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  1. #71
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    Predefinito

    Caro Blanco,

    ti suggerisco, con conoscenza di causa, di non aspettarti assolutamente niente dai politici, né di dst né di snst. Essi non hanno interesse di far avanzare il Paese, hanno altri interssi. Quei pochi politici seri di buone intenzioni, sono spesso incapaci e vivono in un ambiente puzzolente.

    La modesta speranza per il Paese sta in:
    - risveglio di chi ha interesse a essere competitivo (imprenditori, cittadini che cercano lavoro serio); che dovrebbero guardare ai Paesi civili della U.E. , poi anche informarsi dagli emigrati con domande semplici, tipo "cosa manca in Italia ?";
    - mettere in piedi associazioni organizzate su obiettivi precisi o Movimenti esistenti, ma da informare, etc. Ageire all' interno dei movimenti o associazioni.

    Una delle prime azioni che vi propongo:
    informatemi quale é il movimento serio cui io potrei offrire una mia presentazione. Informate il movimento della esistenza di un emigrato che é bene al corrente dei motivi delle vs perdite di competitività. Trovatemi lo e-mail di Gianni Moretti e inviatemelo, per es. Credo lui sia una persona seria.

    Il succo : svegliamoci....

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

  2. #72
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    Predefinito

    In origine postato da blanco
    cosa intendono per competitività : ti dico quello che penso .............. è un pacchetto di provvedimenti esatto e conveniente ma tardivo, accantonato per dare preferenza a Previti, condoni e Tremonti bis ........... vengono stanziati un sacco di soldini .............. due spiccioli quest'anno, tre l'anno prossimi, tantissimi per il 2007 .................
    ma avete mai provato a dire ad un vostro debitore : ti pago nel 2007?
    Insomma, ad essere maligni si potrebbe pensare ad un sottile ricatto...o mi rieleggete altrimenti col ciufolo che avrete i soldi.

    Mi vien da ridere pensando a questi, che fanno programmi per il 2007...non riescono a farli per il mese a venire figuriamoci se hanno una minima possibilità sul lungo termine.

    Consoliamoci del fatto che MOLTO probabilmente torneranno a fare il mestiere che meglio gli riesce...vendere pubblicità; almeno fino a quando no sarà sistemato una volta per tutte il conflitto d'interesse e fatta chiarezza sulle pendenze giudiziarie in corso.

    La competitività che hanno in testa è quella arcinota:

    I profitti ai soliti noti, i debiti allo stato.....ROMITI ha avuto una liquidazione vergognosa, oltre 500 miliardi delle vecchie lire, soldi che tutti noi abbiamo cacciato dalle tasche per mantenere il carrozzone FIAT che nel frattempo produceva la Duna....

  3. #73
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    Predefinito Re: Ecco cosa pensa la gente comune.....

    [QUOTE]In origine postato da danny78
    "Il pathos è alto e anche l’attacco del discorso di Bertinotti non è da meno: il segretario comincia con una storia, quella di Sara, una giovane lavoratrice precaria, una che, come molti altri ormai, «vive con l’ansia», vive di aspettative che troppo spesso restano deluse, vive di contratti che durano dieci giorni. E non ha più fiducia nella sinistra"

    (Brano tratto da l'Unità, Congresso Prc)

    cosa puo fare la sinistra per risolvere questi problemi... [QUOTE]

  4. #74
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    Predefinito PUO' UN BRAVO NOCCHIERO RIPORTARE LA BARCA.....

    Molti Italiani, sperano fortemente che :

    - alle prossime politiche Prodi ci sbarazzi di Berlusca;
    - inizi con lui il processo di risanamento, che permetta ad un nuovo Nocchiero di
    ri portare la Barca Italia in acque chete.

    Ritengo che il primo obiettivo abbia buone probabilità di essere raggiunto. Quanto al secondo, sono molto pessimista.

    Se l’ Italia fosse, come tanti Paesi della U.E., un Paese normale cioé governabile, un nuovo ed affidabile Nocchiero porterebbe la Barca Italia in acque più calme. Ma l’ Italia non é un Paese normale né governabile, anzi é un Paese in balia dei quattro Dittatori: la Confusione, l’ Irresponsabilità, la Rassegnazione, l’Allegra Gestione.

    Senza l’ analisi necessaria ed urgente che indichi le CAUSE per cui i quattro dittatori hanno preso il potere............; che individui quali sono le forze positive in grado di combattere le forze negative al soldo dei quattro dittatori, ........ nel Villaggio Globale non c’ é scampo per lo Stivale.

    Suggerisco, per guardare in faccia la realtà, di leggere i testi:

    - La Barca va...;
    - Cullarsi nelle fatue illusioni;
    - La Pubblica Distruzione;
    - Metodi e risultati sociali;
    - Divaricazione dall’ Europa
    - Cocci
    - Lo Stivale ha perso le staffe.

    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

    P.S. Gli interessati possono chiedermi le coordinate del sito che li contiene

  5. #75
    Il cinismo ci salverà
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    Predefinito Re: Re: Ecco cosa pensa la gente comune.....

    In origine postato da benfy
    1) una delegata in un congresso difficilmente la si più tipicizzare nella categoria gente comune

    2)questi discorsi populistici lasciamoli alla cultura della destra
    Ottimo intervento...

  6. #76
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    Predefinito Re: Re: Re: Ecco cosa pensa la gente comune.....

    In origine postato da Logos
    Ottimo intervento...
    appunto.

  7. #77
    Il cinismo ci salverà
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    Predefinito Re: Re: SONO ITALIANO (col DNA cambiato)

    In origine postato da T34
    Mon cher copain,

    innanzitutto mi scuso per il tono, diciamo, irriverente e canzonatorio che ho dato al 3d precedente....veniamo a noi.

    Dici: "se tutti sapessero", non c'é bisogno di farlo sapere a tutti, basterebbe che lo sapesse chi ha le leve del potere e non credo che la "crema" politica itallica non sappia, sanno benissimo...il problema é che ancor oggi questi signori si soffermano a parlare di foibe e stalinismo e viceversa di nazismo e fascismo, invece di completare l'unità d'Italia ancora miserabilmente in cantiere e mai finita.

    Siamo il paese delle "signorie" e dei "comuni", quindi, detto in parole povere, miseri "bottegai" con il nocciolo duro in quella parte del paese dove l'economia é più florida e di conseguenza trainante per il resto del paese.

    Per tornare al confronto con i francesi, che tu affermi essere riflessivi, ti ricordo i "paysans" nel termine ampio della parola...che tutto sono meno che riflessivi, hanno però una virtù che tra noi italiani é sconosciuta....amare il loro GRANDE paese.
    Ma tu sei fra i primi a non amarlo! Basta che ci sia un governo o un premier che non ti piace e già sei lì pronto a dire che non ti senti italiano... tu come tantissimi altri, a destra e a sinistra... in questo momento più a sinistra, ovviamente, dal prossimo anno più a destra, probabilmente... il nostro sport nazionale, peraltro, è l'autodenigrazione, quindi nessuna sorpresa...

  8. #78
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    Predefinito DENIGRARE PER CAPIRE, POI CORREGGERE

    Caro Logos,

    tu hai notato la frequenza dell' autodenigrazione. E se invece si trattasse, almeno in alcuni casi, della sorpresa e del fastidio di emigrati che vedono altri europei capaci di getire loro stessi e le loro risorse, in un modo che gli Italiani dello Stivale non conoscono ?

    Mi viene in mente, per poter giustificare qualche denigrazione, la mia conclusione, dopo anni di osservazioni e paragoni:

    - gli Italiani dello Stivale non escono dai loro guai da soli; non ne hanno gli strumenti;
    - ne uscirebbero se emigrati qualificati li aiutassero ! !
    - ho preparato le linee di un programma (pubblicato anche in un saggio su Internet), che servirebbero, chissà, a tempo debito.
    - le mie valutazioni hanno il potenziale di generare una discussione/analisi;
    - la discussione ha il potenziale di generare quella catarsi che é necessaria per ripartire da capo. Solo se c' é gente determinata che la provoca. E possibile, ma molto difficile.

    Allora provo a mettere, su questa discuss, qualche valutazione o fatto successo. Chissà che tu non trovi la cosa utile.

    Antonio Greco

  9. #79
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    Predefinito E LA BARCA ITALIA VA, MA FA ACQUA, ACQUA DA TUTTE LE PARTI

    Un equipaggio che non sa navigare

    L`aria, in Italia, é pesante. Per rendersene conto, stare un anno fuori e poi tornare. Allora si respira pesante, si cammina su terreno fangoso. E fangosa quella terra ove diventa complessa, difficile, un`azione che nel resto dell’Europa é ovvia, immediata, senza storia. In Italia invece essa puo avere una storia negativa, puo’ effettuarsi solo in tempi lunghi, o con estrema difficoltà, o con l`intervento di un padrino.

    E pesante l`aria di quel Paese ove persino persone dotate di qualità eccelse stentano a emergere, a portare a termine le proprie iniziative. Ove invece le stesse persone, andando in un altro Paese europeo, di latitudine poco piu alta, emergono senza problemi, hanno successo.

    In gennaio ‘98 il procuratore generale segnala che la giustizia italiana non é proprio a livelli europei. Il direttore delle F.S. ha detto poco prima qualcosa di simile delle ferrovie. In luglio ’99 il magistrato capo del pool Mani Pulite denunzia il rischio che una buona metà delle inchieste su tangentopoli cada in prescrizione, in quanto ….”la giustizia non funziona. E spiacevole, aggiunge, poiché sarebbe un segno di impunità”.. Altri responsabili di grosse strutture pubbliche italiane, nel fare paragoni cogli altri Paesi dell’Unione, potrebbero arrivare a conclusioni fallimentari di simile tipo. Non sarebbe sorprendente.

    E la barca Italia va, continua a navigare, ma fa acqua da tutte le parti.

    Le ultime eclatanti notizie confermano quello che sapevamo: il Paese non funziona. Se uno degli uomini chiave del vecchio centrosinistra si rifugio’ in Tunisia per sfuggire alla giustizia, se un ex-premier é stato indagato per complicità con la mafia, allora non si possono aver dubbi: il sistema Italia ha i piedi d’argilla e rischia il sottosviluppo.

    Guardando fuori dalle frontiere, dove ti volti, vedi qualcosa che gli altri sanno fare, e noi no. O meglio, fingiamo di fare la stessa cosa, o proviamo a farla. O diciamo di volerla fare. Ma poi succede che ci fermiamo a metà strada. O che abbiamo un risultato che non é paragonabile a quello ottenuto negli altri Paesi dell’Unione, ma lo é a quello ottenibile in un Paese del Nord-Africa.

    I media hanno parlato recentemente di due fra i tanti ospedali in sofferenza. Sigilli al Policlinico di Roma nel ’97, a seguito di un’infezione diffusa. Inoltre le notizie di luglio ’99 dallo stesso ospedale dicono: perquisite dai carabinieri le sale operatorie. Immodizia, ferri arrugginiti, provette sporche. Undici bimbi infettati da un piccolo germe, il quale si é preso il compito (due volte in 24 mesi, o forse erano due germi diversi ?) di mostrare a tutti che il grosso ospedale universitario é sporco e mal gestito. Cosa che chi lavora in esso sa da anni, ma finge di non sapere, per non essere danneggiato da un sistema mafioso che gestisce personale e risorse in base ai proprii interessi.

    IL Caldarelli, cuore dolente della sanità partenopea, non va meglio. Per cui la marcia della salute, organizzata da un partito, si chiude davanti ai suoi cancelli. Bindi, ministro della Sanità, dichiara: “…Il problema é comune alle grandi strutture. Al Caldarelli mancano le camere sterili, a Firenze chiudono le sale operatorie del Careggi, a Pesaro muoiono dieci persone. Realtà diverse, accomunate da un’emergenza.” Solo dieci mesi prima lo stesso ministro, con faccia tosta (o per ignoranza ?), aveva sostenuto nel talk-show “Porta a porta” che la Sanità italiana é al livello di quella degli altri Paesi sviluppati d’Europa !…… Ma la serietà dei politici italiani é ormai conosciuta in Europa !

    Nel tratto Parigi-Roma dormire in cuccetta puo’ portare a strani confronti. Se il vagone cuccette é francese, il condizionamento é in funzione. Se la carrozza é italiana, una volta su cinque il viaggio (in inverno) sembra fatto in Siberia. In estate sembra fatto in Africa. La differenza: in Francia una carrozza che ne ha bisogno, va in manutenzione. In Italia viaggia. C’é da soprendersi del numero di incindenti ferroviari in Italia ?

    Le condizioni di costruzione dell’Eurotunnel (Parigi-Londra) e del passante ferroviario Milano-aeroporto sono state elencate da Radice sul Corriere della Sera. Eurotunnel, 50 km, il passante milanese 10.5 km. Eurotunnel, 380 miliardi/km, il passante 571 miliardi/km. Eurotunnel finito in 7 anni, il passante milanese non finito in 17 anni.

    Da La Repubblica (27-1-99), contenente un articolo intitolato Bassa Velocità : « Sui lavori lungo la direttrice Milano-Napoli emerge una realtà sconcertante : uno spaccato di una commedia dell’assurdo, un’inestricabile matassa di contraddizioni ed errori della quale sarà impossibile venire a capo. Cominciando dall’elemento macroscpico dei ritardi e dei rinvii …..tra un progetto bocciato e un cantiere contestato, la data di apertura dell’intera tratta é fissata al 2006. E un gap incolmabile rispetto agli standards degli altri Paesi Europei. »
    « L’altro intoppo riguarda invece Napoli. La stazione terminale dei convogli ad alta velocità non sarà quella di Napoli, ma un apposito scalo ad Afragola. Un interscambio, ove i passeggeri dovranno cambiare treno per arrivare a destinazione. » Un modo come un’altro per vanificar’e il riparmio di tempo conseguito ! L’articolo conclude : « Poca Europa in tutto questo».

    Panorama,nel novembre 99, tenta di ripôndere alla domanda: “Di chi la colpa del caos dei trasporti ?”con qualche rilevamento. “I tempi medi di realizzazione delle grandi infrastutture restano dalle tre alle cinque volte superiori a quelli europei. Per la direttissima ferroviaria Roma-Firenze ci sono voluti più di 30 anni. Qualsiasi persona di buon senso sa che , per liberare le strade, le merci dovrebbero viaggiarre in mare e su treno. Ma la % di merci trasportatat sui vagoni F.S. rimane inferiore al 15%.”
    Le Ferrovie dello Stato hanno ammesso (lettera al Corriere del 1-11-99): “Il quadruplicamento degli assi Nord-Sud e Est-Ovest e il potenziamento dei nodi fondamentali, partiti 20 anni fa, subiscono ritardi a causa delle interrminabili procedure amministrative.”

    L’indagine ISTAT sulle università (Il Corriere, 5-11-99) mette in rilievio l’alto tasso di insuccesso che non ha eguali negli altri Paesi evoluti: solo il 40 % degli iscritti raggiunge il traguardo della laurea. Inoltre, nel ’98, l’esercito dei fuori corso nelle università supera l’88 % del totale iscritti.

    C’é da chiedersi come mai l’Italia sia in Europa e non in Africa !

    Le Poste Italiane hanno da decenni il primato europeo per la lentezza della consegna, per la lunghezza delle code agli sportelli e per l’inaffidabilità dei servizi. Nel luglio ’99 la proposta del ministro Piazza per l’abolizione della coda agli sportelli: un coacervo di buone intenzioni, indice del livello della maturità civile italiana. In un’altro Paese il problema dalla coda si sarebbe risolto senza impegnare il parlamento, in modo più semplice: rilevamento delle cause del problema e realizzazione pratica dei correttivi necessarii ad eliminarlo. In Italia si propone una legge. La commedia dell’arte é italiana !

    Sergio Bocca afferma : « Ferrovie e crimininalità. Non passa giorno o settimana senza morti o ammazzati dalla malavita organizzata o senza treni che deragliano e locomotive che s’incendiano….. Al ministro dell’interno va bene che esista una non piccola provincia italiana, la Aspromontana, in cui lo stato in cento anni non ha mai trovato uno dei sequestrati della ‘ndrangheta. ».

    Nelle riunioni internazionali ove vengono discussi e definiti gli standards di trasmissione per le telecomunicazioni, o dei collegamenti internazionali, o per la costruzione di apparecchi industriali, i rappresentanti degli altri Paesi dell’Unione Europea proteggono gli interessi delle proporie economie. I rappresentanti italiani raramente ci provano, se lo fanno rischiano brutte figure.

    Nel 2002 la sorpresa di Marino, re dei trapianti. Lui , che nel ’92 era il 1° direttore straniero del centro trapianti governativo USA, nel ‘99 diviene direttore dell’ISMETT di Palermo. Nel 03, stanco di combattere per poter lavorare, sbatte la porta e se ne va a dirigere la divisione trapianti a Philadelphia, dicendo: qui in Italia non posso lavorare, son costretto ad andarmene. Un’altro esempio del pantano italiano.

    Vale la pena di ricordare che non c’é nessun Paese dell’Unione Europea che sia al livello italiano, cosi basso, in tutti i settori menzionati ? E quali ne sono i motivi ? E come mai nessuno li ricerca e li scopre ? L’intellighentia italiana dorme, o non esiste ?
    Se vogliamo andare a fondo e scoprire le cause del sottosviluppo italiano, non c’é alternativa ad un riesame dei nostri comportamenti. Questa lettera dall’Europa é un piccolo contributo preliminare.

    Antonio Greco

    ANGREMA@wanadoo.fr

  10. #80
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    Predefinito TORNARE NEL BEL PAESE ?

    Parigi, dicembre 03



    Sono appena andato in pensione, dopo ventuno anni di Francia. Durante i quali ho potuto realizzarmi senza trovare ostacoli anormali, senza imprevisti o vischiosità di ambiente. Raggiungimento dei miei obiettivi di lavoro ? Facile, solo con l’impegno. Col quale ho superato la sfida di lavorare in un ambiente europeo, competitivo.

    Mio fratello, da Roma, mi chiede: Allora torni ? Gli rispondo: fossi fesso ! Gli spiego poi che, se la qualità di vita a Roma si avvicinasse a quella media europea a nord delle Alpi, sarei pronto a tornare.

    Mia figlia mi chiede: Perché, la qualità di vita, spesso in Italia, é differente ?

    Risposta: se quarant’anni fa la qualità di vita a Roma era paragonabile a quella delle altre capitali europee, negli ultimi lustri é successo qualcosa.

    Livia vuol sapere di più, anche perché si sta laureando. Poi non si contenta di sentire “é successo qualcosa”. Mi assale un dubbio, riusciro’ a spiegarglielo ? Son tante le cose peggiorate, facile fare una lista. Ma come metterle in ordine logico perché una giovane capisse “chi ha provocato cosa, e perché” ?

    Il concatenamento delle cause ed effetti credo sia ricostruibile. In generale, anche perché da una regione all’altra, possono esserci state differenze, specie nei tempi.

    Alla base, un paio di piccoli tarli da sempre nel nostro DNA. La flessibilità, che avrebbe dovuto essere una buona cosa, almeno per gli esportatori. La preferenza per l’improvvisazione e per le attività iniziate e portate avanti, senza rotture di scatole come organizzazione o chiarezza di divisioni e ruoli. Siamo o non siamo famosi per l’intuito ? Con l’intuito si arriva sempre. E poi c’é più gusto !

    E infatti nel dopoguerra ci fu l’esplosione dell’economia italiana, d’altronde, mi risulta, abbastanza ammirata in Europa. Fu un’esplosione facile e piena di successi. Merito della nostra creatività. E poi era un’epoca in cui c’era meno competizione, il ritmo delle attività economiche era meno rapido, il villaggio globale poi non c’era. C’era ancora abbastanza serietà, da permettere lo sviluppo di un Paese.

    Nella seconda metà del secolo scorso oratori volenterosi insegnavano nelle piazze la democrazia. Fra loro anche qualche meridionale, uso a gestire famiglie e affari con paternalismo, compari aiutando. La gran parte di quelli che erano arrivati alla fine della guerra e del fascismo, erano entusiasti, avevano voglia di costruire, erano in buona fede. Ma qualche meridionale, infilatosi nei palazzi del potere parlando democrazia, inizio’ a tessere le fila degli affari fra amici, servendosi del sottobosco culturale in agguato.. Furono creati associazioni, industrie del parastato, partiti. File di aspiranti gerarchi del fascio sparirono. Come era già successo altre volte, chi ebbe più fiuto, per meglio scalare le nuove strutture, gonfiò il numero di chi asseriva essere stato dall’altra parte.

    Enormi file di “resistenti” si crearono, i quali avrebbero un giorno avuto diritto ad un occhio di riguardo, o come minimo ad una raccomandazione. Era tale il numero, che qualcuno chiese: “ma allora, chi era fascista ?”

    Nacque pian piano, guardinga all’inizio, una nuova classe di politici, con nuovi comportamenti, capaci di condizionare, trafficare , intermediare poteri e percentuali, nell’interesse proprio e del proprio clan. Chiamiamolo affari-politismo, commistione di affarismo privato, o di clans, e poteri politici. Sciascia scrisse che “la mentalità mafiosa si estese dalla Sicilia verso il Nord con una velocità di 100 km/anno”. Penso dicesse la verità. I settentrionali in buona parte non si occuparono di quanto avveniva nei palazzi del potere politico. Curarono i loro commerci e potenziarono nuove attività, svilupparono l’industria privata. Inventarono un nuovo tessuto produttivo, con comportamenti circa mittle-europei (allora).

    Un giorno, prima della fine secolo, arrivarono il villaggio globale ed il mercato comune. I quali determinarono un’accelerazione dei ritmi delle economie. La mancata cura della chiarezza e di capacità organizzative e di programmazione, tarli inizialmente contenuti e senza apparenti conseguenze, si rivelo’, per l’aumento dei ritmi dell’economia, un boomerang. Le attività economiche che erano male organizzate, entrarono in tilt. Anche a causa del deterioramento dei meccanismi statali e parastatali.

    Infatti la selezione degli alti dirigenti, nello stato e nel parastato (questo piuttosto vasto) non avvenne con criteri sempre limpidi. Si diffuse il comparaggio, si formarono clans e confraternite, talvolta di gente della stessa provincia o partito. Si formarono insomma delle cordate. Obiettivo era talvolta impadronirsi di una grossa struttura. Ovviamente con frequenti asserzioni di buone intenzioni.

    Poiché i posti politici erano garantiti dal clan, perché impegnarsi ? Si diffuse l’uso della doppia verità. Sulla scena si affiggeva il cartello della propria responsabilità e del proprio ruolo. Nelle stanze chiuse iniziarono i traffici di influenze, negoziati di corridoio. Nacque un esercito di galoppini di collegamento fra i vari palazzi del potere, si mercanteggio’ in angoli bui di stanze segrete voti e prebende. Per scopi privati o di clans, inizio’il condizionamento di partiti, ognuno dei quali alzava una bandiera diversa, ma sempre democratica. Il linguaggio doppio si diffuse poi anche fuori dei palazzi del potere. Oggi esso distingue, per la sua diffusione, il nostro Paese da tanti Paesi avanzati della U.E.

    Inizio’ la commistione di contratti pubblici e interessi di partito, talvolta anche di interessi privati. L’estensione a macchia d’olio di negoziati e prebende arrivo’ in tante province. I primi imprenditori ovviamente reagirono alle proposte di percentuali di ritorno nei contratti pubblici. Ma potettero resistere solo per un po’. Poi capirono quale musica bisognava suonare per avere buoni contratti.

    La concorrenze di cordate diverse nella ripartizioni di percentuali e prebende, fece distrarre gli alti dirigenti del pubblico dai compiti loro assegnati. Divenne sempre più diffuso l’uso del proprio tempo ed energie per il lavoro in sottofondo piuttosto che per la macchina dello stato.

    I cittadini, poiché questo cambiamento di abitudini all’inizio fu lento, prima si meravigliarono, poi si abituarono. Ora sono rassegnati all’inevitabile. Infatti la gestione di tanti ruoli pubblici di alto e medio calibro con fini e visioni di parte si é tanto diffusa. E poi una mano lava l’altra. In pratica si arrivo’ all’assurdo: nessuno é più responsabile, se qualche ruota non gira. Quando si parla di promozioni pero’, si diventa tutti attivi e si inventa l’impegno e l’attivismo. Sceneggiata italiana, quando é ben presentata la si puo’ chiamare commedia dell’Arte. Aveva ragione Goëte, il quale scrisse nel Viaggio in Italia, in un altro secolo: “Andate in Italia. Ma attenzione. Sono tutti furbi !”. La furberia ha distrutto la società. Essa ha ormai un’aspetto molto diverso rispetto a tanti Paesi U.E.: non ci sono né colpevoli né responsabili, per ogni inconveniente. E come potrebbe essere altrimenti, in una società ove tutto é divenuto approssimativo ?

    In due parole: in trent’anni son cambiati i comportamenti. Il livello di soglia dei comportamenti accettabili si é abbassato (dall’altezza della fronte a quella delle fogne).

    All’inizio del XXI secolo, improvvisamente ci si accorge che l’economia italiana perde colpi, fatica a competere. Io direi, ci penso da qualche annetto: non é eccessivo pretendere la competitività, se il Paese é disastrato, anzi una parte di esso non funziona ? Si puo’ avere competitività in una società che arranca ?

    A ognuno la sua risposta.

    Antonio Greco (consulente in TLC, ex funzionario europeo, Parigi)
    ANGREMA@wanadoo.fr

    (il sottoscritto é disponibile per una presentazione sulle cause dei guai italiani, davanti a pubblico qualificato e interessato a arrestare il degrado accelerato del sistema Italia)

 

 
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