di fatto non li hanno assolti, li hanno condannati per reati che non prevedono la pena dell'ergastolo (imprescrittibile).In Origine Postato da dexter
é una sentenza dal chiaro sapore politico....
dal corriere della sera:
I processi ebbero andamenti ed esiti contraddittori. Lollo, che all’epoca aveva 22 anni, fu arrestato quasi subito, Clavo e Grillo - 20 e 32 anni - fecero in tempo a scappare. In primo grado, nel 1975, l’accusa chiese l’ergastolo per il reato di strage, ma la corte d’assise assolse gli imputati per insufficienza di prove. Sei anni dopo la corte d’assise d’appello annullò quella sentenza perché uno dei giudici popolari era «affetto da malattia di natura neuropsichiatrica». Dopo la conferma della Cassazione gli atti tornarono ad altri giudici di secondo grado, che nel dicembre ’86 dichiararono gli imputati colpevoli, ma non del delitto di strage: incendio doloso, duplice omicidio colposo, uso di esplosivo e materiale incendiario. Totale delle pene, 18 anni ciascuno. La Corte di Cassazione ha confermato questa sentenza nell’ottobre 1987, ma Lollo, Clavo e Grillo sono rimasti latitanti. Lollo si scoprì in Brasile dopo qualche tempo, degli altri nessuno traccia.
Oggi quelle condanne sono prescritte, in base all’aritmetica giudiziaria. L’articolo 172 del codice penale dice che «la pena della reclusione si estingue col decorso del tempo pari al doppio della pena inflitta». In questo caso, però, non il doppio di 18, cioè 36. Perché quel 18 è la somma di singole condanne a 8 anni per l’incendio doloso, 3 anni più altri 3 per i due omicidi colposi, e altri 4 per altrettante condanne da un anno ciascuna per l’esplosivo. Per la prescrizione dev’essere conteggiata ogni singola pena, e qui la più alta è di 8 anni, che si estingue in 16. Decorrevano dal 13 ottobre 1987, sono scaduti il 12 ottobre 2003.
«La corte ha applicato correttamente la legge e i principi costituzionali sui quali si fonda la prescrizione della pena - commenta l’avvocato Romeo -. La pena non è né può essere persecuzione infinita da un lato e strumento di vendetta sociale dall’altro, sicché trascorso un determinato periodo di tempo lo Stato, per un principio di elementare civiltà giuridica, non ha più interesse alla sua esecuzione in quanto ritiene che il condannato, se nel frattempo non ha commesso altri reati, si sia ravveduto». E il difensore di Clavo aggiunge: «Mi auguro che ora i rappresentanti del ceto politico evitino la rituale richiesta di leggi più aspre, pene più severe, punizioni per i giudici e mettano piuttosto in cantiere proposte di soluzioni politiche per quanto accaduto in quel periodo: amnistia o indulto con contestuale divulgazione di tutto ciò che su quegli anni è custodito negli archivi di Stato, in modo che tutti sappiano e tutti possano comprendere. Solo così si potrà superare politicamente quella tormentata stagione della nostra storia, e solo così si potrà rispettare il dolore dei parenti di tutte le vittime, cui va la mia comprensione e il mio rispetto. Bisogna fare i conti con la storia altrimenti la storia, prima o poi, presenta il conto».
Di fatto il giudice si è limitato ad accogliere le tesi della difesa, escludendo l'omicidio premeditato. Ora, tu mi potrai dire che se il magistrato fosse stato politicamente vicino alla destra le cose sarebbero andate diversamente: io non credo.
Da entrambe le parti c'è una gran voglia di chiudere quel capitolo di storia italiana. in un modo o nell'altro. possiamo interpretare quegli anni come vogliamo, ma resta un dato di fatto: le tensioni create da una situazione politica e sociale che erano molto distanti dall'essere un esempio di democrazia e giustizia hanno provocato uno scontro tra due culture politiche estremiste. la colpevole condotta dei governi di quel tempo hanno portato la situazione a un punto di rottura (ti faccio un esempio: a savona, dove sono nato, la polizia caricava i portuali in sciopero con le camionette, ma non per strada, sotto i portici. i portuali dal canto loro, una volta accerchiata una camionetta, la ribaltavano con tutti gli occupanti all'interno). Queste sono cose che in un paese democratico non dovrebbero succedere. la domanda è: eravamo un paese democratico? lo siamo a tutt'oggi?
augh
fiero




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