…agli onesti
Torna di moda l’appello agli “onesti”.
Ha cominciato Claudio Magris, nel Corriere di sabato, hanno continuato a ruota Eugenio Scalfari e Micky Serra in Repubblica di domenica.
Galantuomini non servili e onesti del centrodestra, siate uomini d’onore, ribellatevi al salva-Previti!
Sembra bello, ma c’è il trucco. Due trucchi.
Primo: l’appello vuol dire che il codicillo sulle prescrizioni è un aborto morale che offende la dignità di una giustizia eguale per tutti, e dunque la giustizia italiana è eguale per tutti, non pone problemi, è gestita con serenità e in nome di una grande e rispettata tradizione di apoliticità e di rispetto delle garanzie per tutti.
Il che può legittimamente essere considerato un falso in atto pubblico (e polemico).
Secondo trucco: l’appello vuol dire che in politica, negli atti di giudizio e azione politica, ci si divide tra onesti e disonesti, e gli appellanti distinguono e battezzano entrambe le categorie.
Invece è noto che in politica il criterio (sebbene si dica altro per ipocrita convenienza) è un altro: l’efficacia nel perseguire il bene comune, e soltanto in relazione a questo criterio valgono le categorie morali.
Infatti è pieno di magistrati che per ripulire la Repubblica e salvarla dalla corruzione dei costumi hanno usato maniere spicce e antigiuridiche, dunque immorali e cucite per persone e gruppi, allo scopo di realizzare una morale giacobina, astratta, fallimentare di fronte alla storia e al senso comune.
Ci piace il salva-Previti? No.
Ci piace la giustizia politica? No.
E dunque noi onesti e disonesti prendiamo partito e ci risolviamo al male minore, alla ragion di Stato.
Visto che è un trucco, anzi, due trucchi?
da Il Foglio
saluti




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