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Discussione: Scusate

  1. #11
    Mjollnir
    Ospite

    Smile calma...

    Cari forumisti, vi invito alla calma, nonché alla polemica ad argumentum e non ad personam. Quelle dialettiche infatti sono polemiche benvenute, qui !

    Finora il visitatore socratico si è comportato correttamente, quindi non c'è alcun motivo perchè "tolga il disturbo".
    Va da sé che su alcune cose che socratico ha detto, ad es. sulla questione della regolarità, io come altri abbiano idee di tutt'altro tipo.

    Buon proseguimento

  2. #12
    Post Laborem, Scientia.
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    Predefinito Re: calma...

    Originally posted by Mjollnir
    Cari forumisti, vi invito alla calma, nonché alla polemica ad argumentum e non ad personam. Quelle dialettiche infatti sono polemiche benvenute, qui !

    Finora il visitatore socratico si è comportato correttamente, quindi non c'è alcun motivo perchè "tolga il disturbo".
    Va da sé che su alcune cose che socratico ha detto, ad es. sulla questione della regolarità, io come altri abbiano idee di tutt'altro tipo.

    Buon proseguimento
    figurati, nessuna polemica; è un modo di dire per esternare un sentimento magari più attento alla lettura ed alla riflessione.
    E' meglio scrivere poco, ma bene.
    Ciao

  3. #13
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Scusate

    Originally posted by socratico
    Ma con quale faccia tosta, in questi tempi di baraonda generale, una persona dotata di un minimo di equilibrio, si sottopone a un rito? Che ne sappiamo noi della provenienza di tale rito, e se il rito è regolare?
    La provenienza è sempre questione delicata, anche laddove si presume esserci una continuità (cristianesimi compresi). E forse sarebbe il caso di chiedersi se la continuità è data solo dall'istituzione che rende possibile il rito o piuttosto dal rito stesso sommato al valore del praticante (e quindi indipendentemente dal permanere di una istituzione e quindi di una società ben precisa). Ma personalmente penso che la vera continuità (continuità nella Verità) sia possibile solo laddove, società, istituzione o semplice rito, ci sia un emergere dalla non-storia, dalla "nebbia dei tempi". La vera continuità deve nascere con l'umanità stessa, inserita in questo mondo (nonostante l'esprimere "l'oltre"), inserita nello stesso sviluppo umano e nel rapporto con ciò che lo circonda (che lo circonda in senso lato).
    Detto altrimenti: un rito non dovrebbe, quasi paradossalmente, avere una provenienza. Ciò che nasce nella storia e che è associabile ad una data ben precisa dovrebbe essere guardato con sospetto. Ciò che può essere appuntato interamente e facilmente in un libro di storia, in un sussidiario, forse non è così legato al sacro come taluni presumono e credono.

  4. #14
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Scusate

    Originally posted by Arthur I
    La provenienza è sempre questione delicata, anche laddove si presume esserci una continuità (cristianesimi compresi). E forse sarebbe il caso di chiedersi se la continuità è data solo dall'istituzione che rende possibile il rito o piuttosto dal rito stesso sommato al valore del praticante (e quindi indipendentemente dal permanere di una istituzione e quindi di una società ben precisa). Ma personalmente penso che la vera continuità (continuità nella Verità) sia possibile solo laddove, società, istituzione o semplice rito, ci sia un emergere dalla non-storia, dalla "nebbia dei tempi". La vera continuità deve nascere con l'umanità stessa, inserita in questo mondo (nonostante l'esprimere "l'oltre"), inserita nello stesso sviluppo umano e nel rapporto con ciò che lo circonda (che lo circonda in senso lato).
    Detto altrimenti: un rito non dovrebbe, quasi paradossalmente, avere una provenienza. Ciò che nasce nella storia e che è associabile ad una data ben precisa dovrebbe essere guardato con sospetto. Ciò che può essere appuntato interamente e facilmente in un libro di storia, in un sussidiario, forse non è così legato al sacro come taluni presumono e credono.
    Ottima riflessione.


    Un discepolo zen si recò al mercato e chiese al macellaio quale sua carne fosse migliore.
    Il macellaio rispose che nella sua bottega tutto è migliore.
    Il discepolo fù illuminato.

 

 
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