Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
Per fortuna che in Germania invece comanda ancora lo Zio ed in Francia Sua Maestà Il Re Sole, legifera e comanda con pugno di ferro, eh ?

Il problema è che questa è la società dei falsi diritti.
Diritto delle tredicenni di scopare nei cessi delle discoteche, diritto di vladimir luxurya a gridare quant'è bello prenderlo nel culo, ecc.
Diritti che alla società turbocapitalista non è costato nulla concedere (tutt'altro la cancellazione di una qualsivoglia etica/morale crea sempre di più un consumatore schiavo dei propri impulsi).
L'elargizione facile di questi presunti diritti ha quindi portato a cancellare, annacquare a rendere quindi "superflue" altre rivendicazioni (diritto al lavoro ad es).
Difatti l'uomo ha intrapreso la liberazione dal proprio io, dal proprio limite e vincolo della società strutturata mediante un sistema di norme e tradizioni, diventato un atomo slegato da ogni contesto. Nel momento che quindi diviene esclusivamente un soggetto passivo che nemmeno rivendica diritti , ma accetta ciò che gli viene elargito dall'alto (perchè le campagne profroci sono istanze, ad es, che non hanno mai interessato il 99% delle persone) questa sua passività di fronte alla cosa pubblica e di fronte alla società, che viene mantenuta mediante appunto queste "liberazioni morali" illusorie e vacue oltre a renderlo sempre più elemento passivo, gli danno la falsa illusione che questi siano i veri diritti, mentre il resto divenga esclusivamente benevola concessione e quindi ipso facto, dispensata dal potere quando e se possibile.
L'elargizione rende sempre più passivi, infatti.

Il Dovere viceversa nel momento che è compiuto porta la convinzione (a volte anche la capacità) di rivendicare sul piatto della bilancia un diritto conquistato col proprio sudore, che non è più quindi benevola elargizione ma compensazione per qualcosa che è stato dato.
Non più quindi un'elemosina, ma un pagamento.
Il soldato che nel 1919 andava a devastare sedi di comunisti, rapinare borghesi et similia, non lo faceva perchè ne aveva presunto diritto elemosinato dall'alto, ma perchè , a saldo del sacrificio compiuto in Trincea, del compimento del proprio dovere, rivendicava il diritto appunto conquistato di poter vivere (e costruire) una nazione diversa e migliore.

Chi nasceva nell'Impero Romano, almeno per i primi due secoli, se non era figlio di cittadini, non aveva "diritto" alla cittadinanza Romana. Ma tali diritto veniva acquisito in altre maniere (come premio dopo aver servito nella Legione ad esempio) ergo non più un diritto in automatico che ne consegue perde anche il suo valore, ma la corresponsione a seguito del compimento di un dovere.

Senza Doveri, i Diritti divengono solo elargizioni dall'alto e quindi legati ad un'opportunità decisa esclusivamente dalla struttura di potere (che di statuto nulla fa contro i suoi interessi)

Non c'è vero Diritto, senza vero Dovere, in definitiva.
Pienamente d'accordo...