PER IL NATALE DELL’URBE
di Gennaro D'Uva
Inde lupae fulvo nutricis tegmine laetus
Romulus excipiet gentem et mavortia condet
Moenia Romanosque suo de nomine dicet.
His ego nec metas rerum, nec tempora pono,
Imperium sine fine dedi.
Immagine tratta dal sito http://www.intute.ac.uk/
Nel Poema sacro del Pontefice e Mago Publio Virgilio Marone (Aen. I, 275-279), Giove, hominum sator atque deorum, assegna inequivocabilmente ai Romani “imperium senza termine”. E sono proprio i versi dell’imperium sine fine promesso da Giove all’Urbe, unitamente alla profezia di Anchise (Aen. VI, 851-853), ai pignora aeternitatis (Servio, ad Aen. VII, 188) ed all’augustum augurium della fondazione romulea (Ennio, Ann. 502, ed.Vahlen), a costituire l’essenza stessa dell’idea di Roma ed il fondamento della sua aeternitas. Ma a tutto ciň si deve anche aggiungere, senza qui approfondire il discorso, il culto arcaico dei Penati e quello del Fuoco di Vesta, cui sono da connettersi gli Arcana Fatorum della Stirpe romano-italica.
La Tradizione romana, che trascende ogni particolare ed eventuale manifestazione di natura temporale, attraverso vie segrete di cui non č certo opportuno parlare, si č esotericamente trasmessa, nei suoi contenuti metafisici e sacrali, sino ai nostri giorni.
Confortati da precise indicazioni di matrice autenticamente iniziatica, possiamo senz’altro affermare che Roma tornerŕ a manifestare fatalmente ed in modo visibile il suo Imperium; ma anche a tale riguardo, ovviamente, non č lecito dire di piů. Certo č perň che quanto ora detto non puň non essere collegato a ciň che Arturo Reghini, nel 1914, scriveva sul primato metafisico e spirituale della Tradizione pagana italica e su certe qualitŕ magiche ed arcane dell’Urbe: “Il linguaggio e la razza non sono le cause della superioritŕ metafisica; essa appare connaturata al luogo, al suolo, all’aria stessa. Roma, Roma caput mundi, la Cittŕ eterna, si manifesta anche storicamente come una delle regioni magnetiche della terra. Il primato metafisico italico risulterŕ parzialmente provato anche dai nostri studii; e se noi parleremo del mito aureo e solare in Egitto, Caldea e Grecia prima di occuparci della Sapienza romana, non č perché questa derivi da quella [degli Egiziani, dei Caldei, dei Greci - n.d.r.], ché il meno non puň dare il piů”.
Il segreto delle possibilitŕ italiche risiede tutto nella perpetuitŕ degli eterni e immutabili princěpi della Tradizione metafisica pagana. Compito primario ed improcrastinabile dei tempi a venire sarŕ allora quello di ricondurre lo spirito italico alla grande sintesi politico-sacrale dell’Imperium Romanum, affinché possa ridestarsi e pienamente manifestarsi l’anima antica della Stirpe.
Roma-Amor fuit, est, semper erit. Roma Aeterna, la Stella polare della nostra esistenza.
http://www.lacittadella-mtr.com/pdf/NataleUrbe.pdf
Da La Cittadella - anno I, numero 2, aprile-giugno 20001 e.v., MMDCCLIV a.U.c. - http://www.lacittadella-mtr.com/





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