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In Nudo femminile disteso con le gambe divaricate il corpo è reso con molta più plasticità che non nelle opere precedenti. Schiele concede alla modella una nuova e accentuata presenza fisica, la visione ravvicinata rende la figura più tangibile. Eppure è tipico dall'arte erotica del pittore giocare sulla tensione tra diverse realtà: tra essere e apparire, tra denudare e velare, tra vergogna e audacia, tra rifiuto e seduzione, tra prossimità e distanza. I nudi di Schiele seducono e inquietano proprio per la tensione tra la vicinanza realistica, l'impossibilità di sfuggire all'intimità, da un lato, e la distanza della contemplazione estetica, dall'altro.
Analogamente a quanto succede nei primi lavori, l'artista rinuncia a una definizione spaziale e costringe la modella a una posa che la mette a nudo in modo radicale e che la espone allo sguardo impietoso dell'osservatore senza possibilità di difesa. Nonostante la posa, la figura non appare rilassata, la sensazione non è di intimità: sottoposto allo sguardo clinico dell'artista, il corpo è teso e comunica disagio.
Nelle opere di questo periodo si riscontra un insolito allungamento delle figure, qui acuito dall'orientamento diagonale e dal taglio del soggetto all'altezza delle caviglie.
Secondo il modello classico, la composizione è organizzata sulla base di una struttura formale triangolare, qui addirittura raddoppiata: la prima forma triangolare è contrassegnata dai punti rossi dei due capezzoli e della bocca, la seconda dalle gambe allargate. Se la forma grande segue modelli di base classici, quella piccola genera inquietudini visuali all'interno del disegno per mezzo di linee incrociate e trasversali.
Il tratto deciso scolpisce energicamente il corpo, mentre gli accenti cromatici si riducono al rosso della bocca e dei capezzoli, con effetto di segnale, e al nero dei capelli, della peluria del pube, delle calze e del panno su cui è distesa la modella.
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Egon Schiele nacque nel 1890 a Tulln, in Austria. Figlio di un capostazione delle ferrovie dell'impero austro ungarico, a quindici anni restò orfano del padre che soffriva di disturbi mentali.
Nel 1906 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Vienna e nel 1907 conobbe Gustav Klimt che lo stimolò nel miglioramento della tecnica del segno e del contorno e lo introdusse nel Wiener Werkstätte (Vienna Workshop), fondato nel 1903. Schiele, che considerò Klimt suo padre spirituale, si formò anche nell’ambito della pittura di Hodler e sviluppò, ben presto, uno stile del tutto personale. Nel 1909 lasciò l'Accademia di Vienna e fondò, con altri artisti, il Neukunstgruppe.
Nel 1912 fu accusato di aver sedotto una minorenne e, in seguito al ritrovamento di "disegni pornografici" nel suo appartamento, fu arrestato e detenuto per tre giorni. La dichiarata convivenza con la modella Wally Neuzil e i suoi dipinti e disegni di ragazze minorenni lo mantennero sempre ai margini dalla società tradizionale austriaca.
Nel 1915 sposò Edith Harms e, quattro giorni dopo il matrimonio, fu costretto ad arruolarsi, dopo aver tentato inutilmente di farsi assegnare il compito di artista ufficiale di guerra; inviato a Praga, fu assegnato al controllo dei prigionieri di guerra russi. Tornò a Vienna nel luglio dello stesso anno.
Grande rappresentante dell’espressionismo austriaco ed uno dei più brillanti disegnatori di tutti i tempi, Egon Schiele spinse fino a livelli drammatici l’erotismo moderato di Klimt, tanto che con Schiele, per la prima volta, entrò nella pittura la crudezza del sesso, fatta di nudi estremamente magri e sfiniti.
Vissuto gran parte della sua vita in miseria, nel 1918, sei mesi prima della morte, una grande retrospettiva, organizzata nell’ambito della Secessione Viennese, rivalutò la sua opera e l’originalità e l’incisività del suo segno, consacrandolo al successo.
Nell'autunno del 1918 la moglie, in stato di gravidanza, morì di febbre spagnola; tre giorni dopo, il 31 ottobre 1918, contagiato dalla stessa malattia, Egon Schiele si spense, a Vienna, a soli 28 anni.
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Arrogante, altero, esibizionista ma anche tormentato e solitario, smarrito e disobbediente, cinico ma vulnerabile: così ci appare il pittore austriaco Egon Leo Adolf Schiele.
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Molti dipinti di Schiele raffigurano donne nude; il pittore si sentiva quasi ossessionato dalla sessualità e dall’erotismo, se molti apprezzavano la capacità di quelle scene di esprimere la vita libera e dissoluta, altri ne furono profondamente scandalizzati. Di qui l’accusa mossagli di corruzione e pornografia e la condanna a tre settimane di carcere. Su quest’accusa vale la pena di soffermarci. Diversi critici hanno cercato di spiegare il perché di quelle immagini; io concordo con chi sostiene che Schiele non era di certo un pornografo, “le immagini dei pornografi sono desiderabili, quelle di Schiele sono poveri corpi macilenti e avvilenti: le loro esibizioni suggeriscono amarezza, non erotismo, […] a spingerlo a rappresentare di quando in quando scene erotiche, erano forse il mistero del sesso e la paura della solitudine…”
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