Carriera giudiziaria [modifica]
Laureato in giurisprudenza, è stato magistrato e pubblico ministero.
Nella sua attività, quando era pretore di Otranto ha realizzato il famoso recupero della Cavtat nel canale di Otranto, operazione documentata da Jacques-Yves Cousteau. Successivamente, giudice istruttore a Bari, ha istruito il primo grande processo alla Sacra Corona Unita, organizzazione mafiosa pugliese.
Ha condotto anche processi contro le infiltrazioni criminali nella vita politica ed economica barese. Infine è entrato a far parte della Direzione Nazionale Antimafia, ed è stato Procuratore Aggiunto del procuratore Siclari prima e del procuratore Vigna poi, sino al giugno 1999.
Nei primi anni 90, sull'onda di tangentopoli, è stato protagonista delle inchieste sui finanziamenti illeciti al PCI pugliese nel periodo in cui l'on. Massimo D'Alema ne era segretario regionale. Un imprenditore pugliese della sanità, Francesco Cavallari, aveva affermato di avere erogato un contributo di circa venti milioni di lire al PCI, in palese violazione della legge sul finanziamento ai partiti allora vigente. Successivamente il reato per cui l'on. D'Alema era stato indagato dallo stesso Maritati cadeva in prescrizione. Qualche anno dopo il Maritati approdava al Senato della Repubblica eletto nelle file dei DS.
Carriera politica [modifica]
Come esponente dei Democratici di Sinistra è approdato al Senato il 30 giugno 1999. Durante il governo D'Alema II, nel 2000 è stato sottosegretario agli affari interni.
Ha successivamente confermato il suo seggio a Palazzo Madama anche a seguito delle elezioni politiche del 2001, delle consultazioni del 2006 e delle elezioni politiche del 2008.
Nel maggio 2002 si candidò con il centrosinistra alle elezioni comunali di Lecce, ma fu sconfitto nettamente dal candidato del centrodestra Adriana Poli Bortone[1].
Nella sua attività in Parlamento ha fatto parte di numerose commissioni: giustizia, elezioni ed immunità parlamentari, diritti umani, procedimenti d'accusa, immigrazione, Mafia e contenziosità.
Dal 2006 al 2008 fece parte del secondo governo Prodi in qualità di sottosegretario alla Giustizia.
Alberto Maritati - Wikipedia




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