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Risultati da 1 a 10 di 27

Discussione: trasmigrazione

  1. #1
    Forumista junior
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    Predefinito trasmigrazione

    Scrive Guénon:
    “ Circa la reincarnazione ponendosi dal punto di vista della metafisica pura, se ne può dimostrare l’impossibilità assoluta e senza alcuna eccezione (...)”
    Guènon in molteplici passi della sua opera afferma che sia l’induismo che il buddhismo non hanno mai sostenuto la dottrina reincarzionista (intesa come ritorno in questo mondo dell’essere non liberato) ma la trasmigrazione dell’essere da questo stato di esistenza in un altro stato della catena samsarica che con questo non ha nessun rapporto.
    Siccome non ho trovato (ancora) nè nelle Upanishad nè nei commenti di Shankara (a cui Guénon si rifà) gli elementi per questo tipo di interpretazione (che è affascinante ma unica e totalmente controcorrente rispetto a tutto ciò che si trova sulla dottrina induista), sarei molto grato se qualcuno mi desse delle indicazioni precise a questo proposito. Magari indicandomi qualche testo utile, anche in relazione ad altre dottrine (vedi metempsicosi).

    Grazie

    haham

  2. #2
    Ospite

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    Benvenuto.
    Ciò che esprime il filosofo francese è un "punto di vista"; ma non rappresenta la Verità.

    Il mio parere, se può contare qualcosa, è che siamo nel campo delle "ipotesi non sostenibili ma ragionabili".
    Come ebbe a dire un filosofo greco, interrogato sulla questio del morire, rispose: "Mi dispiace, non posso rispondere, perchè non sono ancora morto."

    La morte è il punto finale e culminante della vita terrena dell'uomo.Ciò che vi è dopo, è mistero.
    E' pur vero, che abbiamo qualche frammento utile di riflessione.

    Sappiamo che il neonato uscente dalla cavità uterina (grotta) o parto cesario muore ad un mondo per rifiorirne in un altro, cioè, il nostro.
    Dopo essere vissuto nel liquido amniotico del ventre materno, nei primi tre giorni di vita prende coscienza del suo corpicino e quindi individualizza se stesso.Prima guardando le sue manine e poi, riferendosi al seno della mamma.

    Sappiamo anche, che tutte le tradizioni iniziatiche parlano di tre giorni in cui il neomorto (colui che è deceduto) non deve essere disturbato, perchè il suo spirito prende coscienza con il "nuovo mondo", mentre i residui psichici si vanno a disfare con la decomposizione del cadavere.

    Esiste una via alchemica alla risoluzione del cadavere attuata dal Cristo nell'oscurità del sepolcro, risorto in corpo e in spirito.Ma su questa pratica, vige il più assoluto silenzio.

    Si parla anche di morte iniziatica, ciòè di nascita ad una nuova vita già in questo mondo.E' il cammino regolare che viene percorso dal discepolo che diviene Maestro.Dante Alighieri ne è un esempio.Non si muore fisicamente, ma si muore simbolicamente ad una vita, per centrarsi nel Se Eterno, il motore immobile, e quindi, passare dalla circonferenza al centro.
    Centro nei confronti del quale, la vita fisica ristabilisce i suoi valori.E' la VIA MAESTRA che si compie nel mondo della materia e nel mondo dello spirito.Che non è la via dei sognatori o dei meri materialisti, ma l'asse mediano tra cielo e terra.

    Infine esistono dei dejavù. Delle riminescenze di una dignità primordiale. Un ricordo, o, dei ricordi.

    Possiamo concludere che, l'uomo nulla ha da temere.Poichè venne dal logos primordiale e, ad esso ritornerà.

    Con deferenza
    geom.antonio



    "In verità, in verità vi dico: avrete tribolazioni dal mondo...ma io ho vinto il mondo." Gesù il Cristo

  3. #3
    Arthur I
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    Non ho letture nè fresche nè approfondite, ma trovo strana l'affermazione di Guénon, dato che il Samsara è sempre stato legato al Karma.

  4. #4
    Forumista junior
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    Non è che Guénon contesti il ritorno (per quanti non hanno ottenuto lo stadio di liberazione) il ritorno al samsara. Quello che contesta è l'identificazione del samsara con il nostro mondo, il nostro specifico stato di esistenza, in altre parole che sia possibile la reincarnazione nel significato etimologico del termine (riacquistare un nuovo corpo). Il samsara per Guénon (ma ritengo che su questo si rifaccia ai testi), è composto da un insieme di mondi (loka) da una catena indefinita di mondi uno diverso dall'altro, piazzati (se così possiamo dire) su piani di esistenza differenziati. Per l'essere non liberato il destino che si prefigura è la trasmigrazione da uno stato di esistenza ad un altro, da un loka ad un altro, e quindi l'idea di un ritorno "su questa terra" è per Guénon "metafisicamente una impossibilità".
    Ora, quello che sto cercando di scoprire (dal momento che Guénon dice di rifarsi ai Veda e ai suoi più illustri esegeti) è su quelle passo dei testi esattamente si rifà per una tale interpretazione.
    Per altro, mi sembra che, anche se non esplicitamente, anche Danielou e Coomaraswamy, accettenino questa interpretazione.

    haham

  5. #5
    suum cuique
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    Ma ciò che è più interessante ancora considerare è il fatto che da un punto di vista metafisico il tempo non è che una modalità illusoria e di fatti scorre differentemente nei vari piani d' esistenza.

    Ora se da un punto di vista sopraordinato il tempo non esiste quale vita si può dire sia precedente a un' altra e quale posteriore?

    Non si potrebbe parlare di simultaneità e di vita parallele?

  6. #6
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    In Origine Postato da Otto Rahn
    Ma ciò che è più interessante ancora considerare è il fatto che da un punto di vista metafisico il tempo non è che una modalità illusoria e di fatti scorre differentemente nei vari piani d' esistenza.

    Ora se da un punto di vista sopraordinato il tempo non esiste quale vita si può dire sia precedente a un' altra e quale posteriore?

    Non si potrebbe parlare di simultaneità e di vita parallele?

    Aperto il sipario, compare sotto i riflettori, il danzatore.
    Inizia la danza, ed inizia il "tempo".
    Finita la danza, il sipario si chiude.
    Il danzatore "rientra" nel camerino, e si strucca.
    Dietro il danzatore, l'uomo.
    Ma "dentro" l'uomo, il se indefettibile, il se supremo.
    Motore immobile della "circonferenza temporale".
    Si passa dalla circonferenza al centro.
    Si intuisce e si sprofonda nell'innominabile.
    Cordiali saluti
    geom.antonio


  7. #7
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    "Ora, quello che sto cercando di scoprire (dal momento che Guénon dice di rifarsi ai Veda e ai suoi più illustri esegeti) è su quelle passo dei testi esattamente si rifà per una tale interpretazione."

    Mi risulta che nei Veda non ci sia traccia di questa credenza, trovandosi invece in testi cronologicamente superiori

    "Per altro, mi sembra che, anche se non esplicitamente, anche Danielou e Coomaraswamy, accettenino questa interpretazione."

    Coomaraswamy (che secondo me è, insieme a Guènon, probabilmente l'unica persona che abbia parlato in Occidente delle dottrine indù senza distrocerle) la accetta esplicitamente. Danielou non so, però mi ricordo un'aneddoto nel quale riferì che, avendo egli esposto le idee di Guènon ad alcuni pandit ortodossi di Benares, questi gli risposero che se Guènon asseriva realmente quelle cose allora significava che era l'unico Occidentale ad aver realmente compreso l'Induismo.

    Mi sembra che tutto ciò possa fornire degli interessanti suggerimenti circa la correttezza della posizione di Guènon in merito alla Trasmigrazione delle anime.

    Un saluto a tutti.
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  8. #8
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    Una correzione. Ho scritto:

    "Mi risulta che nei Veda non ci sia traccia di questa credenza, trovandosi invece in testi cronologicamente superiori"

    Volevo dire POSTERIORI. Dire che nell'Induismo ci sia qualcosa di superiore ai Veda significa non aver nemmeno la più pallida idea di cosa sia l'Induismo

    Il "problema" con Guènon è (sia ben chiaro, secondo me) che spesso e volentieri non cita le fonti dalle quali attinge certe sue sentenze, causando le critiche dei maniaci delle "prove documentarie" (rivelatori di una mentalità moderna che Guènon stigmatizzava). Sempre nell'ambito dell'Induismo, Guènon si attirò anche numerose critiche per come interpretò il calcolo dei Manvantara in "Forme Tradizionali e Cicli Cosmici", in controtendenza rispetto all'idea che ci si era comunemente fatti in Europa al riguardo. In questi casi, o lo si prende così e gli si riconosce la funzione che certuni gli hanno attribuito (posizione che personalmente condivido) o non lo si prende.
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  9. #9
    Arthur I
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    In Origine Postato da Talib
    "Ora, quello che sto cercando di scoprire (dal momento che Guénon dice di rifarsi ai Veda e ai suoi più illustri esegeti) è su quelle passo dei testi esattamente si rifà per una tale interpretazione."

    Mi risulta che nei Veda non ci sia traccia di questa credenza, trovandosi invece in testi cronologicamente superiori

    "Per altro, mi sembra che, anche se non esplicitamente, anche Danielou e Coomaraswamy, accettenino questa interpretazione."

    Coomaraswamy (che secondo me è, insieme a Guènon, probabilmente l'unica persona che abbia parlato in Occidente delle dottrine indù senza distrocerle) la accetta esplicitamente. Danielou non so, però mi ricordo un'aneddoto nel quale riferì che, avendo egli esposto le idee di Guènon ad alcuni pandit ortodossi di Benares, questi gli risposero che se Guènon asseriva realmente quelle cose allora significava che era l'unico Occidentale ad aver realmente compreso l'Induismo.

    Mi sembra che tutto ciò possa fornire degli interessanti suggerimenti circa la correttezza della posizione di Guènon in merito alla Trasmigrazione delle anime.

    Un saluto a tutti.
    Ma allora, per tornare al primo post di Haham, come va interpretato il "non aver rapporto" tra i due stati della catena del Samsara?

  10. #10
    Servitore dell'Unico
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    Quando Haham ha detto che fra i diversi stati v'è mancanza di rapporto, penso volesse solamente indicare l'alterità dell'altro stato rispetto al presente.
    Haham, correggimi se ti ho capito male...

    Mi sembra interessante anche quello che dice Otto Rahn. Però non so se è giusto parlare di "vite parallele" (almeno considerando cosa viene in mente a me pensando a questo termine) perchè altrimenti verrebbe a mancare il presupposto per cui la legge del Karma obbedisce ad una concatenazione di cause ed effetti. Io penso che se è vero che il tempo è illusorio, non di meno è una illusione che "ci serve" per una questione di semplice comprensione delle cose, visto che la nostra mente (almeno fino a quando non raggiunge la liberazione) non può concepire questo genere di cose se non come una successione temporale. La verità in merito ci si paleserà poi quando avremo raggiunto la liberazione (e percui, se vogliamo veramente SAPERE, cerchiamoci un maestro spirituale e dedichiamoci alla Via, invece di "perdere tempo" a chiaccherare su un forum )
    E' un pò come il simbolismo, che è il mezzo con il quale ci si spiegano delle detemrinate realtà con un linguaggio che siamo in grado di afferrare.

    In effetti le cose sono veramente caotiche se cerchiamo di analizzarle razionalmente, proprio perchè la ragione non può arrivare a comprendere questo genere di cose (può essere un aiuto, ma non può arrivare più di tanto). Per esempio, un'altra questione che ci si può porre è: chi trasmigra? se ci pensiamo bene ognuno di noi come individuo non ha una esistenza oggettiva, dal momento che solo l'Essere è. Quindi, penso che il tutto alla fin fine si riassuma in una serie di dinamiche interne all'Essere operate sull'Essere dall'Essere stesso.
    In pratica, un gioco...

    Queste sono solo mie riflessioni personali. Magari sono semplici scemenze.
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

 

 
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