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Discussione: Donnù

  1. #1
    SatanFascista
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    Predefinito Donnù

    Con questo post intendo aprire un thread dedicato ai nudi femminili , artistici ovviamente , ritratti da pittori e fotografi famosi e non.
    Mi piacerebbe che anche altri forumisti dessero il loro contributo , tenendo presente però alcune regoline , consigli più che altro , ma che credo utili:
    1)Per non appesantire il tema , postare foto ridotte al layout di pagina o al max della finestra del browser.
    2)Per lo stesso motivo , aggiungere oltre alla foto/dipinto , delle informazioni scritte sull'autore dell'opera.
    3)Siccome le foto linkate da altri siti non rimangono colà in eterno , in calce al post scrivere il sito da cui avete linkato l'opera , l'autore della stessa e più informazioni possibili affinchè si possa risalire all'opera anche se il sito non dovesse più averla.
    4)Non fissatevi sull'ìmmagine del nudo ma leggete attentamente anche la parte scritta , e se dico leggete ci sarà un motivo...

    siti su cui uploadare le immagini ridotte:
    PHOTODUMP (serve registrarsi)
    PHOTOBUCKET (serve registrarsi)
    IMAGESHACK
    IMAGEDUMP

  2. #2
    SatanFascista
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    Titolo dell'opera:
    TENTANDO L'IMPOSSIBILE


    Una breve biografia di Magritte:
    Dopo aver studiato all’Académie Royale des Beaux-Arts di Bruxelles, ed essersi interessato nelle prime opere al Cubismo e al Futurismo, scopre la pittura di De Chirico che lo avvicina progressivamente alle idee surrealiste.
    Nel 1926 conosce Breton ed entra nel gruppo surrealista parigino.
    Dal 1927 al 1930 lavora a Parigi, prima di rientrare definitivamente in Belgio.
    La sua pittura riprende la spazialità metafisica di De Chirico e il ricorso all’associazione imprevedibile, in un contesto incongruo e assurdo, di elementi tratti dalla vita quotidiana, senza rapporto logico tra loro.
    Dipinge una pipa e ci scrive sotto Ceci n’est pas une pipe (1928-29, New York, Coll. privata) dato che non si tratta di una pipa, ma della sua raffigurazione e la parola stessa "pipa", che designa la pipa, senocontroseno non è una pipa.
    Le immagini sono dipinte con la semplicità delle illustrazioni, ma sono accostate in modo da generare un’atmosfera di straniamento e di mistero.
    La pittura diventa così uno strumento di rilevamento dell’inconscio, per approfondire la conoscenza del mondo "ma una conoscenza che sia inseparabile dal suo mistero".
    La sua opera esercita la propria influenza sia sulla Pop Art e sull’Arte concettuale sia sulla produzione di immagini legate ai mezzi di comunicazione di massa e alla pubblicità.


    Commento all'opera (in spagnolo):

    Este cuadro de R. Magritte Intentando lo imposible ensaya el tema de la creación del personaje dentro de la obra artística. El desnudo surge del pincel del artista no como imitación de un modelo sino como proyección de una imagen mental, identidad traducida a su doble femenino.

    El texto verbal, sobre todo narrativo, está poblado de personajes. La creación del personaje ha sido larga en la literatura. En el mito el personaje es un símbolo, este se transforma en héroe en el cantar de gesta, para ir humanizándose en el cuento y en la novela hasta alcanzar el carácter de un tipo social (costumnbrismo) o una personalidad compleja en la gran novela realista.

    Pero la crítica formalista estima el personaje como un agente, un actante, que asume una serie de funciones narrativas, ya sea conformado de manera simbólica, social, psicológica, o lingüística. En el estructuralismo el personaje es un lugar de discurso y de conflicto, un cruce de determinaciones.

    El personaje dimana del discurso narrativo, o para otros, es un "ente de ficción", un ser nouménico que nace de la mente del autor. En cualquier caso es una entidad limitada e inscrita en un pequeño mundo, el mundo posible de la obra, enfrentado a un conjunto de constricciones y necesidades. Puede estar sometido a un fatalismo inexorable ("El día en que iban a matar a Santiago Nasar..."), o ser la víctima de un sistema que lo domina.

    El lector actualiza la figura dle personaje como persona y lo dota de las mismas características de los entes del mundo en que vive. Transfiere hacia él sus emociones, y se identifica con él o lo rechaza. El personaje se hace cada vez más autónomo, desborda las dimensiones de la obra, adquiere mayor prestigio que su autor y una vida propia, disputándole la fama y el renombre al creador. Así vemos al autor disputando con su personaje (Unamuno) o queriendo hacerlo desaparecer, pero el público lo reclama y tiene que revivirlo para que continúe sus peripecias (Conan Doyle). Acaso es el personaje la sombra de su autor, o es este el que tiene que buscarlo (Pirandello). Las relaciones entre ambos son complejas, pues el personaje pasa al imaginario colectivo y allí se le escapa de las manos al autor. ¿Somos creadores o criaturas del texto?

    SITO


  3. #3
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    Tra il 1798 e il 1805, Goya realizzò la Maya vestita e la Maya desnuda, due raffigurazioni della stessa ragazza ritratta, appunto, vestita e nuda. Il committente è ignoto, ma si sa che i dipinti giunsero in possesso del primo ministro Godoy, famigerato donnaiolo, il quale pare che tenesse i quadri uno sovrapposto all'altro, in modo che per mezzo di un particolare meccanismo di trazione la Maya svestita sottostante potesse comparire ogni qual volta lo si desiderava.
    La particolarità e l'audacia della Maya desnuda risiede nella rappresentazione priva di alcuna trasfigurazione allegorica, mitologica o religiosa del coro nudo, e quindi nella rottura con le convenzioni contemporanee relative a questo genere, risalenti al rinascimento.
    Nel quadro di Goya nulla distrae dalle sensualità e dall'erotismo della figura, nessun ornamento, nessun accessorio nella stanza, nessuna stoffa particolare. Tranquilla sicura di sè e invitante, la ragazza guarda l'osservatore, dando adito a ogni tipo di fantasia. Tale modalità di rappresentazione apparve all'epoca talmente indecente da costare a Goya nel 1814 una citazione davanti al tribunale dell'Inquisizione.
    Il dipinto si distingue anche per un altro motivo: il costume che la ragazza indossa nella versione "vestita" caratterizza la donna come maja, ossia come fiera appartenente a un determinato ceto sociale legato al majoismo, quella particolare versione di patriottismo castigliano, che designa un fiero stile di vita. Veniva rifiutata infatti l'autorità e la dipendenza dell'individuo dalle istituzioni statali, lo stesso Goya proveniva da questa tradizionale classe sociale a cui restò legato per tutta la vita.

    SITO DI RIFERIMENTO

  4. #4
    SatanFascista
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    Titolo dell'opera=Pigrizia e lussuria
    Autore=Gustave Courbet
    Anno=1866



    BIOGRAFIA DI GUSTAVE COURBET

    Note=Il dipinto fu eseguito nel 1866 per Khalil-Bey, ex ambasciatore turco a San Pietroburgo, che in quegli anni, a Parigi, teneva salotto all'angolo del boulevard des Italiens. L'ex ambasciatore, in seguito all'entusiastica descrizione della Venere e Psiche fattagli da Sainte-Beuve, aveva chiesto al pittore di eseguirne una copia.
    Con questo dipinto di vaste dimensioni Courbet s'impone sulla scena artistica come uno dei più grandi pittori della bellezza femminile. Anche se raffigura con straordinaria verità un amore safficofotolesbiche- il quadro presenta una ricchezza cromatica degna degli antichi maestri. Allo stesso diplomatico apparteneva anche L'origine del mondo, che questi teneva celato dietro un quadro-schermo che raffigurava il portale di una roccaforte sotto la neve.

    SITO IMMAGINE

  5. #5
    Totila
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    Venere Contadina
    Sepp Hilz 1940

  6. #6
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    Smile E adesso si parte con la fotografia

    Le seguenti sono tutte opere di Jaeda De Walt e le potete trovare nel suo SITO UFFICIALE.






    Jaeda DeWalt seeks to encompass women within a surreal universe of power, grace and sensual intrigue. Through her photographic works, this self-taught artist also explores lesbianism, her own bi-sexuality and the emotional residues of surviving incest and rape. It was this issue that initially piqued Jaeda's interest in the arts and led her to experimenting with self-portraits.
    "Through my art & poetry I desire to visually enchant, emotionally engage and spiritually awaken that part of ourselves that often gets buried under the daily routine of everyday living."
    Recent credits include cover art for the recently published book Nymph (Circlet Press). Photography taken from Jaeda's Color of Emotion and Infusion of Color series were featured in New York, at the Southampton Cultural Center, as part of the Children and Women of the New Millennium exhibit. This was in honor of Women's History Month (March 17th through 27th, 2000).




  7. #7
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    The Artist statement:
    The body is perhaps the most beautiful canvas of expression. The camera can provide a location of where we're at on this road map of life. Nudity in itself is not sexual, but rather, it is sensual. I feel sensuality is a state of mind that walks hand in hand with spirituality. In my photography I seek to express the sensual and spiritual in all of its magnificent colors, textures and feelings, as well as exposing the darkness that lingers within us all.

  8. #8
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    Exclamation Il lato gotico dell'erotismo.

    Donnù presenta John Santerineross!

    Sintetica biografia:
    Born in the Bronx, New York, he was the only child of Greek Hispanic parents. He spent most of his life in the small town of Hoboken, New Jersey, and completed his education with an M.A. from New Jersey City University.
    He has been a ceramist, a painter, and is now a photographer and a mixed media artist. He uses the medium which best suits the interpretations of his ideas and dreams. He now works in a historic 1870, 5000 sq. ft. loft in Kearny, New Jersey.
    "I have always found it incredibly difficult to talk about my work and ideas. I suppose a lot of what I do is instinctual and therefore is not easily translated into words. So I have adopted as my own the words of Anais Nin 'We don't see things as they are, we see things as we are'


    SITO UFFICIALE




    CERIMONIA D'INNOCENZA




    NOI CHE NON SIAMO COME LE ALTRE




    PAROLE CHE NON SUONANO UMANE


  9. #9
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    dal sito del fotografo Bob de Weese HERE

    DeWeese Photographic Arts is comprised of Bob and Deb DeWeese. Bob is the photographer and does all of the studio and darkroom work. Deb hand-paints black and white photographs and does the work on the SX-70 photographs. Our time is spent generating our own artwork and we do almost no commercial photography. Deb, however, occasionally does hand-painting of photographs for other photographers. If you're interested having a photograph hand-painted, contact Deb.
    Our work has been part of exhibitions in Eugene, Oregon and Chicago, Illinois and recently acquired by Willem Photographic in Monterey, California, as well as published in PhotoTechniques Magazine. We are part of the show that just ended at the Center For Fine Art Photography in Ft. Collins, Colorado. Four photographs from the dance series "Attitude!"are part of the book "Naked", published by Feierabend Publishers. The book can be ordered at amazon.com, here One of our photographs won the National Dance Week photography competition in 2002. Our work hangs on walls from coast to coast.
    In the past most all of our work was shot on medium format black and white negative film, but we're beginning to incorporate digital imaging more and more. Digital prints are done on the Epson 7600 printer with pigmented inks for longevity.
    We are located in Columbus, Indiana; about 40 miles south of Indianapolis. We are always interested in meeting potential models from the area. If you'd like to model for DPA visit the modeling information page.
    Most of the work on this site is for sale. If you're interested in purchasing our art, go here. If your particular interest is in work from the Attitude! dance series, contact Bob.

  10. #10
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    Edvard Munch, Pubertà (1894)
    Non c’è compiacimento sensuale in questo nudo che, anzi, trasmette un sentimento di profonda angoscia. Il nudo è qui simbolo di condizione indifesa nei confronti della vita e l’ombra che la ragazza proietta sulla parete rappresenta il destino che attende ognuno di noi. Non è un'ombra naturale, ma un grumo nero che, come un fantasma, si materializza dietro di noi e che non possiamo in alcun modo evitare. E' un po' il simbolo di tutti i dolori che attendono chi vive.


    ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~



    Nella pittura del norvegese Munch (1863-1944) troviamo anticipati tutti i grandi temi del successivo espressionismo: dall’angoscia esistenziale alla crisi dei valori etici e religiosi, dalla solitudine umana all’incombere della morte, dalla incertezza del futuro alla disumanizzazione di una società borghese e militarista. Del resto tutta la vita di Munch è stata segnata dal dolore e dalle sofferenze sia per le malattie che per problemi familiari.

    Iniziò a studiare pittura a diciasette anni, nel 1880. Dopo un soggiorno a Parigi, dove ebbe modo di conoscere la pittura impressionista, nel 1892 espose a Berlino una cinquantina di suoi dipinti. Ma la mostra fu duramente stroncata dalla critica. Egli, tuttavia, divenne molto seguito ed apprezzato dai giovani pittori delle avanguardie. Il sorgere dell’espressionismo rese sempre più comprensibile la sua opera. E, al pari degli altri pittori espressionisti, fu anche egli perseguitato dal regime nazista che dichiarò la sua opera «arte degenerata». Egli morì in piena guerra, nel 1944, presso Oslo, lasciando tutte le sue opere al municipio della città.

    Nell’opera di Munch sono rintracciabili molti elementi della cultura nordica di quegli anni, soprattutto letteraria e filosofica: dai drammi di Ibsen e Strindberg, alla filosofia esistenzialista di Kierkegaard e alla psicanali di Sigmund Freud. Da tutto ciò egli ricava una visione della vita permeata dall’attesa angosciosa della morte. Nei suoi quadri vi è sempre un elemento di inquietudine che rimanda all’incubo. Ma gli incubi di Munch sono di una persona comune, non di uno spirito esaltato come quello di Van Gogh. E così, nei quadri di Munch il tormento affonda le sue radici in una dimensione psichica molto più profonda e per certi versi più angosciante. Una dimensione di pura disperazione che non ha il conforto di nessuna azione salvifica, neppure il suicidio.


 

 
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