«L’Europa ha fatto un buon lavoro»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON - Richard Pipes si dichiara entusiasta del successo di Viktor Yushchenko «perché è il successo della democrazia in Ucraina e segna la sconfitta dell'asse Putin-Kutchma, un'alleanza che ha finito per rappresentare le forze antidemocratiche». Ma lo storico ed ex consigliere del presidente Ronald Reagan per l'Urss ammonisce che «il voto sarà contestato e la crisi potrebbe continuare».
Il peggio è ormai passato?
« Spero proprio di sì. Il popolo ucraino ha dato grande prova di sé, ha cambiato la sua storia, è stato più fermo col presidente Kutchma di quanto non lo sia quello russo con Putin quando limita le libertà civili. E l'Ue e gli Usa hanno fatto un buon lavoro, costringendo Kutchma e Putin a rispettare la volontà popolare. E’ poi stata la conferma che se noi americani e voi europei collaboriamo, i risultati non mancano. Ma dobbiamo restare vigili e non allentare le pressioni su Kiev e Mosca».
Non è un’interferenza?
«Si è trattato di neutralizzare l'interferenza di Putin e le illegalità di Kutchma: è vero che gli Usa hanno speso un mucchio di soldi in Ucraina, ma in passato e per Kutchma non adesso per Yushchenko. L'Ucraina è come quasi tutti gli altri ex paesi comunisti: vuole soprattutto indipendenza, democrazia, progresso economico, inserimento nella comunità internazionale. Ha gravi problemi da risolvere ma potrebbe diventare un ponte tra Occidente e Russia».
Ne prevede l'ingresso nell'Ue e nella Nato?
«Nell'Ue sarebbe logico e Putin stesso ha detto che lo accetterebbe: è in questo senso che parlo di ponte. Quello nella Nato a mio parere sarebbe controproducente: Putin non lo accetterebbe, e non dobbiamo isolare la Russia».
Non teme contraccolpi a Mosca?
«In Russia il potere è saldamente nelle mani di Putin, che secondo me in Ucraina farà buon viso a cattivo gioco. Chi incontrerà delle difficoltà è Yushchenko».




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orizhstal , al termine di un'asta pubblica nella quale i concorrenti stranieri, che pure avevano lanciato offerte maggiori, sono stati discriminati. 