Anzitutto hanno riscoperto uno dei mezzi di sostentamento più antichi: l'elemosina. Alcuni girano per la città con una muta di cani, ma non partono per la caccia alla volpe: trattasi di attività venatoria di altro genere, le prede sono le banconote che quei delinquenti di borghesi, impietositi dai poveri animali spelacchiati, sfilano dal portafogli. L'unico problema è distinguere tra i questuanti chi abbaia e chi mena, perchè
l'abbondanza di peli e pulci e sudiciume 
costituisce un denominatore comune per bipedi e quadrupedi.
Gli squatter non sono tutti così, c'è di peggio. La maggioranza vive nei centri sociali,
si nutre di birra e sfugge con puntigliosa regolarità a ogni occasione di lavoro.
ostridicolo: Si diletta o si dilettava con le pere, canta ed esprime la sua creatività scrivendo sui muri in un linguaggio incomprensibile alla gentaglia come noi che, in quanto diversa, va punita a calci e pugni. Non hanno niente da dire ed hanno scelto di investire le loro energie non nella conversazione, bensì in attività più serie. Come
la preparazione di bombe-carta e molotov :giagia: da lanciare, al posto di messaggi verbali, durante i gioiosi cortei.
Nella vita non fanno niente, mangiano, e se non mangiano bevono, ballano, strimpellano, passeggiano spesso nei paradisi artificiali, presumibilmente tra maschi e femmine il corteggiamento è sbrigativo, non pagano l'affitto, all'abbigliamento non dedicano attenzione,
sapone e shampoo non servono
repapelle:, per tenersi in forma non investono al club Conti, tanto è pieno dappertutto di cubetti di porfido da tirare.
Inutile piagnisteo per gli squatter - Vittorio Feltri - Panorama, 16.4.1998