....replica giusta!
Il presidente del Consiglio ha fatto benissimo a dare di kapò al signor Schulz, il deputato socialista che si era permesso di trattarlo come un delinquente in aula, durante la sessione inaugurale della presidenza italiana a Strasburgo.
E il nostro ambasciatore a Berlino dovrebbe trasmettere una nota di protesta ufficiale contro la meschina e premeditata prepotenza mostrata dall’europarlamentare tedesco.
Altro che scuse.
Al capo del governo eletto dagli italiani non si parla in questo modo, per nessuna ragione al mondo. Se lo si fa, ed è grottesco che lo si faccia, si ha per lo meno il dovere di accettare una replica caustica, sul modello del Parlamento più antico del mondo, quella Camera dei Comuni inglese in cui ci si spella fino a quando non si vede la carne viva ogniqualvolta la polemica si fa personale.
Ieri Berlusconi aveva spiegato con pacatezza le sue ragioni e le sue idee in un articolo pubblicato dal Foglio, dal Times di Londra e dal quotidiano spagnolo Abc in risposta alle critiche preventive,
in batteria, di gran parte della stampa europea. Sempre ieri, in mattinata, il premier ha svolto un discorso di grande interesse politico, che era stato considerato con intelligente moderazione anche da un Giorgio Napolitano, parlamentare dell’opposizione italiana e vecchio europeista.
Ma il bon ton e la cautela politica politica si esercitano quando ci sono condizioni che lo consentano, mentre di fronte ad aggressioni premeditate, a parole offensive e prepotenti verso il governo eletto di un grande paese quale noi siamo, chi rappresenta un’istituzione pubblica ha il dovere, non il diritto, di reagire all’altezza della situazione, quando necessario in modo aspro e risentito. Se pensano di ricattare l’Italia e la sua presidenza europea a colpi di girotondi verbali e cartelli di protesta, invece di curare le ferite di questa Unione politicamente in affanno, gli oppositori italiani e non italiani di Berlusconi sbagliano i loro calcoli.
Anche se lo volesse, a Berlusconi non è concesso un comportamento remissivo. Ha il pieno diritto di replica, costi quel che costi.
Ne tengano conto i suoi alleati di governo, che qualche volta si comportano da politicanti da quattro soldi, pronti a giocare di sponda con i mestatori dell’opposizione più incivile del mondo e a cercare di lucrare belle figure a spese dell’uomo politico che un qualche contributo alla loro esistenza politica lo ha pur dato in questi anni.
L’ultima volta che la destra di An e qualche democristiano troppo furbo hanno provato a fare questo gioco, ai tempi della Bicamerale di D’Alema, si sa come è finita: hanno perso le elezioni, loro e il compagno di giochi del momento.
Giuliano Ferrrara su il Foglio di oggi
saluti




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