democrazia, della tolleranza, della dignità, del rispetto e, dall'altro, gli altri, i guerriglieri fanatici, i miliziani di Saddam Hussein, i terroristi islamici».
