ISTAT: RAPPORTO DEFICIT/PIL AL 3%, SALE IL PIL, CALA IL DEBITO
I dati Istat confermano, ed in parte migliorano, le previsioni di finanza pubblica del governo per il 2004. Le confermano per il deficit; le migliorano per debito e pil.
Nel 2004 il deficit è stato fissato dall’Istat al 3,0% del pil mentre altri Stati, come Francia e Germania, hanno sforato il limite. A questo livello si è arrivato dopo una riclassificazione dei conti pubblici che ha pesato per lo 0,3% del pil. Vale a dire che senza queste riclassificazioni, il deficit per il 2004 sarebbe stato al 2,7%. Un livello più basso da quello indicato dal governo (2,9%) in tutti i suoi documenti ufficiali.
Il debito è sceso dal 106,3 al 105,8% del pil. Un risultato non secondario, visti i livelli di crescita. Il pil, nonostante le difficoltà tecniche dell’Istat (si è rotto il computer), è aumentato nel 2004 dell’1,35%: anche in questo caso, oltre le previsioni del governo. La pressione fiscale è scesa di un punto.
Le cifre fornite dall’Istat attraverso le sue riclassificazioni fornisce un quadro ormai depurato di ogni "criticità" sollevata a livello europeo. E nella sostanza dice che l’Italia non ha mai superato la soglia del 3%, nemmeno nel 2001, quando questo governo ha ereditato conti pubblici ampiamente fuori rotta. Un deficit 2004 al 3% con riclassificazioni dello 0,3% dimostrano la strutturalità del risanamento della finanza pubblica italiana. E se l’opposizione verosimilmente criticherà il basso livello di avanzo primario, questo è determinato essenzialmente dall’andamento del pil. Insomma, i conti pubblici sono in ordine, manca la crescita. Da qui, la necessità di introdurre rapidamente interventi per lo sviluppo. Cosa che il governo sta facendo in queste ore.
1/3/2005
Link a F.I.




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