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Discussione: Revisionismi

  1. #21
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    L'altro giorno mi è capitato di sentire l'ennesima bufala in RAI.
    L'on. Rizzo dei comunisti italiani , deputato da un po', ha avuto la sfrontatezza di tirare fuori una balla che dura dall'estare del 1914: quella che i Tedeschi usavano i neonati belgi come bersagli per il tiro a volo...Notizia falsa pubblicata dai giornali belgi e francesi...
    Ovviamente la riferiva all'SS.
    Ma perchè tutta questa ignoranza? Io penso agisca in meccanismi cerebrali inconsci, cioè non sia malafede, ma incoscienza...
    Comunque la ricerca storica e la storia è di per sè revisionista.
    Non vi può essere una verità ufficiale, se non nelle scienze testabili in laboratorio (quindi gratta gratta la sola fisica). Il resto sono tutti giudizi di valore, più o meno azzardati, più o meno nobili, più o meno suffragati da dati oggettivi.
    Ma la stessa scelta di dove orientare la ricerca parte da una percezione di valore, piuttosto soggettiva.

  2. #22
    Super Troll
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    partendo dal presupposto che il processo di revisione storica è un bene (se fatto per la storia)....


    la domanda alla vostra area (ma potrei farla anche alla mia, ma beccadomi di fascista) è una e una sola:



    così come la mitologizzazione/cristallizzazione (vedi resistenza) è stata fatta per evidenti fini più politici in senso attuale (degli anni 50-60-70 fino ai giorni attuali) che per motivi di ricerca storica (o meglio della verità storica), non è che anche il suo contraltare (che è l'attuale revisionismo) abbia uguale (e ovviamente contrario fine?


    insomma il revisionismo è ricerca storica fine a se stessa, ovvero ricerca storica volta a fini politici, per di più attuali?

  3. #23
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Ma la stessa scelta di dove orientare la ricerca parte da una percezione di valore, piuttosto soggettiva.
    per farla breve: se cerco prove di crimini partigiani mai emersi (ovviamente la storiografia della mia parte non ne parla) è logico che li trovi.

    e questo è ok. ed è giusto che se ne parli

    quando però per fini di attualità politica utilizzo il processo di revisione storica per cercare di minare le basi del mio avversario (dichiarando ad esempio che tutto il movimento partigiano era un branco di assassini) non mi sta più bene.


    spero di essermi spiegato a dovere.

  4. #24
    Paul Atreides
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    Io credo si debba partire da un presupposto elementare: gli storici 'riscrivono' incessantemente il passato. Se questo non avvenisse, il 'mestiere' di storico non avrebbe più nessun senso. Di conseguenza la storia è intrinsecamente 'revisionista' e non potrebbe non esserlo.

    Ma allora, perché mai si parla di 'revisionismo' e di 'revisionisti' come se si trattasse di categorie specifiche, particolari, o come se si trattasse di una corrente storiografica a sé? E' evidente che c'è un problema e questo problema consiste, molto semplicemente, nel fatto che le parole 'revisionismo' e 'revisionisti' sono parole polemiche, cioè parole usate per denigrare/stigmatizzare chi ne è colpito.

    Il fatto che siano parole 'polemiche' è dimostrato sin dalla loro origine, che è tutta interna alla storia del marxismo. Ora, queste parole, polemiche sin dalla loro nascita, sono state usate non a caso per stigmatizzare gli avversari della 'vulgata' sul nazifascismo. Non credo proprio infatti che i presunti 'revisionisti' si siano inizialmente definiti tali. E se oggi qualcuno lo fa è solo perché è oramai invalso l'uso e perché in qualche modo è una caratterizzazione di pubblico dominio.

    Tutto stò pistolotto per dire che in realtà i termini 'revisionismo' e 'revisionisti' in sede storica andrebbero aboliti e se io stesso me ne sono servito è per ragioni di comodità, ma anche per dimostrare che sono in fondo inutili...

    Sul resto, un conto è la ricerca storica, un conto l'uso pubblico della stessa. Ovviamente non sono mancati storici tanto schierati ideologicamente da minare alla base il loro lavoro, ma nella norma dell'uso pubblico della storia sono responsabili soprattutto i media e i politici.

    PS. un caso a parte è l'olocausto, in quanto i risvolti giudiziari da un lato e il pesantissimo tabù esistente dall'altro, minano alla base la possibilità stessa di una 'spassionata' ricerca storica.

  5. #25
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Io credo si debba partire da un presupposto elementare: gli storici 'riscrivono' incessantemente il passato. Se questo non avvenisse, il 'mestiere' di storico non avrebbe più nessun senso. Di conseguenza la storia è intrinsecamente 'revisionista' e non potrebbe non esserlo.

    Ma allora, perché mai si parla di 'revisionismo' e di 'revisionisti' come se si trattasse di categorie specifiche, particolari, o come se si trattasse di una corrente storiografica a sé? E' evidente che c'è un problema e questo problema consiste, molto semplicemente, nel fatto che le parole 'revisionismo' e 'revisionisti' sono parole polemiche, cioè parole usate per denigrare/stigmatizzare chi ne è colpito.

    Il fatto che siano parole 'polemiche' è dimostrato sin dalla loro origine, che è tutta interna alla storia del marxismo. Ora, queste parole, polemiche sin dalla loro nascita, sono state usate non a caso per stigmatizzare gli avversari della 'vulgata' sul nazifascismo. Non credo proprio infatti che i presunti 'revisionisti' si siano inizialmente definiti tali. E se oggi qualcuno lo fa è solo perché è oramai invalso l'uso e perché in qualche modo è una caratterizzazione di pubblico dominio.

    Tutto stò pistolotto per dire che in realtà i termini 'revisionismo' e 'revisionisti' in sede storica andrebbero aboliti e se io stesso me ne sono servito è per ragioni di comodità, ma anche per dimostrare che sono in fondo inutili...

    Sul resto, un conto è la ricerca storica, un conto l'uso pubblico della stessa. Ovviamente non sono mancati storici tanto schierati ideologicamente da minare alla base il loro lavoro, ma nella norma dell'uso pubblico della storia sono responsabili soprattutto i media e i politici.

    PS. un caso a parte è l'olocausto, in quanto i risvolti giudiziari da un lato e il pesantissimo tabù esistente dall'altro, minano alla base la possibilità stessa di una 'spassionata' ricerca storica.

    sono abbastanza d'accordo... non a caso uso il termine revisione storica esattamente nel senso che hai esposto nelle prime tre righe.

    personalmente uso il termine revisionista in termine "spregiativo" cioè a mio avviso il revisionista è colui che per fini di attualità politica o comunque di parte analizza e "riscrive" momenti storici non tanto per passione o per ricerca della verità ma per altro.

    revisionisti erano ad esempio gli storici ufficiali di stalin....

    sull'uso pubblico della storia.... beh.... si.... politici... media.... non hai tutti i torti.... anche se su certe ricerche che vedo circolare ultimamente mi sembra che siano quasi filoguidate dalla politica (ti faccio l'esempio + stupido del mondo... i libri neri, di qualsiasi colore)

    e concludendo... sull'olocausto. da assoluto non negazionista (e libertario) ritengo sia uno scandalo assoluto il divieto di circolazione (e peggio il considerarle reato) delle idee negazioniste. pur non condividendole affatto

  6. #26
    Paul Atreides
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    Ti quoto al 99%.

    L'unico punto su cui sono in disaccordo è l'uso che tu fai del termine 'revisionista' che a mio parere perpetua l'equivoco di cui parlavo prima. Io preferisco usare il termine 'polemista', che magari è più neutro, ma che almeno non ingenera equivoci di sorta.

    Una chiosa sui vari 'libri neri': hai ragione sul fatto che 'puzzino' parecchio, ma credo che il discorso in questo caso vada allargato. I 'libri neri' rientrano non tanto nel presunto 'revisionismo' ma in quella oscena categoria che io definisco 'storia criminale', e cioè la storia dei 'crimini' storici. Si tratta di una storia pesantemente moralistica e politicizzata sino al midollo che non a caso ha le sue lontane origini in nient'altro che nella propaganda di guerra. In breve, si tratta di propaganda rivestita di panni da storico. Il che oscura anche i contributi di livello che pure ogni tanto in questa categoria ci sono.

  7. #27
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Ti quoto al 99%.

    L'unico punto su cui sono in disaccordo è l'uso che tu fai del termine 'revisionista' che a mio parere perpetua l'equivoco di cui parlavo prima. Io preferisco usare il termine 'polemista', che magari è più neutro, ma che almeno non ingenera equivoci di sorta.

    Una chiosa sui vari 'libri neri': hai ragione sul fatto che 'puzzino' parecchio, ma credo che il discorso in questo caso vada allargato. I 'libri neri' rientrano non tanto nel presunto 'revisionismo' ma in quella oscena categoria che io definisco 'storia criminale', e cioè la storia dei 'crimini' storici. Si tratta di una storia pesantemente moralistica e politicizzata sino al midollo che non a caso ha le sue lontane origini in nient'altro che nella propaganda di guerra. In breve, si tratta di propaganda rivestita di panni da storico. Il che oscura anche i contributi di livello che pure ogni tanto in questa categoria ci sono.
    revisionismo è termine che non mi piace giusto per il finale in -ismo che indica l'esser movimento ergo l'essere inquadrati. da qui l'uso che ne faccio.

    ma posso capire che può generare gli equivoci di cui sopra.


    sui libri neriondivido l'analisi (anche se almen tra uelli che ho letto non ho trovato gran che di livello)

    salud

  8. #28
    Paul Atreides
    Ospite

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    In relazione al revisionismo giapponese è uscito recentemente un libro interessante:

    Nanchino Dicembre 1937. Storici giapponesi confutano il presunto massacro e fanno chiarezza, Effepi, 2006, euro 19,50

 

 
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