Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Di nuovo assolti

  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Di nuovo assolti

    CRONACA



    La corte d'Assise d'Appello: "Maggi e Neami sono innocenti"
    La Procura chiedeva l'ergastolo come mandanti
    che commemorava Calabresi: quattro morti e 40 feriti
    Milano, strage della questura
    assolti i due imputati
    Nel maggio del '73 Bertoli lanciò una bomba tra la folla


    La strage in questura
    a Milano nel 1973

    MILANO - Assolti per non aver commesso il fatto. Dopo 31 anni, quattro processi tra condanne e appelli, i giudici della corte d'Assise d'appello di Milano hanno ritenuto "non colpevoli" Carlo Maria Maggi e Francesco Neami per la strage alla questura di Milano del 17 maggio 1973. Quel giorno Gianfranco Bertoli lanciò una bomba davanti tra la gente che usciva dall'edificio dopo la commemorazione del commissario Luigi Calabresi, ucciso un anno prima in un attentato.

    L'ordigno avrebbe dovuto colpire l'allora ministro dell'Interno Mariano Rumor, la cui automobile però si era già allontanata. Lo scoppio provocò la morte di quattro persone e il ferimento di un'altra quarantina.

    Maggi e Neami, secondo l'accusa che chiedeva l'ergastolo per entrambi, avrebbero fatto parte di un gruppo di estrema destra che organizzò l'attentato eseguito da Bertoli. Quest'ultimo fu arrestato subito dopo l'episodio, processato e condannato. Disse di avere agito da anarchico individualista, ma non fu creduto e le successive indagini portarono all'incriminazione dei due presunti mandanti, che hanno sempre negato l'addebito.

    Oggi i giudici hanno confermato la sentenza del primo appello. La sentenza è stata letta dopo sei ore di camera di consiglio. I giudici hanno assolto gli imputati per non aver commesso il fatto, in base all'articolo 530 del codice di procedura penale. Alla lettura i due non erano presenti in aula. Il sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale aspetterà ora le motivazioni, che saranno depositate entro 90 giorni, per decidere su un eventuale nuovo ricorso alla Corte di Cassazione.


    Questa causa nasce da un ritorno del fascicolo dalla Corte di Cassazione. Maggi e Neami erano stati condannati all'ergastolo in primo grado, ma la pena fu ribaltata in appello con una assoluzione generale.
    La Cassazione accolse il ricorso della Procura generale e annullò il verdetto assolutorio, rimandando gli atti a Milano per un nuovo processo nel quale all'inizio figurava anche un terzo imputato, Giorgio Boffelli, la cui posizione è stata stralciata per effettuare su di lui una perizia psichiatrica.


    (1 dicembre 2004)

  2. #2
    avdacia imperat
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    Predefinito

    da www.corriere.it



    CRONACHE
    Il 17 maggio del 1973 morirono 4 persone e 40 furono ferite
    Milano: tutti assolti per la strage alla questura
    La corte d'appello proscioglie Francesco Neami e Carlo Maria Maggi dall'accusa di aver organizzato l'atto criminoso
    MILANO - Tutti assolti. La Corte d’Assise d’appello di Milano ha assolto Francesco Neami e Carlo Maria Maggi all'epoca appartenenti all'area dei neofascisti veneti, dall’accusa di essere responsabili della strage davanti alla questura di Milano del 17 maggio ’73 che provocò quattro morti e una quarantina di feriti.
    Si è concluso così il quarto processo in oltre 30 anni sulla strage, perché in primo grado Maggi e Neami erano stati condannati per poi essere assolti in appello, ma la Cassazione aveva ordinato di rifare il processo. I giudici hanno pronunciato le sentenze di assoluzione facendo riferimento al secondo comma dell’articolo 530 e quindi alla contraddittorietà della prova. L’assoluzione comunque è come prevede il nuovo codice perché «il fatto non sussiste». Resta da giudicare Giorgio Boffelli, un altro del gruppo veneto la cui posizione è stata stralciata in attesa di una perizia psichiatrica per accertare la capacità dell’imputato di affrontare il processo. Precedentemente erano stati assolti il colonnello Amos Spiazzi accusato di strage e il generale Gian Adelio Maletti il quale però rispondeva solo di favoreggiamento.
    In pratica nel corso di 4 processi è stato condannato il solo Gianfranco Bortoli, l'autore materiale della strage, dato che lanciò la bomba che uccise quattro persone.

  3. #3
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    Predefinito Re: Di nuovo assolti

    In origine postato da Paul Atreides
    CRONACA



    La corte d'Assise d'Appello: "Maggi e Neami sono innocenti"
    La Procura chiedeva l'ergastolo come mandanti
    che commemorava Calabresi: quattro morti e 40 feriti
    Milano, strage della questura
    assolti i due imputati
    Nel maggio del '73 Bertoli lanciò una bomba tra la folla


    La strage in questura
    a Milano nel 1973

    MILANO - Assolti per non aver commesso il fatto. Dopo 31 anni, quattro processi tra condanne e appelli, i giudici della corte d'Assise d'appello di Milano hanno ritenuto "non colpevoli" Carlo Maria Maggi e Francesco Neami per la strage alla questura di Milano del 17 maggio 1973. Quel giorno Gianfranco Bertoli lanciò una bomba davanti tra la gente che usciva dall'edificio dopo la commemorazione del commissario Luigi Calabresi, ucciso un anno prima in un attentato.

    L'ordigno avrebbe dovuto colpire l'allora ministro dell'Interno Mariano Rumor, la cui automobile però si era già allontanata. Lo scoppio provocò la morte di quattro persone e il ferimento di un'altra quarantina.

    Maggi e Neami, secondo l'accusa che chiedeva l'ergastolo per entrambi, avrebbero fatto parte di un gruppo di estrema destra che organizzò l'attentato eseguito da Bertoli. Quest'ultimo fu arrestato subito dopo l'episodio, processato e condannato. Disse di avere agito da anarchico individualista, ma non fu creduto e le successive indagini portarono all'incriminazione dei due presunti mandanti, che hanno sempre negato l'addebito.

    Oggi i giudici hanno confermato la sentenza del primo appello. La sentenza è stata letta dopo sei ore di camera di consiglio. I giudici hanno assolto gli imputati per non aver commesso il fatto, in base all'articolo 530 del codice di procedura penale. Alla lettura i due non erano presenti in aula. Il sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale aspetterà ora le motivazioni, che saranno depositate entro 90 giorni, per decidere su un eventuale nuovo ricorso alla Corte di Cassazione.


    Questa causa nasce da un ritorno del fascicolo dalla Corte di Cassazione. Maggi e Neami erano stati condannati all'ergastolo in primo grado, ma la pena fu ribaltata in appello con una assoluzione generale.
    La Cassazione accolse il ricorso della Procura generale e annullò il verdetto assolutorio, rimandando gli atti a Milano per un nuovo processo nel quale all'inizio figurava anche un terzo imputato, Giorgio Boffelli, la cui posizione è stata stralciata per effettuare su di lui una perizia psichiatrica.


    (1 dicembre 2004)
    grazie paul perchè divulghi queste notizie.
    31 anni di persecuzione da parte di un sistema che ha rovinato la vita a molti.

  4. #4
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    Maggi finalmente scagionato...torna nella sua rossa isola della Giudecca dove faceva il medico condotto amatissimo dal popolo, a recuperare la salute...gli auguro!
    Onore a te camerata Maggi!!

  5. #5
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    La propria vita rovinata per 30 anni da assurdi teoremi spesso più politici che giudiziari.
    Anche questa è la gloriosa Repubblica nata dalla resistenza bla bla bla...
    Speriamo che riescano a recuperare un po' di serenità dopo questa sentenza.
    Intanto, mesciamo il vino.....

  6. #6
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    Credo che Maggi abbia ancora sul groppone l'accusa (con condanna in primo grado, se non sbaglio) per piazza Fontana
    umt

  7. #7
    Paul Atreides
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    POLITICA



    L'art.530 (la vecchia insufficienza di prove) per Zorzi e Maggi
    Rognoni è stato invece riconosciuto innocente con formula piena
    Piazza Fontana, nessun colpevole
    Assolti in appello gli imputati
    I legali dei familiari delle vittime: "Conclusioni sorprendenti"


    MILANO - Piazza Fontana, Milano, 12 dicembre 1969. Una terribile esplosione uccide 17 persone e ne ferisce 84. E oggi, a quasi 35 anni distanza, la verità giudiziaria su quel giorno buio della Repubblica è tutta da riscrivere.

    I tre imputati principali della strage di piazza Fontana, dopo aver avuto in primo grado una condanna all'ergastolo, sono stati infatti tutti assolti in appello. Per la seconda corte d'assise d'appello di Milano gli estremisti di destra Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni "non hanno commesso il fatto".
    Ridotta da tre anni a un anno di reclusione la pena per Stefano Tringali, accusato di favoreggiamento.

    I giudici hanno assolto l'ex ordinovista veneto Delfo Zorzi (che ora vive in Giappone ed è cittadino nipponico) e l'ex ispettore di Ordine Nuovo per il Triveneto, Carlo Maria Maggi, in base all'art. 530, secondo comma del Codice di procedura penale, che corrisponde alla vecchia formula dell'insufficienza di prove. L'ex neofascista del gruppo milanese La Fenice, Giancarlo Rognoni, è stato invece assolto con formula piena. E con la sentenza sono state revocate l'ordinanza di arresto nei confronti di Zorzi (mai eseguita) e la misura cautelare dell'obbligo di dimora per Maggi.

    Com'è ovvio, di opposto tenore i commenti delle parti.
    Il legale di parte civile del Comitato familiari delle vittime, Federico Sinicato, ha definito "sorprendenti" le conclusioni a cui sono giunti i giudici: "Non immaginavo che la Corte, che pure ha seguito accuratamente l'intero processo, ha sentito Martino Siciliano e potuto prendere atto della falsità dei testi a difesa, potesse arrivare a un verdetto di non colpevolezza". "E' come se avessero ucciso ancora una volta mio padre - ha detto Carlo Arnoldi, che nella strage del 1969 perse il genitore - è un colpo che non mi aspettavo, è come se non fossero mai passati 34 anni così difficili".



    Gioisce invece uno degli avvocati degli imputati, che citando Brecht afferma: "C'è un giudice a Berlino". Mentre Carlo Maria Maggi commenta a caldo la sentenza dicendo di aver paura ad alzarsi "per l'emozione". Il medico veneziano, che è sotto processo anche per la strage di Brescia e quella alla questura di Milano, continua a proclamarsi "assolutamente innocente" per la bomba alla Banca dell'Agricoltura: "La condanna di primo grado è stata vergognosa, io Piazza Fontana non sapevo nemmeno dov'era".

    Il sostituto procuratore generale al processo di appello Laura Bertolè Viale, ha comunque preannunciato il ricorso in Cassazione contro la sentenza. Per il deposito della sentenza con le motivazioni, il collegio giudicante si è fissato un termine di 30 giorni, inferiore quindi al consueto: di solito la scadenza è di novanta giorni.


    (12 marzo 2004)

  8. #8
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    In origine postato da Paul Atreides
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    L'art.530 (la vecchia insufficienza di prove) per Zorzi e Maggi
    Rognoni è stato invece riconosciuto innocente con formula piena
    Piazza Fontana, nessun colpevole
    Assolti in appello gli imputati
    I legali dei familiari delle vittime: "Conclusioni sorprendenti"


    MILANO - Piazza Fontana, Milano, 12 dicembre 1969. Una terribile esplosione uccide 17 persone e ne ferisce 84. E oggi, a quasi 35 anni distanza, la verità giudiziaria su quel giorno buio della Repubblica è tutta da riscrivere.

    I tre imputati principali della strage di piazza Fontana, dopo aver avuto in primo grado una condanna all'ergastolo, sono stati infatti tutti assolti in appello. Per la seconda corte d'assise d'appello di Milano gli estremisti di destra Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni "non hanno commesso il fatto".
    Ridotta da tre anni a un anno di reclusione la pena per Stefano Tringali, accusato di favoreggiamento.

    I giudici hanno assolto l'ex ordinovista veneto Delfo Zorzi (che ora vive in Giappone ed è cittadino nipponico) e l'ex ispettore di Ordine Nuovo per il Triveneto, Carlo Maria Maggi, in base all'art. 530, secondo comma del Codice di procedura penale, che corrisponde alla vecchia formula dell'insufficienza di prove. L'ex neofascista del gruppo milanese La Fenice, Giancarlo Rognoni, è stato invece assolto con formula piena. E con la sentenza sono state revocate l'ordinanza di arresto nei confronti di Zorzi (mai eseguita) e la misura cautelare dell'obbligo di dimora per Maggi.

    Com'è ovvio, di opposto tenore i commenti delle parti.
    Il legale di parte civile del Comitato familiari delle vittime, Federico Sinicato, ha definito "sorprendenti" le conclusioni a cui sono giunti i giudici: "Non immaginavo che la Corte, che pure ha seguito accuratamente l'intero processo, ha sentito Martino Siciliano e potuto prendere atto della falsità dei testi a difesa, potesse arrivare a un verdetto di non colpevolezza". "E' come se avessero ucciso ancora una volta mio padre - ha detto Carlo Arnoldi, che nella strage del 1969 perse il genitore - è un colpo che non mi aspettavo, è come se non fossero mai passati 34 anni così difficili".



    Gioisce invece uno degli avvocati degli imputati, che citando Brecht afferma: "C'è un giudice a Berlino". Mentre Carlo Maria Maggi commenta a caldo la sentenza dicendo di aver paura ad alzarsi "per l'emozione". Il medico veneziano, che è sotto processo anche per la strage di Brescia e quella alla questura di Milano, continua a proclamarsi "assolutamente innocente" per la bomba alla Banca dell'Agricoltura: "La condanna di primo grado è stata vergognosa, io Piazza Fontana non sapevo nemmeno dov'era".

    Il sostituto procuratore generale al processo di appello Laura Bertolè Viale, ha comunque preannunciato il ricorso in Cassazione contro la sentenza. Per il deposito della sentenza con le motivazioni, il collegio giudicante si è fissato un termine di 30 giorni, inferiore quindi al consueto: di solito la scadenza è di novanta giorni.


    (12 marzo 2004)
    Lo so, Paul. Solo che fino alla Cassazione resta aperta l'ipotesi di un rinvio a un secondo appello. Io, che pure ho uno straordinario archivio sul tema della Dr, oramai mi rifiuto di seguire le vicende processuali delle stragi. Perché sono tutt'altra storia.
    Così come non riesco a chiudere il mio libro sulla storia dello spontaneismo armato: perché vorrei avere il coraggio di non citare proprio la strage di Bologna, che so poter essere opera di tutti tranne che di quei due disgraziati che se la sono vista accollare...

 

 

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