Un paio di mesi fa ero in un locale indipendentista Catalano e stavo parlando con un compagno di ERC!! Quello mi parlava in Catalano stretto ed io che gli rispondevo in Sardo senza aver capito un cazzo...svariate birre dopo abbiamo cominciato a capirci alla perfezione in una sorta di esperanto Sardo-Catalano con venature di rutto mediterraneo mischiato all'inglese e "bokes malas"... insomma, alla fine qualcosa è spuntata fuori...In Origine postato da Cristianu
Vivo abbastanza vicino al Grigioni, ed essendo un appassionato sciatore l'ho attraversato qualche volta, ed hai perfettamente ragione. I Grigioni Medievali erano un'unica "chiazza" Romancio-Grischùn, nella quale si parlavano circa 6-7 varianti (Çorut, sei tu il retico qui, conferma o smentiscimi), dopo di che la penetrazione tedesca ha diviso via via le comunità - che tutt'oggi comunque hanno conservato le varie varianti, anche se ufficialmente esiste una koinè apposita - creando di fatto uno schema a macchia di leopardo, in cui ormai il vero collante sono i tedeschi, nei quali sono immersi i romanci.
Gli italo-romanzi (del gruppo gallo-italico "Insubre", il termine "Padano" secondo me ha solo accezione geografica) invece vivono in piccoli angoli, periferici, tipici del confine svizzero-grigionese (che è tutto arzigogolato). Gli italo-romanzi sono vivi e vegeti nella Val Mesolcina (a ridosso del Ticino, sfruttano i vantaggi che comporta essere a ridosso del cantone etnico degli italiani, col quale sono collegatissimi, mentre solo scollegatissimi col resto dei Grigioni), mentre sono in difficoltà nelle valli Bregallia e Poschiavina, dove nonostante sono a ridosso dell'Italia, nel retroterra non esistono italiani ma solo una marea di tedeschi e un discreto numero di romanci, e soffrono di isolamento da un punto di vista "istituzionale" da entità italianofone... Questi territori italiani grigionesi, alcuni (come la Poschiavina) sono nel bacino idrografico valtellinese, sono sostanzialmente degli "errori" compiuti da Napoleone nel ridisegnare il confine meridionale elvetico: infatti quando gli svizzeri calarono in valpadana tolsero a Milano la Valtellina e il Ticino, e quando Napoleone decise che la Valtellina doveva tornare sotto le entità politiche "italiane" lasciò fuori qualche pezzetto...
Sono daccordo al 100% sulla democrazia linguistica, entrare nel Grigioni dal Ticino (il confine è a pochi chilomentri da Bellinzona, la capitale del Ticino), per poi attraversare la Mesolcina, attraversare il San Bernardino, e addentrarsi nei Grigioni "interni" è un'escalation priva di continuità di toponimi italiani, retici, tedeschi, poi ancora retici, poi tedeschi, insomma in una vallata trovi di tutto, tutti vivono assieme rispettandosi, e questo nonostante le diversità...
In romancio ho sentito parlare solo una volta in una funivia da un dipendente degli impianti e non ci ho capito una mazza...![]()
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Vabbè sono un po' OT mi sa...![]()
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), dopo di che la penetrazione tedesca ha diviso via via le comunità - che tutt'oggi comunque hanno conservato le varie varianti, anche se ufficialmente esiste una koinè apposita - creando di fatto uno schema a macchia di leopardo, in cui ormai il vero collante sono i tedeschi, nei quali sono immersi i romanci.
) invece vivono in piccoli angoli, periferici, tipici del confine svizzero-grigionese (che è tutto arzigogolato). Gli italo-romanzi sono vivi e vegeti nella Val Mesolcina (a ridosso del Ticino, sfruttano i vantaggi che comporta essere a ridosso del cantone etnico degli italiani, col quale sono collegatissimi, mentre solo scollegatissimi col resto dei Grigioni), mentre sono in difficoltà nelle valli Bregallia e Poschiavina, dove nonostante sono a ridosso dell'Italia, nel retroterra non esistono italiani ma solo una marea di tedeschi e un discreto numero di romanci, e soffrono di isolamento da un punto di vista "istituzionale" da entità italianofone... Questi territori italiani grigionesi, alcuni (come la Poschiavina) sono nel bacino idrografico valtellinese, sono sostanzialmente degli "errori" compiuti da Napoleone nel ridisegnare il confine meridionale elvetico: infatti quando gli svizzeri calarono in valpadana tolsero a Milano la Valtellina e il Ticino, e quando Napoleone decise che la Valtellina doveva tornare sotto le entità politiche "italiane" lasciò fuori qualche pezzetto...
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