Dunque, il governatore della Sicilia Totò Cuffaro (Udc) e il sindaco di Palermo Diego Cammarata (Forza Italia) sono i peggiori amministratori in Italia.
Non lo afferma una cricca di veterocomunisti ma un sondaggio sulla “governance” organizzato da uno stimato istituto di ricerca indipendente, l'IPR, che ogni sei mesi indaga sul consenso di cui beneficiano gli amministratori locali.
La domanda che è stata posta agli intervistati era di disarmante semplicità:
"se si andasse alle urne domattina, voterebbe per il sindaco in carica, per il presidente della sua provincia, per il governatore della sua regione?"
In Sicilia Totó Cuffaro non va oltre il quaranta per cento, il dato di popolarità più basso fra tutti i presidenti di regione.
Con la forbice più catastrofica rispetto al risultato elettorale di tre anni fa: 19,2 punti in meno.
Come dire che un elettore su tre ha abbandonato il governatore. Per uno come Cuffaro, che ha sempre dribblato ogni richiesta di dimissioni dichiarandosi disposto a farsi giudicare solo dalla Madonna e dai siciliani, è una bella rogna.
L'unica consolazione è di trovarsi in onesta compagnia.
Del sindaco di Palermo Cammarata abbiamo detto, 103° in graduatoria con un margine di consenso che non supera il 37 per cento e un elettore su tre perso per strada.
Ma forse non è un caso se gli ultimi posti, nel sondaggio dell'IPR, vengono riservati sempre ad amministratori siciliani del centrodestra, la favolosa terra del sessantuno a zero per quelli del Polo.
Qualche cifra.
Il presidente della Provincia che perde più consensi in percentuale è Salvatore Leonardi, Messina: il 38 per cento in meno in appena un anno di governo.
Se la passano maluccio anche i due onorevoli presidenti di provincia rieletti al Parlamento Europeo:
Ciccio Musotto (Palermo) è ottantunesimo, Rafè Lombardo (Catania) ottantrátreesimo, con un 34 per cento dei consensi migrato altrove.
Evidentemente il potere logora chi ne ha troppo.
Per la cronaca, i più apprezzati sono Veltroni, (sindaco di Roma), Bassolino (governatore della Campania e Oliverio (presidente della provincia di Cosenza).
Tutti del centrosinistra.
Esemplare il commento dell'agenzia di comunicazione che aveva curato in Sicilia l'immagine della campagna di Cuffaro:
"Il problema è che esiste una generale disaffezione verso la politica, insomma, è un momento sociologicamente difficile...".
"Sociologicamente difficile".
E li pagano pure...
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