Avevo già compreso la tua posizione, forse non ho espresso chiaramente la mia: lo faccio.Originally posted by Napoléon I Non è che intendevo dire che la massoneria è solo incidentalmente anticattolica. Solo che l'anticattolicesimo è procurato dall'opposizione della Chiesa all'instaurazione del cosiddetto "nuovo ordine". E' una questione piuttosto accademica. Voglio dire, la massoneria non nasce con il fine statutario di distruggere la Chiesa, ma di instaurare una nuova umanità. Al momento che la Chiesa si oppone, la massoneria rivolge le proprie forze per rimuovere l'ostacolo. Faccio un esempio logico. Un medico che cura il cancro ad un paziente, ha il fine primario di portare la salute al paziente, e siccome il cancro interferisce, rivolge la sua attenzione alla rimozione del cancro. Cionondimeno la lotta, anche se considerata collaterale, sarà aspra. Infatti se fosse la distruzione della Chiesa il fine ultimo, una volta distrutta, la massoneria non avrebbe più ragione d'essere. Invece se per assurdo la massoneria distruggesse la Chiesa (evidentemente è impossibile, ma è solo per il ragionamento), dopo, avrebbe ancora da lavorare per instaurare questa nuova umanità. Solo per questo dico che la lotta alla Chiesa non è il fine primario, ma è collaterale al primario (tant'è vero che, se la Chiesa non fosse antimassonica, la massoneria non avrebbe interesse a combatterla). Cionondimeno assume proporzioni talmente grandi, tale lotta, da sembrare il vero e proprio scopo, mentre invece c'è dell'altro.
Credo di avere riassunto con chiarezza, ma sono pronto a ritornare sull'argomento.
Il fine ultimo della massoneria è la distruzione della Chiesa, una volta distrutta la Chisa la massoneria, come hai scritto, non avrebbe più ragion d'essere, anche perché quando la Chiesa sarà distrutta vorrà dire che sarà prossima la fine dei tempi.
Mi hai fatto l'esempio del cancro e del medico, te lo ribalto (anche perché tu hai paragonato Chiesa-cancro, massoneria-medico). La massoneria è il cancro che attacca il Corpo Mistico di Cristo che è la Chiesa. Come ogni cancro, una volta ucciso il corpo che lo "ospita" finisce il suo compito e muore anch'esso con lui. Poi mi dici che se la Chiesa non fosse antimassonica... Anche questa è una impostazione che non condivido. E' come dire: se Dio non fosse stato contrario a Lucifero, Lucifero non si sarebbe ribellato. E' la massoneria che è inimica Dei e per una conseguenza necessaria odia e combatte la Chiesa.
Prevengo due obiezioni:
- è ovvio che non tutti i massoni sono consapevoli di questo compito della massoneria (al limite potrebbe anche non esserne consapevole nessuno), ma questo è il compito per cui la massoneria nasce e si sviluppa, ricalcando il non serviam luciferino;
- il fatto che la massoneria oggi combatta altre battaglie e si muova anche in direzioni che apparentemente non c'entrano nulla con la lotta alla Chiesa dipende un po' da uno sviamento dal vero fine, un po' dalla necessità di construire quella umanità nuova di cui mi parli, che è sempre un MEZZO necessario al fine ultimo.
Chiaramente questa è la mia visione del problema, passibile di errore.
Originally posted by Napoléon I
Non dubito affatto della bontà e della qualità del testo. Ma il mio era un pensiero unicamente personale. Ovvero dopo aver letto tante cose sulla massoneria, per anni, mi è venuta una sorta di noia per l'argomento. Un po' come leggere per anni le imbecillità su messa vecchia vs. messa nuova..... dopo un po' rompe le balle. Quindi non era un rifiuto del tuo consiglo, volevo solo dire che ho del tutto esaurito l'interesse per l'argomento. Al massimo mi piacerebbe vedere qualche filmato, giusto per curiosità, ma anche lì l'interesse non è che sia così cogente.
Bah, non so, secondo me la tua visione è un po' troppo razionale.Originally posted by Napoléon I
LA massoneria è sempre una buffonata. Se al 33° di RSAA o al grado di Cavaliere templare di rito York, mi venisse svelata una parola segreta, dicendomi che essa è la chiave della conoscenza, cosa dovrei pensarne? Che è una stronzata. Infatti i veri massoni non si riuniscono nelle logge, ma probabilmente attuano i loro piani, magari al ristorante, poichè loro per primi non credono ai loro simboli.
Ci sono vari livelli. Direi che finchè rimaniamo nell'ambito del simbolico-iniziatico, con grembiuli, cappucci, ecc. la cosa è buffonesca, anche se magari salendo la gerarchia, si trovano anche pezzi grossi, e gente che muove milioni e milioni di euro, e che comanda molte altre persone, la cosa è "in sè" ridicola. Poichè uno può essere anche presidente di un gruppo bancario, ma se si mette il grembiule e cammina in senso antiorario attorno al quadro, senza calpestare il centro, beh, se ci crede davvero che la fonte della conoscienza è camminare attorno ad un pavimento a scacchi, allora è davvero pazzo, da legare. Se invece lo fa solo per tornaconto, allora è un opportunista, e significa che non ci crede. Ragione ulteriore per vedere nelle pratiche, una sciocchezza.
Roba più impegnativa, tipo la trilaterale, ha un concetto ulteriormente diverso. Ma sono tutti in ultima analisi persone che vedono il mondo come fine e non come mezzo. Quindi alla fine della fiera la massoneria sbaglia in modo pacchiano, e tutto ciò che costruisce attorno all'errore, a qualunque grado, è ridicolo. Ed è tanto più ridicolo, quanto più serio lo si vuole far passare.
Chiaramente qua parliamo per sentito dire o per simpatia a certe idee, magari suggestive, (come d'altronde anche al punto precedente). Io la cosa non la vedo in maniera così strettamente razionale. Ti faccio un esempio. Una volta a "Porta a Porta" si parlava delle sedute spiritiche, ed un sacerdote ospite disse una cosa del tipo: "ma che sono queste baggianate, la scienza ha dimostrato che sono tutte sciocchezze, come si fa a credere a queste cose nel 2000". Invece, quando andavo a scuola e parlavamo di queste cose con il prof. di Religione, (gesuita naturalmente), ci diceva: "mi raccomando, non fate mai queste cose, perché si potrebbero scatenare delle forze e dei poteri misteriosi e occulti che non sapreste riconoscere né tantomeno controllare". (Eh, eh, ti do un argomento sul tema "gesuiti"!!) Come vedi c'è un abisso tra le due posizioni. Chi avrà ragione?![]()
Un libro sull'argomento è M. Blondet "Gli Adelphi della dissoluzione" ed. Ares, ma forse l'avrai già letto...
Si, perchè fu sconfitto...Originally posted by Napoléon I
Io sono contrarissimo alla nobiltà ed al sistema nobiliare. Sono pure contrario all'ereditarietà delle cariche. Avvenga ciò tra principi e baroni, o anche tra notai. Sono cambiati i titoli, ma abbiamo ancora i nobili, è questo che mi fa schifo. Napoleone ad esempio, ebbe il merito di rendere la nobiltà un sistema meritocratico e non trasmissibile (oltretutto come era in origine il concetto feudale: non ereditabile), in cui inquadrò varie figure dell'impianto statale.
Scusami ma su questo punto ti devo dare completamente torto.
Napoleone si fece incoronare dal papa e avrebbe lasciato questo titolo al figlio se non fosse stato sconfitto. Posava con la corona d'alloro e con il mantello d'api. Solamenet a Sant'Elena gli venne il rigurgito democratico, ma ci credono gli ingenui...
Qui al Sud ci ricordiamo ancora che Napoleone pose sul trono di Napoli, prima quel cacasotto del fratello Giuseppe Bonaparte (che poi fuggì a gambe levate dalla Spagna) e poi un rozzo ex stalliere, Gioacchino Murat, che aveva il grande MERITO di aver sposato la sorella di Napoleone ed essere divenuto il cognato dell'imperatore.
Come direbbe Totò: ma mi faccia il piacere!!!
Se ricordo bene l' "idealismo" fa a finire in Croce e Gentile che dicono proprio quello che dici tu, non quello che dico io.Originally posted by Napoléon I
In ogni caso, siamo in una repubblica, e le cose vanno diversamente. fantasticare su come sarebbe la società governata dall'aristocrazia è una pericolosa astrazione dalla realtà, un idealismo. Che non porta a nulla di buono, perchè non ha alcuna applicazione pratica, e perchè alla fine si deve fare sempre i conti con la realtà che è diversa.
Cmq mi sembra che potremmo trovare un punto di accordo sul primo feudalesimo non ereditario, o sulla repubblica aristocratica di Platone!
Sono d'accordo con quanto scrivi, però il problema va posto a livello di principio. Diciamo così: i nobili di un tempo dicevano di comandare per mandato divino, in realtà si riempivano la pancia; gli attuali leader democratici dicono di comandare per il bene del popolo, in realtà si riempiono la pancia. La pancia è sempre piena, ma con quale principio siamo d'accordo?? Io con il primo, cioè sono d'accordo con l'idea che il potere debba venire dall'alto, cioè da Dio. Luigi XVIII fu incoronato Re per grazia di Dio, Napoleone III per volontà della Nazione. Per me furono due idioti, nulla quaestio, ma è il principio che cambia. Nel primo caso, al livello di principio si riconosce il primato a Dio, e nessuno è libero di andare contro la Legge divina, nemmeno il sovrano, nel secondo caso il popolo è legibus solutus e può, legittimamente, sancire la libertà di aborto, eutanasia, clonazione etc. Senza divagare troppo è la stessa differenza fra chi sostiene che l'uomo sia stato creato da Dio e chi sostiene che l'uomo discende dalla scimmia. E' un'inversione del giusto ordine gerarchico e quindi, come tale, è propriamente SATANICA.Originally posted by Napoléon I
Ciò vale anche per Bush. Secondo la tradizione scolastica, chi governa, a prescindere dal tipo di governo, esercita una autorità sul popolo o sulla porzione di popolo che gli è assegnata. Anche Hitler aveva autorità. Secondo la tradizione, l'autorità viene da Dio, mediatamente. Ciò non toglie che si possa anche perdere l'autorità, per la propria condotta. In realtà più che l'autorità, si perde la leggittimità ad esercitare l'autorità, poichè anche il tiranno, sebbene solo di fatto, e non in modo legittimo, esercita una autorità, cui il popolo deve comunque sottostare. (in questo caso può essere legittimo il ricorso alla forza, per ripristinare la leggitimità dell'autorità, ma se tale ricorso non c'è, rimane vincolante l'autorità di fatto). Nel detenere l'autorità l'adesione o meno del governante ad un credo religioso, conta poco. Ovvero non sono solo i capi di stato cattolici ad avere la legittima autorità, ma di per sè tutti coloro che governano secondo il diritto naturale, e il bene del popolo coincide non già con la sua volontà (potrebbe volere anche l'aborto), ma col rispetto del diritto naturale, in cui c'è il bene del popolo (ovvero il metterlo in condizione di ottenere una tranquilla felicità terrena, in modo da ottenere quella ultraterrena senza gravi impedimenti). Qualora il governante leda il diritto naturale, allora si scadrebbe nella tirannide, in cui però vi sono vari livelli. Una tirannide, diciamo legittima, di governo, in cui viene sì leso il diritto naturale, ma dove però chi non viuole lederlo ha diritto a seguire la propria coscienza (in Italia si può divorziare, ma se uno non vuole divorziare, non lo fa), e poi una tirrannide illegittima, usurpatrice, in cui si è costretti a violare il diritto naturale.
Ai tiranni di governo (ma il termine mi pare brutto), si deve comunque obbedienza, poichè sebbene abbiano colpe, hanno ancora diritto all'esercizio dell'autorità, ai tiranni d'usurpazione, si deve l'obbedienza minima, in virtù del loro detenere di fatto l'autorità (ma con la liceità alla ribellione).
Per me gli attuali rampolli delle famiglie nobili sono dei perfetti idioti. Probabilmente se ce n'è qualcuno migliore non lo conosciamo di certo attraverso la TV spazzatura che si occupa degli altri. Quindi d'accordo con te.Originally posted by Napoléon I
Quanto a quello che ha detto Du Chalard, egli intendeva invece che proprio gli attuali nobili (tutti, anche i festaioli che vanno sui giornali e alla tv), hanno ancora diritto a riprendersi le proprie prerogative che sono state momentaneamente congelate dalla rivoluzione. Ovvero, tutti i nobili hanno ancora autorità sul popolo, il popolo la deve riconoscere, al fine di ristabilire l'ancien regime, e non riconoscere più le invalide autorità degli stati attuali. Io invece credo che la nobiltà si stata cancellata per sempre. Altrimenti che ne so, in base a quanto pensa du Chalard, mi potrei trovare Emanuele Filiberto arbitro delle sorti della nazione...
Chiaramente volevi dire "mezzi", non "fini". Nel Vangelo la povertà è chiaramente indicata come mezzo migliore della ricchezza, e la "semplicità" o "povertà di spirito" come mezzo migliore della "cultura". Chiaramente una cosa è la "cultura", ben altra è la "sapienza". Poiché si parlava del pezzo di carta concesso dalle attuali università come condizione di far parte di una élite, è bene ribadire che è una condizione proprio sbagliata.Originally posted by Napoléon I
Il vangelo non li riconosce disvalori, allo stesso modo in cui non riconosce come valori i suoi opposti, povertà e ignoranza. Essi sono considerati dei fini. Se uno li usa come fini per arrivare a Dio, può usare quello che gli permette di arrivarci meglio, ricchezza, povertà, cultura, ecc.
Occore fare ciò che sarebbe giustoOriginally posted by Napoléon I
Ho anche risposto prima. Io comunque non parlo di cosa sarebbe bello, o sarebbe giusto, o di cosa piacerebbe. Parlo di cosa occorre fare al momento presente.
Quindi un tempo era meglio. Su Bush giudizio sospeso, ma è un esempio di persona che ricopre un ruolo in base alla nascita e non al merito.Originally posted by Napoléon I
Discorso demagogico, un tempo la guerra era anche una cosa cavalleresca, in cui morivano pochi, e in cui la sacralità dei regnanti e degli ufficiali era riconosciuta. Un tempo si mettevano a morte i soldati che uccidevano ufficiali nemici. Adesso non più. Non facciamo discorsi del genere su Bush, che rimane (al di là della guerra), un esempio buono della politica.
Che la società sia anticristiana mi sembra un fatto. Che dovrebbe smettere di esserlo anche. Dunque ci dividiamo sui mezzi?Originally posted by Napoléon I
Per ottenere quale opera al bianco? passando da quale opera al rosso? Vuoi che dica anch'io "distruggiamo la società brutta e facciamo su una società bella"? Io non vedo molta concretezza in quello che affermi. Vedo quello che dicono un po' tutti i tradizionalisti cattolici, che la società fa schifo, che non è cristiana, che deve smettere di essere anticristiana e diventare cristiana. Bene. Quante parole. E i fatti? Dato che avete i modelli, avete gli scopi, avete i mezzi, avete gli uomini, perchè siamo ancora nel pantano? Cosa proponete di fare? Domani telefona a Bush, gli ordini di diventare cattolico, e di convertire tutta l'america. Poi fai lo stesso con Sharon, Bin Laden, ecc. Poi?
Non so bene cosa dicesse Escrivà. Chi vuole rifiutare il mondo può andarsene in un convento di clausura o sul monte Athos, e sarebbe un gran bene per l'anima sua (e di tutti quelli che avranno il coraggio di fare questa scelta). Se invece si vive nel mondo si devono affrontare delle sfide per rendere il mondo migliore. A questo punto, una volta d'accordo su cosa significhi "migliore", la discussione è sui mezzi.Originally posted by Napoléon I
E' una cosa disgustosa del tradizionalismo cattolico, (ma che poi è sempre una mentalità massonica) il rifiuto categorico del sistema, invocandone la distruzione, e il rifacimento (ovviamente tutte parole e niente fatti). Questo dopo aver letto sui vari giornalini che ogni rivoluzione è sempre negativa. Io invece preferisco seguire Escrivà, il quale insegnava a cercare di migliorare la società facendo ognuno il proprio dovere cristiano e facendo apostolato, senza avere il rifiuto di un mondo nel quale, bene o male siamo obbligati a stare, poichè così è. Escrivà è realista, e propone soluzioni concrete ed attuabili. Altri invece che gli danno contro, propongono di ripristinare il feudalesimo, la nobiltà e i parrucchini. Chi è secondo te quello più furbo?
Io non ho mai detto di esserne in grado! Non c'è bisogno di essere un maestro di nuoto per capire che, se la nave affonda, bisognerebbe saper nuotare! Se dobbiamo agire (nella società o in qualsiasi altro modo) la nostra azione deve essere ordinata a determinati principii, altrimento è vana agitazione, non azione. E' ovvio che, ad esempio, quando si parla di "imitazione di Cristo" nessuno pensa di poter mai lontanamente diventare come Lui, ma è un modello da seguire. Se il modello è irragiungibile non per questo bisogna smettere di imitarlo. Altrimenti invece di tentare di imitare Gesù o i santi, imitiamo Pinco Pallino, che forse è più realistico. Questa idolatria della realtà e della storia, ti ripeto, mi sa di marxismo. Su ciò che insegna l'Opus Dei, non so molto.Originally posted by Napoléon I
Io non ho idea di come rifare la società. Non credo di esserne in grado. L'unica cosa che so è che posso fare il mio dovere di cristiano. Se intendi di santificare la società attraverso la santificazione personale e l'apostolato, e l'adempimento dei doveri, sono d'accordo, è la linea dell'Opus Dei. Altrimenti dal mio punto di vista sono solo chiacchere, che forse stanno bene nella predica di qualche prete col manipolo, ma che con la realtà poco ci azzeccano.
Un caro saluto![]()
CRISTO REGNA!!





Rispondi Citando

