Re: Castelli manda gli ispettori "Un giudice da punire"
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In Origine Postato da Manuel
Un giudice da punire secondo il ministro della Giustizia Roberto Castelli, una collega da tutelare secondo i membri togati di sinistra del Csm. Magistrati e guardasigilli continuano ad avere visioni diametralmente opposte anche sulla discussa sentenza che distinto tra guerriglia e terrorismo. Castelli, parlando a Radio Padania, ha annunciato: "Ho dato incarico ai miei ispettori di valutare se ci sia stata ignoranza o grave travisamento dei fatti". "Dopodiché - ha aggiunto - io mi riservo di avviare un'azione disciplinare nei confronti di questo magistrato se dovessero emergere dei fatti che ci portino verso questa strada". '
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...5/casini.shtml
ma insomma... ma questi magistrati sono bravi e non ideologicizzati solo quando assolvono Berlusconi ? :cool:
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: oh, finalmente....
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In Origine Postato da Djaspher
Cossutta è un comunista, quindi ciò che dice non ha nessuna valenza.
Giusto? :cool:
ragionare per schemi mentali a-prioristici medioevanli (l'ha caio quindi va bene a prescindere l'ha detto tizio quindi è sbagliato in primis) non è sinonimo di grande intelligenza...
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: oh, finalmente....
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In Origine Postato da sosunturzos
Puoi citare chi vuoi, ma la Giustizia non deve essere il luogo dove si punisce o si assolve in base alle proprie emozioni o presunzioni. E neppure il posto dove i giudici si fanno corrompre dai capi di governo come negli stati bananas (l'Italia lo è sempre stata e lo è ancora).
La giustizia è basata sulla legge, finché dura....
Summum ius, summa iniuria , qualche volta, ma se vi va è così, se no andate negli USA dove al potere è consentito ammazzare anche i Presidenti sgratiti....
la giustizia dovrebbe tutelare il cittadino, non esporlo al pericolo...
la giustizia dovrebbe punire chi mi vuole uccidere e per farlo recluta kamikaze pronti a farsi scoppiare in aria domani...
la giustizia non può venire a parlarmi di "pacifica natura terroristica" cito le parole del giudice a cui cossutta ha dato un giusto consiglio e cioè "si dedichi al tennis"...
che cazzo vuol dire pacifica natura terroristica??? dove cazzo è pacifico il terrorismo??? non mi sembrava tanto pacifico quando ha ammazzato 3500 persone in una mattina di settembre in una citta che ancora dormiva... ma vi rendete conto della marea di stronzate che sparate???
Re: Castelli minaccia sanzioni, la sentenza del GUP non rispetta palesemente la legge
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In Origine Postato da Manuel
Sono perfettamente in sintonia col ministro Castelli, questa volta i giudici hanno superato il limite tollerabile della provocazione con una sentenza ideologica che consente il libero addestramento di tutti i terroristi in casa nostra compresi quelli che hanno ucciso il maresciallo Cola.
che c' ejntrra cola? con il reclutamento dei guerriglieri.....speriamo che finscano alla svelta i funerali almeno così non lo tirate piu in mezzo a caso...:rolleyes:
Un giudice coraggioso contro chi vuole la dittatura filoBush in Italia
Dal guardasigilli primo passo verso un'azione disciplinare
I membri togati di sinistra chiedono al Csm di tutelare la collega
Castelli manda gli ispettori
La Forleo: "Decisione sofferta"
Il giudice: "Rispettata la legge, ho la coscienza a posto""
Il ministro della giustizia
Roberto Castelli
ROMA - Un giudice da punire secondo il ministro della Giustizia Roberto Castelli, una collega da tutelare secondo i membri togati di sinistra del Csm. Magistrati e guardasigilli continuano ad avere visioni diametralmente opposte anche sulla discussa sentenza che distinto tra guerriglia e terrorismo. Castelli, parlando a Radio Padania, ha annunciato: "Ho dato incarico ai miei ispettori di valutare se ci sia stata ignoranza o grave travisamento dei fatti". "Dopodiché - ha aggiunto - io mi riservo di avviare un'azione disciplinare nei confronti di questo magistrato se dovessero emergere dei fatti che ci portino verso questa strada". '
Poco prima dell'intervento radiofonico del ministro, i consiglieri togati di Palazzo dei Marescialli eletti nelle correnti di sinistra avevano denunciato invece come le reazioni alla sentenza sui militanti islamici si stessero trasformando da "legittima critica" in "attacchi alla persona", chiedendo quindi al Csm di intervenire a tutela della gup milanese.
Oggi sulla vicenda era intervenuta anche la stessa gup Clementina Forleo. "Sono serena - ha spiegato - E' stata una decisione sofferta ma ho osservato la legge e ho seguito la mia coscienza, come sempre in tutte le mie decisioni e per qualsiasi imputato".
Serenità, quella ostentata dal giudice Forleo, che secondo i togati di sinistra del Csm è messa a repentaglio da reazioni che "si sono trasfuse in attacchi alla persona e in denigrazione della funzione". Per questo nel documento presentato al Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli i consiglieri di Magistratura Democratica e del Movimento per la Giustizia chiedono "l'apertura di una pratica" sugli attacchi rivolti nei confronti del magistrato "che consenta un approfondito esame della questione".
A firmare il documento sono in particolare i membri togati Ernesto Aghina, Paolo Arbasino, Maria Giuliana Civinini, Giuseppe Fici, Luigi Marini, Francesco Menditto, Giuseppe Salmè e Giovanni Salvi. A loro, nella solidarietà alla collega Forleo, si è unito idealmente anche il pm del processo contro gli islamici assolti Armando Spataro. "Pur non condividendo la sentenza - ha commentato il magistrato - intendo qui manifestare tutta la mia solidarietà al gup Clementina Forleo per i rozzi attacchi di cui è stata oggetto".
(25 gennaio 2005)
Il ministro Pisanu è indignato contro la folle sentenza che libera i terroristi
Il ministro Pisanu
«Così possiamo prenderli solo dopo un attentato»
L’ira del ministro: una sentenza che manda a spasso i terroristi. Nuovi provvedimenti di espulsione
Il ministro Pisanu con il collega francese de Villepin (Afp)
ROMA - Il commento pubblico ha i toni pacati che da sempre distinguono le sue esternazioni. Ma quando parla con i suoi collaboratori, quando discute della sentenza di Milano dopo una giornata trascorsa con il capo della polizia e con i comandanti di carabinieri e Finanza che lo hanno accompagnato in Francia per un vertice bilaterale sull’immigrazione, il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu sfoga la sua ira. L’umore è quello dei giorni peggiori. Le conseguenze appaiono inevitabili: sul suo tavolo al Viminale ci sono già le carte che documentano la posizione processuale dei tre imputati islamici. In caso di scarcerazione, Pisanu è pronto a firmare la loro espulsione. Non saranno gli unici. Altri provvedimenti amministrativi arriveranno, iniziative legislative sono già allo studio.
A prima mattina, dopo la lettura dei giornali, appare chiaro che l’ordinanza milanese è diventata per il ministro una priorità. «Mi sembra - attacca alzando il tono della voce - che in questo modo si trasferisca la distinzione tra terrorista e guerrigliero dal piano politico-culturale a quello giuridico, con la conseguenza che così ragionando si finisce per mandare a spasso i terroristi. C’è da rabbrividire». Non cerca lo scontro il ministro, almeno pubblicamente. E dunque la parola d’ordine è soltanto una: silenzio. Quando arriva a Modane per incontrare il collega Dominique de Villepin, la sua dichiarazione è lapidaria: «Ci appelliamo al buon senso di tutti - dice - ma non faccio polemiche e su questo argomento non voglio rispondere».
Ai tecnici del suo dicastero ha però già dato disposizioni affinché analizzino la giurisprudenza e le iniziative da prendere «con urgenza». «Cerchiamo di capire le ragioni del giudice - raccomanda - perché voglio scegliere a ragion veduta le sedi istituzionali nelle quali intervenire: di certo non accetterò che si leghino le mani ai nostri investigatori». Pisanu pensa a un dibattito in Parlamento, riflette sull’opportunità di portare il problema all’esame del Consiglio dei ministri. Ma valuta anche l’ipotesi di discuterne con il capo dello Stato e di rivolgersi al Csm.
Dopo aver parlato con i vertici delle forze dell’ordine manifesta la sua rabbia, ma anche la sua preoccupazione. Sa che decisioni di questo tipo provocano malumori tra chi dedica mesi e mesi alle inchieste. «Indagini scrupolose - sottolinea il ministro - non si possono vanificare con tanta facilità né, peggio ancora, si possono scardinare i presupposti della prevenzione. Sono anni che spendiamo enormi risorse per prevenire il terrorismo di matrice islamica, bloccandolo sul nascere, e ora invece si accampa l’idea che il terrorista è tale solo dopo aver compiuto l’attentato, mentre prima di compierlo è al massimo un romantico guerrigliero».
Il tono adesso si fa sferzante: «Se dobbiamo dar retta a questa sentenza e decidiamo di arrestare un terrorista dobbiamo aspettare di coglierlo sul fatto. Ma se si tratta di un kamikaze? A questo punto non ci resta che l’espulsione amministrativa del sospetto terrorista, posto che non spunti un Tar a sentenziare con chissà quali motivazioni l’illegittimità della decisione». La collera monta quando il ministro pensa a quella decisione dei giudici amministrativi del Lazio che annullarono l’espulsione dell’Imam di Carmagnola Fall Mamour, ritenendo che non rappresentasse «alcun pericolo per l’Italia».
L’analisi fatta con i collaboratori più stretti affronta il merito della vicenda. «Se il magistrato di Milano ha escluso l’ipotesi del terrorismo, nonostante la norma di legge che la prevede espressamente - riflette Pisanu - poteva almeno prendere in considerazione il reato di strage, visto che agli atti risulta evidente il proposito di qualche indagato di farsi saltare in aria seminando indiscriminatamente terrore e morte. Peraltro è anche accertato che uno di loro aveva frequentato Mohamed Atta, uno dei capi terroristi dell’11 settembre...».
L’ipotesi più probabile «se una simile giurisprudenza dovesse consolidarsi», appare quella di riesaminare l’articolo 270 bis che prevede il reato di terrorismo internazionale e valutare altre soluzioni legislative. Norme che possano garantire la permanenza in carcere di chi ha progettato attentati. «Altrimenti - avverte il ministro - i livelli di sicurezza che sinora abbiamo garantito si abbasserebbero drammaticamente». Non nomina mai il giudice Clementina Forleo, ma proprio a lei sembra rivolgersi quando afferma: «So bene che i nostri sistemi giuridici non hanno ancora metabolizzato la realtà del terrorismo e che dunque si trovano in difficoltà al momento di perseguirla efficacemente. Ma proprio per questo i magistrati dovrebbero supplire con intelligenza e buon senso alle carenze dell’ordinamento. Invece qualche volta si ha l’impressione che si giochi con i concetti e le parole».
Fiorenza Sarzanini
http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...6/pisanu.shtml