Tribunale. Trincas, primo cittadino di Cabras, accusato di abusi
Interprete per il sindaco Parla col giudice, ma in limba
Alcuni termini tradotti in simultanea dall'interprete gli sfuggono. E spiega anche il perché, rigorosamente in lingua sarda: non sono nella variante di Cabras. Qualche piccolo inconveniente non gli impedisce comunque di rispondere in limba alle domande del suo difensore. E così ieri mattina, nell'aula del Tribunale, il sindaco di Cabras Efisio Trincas ha ottenuto - per la prima volta nel palazzo di giustizia di Oristano - l'applicazione delle norme a tutela delle minoranze linguistiche. Lo aveva chiesto al giudice monocratico Paolo Corso lo scorso luglio, all'apertura del processo che lo vede imputato di mancato rispetto dell'ordinanza della soprintendenza ai beni archeologici: un provvedimento che disponeva la sospensione dei lavori nella passeggiata di San Giovanni. Accanto al sindaco Trincas, sul banco degli imputati (difesi dagli avvocati Raffaele Miscali, Angelo Bonesu e Pierluigi Meloni) siedono Giovanni Antonio Uselli (responsabile dell'opera nel Comune di Cabras) e l'ingegner Filippo Uras (direttore dei lavori): questi ultimi devono rispondere di aver eseguito l'opera senza la necessaria autorizzazione. I fatti contestati dall'accusa, rappresentata ieri in aula dal pubblico ministero Marcello Floris, risalgono all'ottobre 2002: i lavori per la realizzazione del lungomare di San Giovanni di Sinis si avviavano a conclusione quando arrivò l'ordine di sospensione firmato dal soprintendente Vincenzo Santoni. Che aveva approvato il progetto definitivo a condizione che si tenesse conto di alcune modifiche nell'utilizzo dei materiali. Nonostante questa ordinanza, i lavori andarono avanti: il Comune era convinto che ci fossero tutti i presupposti per farlo, comprese le autorizzazioni. Ma il risultato è stato che Trincas, Uselli e Uras sono stati chiamati in Tribunale. E ieri era previsto l'esame di uno degli imputati, il sindaco Trincas che ha risposto alle domande in lingua sarda. Al suo fianco l'interprete Efisio Furcas, nominato dal giudice, che ha tradotto frase dopo frase le domande fatte dall'avvocato Raffaele Miscali e le risposte di Trincas. Qualche sorriso e forse qualche difficoltà per lo stenotipista, alle prese con la trascrizione di una registrazione singolare. Una procedura inedita per il Tribunale di Oristano che ha accolto la richiesta dell'imputato, applicando la norma sulla tutela delle minoranze linguistiche. La legge del 15 dicembre del 1999 prevede anche il sardo fra le lingue da tutelare. Il codice di procedura penale prevede, poi, che davanti «all'autorità giudiziaria di primo grado o di appello su un territorio dove è insediata la minoranza linguistica riconosciuta, il cittadino italiano che appartiene a questa minoranza è interrogato nella madrelingua e il verbale è redatto anche in tale lingua». In particolare, il sindaco di Cabras ha spiegato che quando arrivò l'ordine di sospensione dei lavori firmato dal soprintendente Santoni il Comune decise di impugnarlo con un ricorso al Tar. Il processo è stato aggiornato al 28 gennaio: ancora testimoni, poi le conclusioni. Patrizia Mocci
07/12/2004
unione sarda
piccola nota, la giornalista avrebbe potuto inserire nell' articolo gli illustri precedenti, giornalisticamente non è un errore ma più che altro una mancanza, non si sà se dovuta a ignoranza o voluta.
Non so quale fra i due sia peggio....




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