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  1. #11
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Citazione da Intervento Principale di by lucifero
    “Non chiedere cosa il tuo Paese possa fare per te. ma chiediti cosa puoi fare tu
    per il tuo Paese
    Sbaglio o era stato anche un certo J.F.K. ad aver detto qualcosa vagamente del genere? (non saprei chi prima, ma forse è Veltroni che l'ha visto in qualche film)

  2. #12
    laico progressista
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    Citazione da Intervento Principale di by LUCIO

    A me sembra evidente che gli eserciti esclusivamente di professionisti non siano una bella prova di democrazia.
    Tanto per cominciare tendono ad avere un livello bassissimo di democrazia interna (e ciò è grave), poi tendono a fare "casta", infine inducono i cittadini a opinioni sconsiderate sulle azioni militari (del tipo "tanto ci vanno i professionisti: loro sono pagati per farlo")
    Facile fare i militaristi o i qualunquisti e scrollare le spalle di fronte alle scelte guerrafondaie di governi incompetenti, quando a rischiare la buccia non sei tu stesso o tuo figlio (o tua figlia) o il tuo collega di ufficio o il tuo vicino di casa.
    C'è stato un momento in cui ho pensato che l'esercito professionale fosse un'ottima soluzione. Era anche un cavallo di battaglia del Giorgio La Malfa dei bei tempi andati.
    Poi mi sono ricreduto. Per le stesse ragioni che ha esposto Lucio.
    Un esercito, per essere più vicino allo Stato democratico, ne deve fare parte, deve essere contaminato dai singoli cittadini, deve rispondere a una logica di servizio, senza chiudersi in un recinto di specialisti passibili di manovre da parte di qualche potere più o meno occulto.
    L'abolizione della leva obbligatoria, ahimé, ci allontana da quest'ottica.

  3. #13
    L'auriga
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    Immagino, Arsenio, che la tua idiosincrasia per la leva origini da un'insofferenza verso gli usi e costumi militareschi e dal rancore per il tempo sprecato a cambiare pannolini. Questo emerge dalle tue parole.
    Sono sentimenti, i tuoi, che conosco bene. Perché sono i miei, per quanto riguarda la vita militare, e quelli di tanti miei amici che si sono sentiti sminuiti dalla leva civile. Anch'io, detto per inciso, sono stato obiettore. Ma ho avuto la fortuna di fare un'esperienza edificante, che mi è servita anche professionalmente. In teoria, dunque, non dovrei fare testo, ma mi sforzo di astrarmi dalle vicissitudini personali per ragionare su questioni di principio.
    E tale approccio mi porta ad individuare, nella leva civile e militare, un momento di devozione al proprio Paese. Un anno in cui ciascuno sacrifica qualcosa del proprio interesse in funzione di un interesse superiore.
    Probabilmente questo tributo sarebbe dovuto essere più elastico e votato ad assecondare richieste, esigenze e inclinazioni individuali, ma mi pare che in gran parte, almeno negli ultimi anni della sua esistenza, lo sia anche stato.
    Resta per me comunque valido il principio che non possiamo usare lo Stato solo quando ci fa comodo, ma dobbiamo sentircene parte, sentirlo vicino, averlo a cuore. Per lo stesso motivo dovremmo pagare le tasse con il sorriso sulle labbra. Lo so che sono eccessive e sproporzionate alla qualità dei servizi. Ma in linea di principio dovremmo farlo coscienti di devolvere parte dei nostri beni a sostegno della collettività, del buon funzionamento dei servizi, del principio che non viviamo da individui e basta, ma da individui inseriti in una comunità.
    Se le cose non vanno, bisogna riformarle, migliorarle. Ma cancellarle del tutto, quando rispondono a giusti principi, mi sembra una malsana scorciatoia.
    Caro Paolo, quando sono intervenuto in questo thread ho premesso di parlare dalla mia angusta e personalissima ottica, e dalla mia angusta e personalissima ottica continuo a scrivere (differentemente da quel che fai tu, che come hai scritto, cerchi - più correttamente di quel che fo io - di "trascendere" la tua personale esperienza): concordo con quel che tu dici, salvo laddove colleghi la questione della leva con il generale principio, sacorsanto, per quel che mi riguarda, che non possiamo usare lo Stato solo quando ci fa comodo, ma dobbiamo sentircene parte, sentirlo vicino, averlo a cuore, e con una delle sue applicazioni pratiche, che pienamente condivido e pratico, il pagare le tasse. A mio avviso la questione della leva è talmente particolare (l'associazione è errata, ma scrivendo mi è balenato in mente l'habeas corpus act) che non può essere messa in relazione con il senso civico di cui tu parli. Io non indosserei mai - e non indosserò mai - una divisa per fare la guerra a chicchessia, o per imparare a farla, mai (tranne, forse, il caso in cui stranieri invadessero l'Italia e dovessimo difendere la vita dei nostri cari): ciò nonstante, ritengo di avere un senso civico di gran lunga maggiore della media dei miei connazionali.
    Ad ogni modo, a coloro che sono in grado di affrontare il tema di questo thread con maggiore lucidità e competenza di me, consiglio di non prescindere mai, nelle loro argomentazioni, dall'art. 11 della Costituzione: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". (Bellissima, commovente l'espressione usata dai padri costituenti, "ripudiare la guerra").

  4. #14
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
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    Predefinito Vedete Amici,

    per quanto condivida, e ne sia intimamente convinto, il vostro modo di vedere la lleva obbligatoria (non ricordo l'opinione (?) di giorgiolamalfa ma mi sembra che Spadolini fosse per l'esercito di popolo e ricordo anche un documento dell FGR in tal senso) purtuttavia nello scenario mondiale è diventato un problema di effcienza e di costi. Uno studio di allora, dimostrava che il nostro esercito di leva avrebbe resistito, ad un'ipotetico attacco esterno, solo qualche giorno. Quindi far di necessità virtù. Non ho notizie invece di quanto resisterebbe oggi l'esercito di professionisti, tecnologicamente equipaggiati, sempre a quell'ipotetico attacco esterno! D'altra parte in un'ottica di "difesa" comune Europea mal si concilierebbe un esercito "numericamente" forte ed anche magari fortemente motivato dall'amor Patrio ma scarsamente equipaggiato. Ed ancora, in stato di pace, a cosa si erano ridotte le nostre caserme piene di figli del popolo (perchè chi "poteva" trovava il modo di non fare la leva)? A creare squadre che scavavano buche e squadre che le andavano a ricoprire! Sicuramente molto meglio il servizio civile anche se, caro Lucio, non rispondente ai nostri specifici interessi. Meglio forse sarebbe una "guardia nazionale" che conosca bene il proprio territorio in grado di organizzarsi in breve in "resistenza" in caso di occupazione... e cosi verrebbe meno la tentazione di esportare la democrazia con le baionette (o carri armati che dir si voglia)!

  5. #15
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
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    Citazione da Intervento Principale di by LUCIO
    Sbaglio o era stato anche un certo J.F.K. ad aver detto qualcosa vagamente del genere? (non saprei chi prima, ma forse è Veltroni che l'ha visto in qualche film)
    non sbagli !

  6. #16
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    Predefinito Re: Vedete Amici,

    Citazione da Intervento Principale di by jeronimus2002
    Meglio forse sarebbe una "guardia nazionale" che conosca bene il proprio territorio in grado di organizzarsi in breve in "resistenza" in caso di occupazione... e cosi verrebbe meno la tentazione di esportare la democrazia con le baionette (o carri armati che dir si voglia)!
    Cosa ne dici del modello elvetico?

    Forse il più "agguerrito" e meglio equipaggiato esercito del continente europeo, esempio di militarizzazione "diffusa" e compenetrata nella società civile, ma che non ha MAI compiuto azioni fuori dai propri territori.

  7. #17
    laico progressista
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    Lasciamo stare l'opportunistica ignavia degli svizzeri, e ricollochiamo il discorso nel solco, mi pare, più ampio tracciato da Jeronimus. Devo riflettere sulla questione, ma credo che l'ottica individuata dal caro amico torinese sia quella giusta. Cioè quella di contestualizzare l'argomento nell'ambito della difesa europea e delle nuove prerogative che si chiedono alle forze militari.

    A scanso di equivoci (ma l'avevo specificato anche in un intervento precedente) tengo a precisare ad Arsenio che ho sempre inteso l'addestramento militare nell'alveo del nostro dettato costituzionale: a mero scopo difensivo.

  8. #18
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    Lasciamo stare l'opportunistica ignavia degli svizzeri, e ricollochiamo il discorso nel solco . . . di contestualizzare l'argomento nell'ambito della difesa europea e delle nuove prerogative che si chiedono alle forze militari.
    No, no. Altro che opportunistica ignavia! Non voglio additarli come esempio immacolato in tutto, ma ci sono un paio di punti sui quali gli svizzeri hanno senz’altro da insegnarci.
    Uno di questi è la convivenza di gruppi linguistici differenti, l’altro è appunto l’esercito (e, guarda che caso, per loro è appunto un "esercito federale", anche se la loro federazione è territorialmente e numericamente molto più piccola della nostra Unione).
    Le forze armate elvetiche hanno senz’altro carattere esclusivamente difensivo (credo che sia anche per questo, oltre che per esiguità delle acque territoriali, che loro non hanno mai voluto avere portaerei!) allo stesso tempo la partecipazione del cittadino all’esercito è contemporaneamente blanda nell’impegno temporale, ma molto diffusa tra la gente e in molti casi si configura con una serie di brevi (o addirittura brevissimi) "richiami" nel tempo.
    In certi ruoli e in certi gradi hai addirittura l’equipaggiamento completo (e le armi) a casa tua - e magari nella vita sei un impiegato di banca. Nondimeno esistono figure di elevata specializzazione che si valgono di personale a tempo pieno (per esempio - ma non solo - nella loro eccellente aviazione).
    Il loro vanto è aver respinto le armate di Napoleone duecent’anni or sono, ma ricordiamoci anche che nell’ultima Guerra Mondiale si trovarono completamente circondati da territori sotto controllo nazista e se Hitler rinunciò presto a tentare una anschluss (pare comunque che l’avesse progettata e in qualche modo anche "saggiata") non credo che fu veramente (come pure qualche storico ritiene) per il potere internazionale delle celebri banche svizzere.

    Il senso di partecipazione è alto. Il senso civico è alto. Il militarismo becero bassissimo.
    Nessuno è indotto a credere che in caso di guai il lavoro sporco lo farà qualcun’altro.
    Ottimo modo per non andarseli a cercare i guai.

    Mi sembra un modello da tener presente, per quanto la nostra realtà sia diversa.
    Non vorrei invece che i nostri scopi diventassero diversi.
    Diversi e imperialistici.

  9. #19
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    A proposito di esercito, di differenze linguistiche e di svizzeri: non significa niente, ma ve lo racconto lo stesso, è un episodio di qualche anno fa.

    Dovevo recarmi alcune volte all’Università di Losanna per un progetto di ricerca che riguardava una istituzione culturale privata italiana per la quale a quell’epoca lavoravo.
    Dal centro per raggiungere il "campus" niente meglio di un bel taxi.
    Neanche a dirlo il tassista capisce subito che sono italiano. Con compiacimento si mette a parlare nella nostra lingua spiegandomi che benché di prima lingua francese e di seconda tedesco se la cava bene anche con l’italiano perché il suo reparto militare è in Ticino. A dire la verità il suo italiano non è un gran che, lo definirei piuttosto "mendrisiotto stretto", forse qualcosa di simile al dialetto lombardo che si doveva parlare a Lurate Caccivio alla fine dell’Ottocento: tanto per fare un esempio, mi da rigorosamente del "lui".
    Naturalmente della sua vita militare è un po’ restio a parlare, perché io sono uno straniero, però un po’ si sbottona, mi spiega qualcosa del sistema dei "richiami". Niente segreti militari.
    Peccato non averlo beccato ancora nelle occasioni successive: il suo italiano era comunque migliore del mio francese.

  10. #20
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    credo che quanto detto da jeronimus sia giusto. Che senso ha mantenere in piedi un costoso quanto inutile esercito nazionale di leva? piuttosto armiamoci (metaforicamente) di sano pragmatismo e puntimo all'esercito europeo di cui tanto avremmo bisogno, non fosse altro per motivi di tipo politico.
    saluti

 

 
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