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Discussione: Da non credere

  1. #1
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Da non credere

    Sto assistendo alla protesta degli operai dello stabilimento di Mignagola di Treviso della De Longhi...ragazzi è na roba allucinante tutti allogeni, roba da matti... da non credere....adesso la De Longhi se ne va all'estero e noi ci sorbiamo gli stranieri disoccupati

  2. #2
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    Bravi mondialisti!

  3. #3
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    Predefinito

    L'altro giorno sentivo un'intervista a Giacomo Vaciago un economista che mi pare graviti un pò nell'area opposta al governo (per quello che vale) il quale diceva che un aspetto fondamentale dell'economia italiana e quindi padana è quello della produttività che in tutti questi anni è stata trascurata e che naturalmente incide in maniera significativa sulla competitività del sistema industriale.

    Siamo a un punto cruciale.Senza una profonda ristrutturazione di questo sistema il declino è inarrestabile e la delocalizzazione di molte imprese peserà in maniera decisiva sull'offerta di lavoro e quindi sulla domanda interna già penalizzata dai bassi redditi.

    Vedremo i grandi geni della finanza e dell'economia cosa caveranno da questa situazione dove arrivano al pettine nodi che non sono mai stati sciolti.

    Sistema bancario non competitivo, aziende che vivono di posizioni di rendita, filiera della distribuzione inefficiente, peso contributivo fuori controllo con conseguente forbice sulle retribuzini.

    Tranquilli, ci penserà il chiaccheronoe di Arcore con i suoi miracoli o il mortedallone di Bologna con il suo rigore finanziario

  4. #4
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    orso ma voi non siete liberal???

  5. #5
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    Predefinito Re: Da non credere

    In origine postato da pensiero
    Sto assistendo alla protesta degli operai dello stabilimento di Mignagola di Treviso della De Longhi...ragazzi è na roba allucinante tutti allogeni, roba da matti... da non credere....adesso la De Longhi se ne va all'estero e noi ci sorbiamo gli stranieri disoccupati


    Quelli della DeLonghi e altri industriali immigrazionisti dovrebbero fare la stessa fine che se li portino con loro all'estero visto che li hanno voluti.
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  6. #6
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    Predefinito Re: Da non credere

    In origine postato da pensiero
    Sto assistendo alla protesta degli operai dello stabilimento di Mignagola di Treviso della De Longhi...ragazzi è na roba allucinante tutti allogeni, roba da matti... da non credere....adesso la De Longhi se ne va all'estero e noi ci sorbiamo gli stranieri disoccupati
    Potresti lottare a fianco degli operai che rischiano il licenziamento, raccogliendo firme e minacciando boicottaggi se li licenziano.

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Da non credere

    In origine postato da Ragioniamo!
    Potresti lottare a fianco degli operai che rischiano il licenziamento, raccogliendo firme e minacciando boicottaggi se li licenziano.
    Capito tutto della discussione, eh?

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Da non credere

    In origine postato da auverno
    Capito tutto della discussione, eh?
    Certo.
    Il costo del lavoro era troppo alto, allora invece che chiudere hanno assunto un po' di extracomunitari che "rompono" meno sui diritti, anche eprchè qualche genio ha fatto una legge per cui se restano senza lavoro perdono anche il permesso di soggiorno (manna per gli industriali sfruttatori! Chi vuoi che si ribelli in queste condizioni?).
    E con questo trucco hanno salvato ancora per qualche anno la fabbrica. Ora dovrebbero abbassare ancora gli stipendi, allora vanno all'estero.
    Gli extracomunitari saranno licenziati, perderanno posto e permesso di soggiorno, a meno che non trovino qualcun altro che li assume. GLi italiani rimasti saranno licenziati e dovranno competere con extracomunitari disperati per trovare un altro posto, e il padrono farà altri soldi alle spalle degli extracomunitari che andrà a sfruttare nei loro paesi.
    Mi pare chiaro.

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Da non credere

    In origine postato da Ragioniamo!
    Certo.
    Il costo del lavoro era troppo alto, allora invece che chiudere hanno assunto un po' di extracomunitari che "rompono" meno sui diritti, anche eprchè qualche genio ha fatto una legge per cui se restano senza lavoro perdono anche il permesso di soggiorno (manna per gli industriali sfruttatori! Chi vuoi che si ribelli in queste condizioni?).
    E con questo trucco hanno salvato ancora per qualche anno la fabbrica. Ora dovrebbero abbassare ancora gli stipendi, allora vanno all'estero.
    Gli extracomunitari saranno licenziati, perderanno posto e permesso di soggiorno, a meno che non trovino qualcun altro che li assume. GLi italiani rimasti saranno licenziati e dovranno competere con extracomunitari disperati per trovare un altro posto, e il padrono farà altri soldi alle spalle degli extracomunitari che andrà a sfruttare nei loro paesi.
    Mi pare chiaro.
    1) Lo straniero entra in italia per turismo, per studio, perché perseguitato politico o per lavoro. Se la permanenza in italia non è giustificata da alcuna di queste condizioni è consequenziale che lo straniero se ne torni a casa propria. D’altra parte è logico: non avrebbe senso una normativa che sposta il disagio (“faccio il disoccupato in italia anziché in Senegal”). Il fenomeno dello sfruttamento esiste, ma non per una legge restrittiva, bensì per le maglie larghe della normativa precedente, che ha permesso l’ingresso di una incontrollabile massa di milioni di disperati, manna non solo per gli industriali, ma anche e soprattutto per i sindacati e i partititi che puntano a trarre vantaggi dalla concessione del diritto di voto allo “straniero regolarmente soggiornante” (partiti di sinistra e di destra, indifferentemente). Questo è l’aspetto grave: un’economia matura si basa su pesi e contrappesi, in Italia l’interesse di industriali e sindacati, nel campo dell’immigrazione ma non solo in quello, è coinciso. E i risultati si iniziano a vedere.
    2) Gli extracomunitari saranno licenziati perché non c’è stata una programmazione decente, perché non si è tenuto conto dell’andamento dell’economia e del prevedibilissimo fenomeno della delocalizzazione delle aziende. Qualcuno lo aveva detto, ma quelli che si spacciano per anime belle hanno trovato più conveniente, per i propri sporchi interessi di bottega, far coincidere le proprie posizioni con quelle degli industriali.
    3) I posti di lavoro scarseggiano, si crea una inevitabile (dal punto di vista sociologico) contrapposizione tra italiani ed extracomunitari (“che sono venuti a portarci via il lavoro”) con le prevedibili implicazioni di ordine pubblico. Ovviamente aumenterà la disoccupazione tra gli italiani e la clandestinità tra gli extracomunitari.
    4) Vallo a dire ai paesi in via di sviluppo che le aziende europee che vi si insediano sfruttano gli ex disoccupati lì residenti. Anche qui: il vantaggio o è reciproco o non vi è delocalizzazione (ti prego di non portarmi esempi di sfruttamento, purtroppo nessun meccanismo è perfetto)

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Da non credere

    In origine postato da auverno
    1) Lo straniero entra in italia per turismo, per studio, perché perseguitato politico o per lavoro. Se la permanenza in italia non è giustificata da alcuna di queste condizioni è consequenziale che lo straniero se ne torni a casa propria. D’altra parte è logico: non avrebbe senso una normativa che sposta il disagio (“faccio il disoccupato in italia anziché in Senegal”). Il fenomeno dello sfruttamento esiste, ma non per una legge restrittiva, bensì per le maglie larghe della normativa precedente, che ha permesso l’ingresso di una incontrollabile massa di milioni di disperati, manna non solo per gli industriali, ma anche e soprattutto per i sindacati e i partititi che puntano a trarre vantaggi dalla concessione del diritto di voto allo “straniero regolarmente soggiornante” (partiti di sinistra e di destra, indifferentemente). Questo è l’aspetto grave: un’economia matura si basa su pesi e contrappesi, in Italia l’interesse di industriali e sindacati, nel campo dell’immigrazione ma non solo in quello, è coinciso. E i risultati si iniziano a vedere.
    2) Gli extracomunitari saranno licenziati perché non c’è stata una programmazione decente, perché non si è tenuto conto dell’andamento dell’economia e del prevedibilissimo fenomeno della delocalizzazione delle aziende. Qualcuno lo aveva detto, ma quelli che si spacciano per anime belle hanno trovato più conveniente, per i propri sporchi interessi di bottega, far coincidere le proprie posizioni con quelle degli industriali.
    3) I posti di lavoro scarseggiano, si crea una inevitabile (dal punto di vista sociologico) contrapposizione tra italiani ed extracomunitari (“che sono venuti a portarci via il lavoro”) con le prevedibili implicazioni di ordine pubblico. Ovviamente aumenterà la disoccupazione tra gli italiani e la clandestinità tra gli extracomunitari.
    4) Vallo a dire ai paesi in via di sviluppo che le aziende europee che vi si insediano sfruttano gli ex disoccupati lì residenti. Anche qui: il vantaggio o è reciproco o non vi è delocalizzazione (ti prego di non portarmi esempi di sfruttamento, purtroppo nessun meccanismo è perfetto)
    1,2) Molto ragionevole. La mia prospettiva di lungo termine è che uno dovrebbe potere andare a lavorare o a fare il disoccupato dove gli pare, abbattendo i confini e le nazioni. Ma a breve è ovviamente impraticabile, e quindi quello che dici è molto logico. Il problema è che se leghi il permesso di soggiorno al lavoro dai un potere notevole al compratore di lavoro (imprenditore). Nel senso che se licenziano me o te, andiamo a casa e cerchiamo un altro impiego. Se licenziano il senegalese, lui deve tornare a casa.. in Senegal a cercar lavoro. E' evidente che io e te saremo più disposti del senegalese a fare storie sul salario o gli straordinari o la sicurezza.
    In effetti questo meccanismo è convenuto sia a gli industriali che ai lavoratori, dato che ha permesso ai primi di tirare a campare e rimandare la delocalizzazione salvando il posto ai secondi per qualche anno. Ora la situazione precipita e..
    3) I posti di lavoro scarseggiano e si crea lafalsa contrapposizione tra italiani e stranieri "che rubano il lavoro", mentre in realtà il lavoro viene rubato dagli stranieri che sono rimasti a casa loro.
    4) Il vantaggio è certo reciproco: ho parlato con molti romeni e, dalle loro parti, essere assunti da un imprenditore veneto che delocalizza significa avere uno stipendio doppio rispetto alla media.
    Diciamo che se un romeno in romania prende in media 10, se viene assunto da noi prende 20.
    Solo che l'imprenditore intanto licenzia me e te che chiediamo 100, e anche il senegalese in italia che chiede 80.

    Soluzioni? Si dovrebbe parlare un po' con i romeni e dirgli che possono chiedere 50 o anche 70. Solo che bisognerebbe dirlo a tutti i cittadini del mondo.. vasto programma.

 

 
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