7. [...]
Tutto quello che si è fatto sulla terra contro “gli aristocratici” “i forti” “i signori” “i potenti” non meriterebbe nemmeno di essere citato in confronto a quello che gli Ebrei hanno fatto contro di loro; gli Ebrei quel popolo sacerdotale che non ritenne di aver ricevuto la dovuta soddisfazione dai propri nemici e sopraffattori se non dopo averne radicalmente ribaltato i valori cioè solo grazie a un atto della piú spirituale vendetta. Questo solo era adeguato a un popolo sacerdotale al popolo della piú latente sete di vendetta sacerdotale. Sono stati gli Ebrei che hanno osato ribaltare e mantenere stringendo i denti dell’odio piú abissale (l’odio della impotenza) l’equazione aristocratica di valore (buono = aristocratico = potente = bello = felice = caro agli dei) cioè “i miserabili solo sono i buoni i poveri gli impotenti gli umili solo sono i buoni i sofferenti gli indigenti i malati i brutti sono anche gli unici a essere pii beati in dio solo a loro è concessa la beatitudine – là dove voi al contrario – voi nobili e potenti voi sarete per l’eternità i malvagi i crudeli i corrotti gli insaziabili gli empî e sarete anche per l’eternità infelici dannati e maledetti!”... Si sa chi ha ereditato questo sovvertimento di valore giudaico... A proposito dell’iniziativa mostruosa e oltremodo fatale assunta dagli Ebrei con questa dichiarazione di guerra radicale piú di ogni altra mi sovven_go di quello che ho detto in altra occasione (Al li là del bene e del male p. 118) – che cioè con gli Ebrei si inizia la rivolta degli schiavi nella morale: rivolta che ha dietro di sé duemila anni di storia e che oggi abbiamo perso di vista solo perché essa – ha vinto...
8.
– Ma non lo capite? Non avete occhi per questa cosa che ha avuto bisogno di due millenni per arrivare alla vittoria?... E non c’è da meravigliarsene: tutte le cose lunghe sono diffacili da vedere da afferrare nel loro insieme. Questo è però accaduto: dal tronco di quell’albero della vendetta e dell’odio dell’odio giudaico – dell’odio piú profondo e piú sublime e perciò stesso creatore di ideali e sovvertitore di valori di cui sulla terra non si è mai dato l’uguale – da questo tronco è nato qualcosa di altrettanto incomporabile un nuovo amore un amore piú profondo e sublime di tutti gli altri – e da quale altro tronco sarebbe mai potuto nascere? ... Non si creda però che esso sia cresciuto come vera e propria negazione di quella sete di vendetta come l’antitesi dell’odio giudaico!
No è vero piuttosto il contrario! L’amore sbocciò dall’odio come sua corona corona trionfale che alla luce piú pura e chiara e forte del sole si allargava sempre di piú; e tesa agli stessi fini di quell’odio cerca nel regno della luce e dell’altezza la vittoria la preda la seduzione con lo stesso impeto con cui le radici di quell’odio affondavano sempre piú profon_damente e avidamente in tutto ciò che era profondo e mal_vagio. Questo Gesú di Nazareth vivente vangelo dell’amore questo “Salvatore” che porta ai poveri ai malati ai peccatori beatitudine e vittoria – non ha rappresentato forse la sedu_zione nella sua forma piú sinistra e irresistibile la seduzione e la via tortuosa proprio verso quei valori e quel rinnovamento giudaico dell’ideale? Israele non ha forse raggiunto proprio per la via traversa di questo “Salvatore” di questo apparente oppositore e dissolvitore di Israele il fine supremo della sua sublime sete di vendetta? Non è forse proprio della misteriosa magia nera di una politica della vendetta realmente gran_de di una vendetta lungimirante sotterranea che progredisce lentamente secondo calcolati programmi il fatto che Israele stesso ha voluto rinnegare e inchiodare alla croce di fronte al mondo intero come qualcosa di mortalmente ostile proprio lo strumento della propria vendetta acciocché il mondo intero e cioè tutti i nemici di Israele potessero abboccare senza sospetto proprio a questa esca? E d’altra parte chi mai potrebbe pensare con tutta la massima sottigliezza di spirito a un’esca piú pericolosa di questa? Qualcosa che per forza di attrazione per forza ipnotica inebriante e rovinosa possa essere simile a quel simbolo della “santa croce” a quel paradosso terrifico di un “Dio in croce” a quel mistero di una crudeltà inconcepibile estrema e di una autocrocefissione di Dío per la salvezza degli uomini?... Certo è perlomeno che sub hoc signo Israele ha continuato da allora a trionfare con la sua vendetta e col suo sovvertimento di tutti i valori su tutti gli altri ideali su tutti gli ideali piú nobili.
9.
– “Ma che significa parlare di piú nobili ideali. Rassegnamoci ai fatti: il popolo ha vinto – ovverosia “gli schiavi” o “la plebe” o “il gregge” o come altro volete chiamarla – e se questo è avvenuto tramite gli iebrei ebbene mai nessun popolo ha avuto una rnissione storica piú universale! I signori sono stati spazzati via: la morale dell’uomo comune ha vinto. Questa vittoria può essere vista anche come un avvelenamento del sangue (ha mescolato le razze tra loro) – non dico di no ma è innegabile che questa intossicazione abbia avuto succcesso. La “salvezza” del genere umano (cioè dei “signori”) è sulla strada migliore; tutto si giudaizza si cristianizza o si plebeizza a vista d’occhio (che importano le parole!).
F. Nietzsche Genealogia della morale




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