Molto si è parlato in questo 3d sull' ecumenicità di certi Concili accettati come Ecumenici dai cattolici, respinti invece dagli ortodossi.
Le principali tradizioni del cristianesimo hanno concessioni diverse non solo dell'ecumenicità, ma - più in generale - del Concilio. Soprattutto per quanto riguarga sia l'origine della autorità conciliare che l'organizzazione interna del Concilio e l'effetto delle sue decisioni esistono rilevanti divergenze.
La tradizione dell'ortodossia orientale riconosce solo i primi sette Concili - dal Niceno I al Niceno II - e fatica a ammettere l'affettiva possibilità di un nuovo sinodo pan-ortodosso.
La tradizione riformata occidentale ha posizioni oscillanti, sia sui Concili del passato che sui requisiti di un futuro concilio ecumenico.
A sua volta la tradizione cattolica ha messo l'accento, soprattutto sul riferimento al Papa, al quale viene accreditata la direzione del Concilio (convocazione, determinazione del regolamento e dell'ordine del giorno, trasferimento, chiusura).
Soprattutto il dialogo cattolico-ortodosso potrebbe comunque evolversi positivamente, se nel frattempo non fosse sorto <<un nuovo dogma ecumenico>> secondo il quale <<per la comunione piena con gli ortodossi la Chiesa Cattolica non può assolutamente richiedere l'accettazione dei dogmi del secondo millennio>>.
Si ipotizza cioè una unità tra le due Chiese ferma al primo millennio, dando per scontato che le chiese d'oriente siano rimaste nella forma della tradizione del primo millennio, mentre la Chiesa Cattolica sarebbe venuta meno e, pertanto, dovrebbe ritrovarvi.
Qui si compiace un pecato di superficialità storica. Basta esaminare la storia della liturgia e della teologia per accorgersi che anche in oriente la forma della tradizione è stata sviluppata, proprio a partire dai primi sette Concili accettati dagli ortodossi.
Ma proviamo a capire a quali conclusioni si potrebbe giungere. Intanto fermare la tradizione al primo millennio, per la Chiesa ortodossa implica che le formule conciliari a partire dal secondo millennio appartengono solo alla Chiesa occidentale e non a tutta quanta la Chiesa. Si potrebbe così giungere alla conclusione che nel secondo millennio la Chiesa universale non è esistita.
La conseguenza è che <<il criterio dell'autorità soppianta la potestà della Chiesa, la quale non ha più voce alcuna nel presente>>. Se ne dedurebbe inoltre che la Chiesa Latina, quale Chiesa particolare, ha vincolato la coscienza ad una verità rilevante solo culturalmente e non in quanto dogma.
Cristo non ha soltanto <<reiterato l'ordine>>, ma ha affidato a Pietro la responsabilità di corifeo. che significa avere il potere di ascoltare e sinfonizzare le voci del collegio, Tutto questo è stato trasmessso al collegio dei Vescovi uniti col Papa. Checché se ne dica , priorio questo permette alla Chiesa Cattolica <<la responsabilità solidale e la decentalizzazione>> (basti solo osservare l'enorme e variegata fioritura di carismi e istituzioni cattoliche), senza cadere nel fenomeno così lesivo dell'unità qual è l' autocefalia.




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