Originariamente Scritto da
krentak the Arising!
Sarebbe assurdo pretendere che in un partito del 35-40% venisse imposto un pensiero unico, tuttavia vi sono alcuni aspetti che a mio parere vanno considerati. Innanzi tutto, la comune appartenenza ad un partito dovrebbe essere caratterizzata non da totale uniformità di vedute, ma quanto meno dalla condivisione di una serie di valori, principi (chiamateli come volete) di fondo. Se in un partito si sostenesse tutto ed il contrario di tutto, cosa andremmo a votare a fare? Inoltre, il dibattito dovrebbe svilupparsi all'interno del partito, cercando di giungere ad una sintesi tra le diverse vedute, anche in base alla loro consistenza "numerica", non attraverso dichiarazioni autocratiche ed abboccamenti con l'opposizione. Mi sembra assurdo, poi, che quotidiani o riviste di aree della maggioranza critichino quotidianamente il governo ed il Presidente del Consiglio, nonostante questi godano di un'indiscussa popolarità. E' poi intollerabile l'atteggiamento chiagni e fotti di chi rivendica solo il diritto di criticare, il dovere degli altri di accettare le critiche, ma non è disposto a sua volta a ricevere obiezioni: non è che Berlusconi, Cosentino o Feltri debbano star lì a subire in silenzio le smargiassate del Presidente della Camera, del Secolo o di FareFuturo. Infine, le cariche istituzionali sono tali proprio perché - pur avendo una chiara provenienza ed appartenenza politica - dovrebbero svolgere un ruolo di garanzia e super partes, evitando di entrare continuamente nel dibattito parlamentare e governativo. Ogni giorno che il buon Dio ci manda, invece, ci sono almeno sei-sette lanci di agenzia di dichiarazioni esplicitamente politiche di Fini. Sembra che stia facendo campagna elettorale.