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  1. #11
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    In origine postato da Silvioleo
    Per quanto riguarda il ruolo di Guazzaloca,i quattro membri del consiglio sono scelti "tra persone di notoria indipendenza da individuarsi tra magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei conti o della Corte di Cassazione, professori universitari ordinari di materie economiche o giuridiche, e personalità provenienti da settori economici dotate di alta e riconosciuta professionalità".Guazzaloca è stato, oltre che sindaco di una grande città, ai vertici della Confcommercio e direttore della camera di commercio di Bologna...se questa non è una personalità proveniente da settori economici dotata di alta e riconosciuta professionalità... inoltre,ripeto,l'ex sindaco ha come TUTTI un'opinione politica,ma si è sempre distinto per indipendenza,non militando mai in alcun partito.Questo è...che poi preferiate Amato lo posso capire...ma le storielle sui pericoli per la democrazia raccontatele altrove,non qua.
    Contesto nel modo più assoluto l'alta e riconosciuta professionalità.
    Non mi risulta che sia stato ai vertici della confcommercio.
    Non mi sembra che esista la carica di direttore di camera di commercio.
    L'essere stato sindaco non ha niente a che vedere con la professionità richiesta in un organismo che deve esprimere delicate valutazioni di ordine economico e giuridico.


    Contesto che sia indipendente rispetto agli interessi in gioco.

    Insomma non ha né indipendenza né professionalità.

    Per quanto riguarda Amato, io non sono entusiasta di come ha svolto (per poco tempo) il ruolo di presidente dell'antitrust.
    Fu però nominato da Pivetti e Scognamiglio. Cioè dai presidenti di destra delle due camere.

    Sulle nomine di membri antitrust fatte da Violante e Mancino nessuno mai ha sollevato obiezioni.
    Diderot

  2. #12
    Silvioleo
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    In origine postato da Diderot
    Contesto nel modo più assoluto l'alta e riconosciuta professionalità.
    Non mi risulta che sia stato ai vertici della confcommercio.
    Non mi sembra che esista la carica di direttore di camera di commercio.
    L'essere stato sindaco non ha niente a che vedere con la professionità richiesta in un organismo che deve esprimere delicate valutazioni di ordine economico e giuridico.


    Contesto che sia indipendente rispetto agli interessi in gioco.

    Insomma non ha né indipendenza né professionalità.

    Per quanto riguarda Amato, io non sono entusiasta di come ha svolto (per poco tempo) il ruolo di presidente dell'antitrust.
    Fu però nominato da Pivetti e Scognamiglio. Cioè dai presidenti di destra delle due camere.

    Sulle nomine di membri antitrust fatte da Violante e Mancino nessuno mai ha sollevato obiezioni.
    ah beh,allora se la contesti te la professionalità il discorso cambia eccome...

  3. #13
    SENATORE di POL
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    dal quotidiano LIBERO di oggi 20 febbraio 2005 si evince come la psicosi antiberlusconiana porti non solo la stampa dell'estrema sinistra illiberale, ma anche qualche giornale serio, a prendere fischi....per fiaschi.

    " Psicosi da conflitto di interessi Catricalà diventa berlusconiano

    di FAUSTO CARIOTI

    A parte la solita Unità, che con quel titolo - " Conflitto d'interessi: all'Antitrust il segretario generale di palazzo Chigi" - ha svolto il compitino di annunciare il golpe quotidiano, della rassegna stampa di ieri colpiscono soprattutto il Corriere della Sera e il Sole- 24 Ore, i giornali più vicini ai poteri forti ( chiamiamoli così). Scelte identiche: un commento dalla prima pagina per dire che Silvio Berlusconi, tramite i presidenti di Camera e Senato, ha piazzato un dirigente di palazzo Chigi ( cioè, in sostanza, " uno dei suoi") alla guida dell'authority che dovrà sorvegliare sul conflitto d'interessi del premier. La psicosi del Berlusconi pigliatutto genera brutte amnesie anche nei migliori quotidiani. Insinuare che Catricalà sia uno dei berluscones significa ignorare che: a) la sua nomina è nata sull'asse bipartisan dei due grandi tessitori Gianni Letta- Antonio Maccanico e a sinistra ha avuto l'avallo anche di Piero Fassino, Giuliano Amato e Francesco Rutelli, con cui Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini si erano consultati nei giorni scorsi, ricevendo in risposta nessun veto, ma solo parole d'apprezzamento; b) il curriculum di Catricalà non è proprio quello di un dipendente Mediaset, avendo egli lavorato, tra gli altri, con gli stessi Amato, durante il cui governo fu nominato segretario generale dell'autorità per le Comunicazioni, e Maccanico, che lo volle con sé capo di gabinetto al ministero delle Poste; c) Catricalà, vicino semmai al Quirinale piuttosto che a palazzo Chigi, non è una prima scelta per Berlusconi, se è vero che sino a due giorni fa i nomi che giravano per quella poltrona erano altri. La controprova l'ha data Sabino Cassese , giurista che Carlo Azeglio Ciampi tiene in grande considerazione. Ieri è dovuto intervenire per dire che la nomina di Catricalà « è una buona scelta » . Per più di un motivo: « In primo luogo è un giudice, e questo significa che è abituato ad essere imparziale. In secondo luogo è un ottimo giurista, con un curriculum di prim'ordine e una preparazione tecnica notevole. Infine è un esperto amministrativo bipartisan. È quindi un servitore dello Stato indipendente dal colore politico dei governi per cui ha ricoperto incarichi » . E si sa che Cassese, su questi temi, dice quello che il Quirinale pensa. Curioso, però: quando vuole sparare sulle scelte della maggioranza, come nel caso delle recenti nomine di Giorgio Guazzaloca e Antonio Pilati al consiglio della stessa Antitrust, Cassese trova pronta la prima pagina del Corriere; quando deve difenderle, è costretto a dare dichiarazioni alle agenzie di stampa, come un disperato qualunque.
    "

    FATTI non vaneggiamenti travaglieschi.

    Saluti liberali

  4. #14
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    In origine postato da Pieffebi
    dal quotidiano LIBERO di oggi 20 febbraio 2005 si evince come la psicosi antiberlusconiana porti non solo la stampa dell'estrema sinistra illiberale, ma anche qualche giornale serio, a prendere fischi....per fiaschi.

    " Psicosi da conflitto di interessi Catricalà diventa berlusconiano

    di FAUSTO CARIOTI

    A parte la solita Unità, che con quel titolo - " Conflitto d'interessi: all'Antitrust il segretario generale di palazzo Chigi" - ha svolto il compitino di annunciare il golpe quotidiano, della rassegna stampa di ieri colpiscono soprattutto il Corriere della Sera e il Sole- 24 Ore, i giornali più vicini ai poteri forti ( chiamiamoli così). Scelte identiche: un commento dalla prima pagina per dire che Silvio Berlusconi, tramite i presidenti di Camera e Senato, ha piazzato un dirigente di palazzo Chigi ( cioè, in sostanza, " uno dei suoi") alla guida dell'authority che dovrà sorvegliare sul conflitto d'interessi del premier. La psicosi del Berlusconi pigliatutto genera brutte amnesie anche nei migliori quotidiani. Insinuare che Catricalà sia uno dei berluscones significa ignorare che: a) la sua nomina è nata sull'asse bipartisan dei due grandi tessitori Gianni Letta- Antonio Maccanico e a sinistra ha avuto l'avallo anche di Piero Fassino, Giuliano Amato e Francesco Rutelli, con cui Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini si erano consultati nei giorni scorsi, ricevendo in risposta nessun veto, ma solo parole d'apprezzamento; b) il curriculum di Catricalà non è proprio quello di un dipendente Mediaset, avendo egli lavorato, tra gli altri, con gli stessi Amato, durante il cui governo fu nominato segretario generale dell'autorità per le Comunicazioni, e Maccanico, che lo volle con sé capo di gabinetto al ministero delle Poste; c) Catricalà, vicino semmai al Quirinale piuttosto che a palazzo Chigi, non è una prima scelta per Berlusconi, se è vero che sino a due giorni fa i nomi che giravano per quella poltrona erano altri. La controprova l'ha data Sabino Cassese , giurista che Carlo Azeglio Ciampi tiene in grande considerazione. Ieri è dovuto intervenire per dire che la nomina di Catricalà « è una buona scelta » . Per più di un motivo: « In primo luogo è un giudice, e questo significa che è abituato ad essere imparziale. In secondo luogo è un ottimo giurista, con un curriculum di prim'ordine e una preparazione tecnica notevole. Infine è un esperto amministrativo bipartisan. È quindi un servitore dello Stato indipendente dal colore politico dei governi per cui ha ricoperto incarichi » . E si sa che Cassese, su questi temi, dice quello che il Quirinale pensa. Curioso, però: quando vuole sparare sulle scelte della maggioranza, come nel caso delle recenti nomine di Giorgio Guazzaloca e Antonio Pilati al consiglio della stessa Antitrust, Cassese trova pronta la prima pagina del Corriere; quando deve difenderle, è costretto a dare dichiarazioni alle agenzie di stampa, come un disperato qualunque.
    "

    FATTI non vaneggiamenti travaglieschi.

    Saluti liberali
    Cassese non è la bocca della verità. Aspira anche lui a qualcosa.
    Diderot

  5. #15
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    E' la ..."bocca di Ciampi".....

  6. #16
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    In origine postato da Pieffebi
    E' la ..."bocca di Ciampi".....
    Forse la nomina del Pirata Calabrese è meno scandalosa di quella di Guazzaloca e di Pilati (due nomine più che scandalose: vergognose).
    Forse Berlusconi mirava a far nominare qualcuno meno qualificato, che sia completametne ai suoi comandi.
    Da Berlusca c'è da aspettarsi qualsiasi cosa.
    Diderot

 

 
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