Obbedisco perché vi amo ma non è giusto
don Vitaliano Della Sala*
Con estrema meraviglia e stupore ho accolto la Sospensione a divinis (per sei mesi!) comminatami dall'Abate di Montevergine; essa è giunta quando, ormai da moltissimo tempo, sto seguendo alla lettera, pur non condividendole, le svariate restrizioni prescrittemi nei numerosi provvedimenti canonici che mi sono stati indirizzati. La Sospensione è un ulteriore, immotivato e ingiusto accanimento contro di me; inoltre aggrava le limitazioni e le violazioni ai miei diritti umani e sacerdotali e lascia intravedere un vero e proprio intento persecutorio nei miei riguardi da parte dell'Abate. Se non fosse che a redigerla è stato il mio vescovo, sembrerebbe dettata da un sentimento di vendetta dopo il mio ricorso al Tribunale della Segnatura Apostolica e dopo un acceso chiarimento avuto con l'Abate, durante l'ultima riunione del clero di Montevergine.
Ovviamente obbedirò al provvedimento, pur non condividendolo. La mia, come sempre, è un'obbedienza in piedi, un'obbedienza a Gesù Cristo e alla Chiesa che, anche se in questo momento mi sta mostrando il suo volto umano peggiore, è pur sempre mia Madre che amo. La amo, l'ho detto tante volte e lo ripeto proprio ora che la sua mano dura si abbatte su di me. La amo perché è di Cristo. La voglio migliore, più bella, sempre più fedele a Cristo, non a se stessa. Ma non ne voglio un'altra.
Non c'è nulla di definitivo in questa vita, solo Gesù Cristo. Bisogna continuare a seguirlo, anche quando la sequela ci porta a soffrire, ad essere incompresi e combattuti dagli altri. I Santi ci hanno insegnato a testimoniare la fede senza paure, senza servilismi, senza idolatrie. Continuo allora senza paura a guardare dritto negli occhi i miei superiori, sottomettendomi all'unico Signore che riconosco in questo mondo.
Una delle accuse che mi viene rivolta è la mia appartenenza al movimento no-global; è estremamente sciocco che una parte della Chiesa cattolica, demonizzi il Movimento dei movimenti; come è estremamente vero che tantissima parte della Chiesa cammina e lotta con esso per costruire l'altro mondo possibile. Questa mia convinzione ha reso ancora più dolorosa la mia scelta di non partecipare più, da anni, alle manifestazioni del Movimento, cosa che comunque i miei superiori fanno finta di non vedere. Comunque spero che nessuno si faccia un'idea sbagliata della Chiesa, e che ognuno comprenda i suoi umani limiti e le sue chiusure: il Papa e la Chiesa, nel rispetto delle differenze reciproche e in quella "convivialità delle differenze" che ci caratterizza, sono con il Movimento e più volte lo hanno dimostrato!
Risponderò all'Abate punto per punto, ma fin da ora posso dire in tutta onestà, che sono false le notizie che gli sono state riportate e le accuse che mi rivolge contro. Sono pronto, in ogni momento, a un confronto chiarificatore fraterno.
Per il resto mi viene in aiuto la Parola di Dio che, come sempre, è viva e capace di rispondere all'oggi del nostro esistere; dice San Paolo, nella seconda lettera ai Corinzi: "Perciò, investiti di questo ministero per la misericordia che ci è stata usata, non ci perdiamo d'animo. Noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale".
(2 Corinzi 4, 7 - 10).
*parroco rimosso di Sant'Angelo a Scala


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