Venezia
«In futuro voglio interessarmi di più del ...
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«In futuro voglio interessarmi di più del partito, un incarico istituzionale ti distrae». Enrico Cavaliere, presidente uscente del consiglio regionale del Veneto, butta là la battuta con indifferenza. Ma quando aggiunge «io avrei visto di buon occhio una candidatura leghista alla guida del Veneto: dopo il rimpallo in Lombardia con quella di Formigoni c'erano le condizioni per ottenerla, ci voleva più coraggio» sorge il dubbio di un obiettivo politico ben preciso, vale a dire la segreteria "nazionale" del Carroccio in Veneto.
La sua è una minaccia a Giampaolo Gobbo?
«No, assolutamente. Ma un avvicendamento ci sarà e il partito ha ancora tantissime cose da dire e una forza propulsiva enorme, deve trovare una classe dirigente che può portare conoscenze di tipo organizzativo. Questa mia prima esperienza in Regione mi ha rafforzato nella convinzione che è stata più importante di quelle di Roma. Ora sono più leghista di prima, so che bisogna fare più federalismo in Italia, ma è da qui che partono le battaglie e si sondano le riposte dei cittadini».
Quindi considera chiusa l'esperienza in Regione?
«No, ma non voglio limitare a questo la mia attività futura. Bisogna riportare le esperienze all'interno del partito per mettere insieme le politiche di lotta con le esperienze di governo, due aspetti che non si possono separare. Il mio dna è al 100 per cento federalista ed è più importante essere in Regione che non in Parlamento: c'è maggiore contatto con i problemi del territorio, a Roma è più difficile portare a termine le battaglie, qui i tempi di risposta sono più veloci sia per quanto riguarda le leggi che per quanto riguarda i regolamenti. Il mio è quasi un invito ai colleghi che hanno esperienza a livello nazionale a darsi a esperienze locali, perchè serve un loro maggior coinvolgimento».
Posto che la Casa delle libertà vinca le elezioni in Veneto, quali saranno i rapporti di forza all'interno della coalizione?
«Dipenderà dai risultati elettorali. Bossi si è incontrato con Berlusconi e un'idea di massima è venuta fuori, poi vediamo le urne. Mai io sono ottimista».
Ma qualche accordo sarà pure stato fatto?
«A Bossi interessa il coordinamento delle Regioni del nord da cui scaturiscano iniziative parallele con proposte al Parlamento nazionale».
E i ruoli?
«Non mi pare che al momento ci siano ruoli, ma progetti».
Nel 2000 la Lega puntò alla presidenza dei consigli regionali , questa volta si sente parlare di assessorati pesanti e viene subito in mente la sanità.
«Sono cose di cui si parla. Ma anche la formazione, le infrastrutture, il sociale sono settori importanti. Ripeto, vediamo prima i risultati».
Dicono anche che Alleanza nazionale punti alla poltrona che lei sta attualmente occupando.
«Non solo An, anche l'Udc punta a un posto che assegna un ruolo importante al partito che lo ricopre. Ma il progetto potrebbe essere qualcosa di diverso».
Come giudica le battaglie federaliste della Lega ?
«Le deleghe di competenze alle Province ci hanno visto vincitori: basta guardare quelle in urbanistica che qualcuno ha tentato di ostacolare in tutti i modi anche dopo l'approvazione. Per noi il ruolo della Regione deve essere programmatorio e di indirizzo, mentre alle Province va la gestione».
Sullo Statuto da dove ripartirà la prossima legislatura?
«Da due passi indietro, ma non per buttare via con l'acqua anche il bambino».
E il regolamento?
«Deve consentire di programmare i lavori dell'aula, di sapere quando si comincia e quando si finisce di discutere una legge facendo spazio nel mezzo a tutti gli strumenti della democrazia che non vanno messi in discussione».
Giuseppe Tedesco




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ma ha avuto una grave perdita o mi hanno riferito male?
