Quoto Cossiga:
Si dia al tennis...


Quoto Cossiga:
Si dia al tennis...


Ma quali terroristi? Terroristi (internazionali, come sono stati definiti) sono persone che colpiscono obiettivi civili in paesi diversi dal proprio. Quelli invece colpiscono obiettivi militari stranieri che si trovano nel loro paese, la definizione di "terroristi" è una palese (e voluta) distorsione dell'informazione e del sistema filo-yankee in cui abbiamo la sciagura di vivere, quelli in realtà sono combattenti, o resistenti.In origine postato da pensiero
non ci fossero stati di mezzo gli Yankee mi taglio le mani se non sostenevi l'opposto...improvvisamente sei solidale con i terroristi islamici guarda te cosa non riesce a combinare sta merica![]()
Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


In origine postato da Dreyer
Alt... lo Statuto albertino dice che il capo del Governo è responsabile solo di fronte al Re: dunque qualunque atto del presidente del consiglio necessita delll'approvazione solo del Re.
Che poi la prassi inaugurata da Vittorio Emanuele III sia stata quella democratica, discutendo le leggi in Parlamento, questo non toglie quel che dice la carta costituzionale del Regno.
Dunque gli atti di Badoglio erano legittimi, in quanto firmati dal capo dello Stato il Re.
In secondo luogo, l'8 settembre comincia l'invasione vera e propria: e quell'invasione è contro un governo legittimo di uno stato non in guerra.
Oltretutto senza dichiarazione.
Quindi i movimenti di truppe precedenti all'8 settembre erano "leciti", ma l'invasione dal Brennero e tutto quel che venne dopo, no.
Inoltre è perfettamente legittimo chiedere l'armistizio ai nemici, uno stato sovrano ne ha ogni diritto.
Non ho mai sentito di dubbi... da che mi ricordi per tutti è sempre stato legittimo il Rengo d'Italia con capitale provvisoria Brindisi.
Infatti lo stato lo fa il Capo dello Stato e non l'ex presidente del consiglio.
Quoto. Impeccabile.
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


In origine postato da Fenris
quelli in realtà sono combattenti, o resistenti.
quelli non sono irakeni ciccio, se non lo sai.....quindi niente hanno a che vedere con i resistenti combattenti......il tuo anti-americanismo rasenta il ridicolo e l'assurdo, sei perfino disposto ad assolvere dei terroristi pur di dar contro gli Yankee


In origine postato da Dreyer
Alt... lo Statuto albertino dice che il capo del Governo è responsabile solo di fronte al Re: dunque qualunque atto del presidente del consiglio necessita delll'approvazione solo del Re.
Che poi la prassi inaugurata da Vittorio Emanuele III sia stata quella democratica, discutendo le leggi in Parlamento, questo non toglie quel che dice la carta costituzionale del Regno.
Dunque gli atti di Badoglio erano legittimi, in quanto firmati dal capo dello Stato il Re.
In secondo luogo, l'8 settembre comincia l'invasione vera e propria: e quell'invasione è contro un governo legittimo di uno stato non in guerra.
Oltretutto senza dichiarazione.
Quindi i movimenti di truppe precedenti all'8 settembre erano "leciti", ma l'invasione dal Brennero e tutto quel che venne dopo, no.
Inoltre è perfettamente legittimo chiedere l'armistizio ai nemici, uno stato sovrano ne ha ogni diritto.
Non ho mai sentito di dubbi... da che mi ricordi per tutti è sempre stato legittimo il Rengo d'Italia con capitale provvisoria Brindisi.
Infatti lo stato lo fa il Capo dello Stato e non l'ex presidente del consiglio.
Allora, vi è una differenza sostanziale tra quella che viene definita costituzione flessibile, com'era lo statuto albertino, che si pone sullo stesso piano della legge ordinaria, e costituzione rigida come è quella attuale. Non sto a specificare cosa voglia dire "porsi sullo stesso piano della legge ordinaria".
Gli atti del governo badoglio erano contrari alle l. 100/1926 e 860/1939; se hai afferrato il significato di "costituzione flessibile", hai già capito che il fondamento del tuo discorso è errato.
In secondo luogo senti un po' cosa dice il costituzionalista Paladin: "per negare la statualità della RSI è determinante l'esito stesso del conflitto; in seguito al quale si riscontra che il solo continuatore dello Stato Italiano fu "il regno del Sud". "
Ne consegue che quello dei due che non era un "governo locale di fatto" ma lo Stato Italiano è da determinarsi dopo la conclusione del conflitto, e ne consegue che prima la cosa era abbastanza opinabile, e nei fatti era aleatoria.
In terzo luogo, è vero che la dichiarazione di guerra alla Germania non è stata contestuale all'otto di settembre, però Badoglio l'otto di settembre disse queste parole:
"Il governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo alle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo-amerciane deve cesare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza".
Siccome "rispondere agli attacchi" è un pochino ambiguo, come ogni parola che Badoglio ha pronunciato nel 43, il CLN esplica il giorno successivo che si intende "portare guerra ai tedeschi"
Se proprio vogliamo fare passare i Tedeschi come nostri aggressori nella seconda guerra mondiale (tesi abbastanza strampalata anche sotto il profilo giuridico), veniamo ai fatti, ché il buon diritto aderisce sempre alla realtà: la resa incondizionata dell'Italia (dovuta, lo preciso, "alla soverchiante forza nemica" e proprio a nessuna ragione morale), ha aperto un nuovo fronte per la Germania, che in pratica si ritrovava a scegliere tra il suicidio e l'occupazione di un suolo amico: i soliti prepotenti tedeschi scelsero la seconda.
Saluti.


Dimenticavo di esplicitare l'ultima affermazione: se uno stato confinante, esercitando la propria sovranità, anche ammesso che non dichiarasse guerra, lasciasse passare senza opporre resistenza orde d'invasori contro uno Stato non nazista, quest'ultimo sarebbe nel diritto di attaccare lo stato "non belligerante" oppure no?


In origine postato da blob21
Ma ,ALLO STESSO MODO,sono terrorismo anche le bombe sui civili.
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Ma vaglielo a far capire a chi viaggia con i paraocchi.
Castelli e Calderoli tanto per non far nomi.


avrebbe lo stesso diritto che avrebbero i soldati e i civili di questo stato di respingere l'invasione.In origine postato da waldganger
Dimenticavo di esplicitare l'ultima affermazione: se uno stato confinante, esercitando la propria sovranità, anche ammesso che non dichiarasse guerra, lasciasse passare senza opporre resistenza orde d'invasori contro uno Stato non nazista, quest'ultimo sarebbe nel diritto di attaccare lo stato "non belligerante" oppure no?


Puoi postare ... di brutto, ma non ci fai impressione. Il governo legale in Italia, in quel tempo, non era quello di benito, che, oltretutto era fisicamente e moralmente ridotto male e ha fatto solo ciò che gli ordinavano i nazisti suoi liberatori.In origine postato da fedalmor
Qui quoto, e di brutto anche...![]()
Al fine di prevenire errate interpretazioni storiche dell'RSI e della sedicente 'liberazione', facilmente intuibili, dirò che la vera resistenza contro l'invasore, in Italia, era quella dell'esercito repubblicano contro gli Americani, e non il collaborazionismo anglo-sovietico dei partigiani![]()
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Bene, parole sagge, finalmente! Cancelliamolo questo stato italiano che non ne possiamo più di esservi sottomessi!In origine postato da waldganger
Se non si leggono gli atti sembra sempre quel che non è. come la famosa sentenza dello stupro e dei jeans.
Riguardo l'invasione tedesca in Italia:
a) è il regno d'italia ad aver dichiarato guerra alla germania ("la guerra continua.."), ergo tutti i diritti del caso.
b) che il regno d'italia fosse legittimo è dubbio; vi è ancora dibattito tra i costituzionalisti per stabilire quale tra le "due italie" venutesi a creare dopo l'otto settembre fosse legittimamente uno Stato; forse entrambe, forse nessuna.