Bugiardi attenti: vi guardano nel cervello
Secondo una ricerca dell'Università di Filadelfia, con un nuovo tipo di risonanza magnetica si può capire se una persona mente
CERVELLO - Tempi duri per i bugiardi e millantatori. Un nuovo tipo di risonanza magnetica, più evoluta rispetto a quella alla quale molti di noi si sono sottoposti, li metterà alle corde, stabilendo se stanno mentendo o dicendo il vero. E' quanto ha dichiarato Scott Faro, direttore del Centro delle Funzioni Cerebrali dell'Università di Filadelfia, inventore di questa nuova «macchina della verità» capace di esplorare le variazioni neurologiche delle persone mentre stanno rispondendo a degli interrogativi, e capire se fingono.
IL TEST - I ricercatori americani hanno condotto un test su dieci persone, sei delle quali hanno simulato una sparatoria e poi negato volontariamente i fatti. Altri tre hanno descritto ciò che era accaduto, mentre un'ultima persona, senza aver assistito alla scena, ha ascoltato le testimonianze. Intanto una macchina sottoponeva l'attività del cervello a risonanza magnetica, monitorando in tempo reale l'attività nerurologica. Il risultato? Ci sono ben sette zone del cervello che si attivano quando una persona mente, mentre tre, ben diverse, sono attivate da chi dice il vero. E in ogni caso l'attività del cervello, ha dichiarato Faro «è molto differente se una persona mente, perchè in generale è sottoposto a uno sforzo più intenso».
LA PROVA - La tecnologia utilizzata è quella della Functional magnetic resonance imaging (fMri, o risonanza magnetica funzionale), un esame utilizzato per studiare piccole e rapide variazioni del metabolismo nel cervello. Nello specifico della prova quando una persona è sincera, si accende l'attività di parte del lobo frontale, temporale e il «cingulate gyrus» del cervello. Tutto tranquillo, insomma. Quando si mente, la risonanza magnetica fotografa una specie di tempesta cerebrale che coinvolge tutta la parte frontale, le zone inferiori e pre-centrali mediali, ma anche l'hippocampo, le regioni temporali centrali e la zona limbica.
EPPURE... - Faro ha anche dichiarato, però, che la prova effettuata non è del tutto sicura, perchè dipende molto dal coinvolgimento del singolo in merito al fatto da valutare: «Ai volontari è stato sottoposto un test molto leggero, e a questo livello non è escluso che qualcuno riesca a ingannare anche questa macchina». Ma questo è assolutamente impossibile quando il coinvolgimento è alto, come nel caso «di un interrogatorio a un terrorista o a un criminale» e quindi può rivelarsi un utile supporto per il Dipartimento della Sicurezza o la Cia. In questi casi la risonanza magnetica sarebbe del tutto attendibile. L'unico problema, ha ammesso Scott, è che il test è decisamente costoso.




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