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  1. #41
    Piu Stato e meno mercato
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    VARESE, non gettiamo alle ortiche, per inseguire il potere, la nostra Fede più antica e le ragioni più vere.
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    In origine postato da benelos
    A Fini una destra radicale litigiosa e divisa fa comodo, non cercherebbe di colpirla mai, altrimenti tutta la destra radicale farebbe quadrato.
    Infatti, oltre a essere scaltro (salto della quaglia) è pure fortunato (DR litigiosa). Stò rinnegato!

  2. #42
    Ludovico
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    In origine postato da benelos
    A Fini una destra radicale litigiosa e divisa fa comodo, non cercherebbe di colpirla mai, altrimenti tutta la destra radicale farebbe quadrato.
    Se fosse solo per Fini sì, ma temo che Israele (o chi per esso...) gli chiederà ben altre prove di antifascismo di quelle già date, dal momento in cui sarà al potere e se vorrà rimanervi dovrà obbedire (altro che legge Mancino!...).

  3. #43
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    Fonte: Storace.tv

    "Alessandra Mussolini in Floriani".
    di Marco "Kebab" Cimmino - 20 dic. 2004


    Alessandra Mussolini è una donna inquieta: ha tentato in ogni modo di ritagliarsi un suo spazio pubblico. In molti, secondo me sbagliando, l’hanno liquidata come una raccomandata di ferro, tra nonno e zia (si parva licet...) e hanno pensato che si trattasse di una nullità dotata di parentele potenti.
    Io credo, viceversa, che Alessandra abbia subito queste due ingombranti presenze: essere nipote del Duce e della Loren, ossia di due tra i più inossidabili miti nazionali, non dev’essere una cosa facile. Pirandello, Thomas Mann, ad esempio, hanno generato figli infelicissimi e dalla psicologia dolorosamente complessa: Jacopo Fo è un caso più unico che raro di figlio di papà che ci marci allegramente, forse perchè non pare sufficientemente attrezzato dal versante psiche...

    Dunque, Alessandra ha cominciato prestissimo a saltellare, dietro le ingombranti silouhettes del parentado, strillando: "Io, io, ci sono anch’io, guardatemi!".
    Fallita clamorosamente, per evidenti limiti estetici, oltre che artistici, la carriera di attricetta sexy, Alessandra si è fatta folgorare sulla via di Damasco della politica. Avrebbe potuto anche darsi alla pittura o al katakhali: non lo ha fatto perchè una che si chiama Mussolini un seggio al Parlamento lo rimedia assai più facilmente che una personale alla Tate Gallery. L’importante era stare sotto i riflettori, per questa necessità narcisista che porta in sè, e che è anche il portato della sua storia domestica.
    Per questo, oggi, è una mina vagante: a lei, ci scommetto, non importa un bel nulla delle persone, degli elettori, del popolo. Quello che importa è che si continui a parlare di lei: scandalosamente, velenosamente, purché non le si tolga il microfono.
    Così, dopo aver dichiarato amore sperticato per Berlusconi e poi per la destra radicale (che è come essere innamorate contemporaneamente di un fisico nucleare e di Mike Tyson), oggi corre per sè, creando qualche problema a destra, ma, molto più, agli abitanti del Lazio.

    Alla fine, forse, si apparenterà: ma guardatevene, perchè non ci si può aspettare da lei un ragionamento politico.
    Alessandra è una “One woman party” o, peggio, un partito solipsistico: non gliene frega niente di vincere le elezioni, perchè la sua vittoria consiste nel riuscire a fare rumore. Contro un nemico animato da ragioni etiche o politiche si può combattere assai meglio che contro un "quasi-amico" animato da pulsioni narcisistiche.
    Storace è un abile tessitore, e tesserà: ma con Alessandra la vedo dura.
    Attento Storace: dovrai trovare gli strumenti adatti.
    Magari, offrile un palcoscenico... potrebbe funzionare.

    Marco Cimmino

    A.Mussolini Floriani: "Non ho parole per Storace" - 18/12/2004

    Francesco Storace: "Se non ha parole, perchè parla?" - 19/12/2004

  4. #44
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    Talking Anche la Fiamma vuole la sua parte di notorietà

    MOVIMENTO SOCIALE
    FIAMMA TRICOLORE
    FEDERAZIONE di ROMA
    Roma, 2 febbraio 2005

    In merito alla nostra proposta di candidare come rappresentante del nostro partito, all’interno del cartello elettorale “Alternativa Sociale”, per le elezioni regionali del Lazio, la contessa De Blanch, sono doverose alcune precisazioni, soprattutto all’indomani dell’atteggiamento polemico della signora Alessandra Mussolini, segretaria di “Libertà d’azione”, uno dei quattro partiti della coalizione, e candidata alla presidenza della Regione Lazio. Preso atto dell’importanza, che ormai hanno i media anche nell’attività politica, i dirigenti regionali del nostro partito hanno deciso di presentare la contessa De Blanch come nostra candidata nella lista per le prossime elezioni regionali. (Confermiamo l’incontro tra il nostro segretario nazionale, Luca Romagnoli, e la contessa per venerdì prossimo). Non capiamo lo scandalo e l’ostruzionismo della signora Mussolini.
    La presenza della contessa, supportata dalla presenza vitale e fondamentale, non solo nella lista, ma soprattutto nelle piazze e nelle sezioni, di vecchi militanti e fedeli attivisti del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, potrà dare ulteriore slancio a tutta la coalizione e portare maggiori voti ad “Alternativa Sociale”, alla candidata Presidente Alessandra Mussolini e battere il clientelismo “poloulivista”.
    E poi, non ci sembra che la contessa si sia mai macchiata di errori o posizioni politiche lontane dalle nostre. Anzi, nonostante di sangue blu, ha sempre professato le sue convinzioni laiche e repubblicane, attaccando in più di un’occasione casa Savoia.
    Non ha mai sventolato la bandiera dell’antifascismo e non ha mai rappresentato un partito che aveva trovato nei “valori” della resistenza, la formula magica per arrivare al potere.
    Non era, a differenza di altri, a Fiuggi nel 1995, non ha mai avuto contatti con Alleanza Nazionale, non ha mai lottato contro la famiglia tradizionale, contro la vita e non ha mai votato gli embarghi a Cuba.
    E soprattutto non ha mai dichiarato che tutto il mondo avrebbe dovuto chiedere scusa ad Israele.
    Ma la cosa fondamentale è un'altra: il nostro partito, a differenza di altri, ha mezzo secolo di storia, affonda le sue radici nella Repubblica Sociale Italiana e ha una linea politica chiara e netta, votata in un congresso nazionale, quindi, nessuno potrà mai stravolgere il nostro programma politico ed ideologico: opposizione alla liberal democrazia polulivista, antiamericanismo e sovranità nazionale; giustizia sociale e socializzazione, lotta all’immigrazione e difesa della nostra memoria storica, militanza e organizzazione. Chiunque accetti di lavorare al nostro fianco, conosce a priori quali sono i valori da abbracciare. Noi non ci facciamo plasmare dai personalismi o dalle personalità.
    E’ semmai l’esatto contrario: è l’uomo che incarna l’Idea. La nostra Idea!
    Quindi, vorremmo chiedere alla signora Mussolini quale sia il problema legato alla contessa.
    D’altronde noi stiamo facendo la stessa operazione che qualcun altro fece nei suoi confronti.
    La presero dal palcoscenico e grazie al suo cognome, ha costruito la sua fortuna e quella del suo vecchio partito (Alleanza Nazionale).
    E poi lei non può mettere veti o censure sui nostri canditati. Non ne ha né il potere, né l’autorità.
    I nomi, per quanto riguarda la quota aspettata al nostro partito, li decide autonomamente il Movimento Sociale Fiamma Tricolore. La signora Mussolini pensi al suo partito o alla sig.ra Lecciso.
    Con la certezza di aver chiarito ogni dubbio, invitiamo tutti i cittadini romani e laziali a sostenere e chissà, forse votare, l’altra nipote del Duce, la contessa De Blanch, rappresentante del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, con “Alternativa Sociale” per Alessandra Mussolini Presidente.


    La Federazione Romana



    da www.msiroma.it

  5. #45
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    Talking Alternativa femminista

    Fonte: Alternativa Sociale

    MUSSOLINI, FINI INSULTA LE DONNE, CHIEDO LE SUE DIMISSIONI

    (AGI) - Roma, 4 feb - "Sulle pagine de 'La Stampa' di oggi Augusto Minzolini riporta un virgolettato attribuito al Ministro degli Esteri Fini, nel quale mi ha dato davanti a testimoni della 'p..., t... e z...'. Di cio' ho parlato questa mattina con il Dott. Gifuni della Presidenza della Repubblica, rappresentando tutto il mio sdegno come donna, come politico e come italiana. Non avendo ricevuto smentite circa le affermazioni riportate sul quotidiano ne' le scuse da alcun esponente del Governo, le mie prossime azioni saranno quelle di chiedere formalmente al Presidente Berlusconi le dimissioni del Ministro Fini, di portare alla attenzione del Parlamento europeo questa vicenda e dare mandato ai miei legali di adire alle vie legali in sede penale e civile. Questo signore e' incapace di esercitare un qualsivoglia ruolo istituzionale perche' ha una concezione dell'impegno delle donne nella politica e nella societa' insultante e volgare. Sono mortificata ma al tempo stessa determinata a lottare in ogni dove la difesa dei diritti delle donne, che oggi - con quanto accaduto - sono state tutte violate e violentate da un Ministro della Repubblica nel complice silenzio delle istituzioni, di una politica attenta solo al mercimonio in atto dei Radicali o dalle rappresentazioni ludiche di partiti lontani anni luce dalle donne e dagli uomini italiani". Lo afferma Alessandra Mussolini di Alternativa Sociale.

    N.B.:Così come i comunisti pretendono di parlare a nome del popolo (che spesso e volentieri non se li fila proprio) allo stesso modo la Floriani pretende di parlare a nome delle donne.
    Amesso e non concesso che Fini l'abbia insultata pubblicamente ora insultare lei equivale ad insultare tutte le donne......ha perso il senso della misura (e del ridicolo)!

    P.S.:Ma c'è mai entrata questa in una sezione dell'MSI a sentire qual'era la volgata comune sulle femmine?

  6. #46
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    chiedo che sia rimesso in rilievo questo 3d dai moderatori

  7. #47
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  8. #48
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    Talking Floriani: Silvio un vero leader, Fini è come Badoglio

    Floriani: Silvio un vero leader, Fini è come Badoglio

    Mussolini: Silvio un vero leader, Fini è come Badoglio

    ROMA - Uno è «il traditore», l’altro sarà «il prossimo a essere tradito» (essendo il precedente nonno Benito). Il primo è «un mediocre», il secondo «umanamente un grande». Fini è «un Badoglio», Berlusconi «un leader». Ci fosse solo il Cavaliere, l’accordo senza cui il centrodestra rischia di perdere il Lazio e quindi le regionali si potrebbe pure fare, «a certe condizioni». È la presenza del suo vice a indurre Alessandra Mussolini a candidarsi contro tutti; già che c’è, anche in Campania. E a tentare un esperimento inedito per la politica italiana: un polo di estrema destra, dichiaratamente fascista anzi mussoliniano, che tenga insieme i nostalgici con i ragazzi di borgata. «Siamo anticomunisti e anticapitalisti. Per questo al sistema facciamo una paura terribile. Il mio ex partito, poi, mi ha dichiarato una guerra totale e personale». L’ultimo affondo è l’esclusione dalla tv, decisa in commissione di vigilanza Rai. «Ho appena parlato con il presidente Petruccioli: dice che La Russa si è battuto come un leone contro di me. Ora tocca a noi di Alternativa Sociale. Adotteremo forme di lotta durissime. Bloccherò le tribune politiche tra i candidati nel Lazio. Manderò i militanti a picchettare la Rai per impedire l’ingresso di Storace e Marrazzo: perché loro sì e io no? Questo è il vero regime, altro che il Ventennio. Che dobbiamo inventarci per avere elezioni regolari? Fare come in Iraq, chiamare gli americani, che occupino l’Italia ancora una volta?». A questo punto, l’accordo Berlusconi se lo sogna. «Ci divide il programma. Noi chiediamo l’abolizione della legge Biagi che precarizza il lavoro. E una legge a tutela dell’infanzia, che preveda il trattamento farmacologico obbligatorio per i pedofili, sul modello americano. Sono andata a vedere i loro siti Internet: una cosa orribile. Abusi sui neonati, ho visto. Per quella gente il carcere non serve: tengono una buona condotta, ed escono subito. Ci vogliono i farmaci».
    Un peccato che l'intesa per ora sia impossibile; perché il Cavaliere alla Mussolini è simpatico. «Ci siamo incontrati per la prima volta nel ’94, e ci siamo piaciuti subito. Nel 2001 è stato Berlusconi, non Fini, a impormi come candidata vicesindaco. Berlusconi aveva invitato me, non Fini, allo storico pranzo in pizzeria con Bossi che cantò Maruzzella ; il traditore non era previsto, e mandò la sua segretaria Rita a chiedermi se poteva venire». Insomma, dovendo scegliere un campione della destra il premier preferirebbe Alessandra. «Lui è come me, non viene dalla politica. Ha una visione più ampia di quella di Fini. Ha il dono di parlare alla gente, semplificare le cose, trovare il rapporto diretto con il popolo».Qualcosa di familiare, se non fosse per la degenerazione liberista.
    «I traditori invece mi danno la caccia. Vogliono fare terra bruciata attorno a me. Storace a settembre mi ha chiamata per chiedermi appoggio, ora mi attacca dicendo che non ero a Primavalle a piangere i fratelli Mattei, che calcavo ben altre scene. Io nel ’73 avevo 11 anni, e calcavo le scuole elementari. Vado orgogliosa del mio cognome, l’ho dato anche ai miei figli Caterina, Clarissa e Romano, ma ho pagato anch’io il mio prezzo. Amavo Kant, Hegel, Kierkegaard, e mi sono iscritta a Filosofia. Al primo esame, storia della filosofia con Lucio Colletti, gli assistenti mi dicono che con il mio cognome è meglio non mi faccia vedere». Possibile? Gli assistenti di Colletti erano studiosi come Paolo Flores d’Arcais, Tito Magri, Angelo Bolaffi. «Non furono loro, ma ragazzi giovani che tenevano seminari autogestiti e non volevano una Mussolini tra i piedi. Così mi sono iscritta a Medicina. Là andava meglio. Tranne che con il professor Tagliacozzo, ebreo credo, che mi scrisse "respinta" sul libretto e me lo gettò addosso».
    La casa di Alessandra Mussolini è sulla Nomentana, vicino a villa Torlonia, residenza del Duce. Busto di bronzo del Duce. Opera omnia del Duce in 27 volumi. «Sono le cose che ci ha lasciato; povere, di valore affettivo. I regali importanti, e in vent’anni ne ha ricevuti di magnifici, li donava al patrimonio dello Stato. Quand’ero piccola vivevo a Villa Carpena, in Romagna, con nonna Rachele. Mi parlava del suo uomo. Di quando l’aveva rimproverato perché perseguitava il suo vecchio amico Nenni. Di quando gli aveva rovesciato la pattumiera di casa piena di avanzi per dirgli: è ai borghesi che devi togliere, non ai contadini. Di quando il nonno si spaventava per i fuochi fatui del cimitero di san Cassiano. Oggi mi ritrovo nelle piccole cose che mi raccontavano di lui: anch’io ad esempio detesto stare a lungo a tavola». Inutile parlarle degli errori, dei crimini. «Fino all’alleanza con Hitler, e a queste famose leggi razziali, il nonno aveva il consenso del popolo. E la nonna aveva grande influenza su di lui. Poi durante la guerra si allontanò per stare con i figli. Tollerava le scappatelle, ma ha sofferto molto per la Petacci, temeva che lei e il fratello potessero tradirlo. No, di questo in casa non si parlava. Ho saputo solo dal libro di mio padre che la nonna aveva tentato di uccidersi per il dolore».
    Suona il telefono: è Romano Mussolini, per complimentarsi della performance a Otto e mezzo ; «Grazie papà ma è l’ultima volta che mi vedi in tv». È stato il padre ad accompagnarla da Fini, nel ’92, quando Alessandra decise di fare politica. «Il traditore tergiversò, prese tempo, disse che c’erano difficoltà. Neanche lui voleva una Mussolini tra i piedi. Il posto me lo trovò Domenico Mennitti, a Napoli e a Bologna. Ero trentunesima in lista, fui la più votata. Fini mi chiese di scegliere Bologna per fregare Berselli, e io scelsi Napoli». Perché tanto rancore, Alessandra? «Sono loro che ce l’hanno con me. In An sono sempre stata un corpo estraneo, come l’olio nell’acqua. Prima che Fini partisse per Israele gli parlai: va bene che sei diventato liberal, vuoi la Turchia in Europa, l’alleanza con Bush, il voto agli immigrati. Ma attento a quel che dici a Gerusalemme. Mi rispose: tranquilla, dirò le cose di sempre. Poi tirò fuori il male assoluto». Da allora non si sono più sentiti. «Ho saputo però che mi ha insultata. Insomma, mi ha dato della puttana. L’ha scritto Augusto Minzolini sulla Stampa ». Fini ha smentito. «Macché. Aspettavo scuse pubbliche. Lui ha fatto scrivere una letterina. E io l’ho querelato».
    Dice la Mussolini di aver smascherato «il bluff di Fiuggi»: «Erano d’accordo, Fini e Rauti, per congelare i voti a destra. Io li ho scongelati». In pessima compagnia: i razzisti di Forza Nuova. «Non sono razzisti. Sono giovani ardenti di passione. Roberto Fiore è il mio cavaliere nero, e il mio candidato in Puglia. E con noi ci sono tantissime donne. Non siamo la vecchia destra. Siamo qualcosa di nuovo. Per questo hanno tanta paura».

    Aldo Cazzullo

  9. #49
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    Thumbs down Alessandra Floriani last relase


  10. #50
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    Predefinito Re: Alessandra Floriani last relase

    In origine postato da Gianmario


    la Floriani mi fa schifo....pure col pugno chiuso da comunisti esulta...ma vada a 'ffanculo

 

 
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